blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

venerdì, novembre 24, 2006

Fabio Mastrangelo dirige i "suoi" Russi

Sarà dedicato a composizioni di Rachmaninov, Glinka e Sviridov il prossimo interessante concerto dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari in programma domani 25 novembre alle ore 20.30 presso l’Auditorium Guardia di Finanza di Bari (i biglietti sono solo in prevendita al box office della Feltrinelli Libri e Musica in via Melo, 119 a Bari. Info: 080.5240464). Per l’occasione l’Orchestra sarà diretta dal barese Fabio Mastrangelo (nella foto), sensibile interprete del repertorio russo domani in programma (considerata anche la sua significativa militanza alla Filarmonica di San Pietroburgo, quale assistente del grande Yuri Temirkanov) e con solista al pianoforte Giuseppe Buzzanca. La serata si aprirà con l’esecuzione del Concerto n. 3 in re minore op. 30 per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov. L’opera 30, nota come “Rach 3”, che deve la riaccesa popolarità degli ultimi tempi al film “Shine”, girato nel 1996 dal regista australiano Scott Hicks che lo pose al centro della vicenda biografica del pianista David Helfgott, magistralmente interpretato dall’attore Geoffrey Rush. Film che vinse, tra l’altro, l’Oscar. Questo Concerto fu composto fra la primavera e l’autunno del 1909 a Ivanovka, dove il compositore possedeva una casa. Dalle proporzioni decisamente più vaste del Secondo concerto, è caratterizzato da una scrittura pianistica particolarmente complessa che ne fa una delle opere in assoluto più impegnative dell’intero repertorio pianistico. Il Concerto n. 3 venne eseguito per la prima volta a New York il 28 novembre 1909 con l’autore al pianoforte e Walter Damrosch sul podio. Sarà poi la volta de “Le danze di Ruslan and Ludmilla” di Michail Glinka. Sebbene quest'opera, composta fra il 1837 e il 1842, goda oggi di una buona popolarità, va detto che all'epoca della sua prima rappresentazione, avvenuta il 9 dicembre del 1842 a San Pietroburgo, fu accolta molto freddamente dal pubblico. Glinka la compose ispirandosi al poema di Puskin e ne scrisse egli stesso il libretto, in collaborazione con Shirkov e Bakhturin. Il concerto si chiude con l’esecuzione de “La tempesta di neve” di Georgy Sviridov . Composta originariamente nel 1964 come colonna sonora per un film tratto dall’omonima novella di Puskin, “La tempesta di neve” rappresenta in un certo senso un efficace esempio del cosiddetto “realismo sovietico” e fa impiego di numerose melodie derivate dal folklore russo.

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