blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

lunedì, giugno 21, 2010

ECHI DAL SUQ (Festival " Di Porta in Porto " - IV edizione, 21 - 27 giugno 2010)

La compagnia BADATHEA con la IV edizione del Festival “Di Porta in Porto”, propone quest’anno ECHI DAL SUQ - Suoni, profumi, colori, tradizioni che viaggiano attraverso il Mediterraneo. Liet-motiv del festival barese è lo scambio di culture tra popoli che si affacciano e attraversano il "Mare Nostrum" e che ciò nonostante, ancor così poco si conoscono fra loro. La scelta del sūq per far sentire e comprendere il Mediterraneo come luogo di ricchezza, di valori e identità, di uomini e donne che da millenni vivono sulle sue rive e non come luogo di scontro di civiltà a sfondo religioso. Il sūq in arabo indica il mercato organizzato in corporazioni; luogo per eccellenza deputato allo scambio delle merci nella città araba; considerato il terzo centro funzionale della città araba-musulmana, dopo la Moschea ed il Palazzo del potere. L’organizzazione di tipo corporativo del sūq è la stessa che si ritrova nella città cristiana medievale. ECHI DAL SUQ nasce dunque come un sincero confronto interetnico e interreligioso nel quale la letteratura e il teatro, la musica e la danza, i sapori e gli odori del Mediterraneo si fondono per mostrare e far emergere similitudini e familiarità, pur nascoste da profonde diversità. La filosofia di questa edizione è quella di portare all'attenzione del pubblico e della cittadinanza le storie, le voci, i suoni e le immagini che fanno parte dell’area mediterranea tra storia e contemporaneità. Storicamente i sūq erano costruiti all’esterno delle citta’, in posizioni comode affinche’ le carovane potessero fermarsi e i commercianti disporre le loro mercanzie. Le differenze merceologiche disegnavano fisicamente il sūq, seguendo un andamento quasi a cerchi concentrici: le professioni e le arti meno legate a merci deteriorabili disposte al centro quali orafi e profumieri; quelle a impatto medio nel secondo cerchio come alimenti secchi, tessuti, calzature ed via via le merci più deteriorabili ed impattanti verso l'esterno come lattonieri, tintori, macellerie, pescherie, animali vivi al dettaglio ed a seguire. Vissuto sia come luogo dove comprare e vendere merci, ed anche quale spazio ove inscenare eventi culturali e celebrare festivals. Oggi i sūq sono il cuore delle citta’ arabe. E così Bari, borgo costruito sulla pianta di un sūq, che tanto deve alla cultura araba, diventa il palcoscenico privilegiato di un evento di "frontiera" dove la molteplicità di echi -voci, lingue e vissuti- diventano il momento concreto per una convivenza possibile tra una città sempre più multi-etnica e la contemporaneità delle tradizioni arabo-mediterranee. Con ECHI DAL SUQ si riportano tutti quei suoni, colori, parole e profumi del nostro borgo che sembrano solo apparentemente lontani dalle città arabe. Nei sūq i cantastorie raccontano storie delle ‘mille e una notte’ e con gli ECHI DAL SUQ il racconto mediterraneo si snoda attraverso un cartellone che vedrà una mostra pittorica permanente di artisti vari, un’installazione audio-video, alcuni spettacoli teatrali e di danza, concerti, come pure incontri letterari e workshops sulle virtù delle spezie. A Bari, dalle molteplici identità; alcune già riconosciute, altre da sempre ripudiate ed alcune ancora da inseguire, si vuol far vivere il “pensare europeo” con il “respirare mediterraneo”. Un ascolto di echi così lontani eppure così vicini.

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