blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

mercoledì, novembre 02, 2011

Un trionfo nel segno di Beethoven per Stefan Anton Reck e l'Orchestra e il Coro della Fondazione Petruzzelli

In sede di presentazione l'avevo chiamato "concertone beethoveniano", considerata la contestuale presenza nel programma della Nona Sinfonia e del Triplo Concerto del Titano di Bonn. Un esame di maturità emblematico, soprattutto perchè giungeva a poche ore dalle eccellenti performances che i complessi del Politeama barese sotto la direzione di Reck e del maestro preparatore del coro Sebastiani avevano regalato con il Crepuscolo degli Dei, atto conclusivo di un'impresa straordinaria, cioè quella di mettere in scena per la prima volta nella storia di Bari l'immenso "RING" wagneriano (oltre 15 ore di musica!). Ebbene, nonostante le appena tre prove, il risultato è stato a dir poco strabiliante: Reck ha diretto la Nona sinfonia a tambur battente, con un'energia fantastica, elettrizzando con rara intensità la splendida orchestra,i solisti e il coro; peraltro, lo ha fatto garantendo quasi sempre un certosino equilibrio tra le sezioni nei momenti in cui (si pensi al primo ed ultimo movimento) è facile cadere nelle "trappole" agogiche e ritmiche della maestosa partitura beethoveniana. Lodevole la prova del coro, ottimamente preparato da Franco Sebastiani e dei solisti vocali impegnati. Nella prima parte del concerto Triplo si erano anche distinti con bravura la "spalla" dell'Orchestra barese, il violinista albanese Paçalin Zef Pavaci e i nostri Mauro Gentile (violoncello) e Gregorio Goffredo (pianoforte): anche in questo caso una buona esecuzione, guidata da Reck con appassionato lirismo e coinvolgente freschezza. Ci piacerebbe ritrovare quanto prima il maestro tedesco sul podio del Petruzzelli, dove con merito ha saputo conquistare stima e apprezzamenti pressochè unanimi di pubblico e critica. Serata dunque memorabile, turbata, ancora una volta, dai soliti telefonini squillanti e dagli applausi tra un movimento e l'altro della "Nona" di Beethoven. Ci dobbiamo rassegnare e convivere con questi disturbi ricorrenti? La presenza di tanti ragazzi delle scuole, il pubblico di domani, a cui è stata offerta l'occasione impagabile di una serata di questo livello è lodevolissima, ma bisognerebbe prepararli meglio a comprendere che l'applauso si fa alla fine di una composizione e no nel mezzo.

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