blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

lunedì, gennaio 30, 2012

Johann Nepomuk Hummel...Chi era costui?

Vi segnalo l'uscita di un godibilissimo compact disc dedicato alla musica per pianoforte del compositore Johann Nepomuk Hummel (ne è felice interprete, la brava Giuliana Corni, nella foto), inciso di recente per la Dynamic nella specifica collana "Delizie Musicali". Ma chi era Hummel? Non sono in molti a saperlo oggi, anche tra gli appassionati di musica classica. egli nacque a Pressburg, Ungheria (oggi Bratislava), all'epoca soggetta alla Monarchia asburgica austriaca. Suo padre, Josef Hummel, era direttore della Scuola Imperiale di Musica Militare a Vienna, dove dirigeva l'orchestra del Teatro Schikaneder; sua madre era slovacca. Il suo nome deriva da San Giovanni Nepomuceno. A 8 anni ricevette lezioni di musica da Wolfgang Amadeus Mozart, che era rimasto impressionato dalla sua abilità. Hummel studiò e venne ospitato gratuitamente dai Mozart; si esibì per la prima volta in pubblico all'età di 9 anni, in occasione di uno dei concerti di Wolfgang. Successivamente suo padre intraprese con lui una tournée europea. Giunto a Londra, Johann Nepomuk ricevette lezioni da Muzio Clementi e rimase per 4 anni nella capitale inglese prima di tornare a Vienna. Nel 1791 si trovava a Londra anche Joseph Haydn, che compose per il giovane Hummel una sonata in la bemolle. Il dedicatario la eseguì per la prima volta nelle Hanover Square Rooms, alla presenza del compositore, che al termine dell'esecuzione lo ringraziò regalandogli una ghinea. Lo scoppio della Rivoluzione francese e il successivo periodo del Terrore costrinsero Hummel a cancellare una tournée già programmata in Spagna e in Francia. Riprese quindi la via di Vienna dando vari concerti durante il tragitto. Al suo ritorno ricevette lezioni da Johann Georg Albrechtsberger, Joseph Haydn, e Antonio Salieri. All'incirca in questo periodo, il giovane Ludwig van Beethoven giunse a Vienna e prese lezioni da Haydn e Albrechtsberger, diventando così compagno di studi e amico di Hummel. Pare che l'arrivo di Beethoven avesse inferto un duro colpo all'autostima di Johann Nepomuk, che tuttavia si riprese senza troppe difficoltà. Benché caratterizzata da frequenti alti e bassi, l'amicizia con Beethoven fu reciproca e improntata al rispetto; quando il Genio di Bonn era in fin di vita, Hummel andò a trovarlo a Vienna diverse volte con sua moglie Elisabeth e l'allievo Ferdinand Hiller e, seguendo le sue volontà, si esibì in un'improvvisazione durante il concerto che si tenne in sua memoria. Fu in quest'occasione che Hummel divenne amico di Franz Schubert, che gli dedicò le sue ultime tre sonate per pianoforte. Tuttavia, poiché entrambi i compositori erano già morti quando le sonate vennero pubblicate, l'editore modificò la dedica sostituendo il nome di Hummel con quello di Robert Schumann, all'epoca ancora in attività. Nel 1804 Hummel successe ad Haydn come Maestro di cappella al servizio del Principe Esterházy, ad Eisenstadt. Mantenne questo posto per sette anni prima di essere licenziato per aver trascurato i suoi doveri, dopodiché intraprese una tournée in Russia e in Europa e sposò la cantante d'opera Elisabeth Röckel, da cui ebbe 2 figli. Successivamente venne nominato Maestro di cappella a Stoccarda e a Weimar, dove divenne molto amico dei suoi colleghi Göthe e Schiller. Durante il suo soggiorno a Weimar, Hummel trasformò la città in una delle capitali musicali d'Europa, invitando i migliori musicisti dell'epoca a visitarla e a esibirvisi. Diede vita ad uno dei primi programmi pensionistici per musicisti, organizzando concerti di beneficenza per i colleghi che non disponevano di fondi sufficienti. Inoltre Hummel fu uno dei primi a battersi per i diritti d'autore contro la pirateria intellettuale. Nel compact disc che vi ho appena consigliato, segnalo in particolare l'ascolto della "Fantasie op. 18", dove il larghetto richiama non poco il bellissimo tema principale della celebre Romanza op. 50 per violino e orchestra di Ludovico van Beethoven. Chi dei due ha "ispirato" l'altro?

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