blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

lunedì, ottobre 10, 2011

Sabato scorso ha preso il via su Rai 3 "Il Gran Concerto"

Un Giuseppe Verdi “bambino” che appare sulle note del “Va’ pensiero” e racconta la nascita delle proprie opere, e poi “La barcarola” di Offenbach che diventa una fiaba, le musiche di Bach per sognare. Ma anche il ballo “sfrenato” della “Febbre del Sabato sera” interpretato da giovanissimi emuli di Tony Manero. Può succedere di tutto - come nella prima puntata - in “Il Gran Concerto”, il programma di Rai3 scritto da Raffaella Carrà e Sergio Iapino (che firma anche la regia) e condotto da Alessandro Greco (nella foto), in onda da sabato scorso alle 10.25. Dodici puntate – più una speciale, il giorno di Natale in prima serata – per raccontare ai più giovani la musica classica e non solo. Sempre protagonisti, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Alessandro Milani, che suona dal vivo; le centinaia di bambini che riempiono l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino; e Alessandro Greco che fa da collegamento tra palco e platea, racconta e spiega la musica, anche in compagnia di ospiti come cantanti lirici e ballerini: “E’ un programma ‘interattivo’ umanamente straordinario – dice Raffaella Carrà – per l’impegno e la passione di tutti. Di Alessandro che fa da ‘ponte’ tra due mondi, dei musicisti dell’Orchestra Rai che hanno dato tutto in questa operazione culturale, impegnandosi per far ‘vibrare’ e divertire i bambini, tornando essi stessi bambini, e dei più giovani che non sono solo spettatori, ma vivono il programma, salgono sul palco e, grazie alle ‘magie’ di sarti, truccatori e costumisti Rai, diventano protagonisti”. Tra le novità di questa edizione, la presenza di giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani che porteranno al “Gran Concerto” la loro bravura. Il primo, sabato 8 ottobre, è Ruben Giuliani, violinista del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. “E’ un modo di proporre un modello – prosegue la Carrà – Io credo che la tv non debba educare, ma dare modelli che abbiano in sé una positività tale da indurre a copiarli”. Più spazio, in questa quarta edizione, anche alla musica lirica (oltre che alle colonne sonore e alle commedie musicali più famose) con la “presenza” di alcuni grandi autori, da Mozart a Rossini a Puccini. In tutto quarantacinque minuti (quindici minuti in più delle scorse edizioni) in compagnia della grande musica di ieri e di oggi, per scoprirne i segreti e i protagonisti, per giocare con il mondo delle sette note e per varcare quella porta “magica” che sul palco dell’Auditorium Rai rende possibile ogni incontro e ogni trasformazione. Un programma per i più piccoli, ma non solo: “Porgere la musica classica in modo gioioso e che non annoi – conclude Raffaella Carrà – è il segreto di questo programma e la presenza degli adulti, davanti alla tv, è fondamentale. C’è bisogno che i genitori siano incuriositi da questo programma per portare i propri figli per mano verso la grande musica. E con Il Gran Concerto mi sembra di fare la tv di un tempo: quella capace di ‘parlare’ con i telespettatori”.

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