blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

mercoledì, ottobre 15, 2008

"Grande Jazz a Foggia con il Natural High Trio" di Enza Moscaritolo

"Apertura col botto per la quarta stagione della rassegna “Lune…dì jazz”, diventata ormai punto di riferimento per i jazzofili di Foggia e provincia. C’era, infatti, Frank Gambale, alla chitarra, con Otmaro Ruiz al piano e Alain Caron al basso, nella formazione “Natural High Trio”, lo scorso lunedì 13 ottobre, e non sono cose che si vedono tutti i giorni. Si trattava, infatti, dell’unica data al Sud Italia dell’attuale tour, e di un appuntamento anche particolarmente significativo visto che era abbinato ad un ‘clinic’, un seminario formativo e didattico, tenuto dal maestro indiscusso dello sweep picking, l’unico previsto nell’intera tournèe. Due i set allestiti presso il Moody jazz cafè per andare incontro alle numerose richieste di estimatori e musicisti che hanno affollato la caffetteria foggiana. Notevole l’alchimia tra gli artisti sul palco che hanno interagito con grande vivacità, creando dinamiche coinvolgenti e di particolare interesse: Ruiz e Caron si sono confermati due musicisti di livello mondiale, degni compagni di avventura di una stella di straordinaria grandezza quale è Gambale. Straordinaria è stata, ad esempio, la capacità di attirare l’attenzione degli spettatori, ‘passandosi la palla’, in un continuo gioco di fraseggi che rimbalzava da un artista all’altro. Tra cover e inediti il concerto è scivolato via, strappando applausi a scena aperta e creando atmosfere di rara intensità. Unico neo di una serata che poteva risultare impeccabile è stata la scortesia di Gambale che ha preferito evidentemente attenersi al cliché del divo capriccioso e incontentabile, lamentandosi frequentemente, a microfono aperto, dei volumi come dei monitor, e negando persino la possibilità di effettuare registrazioni audio e riprese video. Per non parlare del ritardo accumulato all’arrivo e la scarsa considerazione delle esigenze di una macchina organizzativa, fin troppo collaudata, che ha costretto lo staff a compiere autentici salti mortali. Insomma, l’artista più famoso che sia passato per questa caffetteria rischia di essere ricordato anche per la sua performance poco simpatica e affabile che certo poteva evitare, sia per il pubblico che accorre ai suoi concerti e che compra i suoi dischi, che per gli organizzatori che si spendono in mille gentilezze e cortesie per assicurare un’accoglienza degna di questo nome. Purtroppo invitare grandi artisti può comportare anche questi rischi." Enza Moscaritolo

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