blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

giovedì, giugno 23, 2011

Ai nastri di partenza il Festival di Spoleto 2011: più spazio al teatro e alla letteratura meno alla musica

Il Festival di Spoleto (24 giugno-10 luglio) recupera in parte la brillantezza dei bei tempi offrendo sulla carta quelli che si definiscono "appuntamenti da non perdere". Meno spazio però alla Musica, decisamente di più al Teatro nella 54esima edizione, la quarta firmata da Giorgio Ferrara, che ha questa griglia di partenza: Monica Guerritore (nella foto) in "Mi chiedete di parlare" si confronta con gli impeti, la solitudine, le battaglie di Oriana Fallaci; allo spettacolo, ideato da Emilia Costantini e prodotto dalla Fondazione Corriere della Sera, si affiancherà un convegno sulla grande giornalista. Ferrara parla di "festival della memoria", lo ha disegnato esaltando le sue radici culturali, la prosa e la Francia, creando un grande cartellone di teatro con molte prime attrici, e appendici di musica e danza. Dopo Fanny Ardant, altre due attrici "monumentali" francesi a Spoleto, fra teatro e letteratura: Anouk Aimée con la sua voce arrochita inseguirà le confidenze e le provocazioni delle donne di Alberto Moravia; Jeanne Moreau in "Le Condamné à Mort", opera prima di Jean Genel. Sono tocchi svolazzanti, assoli d'Attore quelli di talenti come Massimo Popolizio nel reading-concerto da "Le città invisibili" di Calvino; Filippo Timi in volgare perugino ripropone "Romeo e Giulietta"; Massimo Ghini "garibaldino" in "Cannibardo e la Sicilia" di Camilleri; Claudio Santamaria incontra la poesia di Pasolini. Luca Ronconi mette in scena "La modestia" di Spregelburd, immaginandola come uno degli odierni peccati capitali; Anna Maria Guarnieri in Eleonora ultima notte a Pittsburgh di Ghigo De Chiara, regia di Maurizio Scaparro; Adriana Asti racconta la "sua" :Milano che non c'è più; Carlo Cecchi in Prodotto di Ravenhill; Giorgio Barberia Corsetti regista di Il castello da Kafka; Michela Cescon porta in scena Nude lotti in Il tredicesimo punto di Perroni con regia di Roberto Andò. Ugo Gregoretti con Renato Nicolini attore in Patria e mito.Poi c'è il cabaret ludico e le forme generose del New Burlesque con le stesse attrici, Jeanne Moreau ed Etienne Daho che ha arrangiato "Le Condamné à Mort"giate da Dirty Martini, del film Tournée. La musica, non ha lo spazio storico del passato, ma possiede comunque tre mnomenti importanti: "Amelia al Ballo", omaggio al fondatore del festival Giancarlo Menotti nel centenario della nascita (direttore dell'Orchestra Verdi sarà Johannes Debus,mentre lo spettacolo è firmatodal regista Giorgio Ferrara), Julia Migenes indimenticabile protagonista al cinema della "Carmen" bizetiana filmata da Francesco Rosi, canterà in un recital tutto dedicato a Lenny Bernstein; James Conlon chiuderà il festival con il consueto "Concerto in Piazza" intitolato "Viva l'Italia!" con l'Orchestra del San Carlo di Napoli in un programma tutto verdiano. Infine il flauto di Andrea Griminelli. Non mancheranno i quotidiani Concerti di Mezzogiorno. Per la danza ci sarà la coreografa danese Aszure Barton e la compagnia della nuova star spagnola Angel Corolla. Non c'è che dire i tempi memorabili del "Duca" Menotti e del bellissimo e bravissimo Maestro americano Thomas Schippers sono di certo tramontati e la dolce Spoleto, tutta "da bere e sognare", non è che un pallido ricordo per vecchi cronisti.

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