blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

sabato, ottobre 22, 2011

Ieri sera il "Crepuscolo degli Dei" ha chiuso in bellezza la Tetralogia wagneriana al Petruzzelli

Si è chiuso ieri tra gli applausi convinti del pubblico barese (in verità meno numeroso che in altre occasioni) l'ultimo capitolo della tetralogia wagneriana. Il Crepuscolo degli Dei, terza giornata del grande capolavoro del geniale compositore tedesco; un progetto fortemente voluto e avviato tre anni fa dal sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Giandomenico Vaccari quando ancora era incerta la ricostruzione del Politeama barese e nella sede provvisoria del Piccinni ebbe luogo la prima dell'Oro del Reno. Ricordo perfettamente lo straordinario successo di quell'esecuzione (purtroppo solo in forma di concerto), grazie ad un cast vocale di eccellente livello e alla direzione esemplare di Stefan Anton Reck. Fu poi la volta di "Valchiria", questa volta in forma scenica nello spazio 7 della Fiera del Levante, e con la regia di Walter Pagliaro. Finalmente, riaperto il Petruzzelli, gli ultimi due capitoli ("Sigfrido" e "Crepuscolo degli Dei") della sontuosa tetralogia di Richard Wagner sono andati in scena al Politeama nelle ultime due stagioni, a coronamento di un'operazione di indubbio quanto assai significativo valore culturale; basti pensare che l'Anello del Nibelungo non era mai stato eseguito a Bari. Il successo di ieri, che ha visto gli applausi più convincenti e meritati concentrarsi, non a caso, sul maestro Reck, sull'Orchestra, il Coro del Petruzzelli e sul regista Pagliaro, testimonia quanto i baresi abbiano apprezzato il coraggio e la qualità complessiva del progetto. La regia di Pagliaro si è mostrata coerente nel proseguire la strada di un'essenzialità scenica scevra da idee arbitrarie e sterili, come spesso ci hanno abituato a vedere i registi delle nuove generazioni. Appassionata e coinvolgente la direzione di Reck, a cui ha magnificamente risposto l'Orchestra del Petruzzelli, reduce dai successi americani. Rispetto ai cast vocali delle precedenti "giornate" del'Anello, quello del "Crepuscolo" si è però rivelato inferiore. Senz'altro apprezzabili le prove attoriali dei protagonisti Ian Storey (Siegfried) e Nina Warren (Brunnhilde), ma sul piano squisitamente vocale meglio l'Hagen dalla voce possente e sicura negli accenti del bravo islandese Bjarni Thor Kristinsson, solo discreti il Gunther di Thomas Gazheli e la Waltraute di Jessie Raven. Note positive invece dalle due pugliesi "wagneriane" Maria Grazia Pani (Gutrune) e Sara Allegretta (Wellgunde).

3 Commenti:

Anonymous Nicola P ha detto...

Era veramente meno numeroso. E che fastidio i posti buoni e centrali vuoti che sullo schermo della biglietteria erano prenotati da non si sa chi. Questo significa, immagino, che anche quando c'è un tutto esaurito tipo per la nona di Beethoven, ci saranno posti vuoti e gente interessata che non potrà occuparli. Mi chiedo perché.
In ogni caso per la prima volta ho condiviso il Petruzzelli con un pubblico meno barese e molto più internazionale: non pochi inglesi e tedeschi. Questa mi sembra una cosa importante.
Quindi contentissimi di questo successo della tetralogia compiuta. Ora, senza essere insoddisfatti, ma chissà a quando un bel Tristano e Isotta!

10:57 PM

 
Blogger Alessandro Romanelli ha detto...

Le ipotesi sono due: 1) Quei posti sono in abbonamento e l'abbonato non è presente; 2) Sono poltrone ad inviti e allora sarebbe più saggio che si desse all'invitato un termine per la conferma. Dopodichè al botteghino sarà consentito di venderli anche in modalità "last minute" a 15 euro. E' un peccato vedere tutte quelle poltrone vuote, quando c'è gente che, anche in Provincia, morirebbe dalla voglia di ascoltare Wagner.
Grazie Nicola dei tuoi puntuali e condivisibili interventi e a presto!

6:47 AM

 
Anonymous Nicola P ha detto...

Concordo con la soluzione del secondo punto

8:34 AM

 

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