blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

venerdì, febbraio 11, 2011

Si pensa ad un bando europeo per la direzione artistica, ma il futuro è ancora pieno di incertezze per l'ICO di Bari

Domenica scorsa la Gazzetta del Mezzogiorno ha pubblicato in cronaca un articolo a firma del giornalista Ninni Perchiazzi sull'attuale situazione dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Dal “pezzo”, che contiene al suo interno diverse dichiarazioni (virgolettate) del presidente dell'Ente, Francesco Schittulli, si evince che presto partirà un bando europeo per scegliere il nuovo direttore artistico della storica compagine barese, dopo la naturale scadenza il 31 dicembre scorso del mandato del maestro Marco Renzi; l'ex direttore del conservatorio barese, che per dieci anni ha ricoperto l'incarico, ha infatti manifestato l’intenzione di passare la mano ad altri. In questi ultimi giorni, a vario titolo, si sono fatte avanti le auto-candidature di alcuni noti musicisti locali - Rino Marrone, Paolo Lepore, Giovanni Antonioni e Franco Lentini – che pare non siano state prese in considerazione da Schittulli e dalla sua giunta, proprio in vista di un bando europeo e della conseguente nomina di una commissione tecnica "ad hoc" (“sarà la migliore possibile” – dichiara nell’articolo il presidente della Provincia di Bari) che stabilirà chi sarà il nuovo direttore artistico dell'orchestra. Come già evidenziai in un precedente post, ciò che mi pare conti - più che il nome o il prestigio dello stesso - è però la volontà da parte della Provincia di un serio, credibile rilancio qualitativo dell’Orchestra barese, rimasta “orfana” di ben 14 professori (ne sono così rimasti solo 34 effettivi in organico) confluiti nella neonata compagine della Fondazione Petruzzelli. Schittulli dichiara alla Gazzetta come "false" le notizie di corridoio, che vedrebbero in atto un graduale disimpegno finanziario della Provincia di Bari nei confronti della Sinfonica barese. Disimpegno che peraltro sarebbe purtroppo nella logica considerati i gravissimi tagli (si parla di circa 6-8 milioni di euro in meno) che l’Ente subirà nei prossimi mesi da parte del Governo Berlusconi. Nell’articolo-intervista della Gazzetta egli parla, al contrario, di una vera e propria rimodulazione dell'ensemble provinciale da "sinfonico" a "cameristico". La doppia orchestra a Bari sarebbe, infatti, a suo parere “un inutile spreco di soldi e professionalità”. D’altro canto, due anni fa - è bene ricordarlo - fu proprio la Provincia a rifiutare di concedere la sua orchestra a titolo definitivo alla Fondazione Petruzzelli, aprendo un contenzioso giudiziario a colpi di ricorsi e decreti ingiuntivi. A fine 2009, a sorpresa, nel giro di un paio di settimane, proprio a cavallo delle feste natalizie, la Fondazione Petruzzelli - vista l'indisponibilità della Provincia a concedere la sua orchestra - tirò fuori (è il caso di dire) dal cilindro e nell'arco di appena tre giorni, un’orchestra nuova di zecca per salvare una stagione operistica che rischiava il collasso, per non dire il commissariamento immediato dello stesso ente lirico-sinfonico. D’altro canto,a mi sommesso parere, mi sembra ingiusto limitare, o peggio, snaturare l’orchestra della Provincia, che ha pur sempre dalla sua, una storia di ben quarantatrè anni alle spalle da tutelare, al rango di raccogliticcio ensemble cameristico. La crisi economica attuale rischia infatti di buttare a mare mezzo secolo di attività significative e non sarebbe certamente cosa auspicabile. Anzi, se vogliamo dirla tutta, sarebbe un’autentica beffa, visto che come promesso dallo stesso Schittulli entro la fine del 2011 dovrebbe finalmente riaprire al pubblico, dopo quasi vent’anni di forzata chiusura, l’Auditorium “Nino Rota”, i cui lavori di restauro e adeguamento riprenderanno a breve. Auditorium che sin dalla sua nascita è sempre stato giustamente considerato la "Casa Madre" dell’Orchestra della Provincia. Chi ha (ormai) più di qualche capello bianco - come lo scrivente - non può non ricordare gli splendidi concerti che negli Anni Ottanta si tennero in quel contenitore acusticamente eccellente oltre che confortevole. Che senso avrebbe allora risistemarlo, oltretutto a caro prezzo, se non con la fondamentale premessa e promessa di un credibile rilancio dell’Orchestra Sinfonica di Bari? Una città, va detto, che si è persino candidata ad essere nei prossimi anni capitale della cultura europea, può e deve aspirare ad avere due compagini orchestrali di sicuro valore in altrettanti prestigiosi contenitori cittadini (Teatro Petruzzelli e Auditorium “Nino Rota”). Se poi è solo un problema di risorse, cosa vieterebbe alla Provincia di creare, a sua volta, una Fondazione mista (con finanziatori anche privati) per rilanciare e sostenere la sua Orchestra?

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