"La sorpresa del cartellone 2011 del Carlo Felice si chiama “Mameli”. È un’opera di Ruggero Leoncavallo, un lavoro minore, riscoperto soltanto recentemente e dal sicuro impatto simbolico. Per due motivi. L’opera, come s’intuisce dal titolo, celebra il Risorgimento, ruota attorno alla figura dell’autore dell’inno nazionale Goffredo Mameli e andrà in scena a Genova nel 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Ma soprattutto, “Mameli” è nata a Genova. La sua prima rappresentazione, il 24 febbraio 1916, fu proprio al Carlo Felice. Il suo è dunque un grande ritorno.
La programmazione artistica del 2011, che il sovrintendente Giovanni Pacor presenterà domani al consiglio d’amministrazione, contempla sei opere, due balletti e sedici concerti sinfonici. Le opere, oltre al lavoro “minore” di Ruggero Leoncavallo, sono i “Pagliacci”, sempre di Leoncavallo, il “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, l’“Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, e i capolavori di Giacomo Puccini “Gianni Schicchi” e “Madama Butterfly”.
«Lunedì il sovrintendente ci illustrerà i dettagli: il numero di recite, i costi previsti, i possibili cast», spiegano fonti vicine al consiglio d’amministrazione. A proposito di cast, la presenza senza dubbio più illustre sarà quella di Franco Zeffirelli. Il grande regista fiorentino porterà a Genova la sua ultima versione dei “Pagliacci”, che ha già girato diversi teatri d’Italia e del mondo riscuotendo ovunque un grande successo di critica e pubblico. La notizia dell’arrivo di Zeffirelli era già trapelata i giorni scorsi (si veda il Secolo XIX dell’8 novembre) ed è stata in sostanza confermata da Giovanni Pacor: «Non posso confermarla ma neppure smentirla», ha detto, in modo un po’ sibillino, il sovrintendente. Domani la notizia dovrebbe diventare ufficiale.
Dal Secolo XIX°.
Si tratta di una novità importante per il pubblico di Genova? Per il Cda? Intanto si suona, ma la nave non è stata salvata. Anche le espressioni di Giovanni Pacor sembrano essere quelle di chi "traccheggia". L'istituzione attende che qualcuno se ne vada, cerca un colloquio con un nuovo ministro, sospenderà i contratti di solidarietà, tra un anno? Mi sembra che la notizia sia quasi irrilevante: una stagione per poi chiudere? Credo che c'è chi avesse adombrato il pericolo di tenere i piedi in due staffe. Infatti a galoppare sul dorso di un cavallo, con a fianco un altro, saltando dal primo al secondo, son cose da circo, da effetti speciali, o da capacità tartare che appartengono solo alla loro abilità, o a quella politica italiana, secolare, anzi millenaria, che non teme confronti. Buona per il medio raggio, pessima per progetti di largo respiro.
Aggiungo una nota. A margine di tutta la vicenda musica-cultura. Nel 2008, a pagina 73 di una nota rivista, Alfredo Mandelli riporta quanto avrebbe affermato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, studioso del pianoforte, tanto da aver conseguito il diploma a 68 anni, dopo aver iniziato molti anni prima:“ …quando c’è in ballo la musica, non è mai troppa. Il rischio è che i ragazzi oggi escono dal Politecnico senza sapere chi è Beethoven. (Proprio al Politecnico di Milano esisteva un Ente concerti, ma l’hanno spento 42 anni fa). La musica – avrebbe affermato Confalonieri – forma gusto e carattere. Ed è il collante per le altre arti e conoscenze, dalla filosofia alla letteratura. L’ho detto al ministro dell’istruzione, spero riscopra la musica”.Confalonieri, gentili signori di governo, egregio ministro Bondi, componenti il C.d.a. del Carlo Felice e di altri teatri, non può non conoscere Pastor e Garrone ed è sicuramente un uomo insospettabile, per quanto riguarda l’appartenenza politica. Anche le sue parole dovrebbero contare e pesare come macigni. Se le idee hanno ancora ospitalità nel nostro Paese." MAURIZIO DANIA
martedì, novembre 16, 2010
"Il Teatro Carlo Felice di Genova. Alcune considerazioni" di Maurizio Dania
"La sorpresa del cartellone 2011 del Carlo Felice si chiama “Mameli”. È un’opera di Ruggero Leoncavallo, un lavoro minore, riscoperto soltanto recentemente e dal sicuro impatto simbolico. Per due motivi. L’opera, come s’intuisce dal titolo, celebra il Risorgimento, ruota attorno alla figura dell’autore dell’inno nazionale Goffredo Mameli e andrà in scena a Genova nel 150esimo anniversario dell’unità d’Italia. Ma soprattutto, “Mameli” è nata a Genova. La sua prima rappresentazione, il 24 febbraio 1916, fu proprio al Carlo Felice. Il suo è dunque un grande ritorno.
La programmazione artistica del 2011, che il sovrintendente Giovanni Pacor presenterà domani al consiglio d’amministrazione, contempla sei opere, due balletti e sedici concerti sinfonici. Le opere, oltre al lavoro “minore” di Ruggero Leoncavallo, sono i “Pagliacci”, sempre di Leoncavallo, il “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, l’“Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, e i capolavori di Giacomo Puccini “Gianni Schicchi” e “Madama Butterfly”.
«Lunedì il sovrintendente ci illustrerà i dettagli: il numero di recite, i costi previsti, i possibili cast», spiegano fonti vicine al consiglio d’amministrazione. A proposito di cast, la presenza senza dubbio più illustre sarà quella di Franco Zeffirelli. Il grande regista fiorentino porterà a Genova la sua ultima versione dei “Pagliacci”, che ha già girato diversi teatri d’Italia e del mondo riscuotendo ovunque un grande successo di critica e pubblico. La notizia dell’arrivo di Zeffirelli era già trapelata i giorni scorsi (si veda il Secolo XIX dell’8 novembre) ed è stata in sostanza confermata da Giovanni Pacor: «Non posso confermarla ma neppure smentirla», ha detto, in modo un po’ sibillino, il sovrintendente. Domani la notizia dovrebbe diventare ufficiale.
Dal Secolo XIX°.
Si tratta di una novità importante per il pubblico di Genova? Per il Cda? Intanto si suona, ma la nave non è stata salvata. Anche le espressioni di Giovanni Pacor sembrano essere quelle di chi "traccheggia". L'istituzione attende che qualcuno se ne vada, cerca un colloquio con un nuovo ministro, sospenderà i contratti di solidarietà, tra un anno? Mi sembra che la notizia sia quasi irrilevante: una stagione per poi chiudere? Credo che c'è chi avesse adombrato il pericolo di tenere i piedi in due staffe. Infatti a galoppare sul dorso di un cavallo, con a fianco un altro, saltando dal primo al secondo, son cose da circo, da effetti speciali, o da capacità tartare che appartengono solo alla loro abilità, o a quella politica italiana, secolare, anzi millenaria, che non teme confronti. Buona per il medio raggio, pessima per progetti di largo respiro.
Aggiungo una nota. A margine di tutta la vicenda musica-cultura. Nel 2008, a pagina 73 di una nota rivista, Alfredo Mandelli riporta quanto avrebbe affermato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, studioso del pianoforte, tanto da aver conseguito il diploma a 68 anni, dopo aver iniziato molti anni prima:“ …quando c’è in ballo la musica, non è mai troppa. Il rischio è che i ragazzi oggi escono dal Politecnico senza sapere chi è Beethoven. (Proprio al Politecnico di Milano esisteva un Ente concerti, ma l’hanno spento 42 anni fa). La musica – avrebbe affermato Confalonieri – forma gusto e carattere. Ed è il collante per le altre arti e conoscenze, dalla filosofia alla letteratura. L’ho detto al ministro dell’istruzione, spero riscopra la musica”.Confalonieri, gentili signori di governo, egregio ministro Bondi, componenti il C.d.a. del Carlo Felice e di altri teatri, non può non conoscere Pastor e Garrone ed è sicuramente un uomo insospettabile, per quanto riguarda l’appartenenza politica. Anche le sue parole dovrebbero contare e pesare come macigni. Se le idee hanno ancora ospitalità nel nostro Paese." MAURIZIO DANIA
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