blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

sabato, giugno 11, 2011

Riccardo Muti rifiuta la cittadinanza onoraria di Roma e bacchetta (anche) l'Italia da Salisburgo

"Gli echi che mi sono arrivati da Roma sulla questione li ho trovati patetici e desolanti". E' il commento del maestro Riccardo Muti, intervistato dal Messaggero, dopo il suo rifiuto a ricevere la cittadinanza onoraria di Roma, come proposto dal sindaco Gianni Alemanno, al quale l'artista avrebbe fatto pervenire un fax con la risposta negativa. "Mi ha fatto sorridere un'associazione di idee - afferma Muti - la vicenda della cittadinanza fa il paio con l'incredibile storia della laurea honoris causa conferitami diversi anni fa, ero ancora il direttore musicale della Scala, dall'università La Sapienza di Roma". Il maestro ricorda che in occasione del conferimento da parte del mondo accademico, dopo un concerto, nell'ateneo ci fu una diatriba tra gli studenti e il rettore e l'università non portò a termine la cerimonia di conferimento della laurea. "Dopo anni c'è stato un tentativo di allestirla durante le recite del marzo scorso all'Opera, in occasione del Nabucco: ho preferito, dopo tanto tempo, lasciar cadere la cosa". Muti si dice grato al sindaco Alemanno per la vicinanza nel suo lavoro all'Opera e per l'incontro con il ministro Tremonti e poi spiega che la storia della cittadinanza onoraria di Roma "si è arenata in pastoie di un livello che ho definito basso solo per il mio ostinato spirito di collaborazione". Il voto del Consiglio comunale è stato all'unanimità, 35 favorevoli, nessun contrario, ma l'ala dei "rampelliani", i seguaci del parlamentare del Pdl Fabio Rampelli che avevano in precedenza avevano fatto mancare il numero legale, non ha partecipato allo scrutinio, sempre in polemica con il sindaco Alemanno. "Il rifiuto della cittadinanza onoraria da parte del maestro Muti dovrebbe far vergognare la maggioranza in Campidoglio", accusa il consigliere provinciale del Pd e presidente della Commissione Cultura Pino Battaglia. "Anche davanti ad un tributo importante verso un artista di fama internazionale come Riccardo Muti, la maggioranza capitolina non è stata capace di far prevalere dignità e senso delle istituzioni alle frizioni interne che ormai paralizzano ogni discussione. Per quanto ancora questa amministrazione capitolina dovrà metterci in imbarazzo davanti al resto del mondo?". Oggi leggo una foto-notizia su "Repubblica" in cui Muti rincara la sua polemica a distanza, oltre che con Roma anche con l'Italia, durante la conferenza stampa di bilancio del Festival di Pentecoste a Salisburgo dedicato alla musica napoletana del Settecento e giunto alla sua quinta e ultima edizione. Festival diretto naturalmente dallo stesso maestro. "Questo festival avremmo dovuto farlo in Italia, magari proprio a Napoli, ma così non è stato. E allora sono venuti questi angioletti e hanno detto: perchè non lo facciamo noi con lui? Grazie a Salisburgo, anche a nome dei napoletani." Il Maestro Muti non è proprio il tipo da mandarle a dire...Ad avercene così!

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