blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

martedì, marzo 01, 2011

Concerti mendelssohniani per l'Orchestra della Provincia di Bari diretta da Tania Morandini

Giovedì 3 marzo 2011 alle ore 21.00 presso il Teatro Rossini di Gioia del Colle l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto interamente dedicato a Mendelssohn diretto dal maestro Tania Morandini (nella foto. I biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso il botteghino del Teatro Rossini. Infoline: 080.5412302). Il concerto sarà replicato il venerdì 4 marzo alle ore 21.00 presso l’Auditorium dei Salesiani a Santeramo in Colle (ingresso libero) e sabato 5 marzo alle ore 21.00 presso la Basilica di San Nicola a Bari (ingresso libero). La serata si apre con l’esecuzione dell’ Ouverture Op. 26, La grotta di Fingal di Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 - 1847). Composta intorno al 1830, ma revisionata in più riprese nei due anni successivi, questa Ouverture fu ispirata a Mendelssohn da un viaggio nelle Highlands Scozzesi. In particolare, dopo aver visitato sull’isola di Staffa la grotta di Fingal – il padre di Ossian secondo la mitologia inglese – l’autore rimase talmente suggestionato dal rumore delle onde che s’infrangevano sulla bocca della caverna, da decidere di riprodurne la singolare sonorità. Non a caso, l’Ouverture si apre proprio con un motivo degli archi e dei legni che rievoca quel magico sciabordìo e che, in un certo senso, domina tutta la durata della composizione. L’Ouverture fu eseguita per la prima volta a Londra il 14 maggio del 1832 sotto la direzione di Thomas Attwood. Sarà, poi, la volta del “Sogno di una notte di mezza estate” , suite dalle musiche di scena op. 61. Mendelssohn compose la suite op. 21 “Sogno di una notte di mezza estate” a soli 17 anni, nel 1826, sulla scorta dell'entusiasmo provato dopo aver letto l’omonima opera di Shakespeare. Successivamente, riutilizzò lo stesso materiale per realizzare le musiche di scena del lavoro rappresentato nel luglio del ‘43 a Potsdam, su commissione di Federico Guglielmo IV di Prussia. In quell’occasione, Mendelssohn aggiunse tredici nuovi quadri che vengono indicati col numero d’opera 61/a. Capolavoro assoluto per un autore così giovane, l’Ouverture descrive con singolare efficacia il mondo fantastico immaginato da Shakespeare a cominciare dai quattro delicati accordi introduttivi, seguiti da un passaggio staccato degli archi. Il concerto si chiude con l’esecuzione della Sinfonia n. 1 in do minore op. 11. Talento musicale precocissimo, Mendelssohn compose la sua prima sinfonia a undici anni, nel 1820 e quattro anni più tardi il numero era già salito a dodici. Si tratta tuttavia di opere rimaste a lungo inedite e successivamente non inserite nel catalogo ufficiale delle composizioni. Fa eccezione a questa regola, benché sia molto vicina al carattere adolescenziale delle precedenti Sinfonie, la n. 1 in do minore op. 11, composta nel 1824, alla quale però Mendelssohn attribuì inizialmente il numero XIII.

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