blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

mercoledì, novembre 03, 2010

L'Ufficio Scuola della Fondazione Petruzzelli comunica i dati positivi della partecipazione dei giovani nel rinato Politeama barese

E' indubbiamente positivo il bilancio delle attività dell'Ufficio Scuola della Fondazione Petruzzelli nella prima stagione del rinato Politeama. Dalla rappresentazione del "Sogno di una notte di mezz'estate" di Benjamin Britten (ottobre 2009) fino allo spettacolo di chiusura con il capolavoro verdiano, La Traviata, il teatro Petruzzelli ha accolto ben 7000 studenti e 500 docenti, provenienti da 90 differenti istituti scolastici secondari di prmo e secondo grado, università e conservatori pugliesi dislocati nellle province di Bari, B.A.T., Foggia, Taranto, Brindisi e Lecce. Interessante notare che il record di richieste e relative presenze si è registrato in occasione di un grande evento sinfonico: l'esecuzione dei "Carmina Burana" di Carl Orff (marzo 2010), diretti da Stefan Anton Reck sul podio dell'Orchestra e del Coro della Fondazione (maestro del coro: Franco Sebastiani). L'impegno dell'Ufficio Scuola continuerà anche nella prossima stagione attraverso incontri e dibattiti dedicati ai ragazzi invitati a seguire la programmazione operistica e sinfonica. E', per esempio, in cantiere un evento organizzato per le scuole che vedrà protagonista lo scrittore Amos Oz, autore del romanzo "Lo stesso mare" da cui è tratta la prima opera contemporanea direttamente commissionata dalla Fondazione Petruzzelli e composta da Fabio Vacchi (nella foto). Tema dell'incontro il mestiere dello scrittore in rapporto alla complessa situazione del Medio Oriente.

2 Commenti:

Blogger Moludd ha detto...

Volevo dire però che le scolaresche in massa le ho trovate più dannose che altro. Alla generale dei Carmina Burana so che hanno preso il concerto come la solita festa di giornata senza scuola: casino gratuito; ben diversa la situazione nelle prove generali gratuite per universitari (e limitate ai liceali *interessati*) che c'era fino all'anno scorso. Il culmine si è raggiunto con i 500 ragazzini presenti alla prima mondiale di Terry Riley, in una situazione insostenibile di confusione, maleducazione ed energia negativa che hanno trasmesso in sala. Io sono del serio parere che, specialmente ad una serata unica (senza repliche) per il pubblico, una scolaresca di ragazzini facilmente annoiabili e facilmente portati a manifestarlo (con gestacci, sbuffi, versi e quant'altro) non sia assolutamente adatta. Se volesse, la Fondazione organizzasse eventi o anteprime appositi, ma non si può rovinare una serata ad un pubblico pagante e forse anche una registrazione con un falso ideale di educazione. Intendo che io sono per un'educazione individuale e non di massa, perché la massa è più portata al divertimento e alla distrazione, oltre al fatto che non penso proprio che un concerto di musica sinfonica particolare (figuriamoci contemporanea) sia adatta ad *una massa* di ragazzini. E non lasciamoci abbindolare dalle variazioni da quartopotere della serie "successo celebrato dai giovani", perché degli autografi chiesti ad Emiliano sono solo un indice di bassezza e immaturità ovviamente dovuta alla loro età. Ma la colpa non è di questi ragazzini, ma della Fondazione. Venissero gli interessati, non i costretti, questo voglio dire.

Signor Romanelli, ho scritto per rendere un po' più vivo dal punto di vista dell'utenza esterna questo bel blog e gradirei anche un suo parere a riguardo.

3:44 PM

 
Blogger Alessandro Romanelli ha detto...

Signor "Moludd" (la pregherei la prossima volta di firmarsi con un nome e un cognome verificabili) non sono per nulla d'accordo su quanto da lei qui espresso in piena libertà. In "primis" ero presente ad entrambi i concerti da lei citati e non mi pare che ci sia stata tutta questa "casciara" che lei sostiene, a parte i soliti quattro imbecilli. Creare un pubblico nuovo per il domani è impresa certamente ostica ma direi meritevolissima soprattutto nel campo della classica e della lirica. Non credo, del resto, che si costringa nessun giovane a venire ai concerti o alle opere del Petruzzelli (ciascun studente tra l'altro paga un biglietto da 5 euro: non viene dunque gratis!), oltretutto sono adeguatamente preparati da docenti o esperti che si recano appositamente nelle scuole. Ho personalmente vissuto da protagonista quest'esperienza alcuni anni fa, collaborando prima con l'assessorato alla Cultura del Comune di Bari e poi con la appena nata Fondazione Petruzzelli. Andare nelle scuole di Bari e Provincia e poter raccontare la musica e i musicisti ai ragazzi è stata per me - Le assicuro - un'esperienza indimenticabile!

12:12 PM

 

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