blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

giovedì, maggio 31, 2007

La sonora bocciatura delle orchestre sinfoniche pugliesi

Il Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della Sera, dedica oggi mezza pagina al severo giudizio espresso dalla Commissione Musica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sulle cosiddette Ico (Istituzioni concertistico-orchestrali) pugliesi di Bari, Lecce e Taranto, già apparso nei giorni scorsi sulle colonne dell'ultimo numero del “Giornale della Musica”. Orchestre pugliesi che sono tristemente collocate agli ultimi posti della graduatoria nazionale delle tredici Ico italiane, stilata dalla commissione; ergo, si direbbe, in una sola parola: BOCCIATE. Nel pezzo del Corriere, a firma dell’amico e collega Francesco Mazzotta, vengono correttamente evidenziati i criteri stabiliti dalla predetta commissione (attualmente presieduta da Salvo Nastasi, da alcuni anni direttore generale dello Spettacolo e componente, almeno sino a poche settimane fa, del CdA della Fondazione Petruzzelli) per stilare la suddetta graduatoria. Criteri che fanno riferimento a “qualità e continuità della programmazione, stabilità dei nuclei orchestrali, un minimo di nove concerti mensili, offerti con cicli in abbonamento e progetti artistici di alto livello articolati sul territorio delle regioni in cui le Ico operano.” L’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari “nonostante la presenza di qualche solista e direttore degni di nota, risente di un progetto artistico non particolarmente interessante”, spiega la commissione, mentre la Ico leccese sarebbe addirittura “ai limiti del regolamento” per mesi e numero di esecuzioni e la collaborazione con la stagione lirica “non può essere presa come pretesto per eludere le norme in materia Ico”. Le cose non cambiano, anzi peggiorano, quando si parla dell’Orchestra della Magna Grecia di Taranto (proprio nei giorni scorsi avevo segnalato su questo blog la sua significativa tournèe negli Emirati Arabi): “assoluta mancanza di progettualità artistica e la presenza dei minimi requisiti per un organico stabile, oltre alla scarsa presenza di pubblico pagante, dimostrazione di risultati non soddisfacenti”. Va detto che l’Orchestra della Magna Grecia non ha ancora provveduto all’assunzione a tempo indeterminato dei suoi professori. Cosa che invece Mazzotta, forse anche per mancanza di spazio, ha omesso di sottolineare è invece che ciò è già da alcuni anni in atto nell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari per almeno una sessantina di musicisti; che anche per questo motivo la "classifica" dell’orchestra barese, a mio parere è un po' troppo severa (è infatti collocata al penultimo posto). Il risultato di questi giudizi della Commissione Musica non comporterà, almeno nell’immediato, una pur minima penalizzazione nell’assegnazione delle attuali risorse loro destinate dal Fondo Unico dello Spettacolo, ma nemmeno l'auspicato e auspicabile incremento. Dal mio personale punto di vista il Corriere fa bene ad evidenziare la severa bocciatura delle tre maggiori orchestre pugliesi e conseguentemente dei loro responsabili, ma avrebbe fatto anche meglio se avesse evidenziato al contempo il contesto sociale, operativo e logistico in cui le tre realtà musicali predette operano ormai da anni. Quando infatti si fa cenno all’Orchestra di Padova e del Veneto o ad altre Ico che veleggiano invece nelle prime posizioni della graduatoria nazionale, andrebbe infatti sottolineata la notevole distanza che ci separa da quelle realtà, sia in termini di risorse finanziarie devolute che in termini più pratici di sbigliettamenti e relativi prezzi dei biglietti applicati. Chiediamoci allora, più semplicemente, dove suonano attualmente le orchestre Ico di Bari, Lecce e Taranto, la capienza dei "loro" teatri, spazi-luoghi, contenitori, dove si esibiscono e confrontiamoli con le strutture che possiedono o comunque utilizzano città come Ancona, Bologna, Parma, Padova e Genova, tanto per citare solo alcune realtà territoriali (più o meno) equivalenti alle nostre tre. Successivamente, per restringere il campo, basterebbe pensare che l’Ico di Bari da ben sedici anni non può disporre dell’ (inagibile) Auditorium “Nino Rota”, oltre che del Teatro Petruzzelli; che inoltre ha potuto utilizzare solo con il contagocce l’unico teatro "musicale" (il Piccinni: con poco più di 500 posti a sedere) disponibile e solo parzialmente adeguato da un punto di vista acustico per i concerti sinfonici. L’orchestra barese, come ho detto e ripetuto un’infinità di volte in questi anni, ha dovuto esibirsi dappertutto, pur di suonare, mantenendo vivo l’interesse per la musica classica e una, va detto ad onor del vero, discreta fetta di pubblico. Hall di alberghi, caserme, palazzetti dello sport, teatritenda sono stati i luoghi deputati a questo scopo, nell’assenza di spazi migliori. Sarebbe allora assai interessante sapere dalla Commissione Cultura, che ne è certo al corrente, se queste significative difficoltà abbiano o meno incontrato qualche pur minima attenuante nella valutazione complessiva svolta, a fronte di stagioni certo non brillantissime, ma nemmeno a tal punto mediocri da far persino ritenere lo “status” di Ico quasi…immeritato. Le note dolenti certo non mancano: penso, per esempio, all’assenza a Bari da diversi anni di un direttore musicale stabile (non dovrebbe essere tra gli obblighi principali di una Ico quello di averne uno?) e alla costante presenza invece di un direttore artistico, il maestro abruzzese Marco Renzi, che è al contempo, da ben diciotto anni anche direttore del Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Segno – mi chiedo - che a Bari e in Puglia forse mancano personalità in grado di svolgere con professionalità entrambi i medesimi (e gravosi) incarichi a lui attribuiti? Direi che proprio in questo senso una riflessione andrebbe aperta a tutto campo soprattutto tra i musicisti (e ce ne sono di noti e illustri a livello internazionale) della città. Dovremmo finirla, una buona volta, solo di piangerci addosso. Cosa che puntualmente accade ogni volta che si affrontano tali argomenti. Se le tre maggiori orchestre pugliesi sono - secondo una qualificata commissione ministeriale - agli ultimi posti della relativa graduatoria è davvero giunta l’ora di chiederci il perché e soprattutto di cercare le soluzioni e i correttivi necessari, a cominciare dalle strutture, dalle sedi, o meglio ancora dalle “Case da abitare” (gli Auditorium), che tutt’ora mancano o non sono adeguate alla loro destinazione d’uso, mentre in Spagna, Francia, Svizzera, Giappone si sfornano quasi più del…pane.

mercoledì, maggio 30, 2007

"Dalla parte del torto": il nuovo libro di Elisabetta Bucciarelli

Cosa c'è di meglio che leggere un buon libro ascoltando al contempo dell'ottima musica in riva al mare? Se siete d'accordo, vi suggerisco con piacere l'ultimo intrigante titolo dell'affascinante (almeno a giudicare da questa sua splendida foto) scrittrice-giallista Elisabetta Bucciarelli. "Tra vernissage e sadomaso, un romanzo nelle pieghe della Milano Bene che vive “Dalla parte del torto”. Il bello non sempre è sinonimo di buono, e anche le vittime – come l’assassino – possono essere dalla parte del torto. E “Dalla parte del torto” è appunto il titolo del nuovo romanzo di Elisabetta, edito da Mursia, in libreria dal 16 Maggio. La giovane scrittrice milanese, al suo secondo romanzo dopo l’esordio con Happy Hour (Mursia, 2005), ha costruito un giallo dove le categorie di bene e male vengono ribaltate e la complicità morbosa tra vittime e assassini è il filo conduttore di una storia che si dipana nei salotti della "Milano Bene", quella che fa tendenza nell’arte, nella cultura, nella musica, che vive nel culto del bello e che nasconde sotto una patina lucente segreti indicibili. La trama. L’ispettore Maria Dolores Vergani e la sua bizzarra squadra di consulenti - una copy writer, un musicista, un pittore e un fotografo - si ritrovano fra le mani il cadavere di un’elegante, bella e giovane donna uccisa al parco Forlanini. È l’inizio di una catena di delitti che portano la stessa firma ma che coinvolgono vittime che sembrano non aver niente in comune, se non l’essersi fatte ammazzare in primavera nei parchi della città. Seguendo gli indizi estetici ed emozionali della scena del delitto, decifrati dalla sua squadra di investigatori/artisti, Maria Dolores Vergani riuscirà a venire a capo di un’indagine che la porterà nel mondo oscuro delle pratiche sessuali estreme, sadismo, masochismo, feticismo dove, si scoprirà, si aggirano persone insospettabili. In questo romanzo tutti sembrano aver perduto la loro innocenza, i buoni e i cattivi sono così vicini che a volte è difficile distinguerli. La Bucciarelli riesce a raccontare le perversioni di una classe sociale ossessionata dalle griffe, dalle tendenze e allo stesso tempo spaventosamente superficiale e violenta usando lo schema del giallo ma rivisitandolo con un linguaggio originale che attinge a piene mani ai modi di dire e di essere dell’intellighentia di una metropoli che qui viene rappresentata con i suoi vacui tic mondani. Tutti i personaggi e le vicende di questa storia sono portati all’estremo (a cominciare dalla squadra di investigatori una delle più originali del giallo italiano), la realtà viene deformata fino ai limiti dell’inverosimile, eppure proprio per questo riesce a essere lo specchio fedele di quello che ci circonda. Se non fosse un giallo, avvincente e inquietante dalla prima all’ultima pagina, questo romanzo sarebbe uno straordinario romanzo sociologico. Elisabetta Bucciarelli vive e lavora a Milano. È autrice di cinema, teatro e televisione. Ha pubblicato i saggi: Strategie di comunicazione, Io sono quello che scrivo e Le professioni della scrittura. Ha scritto racconti e sceneggiature tra cui Amati Matti, menzione speciale della giuria alla 53a Mostra del Cinema di Venezia. Con Mursia ha pubblicato il romanzo Happy Hour."

Incontri a Casa Giannini: da Orazio Fiume alle città della musica di Alessandro Zignani

Dopo la presentazione di ieri dell’interessante libro di Annamaria Giannelli dedicato alla vita e alle opere di Orazio Fiume (Papageno Edizioni, Bari), compositore monopolitano del secolo scorso, nella quale sono ottimamente intervenuti, tra gli altri, oltre all’autrice, Detty Bozzi, Gianna Valente e Dino Foresio, domani (giovedì 31 maggio, alle 18.30, sempre a Casa Giannini), Pierfranco Moliterni, docente di Storia della Musica presso l'Università di Bari presenta "LE CITTA' DELLA MUSICA" (Florestano Edizioni, Bari) il nuovo atteso libro di Alessandro Zignani. Un passato e un presente da proficuo collaboratore del Teatro alla Scala di Milano, del Massimo di Palermo e del Bellini di Catania e poi scrittore, musicologo, germanista (ha tradotto, tra gli altri, autori del calibro di Trakl, Nietzsche, Holderlin) e drammaturgo, Zignani è docente di Storia della Musica ed Estetica Musicale presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli. Si tratta di un personaggio oltre che eclettico, autenticamente dotato di straordinario bagaglio culturale. Ascoltarlo parlare è una delizia per le orecchie e dunque (naturalmente) anche per il vostro affezionato "Orecchio di Dioniso". E poi, signori miei, si chiama anche Alessandro...Che volete di più dalla vita? Un nome, una garanzia.
Scherzi a parte, questo libro, in particolare, si occupa di un periodo in cui l'Europa intera era unita nel segno della cultura. L'intento dell'autore è quello di trattare con animo curioso e piglio narrativo ora in modo divertito, ora in modo quasi "romanzesco", temi che fanno riflettere anche sul nostro attuale modo di essere e sentirci europei. Da non perdere. CASA GIANNINI -Via Sparano, 172 – Bari. Infotel 080.5246864.

lunedì, maggio 28, 2007

Kissin, "Zar del pianoforte", suona a Roma

Il prossimo 30 maggio il celebre pianista russo Evgenij Kissin terrà un concerto a Roma presso l'Auditorium Parco della Musica. In programma musiche di Schubert (Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte), Beethoven (Trentadue variazioni in do minore per pianoforte), Brahms (Sei Klavierstücke per pianoforte) e Chopin (Grande Polonaise brillante preceduta dall'Andante spianato). Con ormai oltre quaranta incisioni discografiche al suo attivo, Evgenij Kissin - ex fanciullo prodigio caratterizzato da un pianismo sorprendente e geniale che non smette di stupire ad ogni ascolto - chiude la serie di grandi interpreti al pianoforte della Stagione capitolina cameristica di quest'anno. Quattro sono gli autori che compongono un programma vario e affascinante. Si parte con le intime inquietudini dello Schubert della Sonata D 568 per approdare alle virili architetture delle Trentadue variazioni in do minore di Beethoven. Concluderà la serata la Grande Polacca brillante op. 22 di Chopin, ma culmine dell'intero concerto saranno certamente i 6 Klavierstücke op.118 di un Brahms già anziano e affermato erede della grande tradizione sinfonica tedesca di Bach e Beethoven, ma che nella trentina di pezzi pianistici che costituiscono le estreme raccolte dell'età avanzata, esprime tutta la serena malinconia dell'autunno della vita.

Significativa tournèe dell'Orchestra della Magna Grecia di Taranto negli Emirati Arabi

L’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia di Taranto sarà in tournèe negli Emirati Arabi. L’ICO tarantina è stata selezionata tra le orchestre italiane per il concerto celebrativo della Festa della Repubblica. Dopo aver portato la propria musica in Giappone, Germania, Austria, Francia, Svizzera, Messico e Spagna ed aver amplificato la propria voce sotto i riflettori delle reti Rai, l'Orchestra, grazie all'interessamento della Italian Industry & Commerce Office in the UAE, si esibirà nei giorni 31 maggio a Dubai e 3 giugno ad Abu Dhabi. Il primo concerto si terrà presso il Teatro della Mall of Emirates, uno dei centri commerciali più importanti di Dubai; il secondo, di forte valenza istituzionale, avrà quale cornice il maestoso teatro posto all’interno del famoso Emirates Palace. Il concerto del 3 giugno sarà tenuto in occasione delle celebrazioni della Festa della Repubblica nel più grande teatro della capitale Emiratina, con un pubblico di 1.200 persone e la doverosa esecuzione dell’Inno d’Italia e dell’Inno degli Emirati Arabi: saranno presenti tutte le più alte cariche ed autorità, con esponenti del mondo politico, religioso, industriale e commerciale, nonchè tutti e sette gli sceicchi in rappresentanza di ognuno dei sette emirati degli EAU. Il programma parla del nostro Belpaese e sarà infatti un omaggio alla migliore tradizione musicale italiana, prevedendo l'esecuzione di alcune delle più celebri arie d'opera e ouverture di compositori nostrani - da Mascagni a Rossini e Puccini, con l’inserimento di brani virtuosistici e parti soliste, rispettivamente eseguite dal clarinettista Rocco Brandonisio e dal violinista Carmine Scarpati, entrambe prime parti dell’Orchestra tarantina. Oltre alla musica lirica saranno eseguiti i classici della tradizionale canzone napoletana, con le musiche di inizio secolo di Di Capua e di Tosti, affidate alla splendida voce del soprano pugliese Annalisa Carbonara. A guidare le fila della compagine, composta da circa quaranta elementi, ci sarà Piero Romano, direttore artistico della Magna Grecia sin dall’anno di nascita dell’orchestra, avvenuta 15 anni fa, che ha al suo attivo collaborazioni professionali - solo per citarne alcuni - con Katia Ricciarelli, Bruno Canino, Pierre Amoyal, Sergej Krylov e Aldo Ciccolini e la realizzazione di oltre 600 produzioni. Il percorso di questi 15 anni si basa, oltre che sulla musica di qualità e l’impegno profuso, su un saldo binomio di entusiasmo ed energia, attestato dai numerosi “compagni di strada”, da Agiman a Nanut, da Ventura a Noa e Devia, che hanno collaborato con l’Orchestra della Magna Grecia e che ha portato il Premio Oscar, Luis Bacalov (nella foto) a divenire Direttore Principale dell’ensemble tarantina. Questa nuova tournèe è l’ennesima grande occasione nella quale l'Orchestra tarantina porta il nome dell'Italia, e della Puglia in particolare, all'attenzione dell'opinione pubblica, esprimendo quei valori universali storici ed eterni che la musica esprime.

Rosa Sorice e Francesco Lotoro in concerto per la Camerata Musicale Barese

Secondo appuntamento con la rassegna “Dedicato a… Musica e Musicisti nei campi di concentramento” domani, martedì 29 maggio alle 20.45 presso l’Auditorium Vallisa di Bari. La cantante Rosa Sorice (in foto) ed il pianista Francesco Lotoro presenteranno un recital su brani composti da donne musiciste nei campi di concentramento dal 1933 al 1945. Alcuni di pregevole fattura, altri basati su un discreto accompagnamento pianistico; tutti però denotano una particolare cura del testo cantato e una predilezione specifica a ninne-nanne o testi dedicati alla propria città e regione di appartenenza, nonché accomunati da un gusto musicale tipico della cultura femminile mitteleuropea della prima metà del sec. XX. A seguire i curricula dei due interpreti della serata. Rosa Sorice, diplomata in Canto Lirico presso il Conservatorio N. Piccinni di Bari, si è poi perfezionata con M. van Goethem. Nel giugno 2000 ha vinto, in formazione cameristica, il 2° premio (1° premio non assegnato) al Concorso Nazionale Euterpe Corato. Nel 2004 ha vinto il 1° premio al 5° Concorso Europeo di Musica di Altamura. Ha partecipato all’incisione dei CDs nn. 1, 2, 6 e 7 dell’Enciclopedia discografica KZ Musik con il pianista Francesco Lotoro. Ha interpretato Gatto e Pepicek nel Brundibàr di H. Kràsa, Vitalba ne La Contessa Stracci di A. Vinci, Annetta ne Pietro il Grande di G. Donizetti, Bettina ne Lo Sposo di tre e marito di nessuna di L. Cherubini. Nel 2006 ha interpretato il ruolo di Maddalena nell’Oratorio di A. Salieri La Passione di Gesù Cristo. Attualmente continua gli studi in Osimo sotto la guida di S. Segalini. Francesco Lotoro ha studiato presso l’Accademia F. Liszt di Budapest con K. Zempleni, perfezionandosi con V. Merzhanov, T. Vasary e A. Ciccolini. Ha trascritto per 2 pianoforti e inciso la Musikalisches Opfer, i Concerti Brandeburghesi, i 14 Canoni BWV1087 e la Deutsche Messe di J. S. Bach. La sua ricostruzione musicale e letteraria del Weihnachtsoratorium di F. Nietzsche (inciso con il Coro Radio Svizzera Italiana e l’Ars Cantica Choir) è considerata un classico della filologia musicale contemporanea. Nel 1995 ha costituito l’Orchestra Musica Judaica con la quale ha inciso l’operina Brundibàr di H. Kràsa (Theresienstadt, 1943). A 30 anni dall’occupazione della Cecoslovacchia (1968-1998) ha eseguito ed inciso tutte le opere scritte a seguito degli avvenimenti che posero fine alla Primavera di Praga. Sta incidendo l’Enciclopedia discografica KZ Musik, 32 CDs contenenti l’intera produzione musicale composta nei Campi di concentramento dal 1933 al 1945. Ha completato la Sinfonia n. 8 di Ervin Schulhoff e composto l’opera in 2 atti Misha e i Lupi, Ispirata alla vita di Misha De Fonseca. Sta completando la realizzazione pianistica del Tractatus Logico-Philosophicus di L. Wittgenstein. E’ attualmente docente di pianoforte presso il Conservatorio N. Rota di Monopoli. Prossimo appuntamento martedì 5 giugno con Giovanni e Camilla Zonno (violini), Pasquale Rinaldi (flauto), Angelo De Leonardis (baritono) ed il Quartetto I Suoni del Sud in un programma dedicato alla musica da camera sempre nei campi di concentramento. Per informazioni e biglietti, gli uffici della Camerata Musicale Barese sono aperti tutti i giorni feriali dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 20. Infotel: 080/5211908.

venerdì, maggio 25, 2007

Presentazione nuovo cd della Dad Records di Bari in Vallisa

Annalisa Pisanu (DAD RECORDS) mi comunica che in data 27 Maggio, alle 19.30 presso l'Auditorium Diocesano Vallisa di Bari verrà presentata una nuova produzione discografica dal titolo "Nikolai Kapustin, Concert in Jazz" con Vito Reibaldi al pianoforte. Ingresso libero. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito internet dell'etichetta discografica barese.

Laura De Fusco suona negli ultimi due concerti dei Cameristi

Ultimi due concerti della brillante stagione dell'Accademia dei Cameristi di Bari, lunedì 28 e martedì 29 maggio rispettivamente nel Salone degli Affreschi dell'Ateneo universitario (alle 18.30) e presso il Circolo Unione di Bari (alle 21.00). Musiche di Rachmaninov e Ciaikovskij. Tra gli interpreti vi segnalo la presenza della celebre pianista napoletana Laura De Fusco, ospite d'onore delle due serate. Da non perdere.

In scena a Bari una Tosca dettata dal cuore

Tosca, come è noto, è da sempre una delle opere di Giacomo Puccini più celebri e maggiormente rappresentate sia in Italia che all’estero. Tuttavia, sin dalla prima esecuzione, avvenuta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, essa raccolse pareri assai contrastanti. Basterebbe sfogliare le cronache dei giornali dell’epoca per rendersene conto. Severe critiche le vennero rivolte in seguito anche da direttori-compositori del calibro di Gustav Mahler che diede inopinatamente dello “scalzacane” a Puccini e di contro anni dopo il musicologo René Leibowitz, tra gli altri, ne apprezzò la straordinaria e anticipatrice modernità. A distanza di più di un secolo da quella prima esecuzione Tosca ha ormai conquistato un posto privilegiato e praticamente intoccabile tra le opere liriche più amate. Ancora oggi viene allestita spesso e con grande successo dai principali teatri del mondo. A Bari, la giovanissima Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli (ancora per poco, si spera, priva del suo teatro d'opera distrutto da un incendio doloso nel 1991) l’ha proposta ieri sera al Teatro Piccinni, una sorta di “piccolo” San Carlo che sappiamo tutti bene non è adeguato per l’allestimento di opere liriche di questa portata e che invece richiederebbero ben altro palcoscenico per i cantanti e ben altro golfo mistico per l’orchestra. Nonostante ciò, il sovrintendente e direttore artistico Giandomenico Vaccari ha ritenuto, a ragione, sin dall’inizio della stagione di proporre anche opere di questo tipo all’ affamato pubblico barese dei melomani; pubblico altrimenti ingiustamente “condannato” ad assistere per svariati anni solo a opere buffe, da camera, operette e via dicendo… Vaccari ha allora chiamato Daniel Oren, direttore d’orchestra tra i più apprezzati e celebrati nel repertorio pucciniano e verdiano, che non si è per nulla scoraggiato (l’anno scorso, in analoghe condizioni, diresse infatti una splendida “Madama Butterfly”) a dover distribuire l’orchestra oltre che nella limitata buca, anche in ben tre palchi adiacenti. Né si sono scoraggiati la giovane regista veneziana Elena Barbalich, lo scenografo Tommaso Lagattolla e la costumista Anna Biagiotti a ripensare Tosca seguendo un’impostazione minimalista e dalle linee sobrie, essenziali, eleganti, pur nel rispetto di spazio e tempo della vicenda. Non sono visibili i tre luoghi romani della vicenda - Sant’Andrea della Valle, Castel Sant’Angelo e Palazzo Farnese – ma si intuiscono, o meglio, si materializzano direttamente nell’interiorità dei personaggi in scena, nonchè attraverso la stupenda musica di Puccini. Un gioco di luci ed ombre, alcuni pannelli neri che frammentano il cielo romantico di un pittore (quasi) contemporaneo di Cavaradossi come Delacroix, il plumbeo, a tratti demoniaco, mondo di Scarpia, connotato invece da uno stile pittorico più vicino a quello di Caravaggio. Lo stesso dicasi nel primo atto - quello didascalicamente parlando ambientato nella Chiesa di Sant’Andrea - dove invece troviamo solo una camera ardente e un mausoleo, luogo tra l’altro originale di Castel Sant’Angelo. Insomma, una lettura quella di Barbalich e Lagattolla intelligente e (qualche volta per fortuna capita…) rispettosa della musica, che ha saputo coniugare tradizione e modernità, dovendo naturalmente fare i conti con l’esigua larghezza e profondità del palcoscenico del Piccinni. Il cast prescelto da Oren poteva poi contare su tre protagonisti vocali che rappresentavano ciascuno una generazione differente. Il giovane talento della soprano cinese Hui Hue (Tosca) esploso nel 2000 quando vinse il 2° Premio al Concorso “Placido Domingo’s Operalia) e successivamente consacrata dalla vittoria assoluta nel 2002 al “Concorso Voci Verdiane” di Busseto. Si sa, il presente e probabilmente anche il futuro del melodramma italiano passa attraverso impressionanti vocalità provenienti da Oriente; a seguire, Piero Giuliacci, di una generazione di mezzo, impersonava invece Cavaradossi e infine il “grande vecchio” Silvano Carroli (immaginate che ha debuttato nel 1963 in Bohème: incredibile!), autentico monumento vivente della Lirica italiana e tra i pochi interpreti di riferimento degli ultimi trent’anni nel ruolo del cattivissimo Barone Vitellio Scarpia. Un cast omogeneo e ben assortito dunque, che ha trovato poi nella folgorante bacchetta di Daniel Oren il grande mattatore della serata, autentico “Deus ex machina” risolutivo di tutte le problematiche logistiche anzidette. Per una volta, vi confido, mi è capitato di sedermi in platea addirittura in seconda fila: un luogo privilegiato più per osservare al meglio cantanti, direttore d’orchestra e buca, che per ascoltare. Il mio vicino di posto, un collega venuto apposta da Venezia, alla fine dell’opera mi ha sussurrato: “Oren è sempre uno straordinario spettacolo da vedere e vale da solo il prezzo del biglietto”. Alcuni severi critici italiani (e non solo) storcerebbero parecchio il naso di fronte ad un’entusiastica affermazione del genere. Secondo costoro infatti l’incontenibile (ed in effetti, almeno a tratti, quasi “animalesca”) agitazione sul podio del maestro israeliano sarebbe più vicina ad un contesto circense che ad una sala da concerto. Eppure, cari colleghi, chi scrive ha avuto la fortuna di ascoltare per radio quei brontolii, quei sospiri, quei sordi singulti, quel batter con forza irresistibile i piedi saltando come un ossesso sul podio, già trent’anni fa, quando Oren, fresco vincitore del “Concorso Von Karajan”, dirigeva invitato da quell’eccezionale galantuomo che era Francesco Siciliani a Roma e poi a Napoli (con l’indimenticabile Orchestra Rai “Alessandro Scarlatti”) le sinfonie di Beethoven e di Mahler, raccogliendo intorno a sé orde impazzite di fans. Sembrava una rockstar allora, lo sembra ancor di più oggi, con la maturità che gli hanno portato gli anni, il maniacale affinamento espressivo ed interpretativo delle opere (solo pochi titoli, purtroppo!) che dirige. Oren controlla oggi più di ieri il suo viscerale temperamento che lo caratterizzava sin dagli esordi e sa far dialogare, suonare e cantare “con il cuore”, orchestra, coro e cantanti come pochi al mondo. Cosa dire del cast? Iniziamo da Hui Hue. La soprano cinese possiede un bagaglio vocale davvero importante: di generoso volume nei centri della tessitura, stentorea negli acuti; latita ancora un po’ nell’articolazione del fraseggio e le manca l’esperienza per calarsi appieno e con la necessaria credibilità nel complesso personaggio di Tosca. Questione solo di tempo e studio, naturalmente. Credibilità e sicurezza che invece non mancano a Piero Giuliacci (Cavaradossi), tenore di scuola pavarottiana dal timbro seducente e dall’acuto squillante e a Silvano Carroli (Scarpia) che nonostante una voce logorata dagli anni, ma - si badi bene - mai arrendevole, regala al personaggio di Scarpia (da lui cantato in oltre quarant’anni di luminosa carriera centinaia di volte in tutto il mondo) una presenza scenica davvero esemplare. Egregie infine le prove del coro, dell’orchestra e degli altri cantanti impegnati nei ruoli di contorno. Si replica domani sabato 26 e lunedì 28 maggio, ma è già tutto esaurito. La foto dello spettacolo è naturalmente del bravo Vito Mastrolonardo.

mercoledì, maggio 23, 2007

A Torino La Passione Secondo Matteo con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Helmut Rilling

Quasi cent’anni è durato il silenzio della Matthäuspassion di Johann Sebastian Bach. Fu Mendelssohn a riscoprirla nel 1829. Fino ad allora il vero Bach era stato per tutti Carl Philipp Emmanuel, uno dei figli di Johann Sebastian. Solo in quel momento tornò a splendere una partitura destinata a diventare un pilastro della cultura musicale tedesca. È nelle passioni che vive il senso del teatro di Bach: c’è un narratore, ci sono i corali che svolgono una funzione di commento, ma c’è soprattutto l’energia della storia del Vangelo. Dopo il successo della Johannespassion diretta da Noseda nel marzo del 2005, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sceglie un bachiano autentico per la Matthäuspassion. Helmut Rilling (nella foto) ha realizzato l’incisione integrale delle cantate di Bach, ha fondato nel 1980 l’Accademia Bach di Stoccarda ed è stato eletto nel 1990 presidente della Neue Bach Ausgabe: la musica di Johann Sebastian Bach scorre dunque da sempre nelle sue vene. Appuntamento da non perdere domani 24 e dopodomani 25 maggio, rispettivamente alle 20.30 (con diretta anche su Radiotre) e alle 21 presso l'Auditorium della Rai a Torino in Piazza Rossaro.

martedì, maggio 22, 2007

Il Tancredi di Rossini diretto da René Jacobs all'Auditorium Parco della Musica di Roma

Un Tancredi imperdibile quello che domani, 23 maggio (alle 20.30) al Parco della Musica di Roma vedrà René Jacobs (nella foto) dirigere l'Orchestre des Champs Elysées di Parigi in uno dei più amati capolavori del melodramma italiano ottocentesco. Tre i grandi motivi di interesse: 1) Per la prima volta in Italia un'opera di Rossini verrà infatti eseguita con strumenti d'epoca nel tentativo di ricreare le sonorità originali immaginate dal compositore; 2) Ci sarà il debutto di Bernarda Fink nel ruolo "en travesti" dell'eroe siciliano; 3) Terzo motivo, ma non ultimo per importanza, l'esordio di René Jacobs quale direttore rossiniano. Vincitore dei più importanti premi discografici, dal "Grammy Award" al "Diapason d'Or", grazie al suo straordinario intuito musicale, Jacobs ha affrontato negli anni recenti il teatro mozartiano con esiti stupefacenti. Prima di dedicarsi alla direzione d'orchestra Jacobs si era affermato in passato come uno dei più importanti cantanti "barocchi" della sua generazione; questo, probabilmente, il motivo per cui il suo approccio alla musica è quello di chi intende "cantarla" piuttosto che semplicemente "suonarla", preoccupandosi di far giungere il più chiaramente possibile all'orecchio dell'ascoltatore il senso delle parole e del contenuto del testo musicale: "C'è una sola parola per descrivere la direzione musicale di Jacobs: INCANTEVOLE" (The Indipendent). Era naturale che dopo tanto Mozart, Jacobs abbia deciso di affrontare il Rossini di Tancredi per certi versi assai vicino alla grazia e alla leggerezza del grande genio di Salisburgo. Da non perdere.

Per l'Orchestra Verdi di Milano qualcosa si muove

Da diverse settimane il mondo cultural-musicale italiano (e non solo) ha lanciato un appello per salvare la prestigiosa Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” che rischiava e rischia tutt’ora la chiusura per mancanza di risorse. Se ciò si verificasse, sarebbe l'ennesima brutta figura che il Belpaese farebbe di fronte all'Europa e al mondo. Di seguito pubblico l’ultimo comunicato stampa (in ordine di tempo) che mi è giunto a tale riguardo. Comunicato dal quale trapela però qualche segnale positivo, che fa sperare. “L'Assemblea dei Soci della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi” riunitasi sabato 19 maggio 2007, constata con soddisfazione che si è aperto uno spiraglio, che lascia intravedere una soluzione positiva. Il Ministro Rutelli ha incaricato un advisor di esaminare la situazione finanziaria.La Direzione della Fondazione ha aderito di buon grado all'iniziativa e si è dichiarata pronta a favorire in ogni modo tale esame. Per parte loro, gli enti territoriali (Regione, Provincia, Comune) hanno sollecitato la costituzione di un tavolo di concertazione con lo Stato per procedere ad un analogo esame, lasciando altresì intendere di essere disponibili a contribuire alla soluzione dei problemi. In queste settimane, un moto di opinione si è levato a sostegno della Verdi, per salvaguardare questa prestigiosa istituzione musicale e i posti di lavoro. E' possibile raggiungere questi obiettivi con il rilancio del suo progetto culturale che è patrimonio di Milano e dell'intero Paese. Del resto nei 14 anni di vita la Verdi ha offerto un servizio pubblico culturale di alta qualità, basandosi su risorse finanziarie offerte in varie forme dai cittadini per oltre 50 milioni di euro, su un moderno Auditorium costruito da un privato – Agostino Liuni – e su un apporto pubblico complessivo di circa 8,5 milioni di euro.Oggi la Verdi non chiede finanziamenti pubblici eccezionali, ma un semplice riequilibrio tra mezzi propri e mezzi pubblici (con questi ultimi, comunque, in misura inferiore alla normale consuetudine e pratica in atto nel settore).In questa situazione, l'Assemblea dei Soci, fedele, ancora una volta, a uno stile di comportamento e a una tradizione, invita tutti (soci, abbonati, sostenitori) a contribuire in prima persona alla risoluzione dei problemi. Sollecita tutti a proseguire nell'azione di pressione, inviando al Ministro la petizione per fax e per e-mail (reperibile sul sito http://www.laverdi.org/). Dà mandato al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione Generale di seguire e di realizzare l'operazione finanziaria immobiliare che, con l'ausilio e il favore già mostrato da istituzioni bancarie e non, permetta di far fronte a una cospicua parte di debiti dovuti al ricordato squilibrio tra risorse proprie e finanziamenti pubblici. Invita la Direzione Generale e la Direzione Artistica ad annunciare il programma della Stagione Sinfonica 2007-2008, proponendo ai vecchie e ai nuovi abbonati di esprimere la loro prelazione, rinviando il pagamento al momento in cui finalmente gli enti pubblici daranno risposte positive alle richieste della Fondazione: più numerose saranno le prenotazioni e più forte sarà la richiesta di una urgente decisione delle Istituzioni pubbliche.Fa appello a tutti i Soci e a tutti gli amici della Verdi perché traducano la loro manifestata solidarietà in una adesione alla Fondazione come soci protagonisti di un progetto culturale, unico nel panorama italiano. Invita, tutti, singoli cittadini e aziende, ad una elargizione straordinaria di mezzi finanziari, al fine di dimostrare il loro autonomo impegno a sostegno della Verdi, così come la volontà di essere vicini agli orchestrali, ai coristi, al personale tutto e di garantire una “soluzione ponte” verso la definitiva risoluzione dei problemi. Ringraziando infine i mezzi di informazione, l'Assemblea dei Soci della Verdi si rivolge a loro perché seguano con altrettanta attenzione la Fondazione, l'Orchestra, il Coro e l'iniziativa di quanti si stanno adoperando per la salvaguardia e il rilancio della Verdi.”

Aspettando Tosca...

Aspettando Tosca...Ecco due appuntamenti davvero interessanti: per “Registi all’Opera" domani 23 Maggio, alle 11.15, nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Bari si terrà un incontro sulla celebre opera pucciniana in programma per la Stagione Lirica della Fondazione Petruzzelli (nella foto di Vito Mastrolonardo un momento delle prove), il 24, il 26 ed il 28 Maggio alle 20.30 al teatro Piccinni. L’iniziativa rientra nella rassegna curata dal critico teatrale Pasquale Bellini. Interverranno la regista veneziana dello spettacolo, Elena Barbalich e Pierfranco Moliterni, docente di Storia della Musica della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Bari. Per "Invito all’Opera", sempre mercoledì 23 Maggio alle 18.30, presso la Libreria Laterza, in via Sparano a Bari, si terrà un incontro a cui parteciperanno il noto musicologo Michele Girardi (tra i più importanti ed apprezzati studiosi del compositore lucchese) ed il Sovrintendente Della Fondazione Petruzzelli, Giandomenico Vaccari.

sabato, maggio 19, 2007

Lunedì parte a Bari la III Settimana di Musica Antica

Il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio "N.Piccinni" di Bari, coordinato dal musicologo Dinko Fabris, presenta la "III Settimana di Musica Antica"(Bari, 21-26 maggio), una manifestazione ricca di appuntamenti di particolare interesse, fra cui: lunedì 21 maggio alle 17.00 presso Casa Piccinni (in Vico Fiscardi nelle vicinanze di Piazza Mercantile la Conferenza "Il Violoncello da spalla e le eccentricità della prassi esecutiva storica", cura del Prof. Gregory Burnett (Rice University, USA); Presentazione del CD Giovanni Bassano: "Ricercate, Passaggi et Cadentie ..."a cura di Gianlorenzo Sarno.con esecuzioni di Gianlorenzo Sarno, Angelo De Leonardis e Cosimo Prontera. Alle 19.30 " Palazzo S. Giacomo:"Prassi a confronto: la prassi vocale fra passato e presentecon la collaborazione di Antonella Arnese, Giuseppe Naviglio,membri dell'Ensemble vocale Il Dodicino. Mercoledì 23 maggio, ore 15 " Casa Piccinni, Conferenza e Concerti inediti per flauto e archi di autori della seconda metà del sec. XVIII conservati presso i fondi musicali svizzeri, a cura di Enrico Casularo e Katia Chevriercon la collaborazione di Vito Paternoster (alle 16) Strumenti a confronto: flauto dolce e flauto traversopartecipano gli allievi delle classi di Stefano Bagliano, Francesco Girardi; 17.30: Strumenti a confronto: violoncello e viola da gamba; partecipano gli allievi delle classi di Vito Paternoster e Sofia Ruffino (nella foto). Giovedì 24 maggio: Casa Piccinni - Strumenti in mostra e pomeriggio musicale con esposizione di mandolini; 19.30: Concerto dei docenti; Sabato 26 maggio, ore 12.00 Aula Magna del Nuovo Plesso. Concerto-aperitivo con presentazione del cd delle sonate per mandolino e cembalo di Domenico Scarlatti inciso dal mandolinista Mauro Squillante insieme al clavicembalista Raffaele Vrenna.

venerdì, maggio 18, 2007

Tutto esaurito per l'attesa Tosca diretta da Daniel Oren

La Tosca di Giacomo Puccini è tra le opere più amate dai melomani di tutto il mondo. Torna a Bari dopo diversi anni al Teatro Piccinni giovedì 24, sabato 26 e lunedì 28 Maggio alle 20.30. Il botteghino del teatro, già da alcuni giorni preso letteralmente d’assalto, ha registrato il tutto esaurito. A dirigere il capolavoro di Puccini - penultima opera in cartellone per la Stagione 2006/2007 della Fondazione Petruzzelli - alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, sarà il maestro Daniel Oren (nella foto). Ad interpretare il ruolo di Tosca, la nota soprano cinese Hui-He, mentre a dare vita al personaggio di Mario Cavaradossi il tenore Piero Giuliacci e nel ruolo del Barone Scarpia, infine, il baritono Silvano Carroli. Completano il cast vocale: Carlo Striuli, Angelo Nardinocchi, Cristiano Olivieri e Antonio Muserra. Franco Sebastiani dirigerà il Coro della Fondazione Petruzzelli, Emanuela Aymone guiderà il Coro delle Voci Bianche del “Conservatorio Niccolò Piccinni”. La regia è affidata a Elena Barbalich, mentre le scene e i costumi sono firmati da Tommaso Lagattolla.

La magica chitarra di David Russell a Bari in un concerto da ricordare

E' stato sicuramente l'ultimo importante concerto classico della stagione concertistica barese 2006-07, quello offerto dal grandissimo chitarrista scozzese David Russell (nella foto), martedì scorso nella suggestiva e affollata "Sala Giuseppina" del Kursaal Santalucia. Concerto meritoriamente organizzato dal Caffè d'Arte DolceAmaro nell'ambito della già eccellente stagione musicale curata dal maestro Domenico Del Giudice. Una serata da ricordare, oltre che per la presenza massiccia di un pubblico di quasi trecento persone, fatto inusuale per un concerto di chitarra classica, anche - ma direi soprattutto - per le straordinarie qualità tecniche ed interpretative dell'artista scozzese, fresco vincitore del 47° Grammy Award con il suo cd edito dalla Telarc "Aire Latino". In programmma c'erano brani di Brocà, Bach, Granados, Mertz, Weiss, Arcas e Barrios, tutti riletti con eccezionale intensità espressiva e con una duttilità d'interprete davvero esemplare. La chitarra magica di Russell si è distinta, a mio sommesso parere, soprattutto nei pezzi barocchi, dove il trattamento dello strumento è parso di una naturalezza quasi disarmante. Davvero unica infatti l'abilità dello scozzese nell'accarezzare (più che pizzicare) con rara precisione le corde della sua chitarra, come si trattasse di un clavicembalo o di un pianoforte, creando oltretutto un suono sempre caldo e rotondo. Emozionante il crescendo finale, con i Cinque pezzi di S.L.Weiss, la delicata Fantasia su temi tratti dalla Traviata verdiana di Arcas e gli struggenti brani del paraguaiano Barrios accolti da un pubblico ormai in...delirio.
Non si può fare a meno, ancora una volta, di ringraziare il maestro Domenico Del Giudice e i coniugi Volpe, titolari del Caffè d'Arte barese, per questo ulteriore straordinario regalo di alta cultura musicale che hanno saputo fare alla città di Bari. Ad Maiora :-)

Due concerti in Puglia dell'Ensemble Barocco di Cosenza

Si terranno a Bari e Brindisi i prossimi concerti pugliesi dell'ENSEMBLE BAROCCO DI COSENZA (nella foto), diretto da Gioacchino De Padova con la partecipazione del Coro Florilegium Vocis di Sabino Manzo. In programma: "SOLI DEO GLORIA"- Arie da Cantate di J. S. Bach. Appuntamenti a Bari, sabato 19 maggio Chiesa di S. Giacomo (nei pressi della Cattedrale), ore 20.30 e a Brindisi, domenica 20 maggio Chiesa di S.Benedetto, ore 20.30. Ingresso libero.

Presentazione della Tosca di Puccini da Giannini Pianoforti

Questo pomeriggio alle 18.30 per i "PerCorsi d'Opera" appuntamento con la presentazione della “Tosca" di Giacomo Puccini su libretto di Illica e Giocosa, che andrà in scena il 24 maggio al teatro Piccinni di Bari per la stagione lirica organizzata dalla Fondazione Petruzzelli. Previsti gli interventi di Angela Annese, Detty Bozzi, Fabio Sartorelli e Nicola Scardicchio. Casa Giannini - Via Sparano, 172 Bari - Ingresso Libero. Infotel: 0805246864

mercoledì, maggio 16, 2007

La giapponese Yasuko Sato vince il 1° Concorso Internazionale di Canto dedicato a Tommaso Traetta

La vittoria del 1° Concorso internazionale di canto "Tommaso Traetta"è andata al soprano giapponese Yasuko Sato (nella foto), che nella serata finale di sabato scorso al Teatro Traetta di Bitonto (BA) ha cantato "Un bel dì vedremo" da La Madame Butterfly di Puccini. Alla ventinovenne cantante orientale, che a settembre sarà protagonista ne "Il Trovatore" della 61° Stagione Stagione Lirica Sperimentale del Teatro "Belli" di Spoleto è stato consegnato un premio in denaro di 4.000 euro. Seconda posizione (2.500 euro) alla mezzosoprano Maria Agresta di Vallo. Ex equo per la terza posizione: a dividersi i 1.500 euro del premio il controtenore russo Nicolay Gladskikh e la soprano coreana Min Ji Kim. Il premio speciale "Traetta" di 2.000 euro è andato invece al controtenore rumeno Florin Cezar Ouatu, che ha interpretato l'aria "Dovrei, dovrei, ma no..." dalla “Didone Abbandonata” di Tommaso Traetta. Il voto del pubblico, invece, ha determinato la vittoria del premio popolare (500 euro) per la soprano Veronica Amarres, residente in Germania ma di origini russe.

Recital del pianista Sebastiano Brusco a Mola di Bari

Sabato 19 maggio - Teatro Comunale "N.van Westerhout" - Mola di Bari - ore 21.00 – Stagione dell’Agimus “G. Padovano”. Recital del pianista Sebastiano Brusco (in foto). Musiche di Scarlatti, Mozart, Schubert, Chopin, Pick - Mangiagalli. Sulla scia delle ultime esaltanti esibizioni con I Solisti Veneti e l’Orchestra Verdi di Milano, per la prima volta in Puglia il pianista romano propone un variegato e inedito programma di indubbio impegno interpretativo. Sebastiano Brusco, cresciuto a Roma, scopre la passione per la musica giovanissimo, e, a 19 anni dopo una grave malattia, decide di dedicare la sua vita ad essa diplomandosi con il massimo dei voti e la lode, presso il conservatorio “F.Morlacchi” di Perugia. Segue poi corsi di perfezionamento con pianisti quali Lya de Barberiis, Dario de Rosa, Katia Labeque, Philippe Cassard, Joachin Achucarro (Accademia Chigiana di Siena) e col duo Moreno-Capelli. Per la sua formazione, si rivela importante lo studio con Ennio Pastorino, già allievo di Arturo Benedetti Michelangeli, e fondamentale lo studio con Aldo Ciccolini, negli anni di perfezionamento presso l’omonima accademia. Per la musica da camera si è distinto in diversi concorsi nazionali e internazionali, tra i quali il primo premio assoluto al Concorso Internazionale Carlo Soliva (1998). Suona spesso in diverse formazioni cameristiche e stabilmente in duo pianistico con Marco Scolastra (in sodalizio dal 1993), con il violinista russo Vadim Brodsky e con il Quartetto Bernini di Roma. Come solista si esibisce con importanti orchestre italiane e straniere, come I Solisti Veneti, l’Orchestra Verdi di Milano, l’Orchestra Nazionale di Stato della Transilvania, l’Orchestra di Tirana, l’Orchestra Sinfonica di Pesaro, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese dirette da Riccardo Chailly, Claudio Scimone, Richard Hickox, Florin Totan, Romano Gandolfi, Vittorio Antonellini. In Italia, suona in noti teatri e auditori, per istituzioni musicali e importanti festival (tra cui, il Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 2005). Svolge un’intensa attività concertistica anche all’estero: numerosi sono i concerti in Canada, in Spagna, in Svizzera (a Zurigo, nella sede della Zürcher Kammerorchester), negli Emirati Arabi, in Romania, in Polonia (a Varsavia, presso il Museo Chopin) e in Belgio, dove, al Festival Van Vlaanderen, il concerto è stato trasmesso in Radio Klara nazionale. Recentemente ha tenuto un recital nel festival Dark Music Days di Reykjavik, in Islanda. Dedica particolare attenzione alla musica del Novecento, eseguendo molte prime esecuzioni assolute e prime italiane (Tosatti, M. Gould, Milhaud, Boriolo, Taglietti). …). Incide in duo, con il pianista Marco Scolastra, un CD per la casa discografica “Phoenix”, trasmesso più volte da Rai Radio Tre. Il prossimo 30 giugno suonerà al Parco della Musica di Roma in duo pianistico con M.Scolastra musiche di Ravel, Gerswin, Tosatti. Infotel:080.4734878.

Michele Marvulli e Marta Grilletti nel concerto degli anniversari con l'EurOrchestra di Bari

Questa sera (alle 21.00) presso il Salone Congressi dello Sheraton Nicolaus di Bari in occasione del Pianofestival San Nicola dell’EurOrchestra si terrà il “Concerto degli anniversari”, che vedrà il gradito ritorno dei decani della scuola pianistica barese Michele Marvulli e Marta Grilletti (nella foto), l’uno in veste di direttore-pianista- trascrittore e l’altra in veste di esecutrice. Michele Marvulli dirigerà Marta Grilletti e l’EurOrchestra nel Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 16 di Edvard Grieg e poi sarà lui stesso nella duplice veste di pianista e direttore per eseguire in prima assoluta la sua personale trascrizione per orchestra da camera della Suite “La Strada” di Nino Rota. Michele Marvulli e Marta Griletti, entrambi Maestri insigni, hanno consacrato la loro vita alla Musica e all’insegnamento del pianoforte, creando una scuola pianistica di cui tantissimi concertisti e docenti costituiscono oggi viva ed emblematica testimonianza . Fin da piccolissimi pianisti -prodigio hanno coltivato un'amicizia basata su grande affetto e reciproca stima; sono cresciuti insieme nel Conservatorio Piccinni, colleghi dapprima nello studio , poi nell’insegnamento e non hanno mai perso quel rapporto di affinità elettiva improntata alla comune visione dell’Arte . Oggi si ritrovano, dopo oltre settant’anni dai loro primi approcci con il pianoforte e dalla nascita della loro amicizia a celebrare insieme all'EurOrchestra due riti: quello della memoria e quello della gioia del far Musica . Si tratta dunque di un concerto celebrativo, in cui si festeggeranno insieme: il centenario della morte di Edvard Grieg i prossimi ottant’anni di Marta Grilletti e i settant’anni della venuta a Bari di Nino Rota come docente nello stesso Conservatorio Piccinni, di cui è stato poi il prestigioso Direttore sino alla sua scomparsa. Infotel: 080. 5744559.

martedì, maggio 15, 2007

Il Trio Barocco suona alla Cittadella della Cultura di Bari

Oggi alle ore 17.30 si terrà un concerto del TRIO BAROCCO, composto dai violinisti Corrado Roselli e Francesca Spinelli e dalla clavicembalista Rosa Azzaretti (tutti docenti presso il Conservatorio di Musica "N. Piccinni" di Bari) nell'Auditorium della Biblioteca Nazionale - Cittadella della Cultura, in via P. Oreste, nell'ambito della settimana della cultura. Saranno eseguiti brani di Tartini e Mozart. Ingresso libero.

La Musica contro l'usura

Chiesa di Santa Croce 15 maggio 2007 - ore 20.30 CONCERTO STRAORDINARIO LA MUSICA CONTRO L’USURA Partecipano: Marco Bisceglie, Maria Luisa Dituri, Fabio Cafaro, Francesco Di Lernia, Gianvito Tannoia, Bepi Speranza e l’Orchestra da Camera Nino Rota, Pietro Polieri e Artifizio Musicale, Sergio Lella e l’Ensemble Vocale Palazzo Incantato, Antonio Magarelli e l’Ensemble vocale Il cantar novo. Musiche di A. Vivaldi, T.L.da Victoria, G. Sances, C. Sivori, J.S. Bach, G. P. da Palestrina e F. Anerio. Il 15 maggio, con inizio alle ore 20.30 nella chiesa di S. Croce (piazzetta dei Frati Cappuccini n. 2, Bari) è stata organizzata una serata di beneficenza durante la quale sarà possibile assistere all'esecuzione dal vivo di gran parte delle musiche del cd «Concerto per il Risorto», edito dalla Fondazione Antiusura S. Nicola e SS. Medici in collaborazione con il Centro Culturale Marin e venduto come allegato alla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 13 maggio. Un'ora di buona musica che ci pone sulle strade della solidarietà. Il cd, il cui coordinamento musicale è stato curato da Francesco Di Lernia e Bepi Speranza, è accompagnato da un libretto con l'elenco delle fondazioni antiusura presenti su tutto il territorio italiano e le informazioni sul loro servizio che è a disposizione di tutti: dei bisognosi per un riferimento di ascolto, di consiglio, di accompagnamento e di aiuto, degli operatori sociali e del volontariato a volte scarsamente informati della presenza e dell'opera di quanti agiscono per combattere la diffusa piaga sociale dell'indebitamento e dell'usura che annienta la vita dei miseri. L'ingresso è gratuito. Informazioni: Chiesa Santa Croce (tel. 080.5235024)

Assegnati gli ambitissimi Premi Abbiati per il 2006

XXVI PREMIO DELLA CRITICA MUSICALE " FRANCO ABBIATI " La giuria del Premio Abbiati, in rappresentanza dell'Associazione Nazionale Critici Musicali, di fronte alla gravissima situazione economica e gestionale dell'Orchestra "Giuseppe Verdi" e preoccupata che Milano rimanga senza un'orchestra sinfonica stabile, chiede che le forze politiche lombarde e nazionali, con quelle impresariali, si impegnino a trovare in tempi brevi soluzioni tecniche e finanziarie efficaci per salvaguardare la stagione e le altre attività artistiche della "Verdi", garantendone il futuro. Ospite degli Amici della Scala di Milano il 9 maggio 2007, sulla base delle segnalazioni dei colleghi dell'Associazione, la giuria (Sandro Cappelletto, Franca Cella, Franco Chieco, Andrea Estero, Angelo Foletto, Enrico Girardi, Giorgio Gualerzi, Giancarlo Landini, Gian Paolo Minardi, Carla Moreni, Paolo Petazzi, Giangiorgio Satragni), ha scelto i vincitori 2006. SPETTACOLO . Kát'a Kabanová di Leoš Janáček (Milano, Teatro alla Scala) messa in scena da Robert Carsen (scene e costumi di Patrick Kinmonth,luci di Robert Carsen e Peter Van Praet, coreografie di Philippe Giraudeau) e diretta da John Eliot Gardiner (nella foto). Per la bellezza aspra e originale dell'allestimento fondato sull'elemento-acqua con le sue inquiete spettralità e luminescenze: perfetto per identificare e dare rilievo, tra essenzialità gestuali e audaci immagini scenico-coreografiche, alla forza della narrazione teatrale e al drammatico percorso psicologico della protagonista evocato dalla musica. PREMIO SPECIALE. Amici della musica di Firenze, per la coerenza e qualità nella difesa del valore della musica da camera - nel solco di una tradizione oramai secolare - e per il significativo modello per le numerose associazioni omologhe italiane; per la programmazione dove emerge la frequenza dei cicli liederistici o dedicati al quartetto per archi ma attenta anche all'aspetto didattico grazie agli incontri di studio con artisti ospiti, e formativo, in particolare durante i concerti di "Settembre in musica" riservati ai giovani interpreti. NOVITÀ ASSOLUTA. Ausklang per pianoforte e orchestra (Torino, Rai Nuova Musica) e Concertini (Venezia, Biennale Musica) di Helmut Lachenmann, due momenti di grande rilievo della ricerca del compositore tedesco, presente anche per un seminario a Reggio Emilia. Fedele al geniale rigore del suo lavoro sul suono, al radicalismo con cui sa ripensare i materiali sonori con intuizioni assolutamente nuove, in questi e altri lavori sinfonici Lachenmann ha saputo confrontarsi anche con forme di ampio respiro, con esiti di rara suggestione e compattezza. DIRETTORE. Lorin Maazel, per l'intelligenza musicale, la penetrante qualità di concertazione e il respiro teatrale avvincente espressi nella Tosca (Milano, Teatro alla Scala), che ha ribadito la sua affinità speciale con i tempi, le passioni e i colori della scrittura pucciniana, e la qualità importante delle numerose presenze concertistiche italiane. REGIA, SCENOGRAFIA, VIDEO. Giorgio Barberio Corsetti, grazie all'inventivo e abilissimo gioco di squadra (Perrick Sorin, video; Christian Taborelli, costumi; Gianluca Cappelletti, luci) ha fatto rivivere nella Pietra di paragone (Parma, Teatro Regio) magie e effetti illusori del teatro antico, affidati a tecnologie contemporanee: lo sdoppiamento della scena, i dettagli dei protagonisti nei video in primo piano, la tinta americana dei colori squillanti ma freddi come i quadri di Hopper, nei costumi chic alla Jackie Kennedy esaltavano l'umorismo geometrico della scrittura rossiniana conferendole chiave attuale e esattezza cristallina. SOLISTA. Andras Schiff per la coerenza stilistica, la continuità musicale e la fantasia interpretativa manifestate nell'integrale della Sonate di Beethoven, suonate in ordine cronologico secondo un'illuminante intenzionalità stilistico-esecutiva, e proposte in varie città e istituzioni italiane. CANTANTI. Sonia Prina per la ragionata scelta di repertorio e la proprietà stilistica espresse in particolare nella Pietra di Paragone di Rossini (Parma, Teatro Regio), nel Ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi (Produzione del Teatro Ponchielli di Cremona andata in scena, oltre che a Cremona, a Como, Brescia, Pavia, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna e Bari), nel Giulio Cesare di Haendel che ha inaugurato al stagione di musica da camera di Santa Cecilia. Alex Esposito, per la costante crescita vocale e scenica testimoniata soprattutto nei ruoli mozartiani di Masetto/Leporello (Milano, Teatro alla Scala) e Papageno (Venezia, La Fenice e Torino/Teatro Regio) PREMIO "FILIPPO SIEBANECK". Rete Toscana Classica, creata nel 2003 su iniziativa di Regione, Ort e associazione Pro Verbo di Prato, emittente interamente dedicata alla programmazione di musica sinfonica, operistica e jazz, ventiquattro ore su ventiquattro, e ora ascoltabile anche su internet, ha coronato con significativo e fedele riscontro nel numero degli ascoltatori un importante progetto di diffusione capillare del repertorio classico, testimoniando l'importanza e il ruolo divulgativo prezioso che può avere la radio, e una programmazione varia, intelligente e attenta alla produttività locale. La consegna del "Premio Abbiati" avverrà martedì 5 giugno a Palazzo Frizzoni (alle 17) nel corso di una cerimonia disposta dal Comitato Organizzatore in collaborazione col "Festival Pianistico Internazionale Arturo Benedetti Michelangeli" e il patrocinio del Comune di Bergamo. Seguirà alle ore 18.30, la presentazione del libro di Mimma Forlani "Filippo Siebaneck: cittadino esemplare di Bergamo".

lunedì, maggio 14, 2007

Riaperto oggi il cantiere del Teatro Petruzzelli: nel 2008 si torna finalmente "a casa"

La notizia del giorno è che stamane è stato finalmente riaperto il cantiere del Teatro Petruzzelli di Bari fermo ormai da due anni. E’ venuto venerdì scorso (in carne ed ossa) persino Francesco Rutelli, Vicepresidente del Consiglio, a portare il lieto annuncio e una splendida promessa alla città: il 6 dicembre 2008 il Teatro riaprirà con un concerto diretto dal Maestro Riccardo Muti, dopo 17 anni dal tragico rogo che lo devastò con una perfezione quasi chirurgica, lasciando fortunatamente intatte le mura perimetrali e molti dei locali (tra cui lo storico Circolo Unione) che si affacciano su Corso Cavour. Non è passato un giorno dalla lieta novella, che il Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Giandomenico Vaccari insieme al suo staff, presente tra gli altri anche il consigliere del CdA della fondazione Michele Mirabella, hanno regalato alla stampa in un piacevole incontro al Caffè Perini nella centralissima Via Sparano alcune anticipazioni della prossima stagione sinfonica e cameristica. Appuntamenti, va detto subito, tutti di assoluto prestigio. Il 6 settembre 2007, tanto per cominciare subito "alla grande", sarà ospite della Fondazione Petruzzelli presso lo Spazio 7 della Fiera del Levante un’orchestra di eccellente livello internazionale come la Israel Philarmonic diretta dal celebre maestro indiano Zubin Mehta, dal 1977 suo direttore permanente o, se preferite, a vita. In programma la stupenda “Settima Sinfonia” di Gustav Mahler, segreta (ma non troppo) passione di Giandomenico Vaccari, che ha confermato l’intenzione di avviare con questa serata un ciclo di tutte e dieci le sinfonie di Mahler e poi di pensare, quando si tornerà al Petruzzelli, anche ad alcune opere liriche di Wagner. Ottima idea, anche perché Bari ha avuto solo rarissime occasioni d’ascolto delle sinfonie mahleriane, per non parlare poi di Wagner così poche volte "assaggiato", almeno nel periodo che va dal secondo Dopoguerra a oggi. In questo caso poi il livello eccelso dei maestri israeliani diretti dal mitico Zubin garantirà senz’altro la possibilità di godere finalmente di un’interpretazione tecnicamente (e non solo) esemplare. E’ chiaro che le restanti otto sinfonie complete più il frammento della Decima e (perché no, si spera…) i cicli liederistici del geniale compositore austro-boemo saranno eseguiti al Teatro Petruzzelli o all’Auditorium “Nino Rota”, altro importante contenitore che sarà restituito alla città quanto prima. Gli altri appuntamenti della prossima stagione 2007-08 anticipati in conferenza stampa: “Variazioni sui colori del cielo”, l’azione scenico-musicale dedicata alla ricorrenza dei sessant’anni dalla liberazione di Mathausen dai campi di concentramento, su testi del giornalista e critico della “Gazzetta del Mezzogiorno” Ugo Sbisà musicati da Biagio Putignano, compositore salentino che è da tempo è tra le “voci” più interessanti ed apprezzate del panorama musicale (“colto”) contemporaneo. La commissione del lavoro gli è stata affidata lo scorso anno dall’Ensemble “Project3 di Salisburgo, diretto da Albert Prommegger; e proprio a Salisburgo si è tenuta la sua prima esecuzione mondiale. A Bari sarà di scena l’11 ottobre 2007 al Teatro Piccinni. Un altro appuntamento è in calendario per il 16 novembre sempre al Piccinni con l’ Astrée, gruppo cameristico dell’Accademia Montis Regalis di Torino (in cui figura tra gli altri il “nostro” violinista Francesco D’Orazio) e il cuntista Mimmo Cuticchio. Il 13 dicembre toccherà ad un altro grande Quartetto d’archi, dopo il prestigioso Arditti String Quartet della presente stagione, questa volta al Kursaal Santalucia sarà la volta del Tokyo String Quartet, altro straordinario ensemble di fama mondiale. Non mancheranno poi ancora un’Orchestra Filarmonica del calibro di quella del Lussemburgo guidata da un altro direttore di fama internazionale come Emanuel Krivine e con ospite solista un pianista sempre godibilissimo come Rudolf Buchbinder (5 aprile 2008) e sempre in quel periodo il ritorno in Puglia (alcuni anni fa si esibì purtroppo solo a Taranto, ma non a Bari) dell'eccelso pianista polacco Krystian Zimerman. Un'autentica ciliegina sulla torta quest’ultima, che fa “sognare” anche sul restante cartellone concertistico della Fondazione Petruzzelli in una città che ha una gran fame di eventi e di grandi nomi della musica, ma anche di vedere giustamente valorizzate le forze artistiche locali. Se davvero il Teatro Petruzzelli sarà pronto - come sostiene Rutelli – a novembre 2008, bisognerà anche cominciare da subito a pensare ad un direttore musicale di prestigio: si era fatto il nome autorevole di Renato Palumbo, ma si potrebbe anche puntare su una giovane e già collaudata bacchetta di livello internazionale. Basterebbe guardarsi un po’ in giro… Inoltre, un’Orchestra e ad un Corpo di Ballo del Petruzzelli degni di quelli a disposizione nelle altre tredici fondazioni liriche italiane. Per il Coro si è già cominciato a lavorare con discreti risultati. L’Orchestra Sinfonica della Provincia con cui la Fondazione sta da un paio d’anni collaborando può essere un valido punto di partenza. Nessuno chiede di azzerarla, piuttosto di migliorarne, lì dove è necessario, la qualità complessiva ampliandone naturalmente l’organico. Se si vuole davvero entrare nell’esclusivo “Club” delle grandi fondazioni liriche che attinge ogni anno somme da capogiro dal F.U.S (Fondo Unico per lo Spettacolo) e non dal Lotto come solo a Bari accade, non si può temporeggiare più del dovuto. L’autunno 2008 è già dietro l’angolo. Speriamo che ci riporti - facendoci risvegliare da un incubo divenuto insostenibile per non dire insopportabile - davvero tutti a “Casa”. Al Petruzzelli.

venerdì, maggio 11, 2007

La Manon di Massenet al Massimo di Palermo

Stagione di opere e balletti 2006/2007 del Teatro Massimo di Palermo: "Manon" di Jules Massenet. Omaggio al regista Alberto Fassini con la ripresa di una sua regia “storica”. Sul podio uno specialista come Michel Plasson, nel ruolo di Des Grieux il tenore Giuseppe Filianoti. Manon di Jules Massenet (1842-1912) dal celebre romanzo Histoire du Chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut dell’abate Antoine Prévost (1697-1763), debutta al Teatro Massimo domenica 20 maggio (repliche sino a domenica 27) dopo quasi trent’anni di assenza da Palermo (l’ultima edizione al Politeama nel 1979) e dopo oltre cinquant’anni dal Teatro Massimo: era il 20 marzo 1955 quando nella sala del Basile i due innamorati erano Clara Petrella e Giuseppe Di Stefano. A due anni dalla scomparsa di Alberto Fassini, il Teatro Massimo (al quale il regista fu sempre legato lungo l’arco della sua carriera) lo omaggia riprendendo un suo allestimento storico creato per l’Opera di Roma. Questa edizione è curata oggi da Joseph Franconi Lee, da sempre assistente di Fassini; le scene e i costumi di Pierluigi Samaritani sono ripresi invece da Alessandro Ciammarughi; le luci di Bruno Ciulli. “Memore del magistero di Visconti” – ha sempre dichiarato Fassini parlando del suo stile registico – “quando predispongo un allestimento cerco il mondo più indicato per l'autore che si rappresenta, per questo talora sono accusato di un certo tradizionalismo del quale peraltro mi vanto. Continuo a sostenere che la regia di un'opera lirica debba essere pensata sullo spartito e non sul libretto, per non rischiare che musica e scena corrano lungo direzioni opposte”. Il cast di livello internazionale vede quale interprete della giovane Manon, simbolo dell’irrazionalità femminile, capricciosa e volubile, il soprano francese Nathalie Manfrino, che la critica e il pubblico dei maggiori teatri euroopei ha salutato come voce rivelazione dell’anno. Atteso Des Grieux è quello di Giuseppe Filianoti, voce fra le più belle e applaudite della lirica odierna, nonché tenore italiano fra i più richiesti sulle scene del mondo. Il ruolo di Lescaut invece è affidato all'ottimo baritono Davide Damiani (nella foto); fanno inoltre parte del cast Alain Vernhes (Le comte des Grieux) e Carlo Bosi (Guillot de Morfontaine). L’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo sono diretti da uno specialista del repertorio francese quale Michel Plasson, celebre per il suo sforzo nel ricercare in ogni interpretazione la cifra più tipica di questo poco frequentato ma affascinante mondo musicale.

14° Concorso Musicale "Città di Casamassima"

Sono aperte fino al 17 Maggio 2007 le iscrizioni al 14° Concorso Nazionale Musicale " Città di Casamassima" che si terrà a Casamassima (BA) il 25-26-27 Maggio 2007. Per informazioni chiamare i seguenti numeri: 349.4775799 / 333.6343117 o scrivere all’ e-mail del maestro Maurizio Matarrese, direttore artistico della manifestazione: mauriziomatarrese@libero.it

Caloroso successo per la Tournèe in Giappone dell'Orchestra "Società dei Concerti di Bari" diretta da Fabio Mastrangelo

L'Orchestra "Società dei Concerti di Bari" è appena rientrata dal Giappone dove ha tenuto quattro concerti con la nota pianista giapponese Ingrid Fuzjko Hemming e la direzione del maestro Fabio Mastrangelo (nella foto) in prestigiose sale con capienza media di 2000 posti e sempre gremite di pubblico entusiasta, quali la Matsumoto Bunka Kaikan ( http://www.matsumoto-bunkakaikan.jp/) il 2 maggio; Sumida Triphony Hall (http://www.triphony.com/) il 4 maggio; Tokyo Metropolitan Art Space (http://www.geigeki.jp/english/index.html) il 6 maggio; Muza Kawasaki Symphony Hall (http://www.kawasaki-sym-hall.jp/index_e.shtml) l'8 maggio.L'Orchestra ha riscosso calorosi consensi di pubblico e critica ed è stata invitata a tenere altri concerti nei prossimi anni. In particolare, la formazione è stata espressamente invitata a inaugurare nel 2012 la riapertura del Teatro Festival Hall di Osaka dopo un periodo di ristrutturazione. Infostampa: Società dei Concerti di Bari 392. 415.79.05; tel/fax: 080 476 81 55; e-mail: info@societadeiconcertidibari.it

Pasquale Iannone a Bisceglie per un concerto da grande virtuoso

Il noto pianista barlettano Pasquale Iannone (nella foto) sarà ospite della Associazione Musicale Medium Dies al Teatro Garibaldi di Bisceglie domenica 13 maggio (alle 20.30). “L’apoteosi della danza”, questo il titolo dell’interessante concerto nel quale Pasquale Iannone eseguirà un programma da autentico virtuoso degli 88 tasti, vario e al contempo capace di coniugare al meglio il tema della danza con gli autori che ad essa hanno dedicato splendide pagine per il pianoforte (e non solo). A Bisceglie Iannone eseguirà musiche di Beethoven-Liszt “Sinfonia n.7 op.92”, Rosenthal “Carnaval de Vienne”, Ciaikovskij-Pabst “Parafrasi da concerto sul balletto La bella addormentata”, Strauss-Schulhoff "Pizzicato Polka", Strauss-Rosenthal "Fantasy on Strauss".

Nuovi concerti dell'Accademia dei Cameristi di Bari

Lunedì 14 maggio (alle 20.45) presso il Circolo Unione di Bari e martedì 15 maggio (alle 18.30) nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo barese, due nuovi concerti dell’intrigante stagione musicale dell’ Accademia dei Cameristi e dell’Università degli Studi. In programma il Quartetto op. 44 n. 3 di Felix Mendelssohn-Bartholdy e il Primo Quartetto per archi op. 11 di Pëtr Il’jč Čajkovskij. Protagonisti delle due serate Giulio Rovighi (nella foto) e Anna Pugliese ai violini, Lorenzo Rundo alla viola, Antonio D’Antonio al violoncello.
Infotel. 080/5211587.

giovedì, maggio 10, 2007

La Camerata Musicale Barese presenta il ciclo "Dedicato a..."

Anche quest’anno sta per tornare “Dedicato a…”, la rassegna di primavera organizzata dalla Camerata Musicale Barese. Filo conduttore dei cinque concerti in programma saranno la “Musica ed i Musicisti nei campi di concentramento dal 1933 al 1945”. Lunga vita alla Vita! è il titolo di un cabaret scritto a Theresienstadt da Karel Svenk, poeta, musicista, attore, autentico genio versatile. Svenk morì nel 1945 nel Campo di concentramento di Meuselwitz. Il cartellone propone l’esecuzione di musica concentrazionaria ossia opere musicali scritte da Musicisti nei Campi di concentramento dall’apertura del Campo di Dachau e Borgermoor (1933) alla fine della 2ª Guerra Mondiale. La musica concentrazionaria porta con sè non solo i segni identificativi di una Letteratura ma altresì l'obbligo di riparare ai torti e alle sofferenze subite da questa grande e variegata generazione di Musicisti vittime della più dolorosa tragedia umana. Ridare vita alle opere composte nei Luoghi di deportazione e morte significa altresì dimostrare la funzione eternatrice della Cultura della Memoria e una volta di più l’immensa forza creativa dell’uomo anche in circostanze tragiche e disperate. La rassegna comprende anche un concerto interamente dedicato alla musica degli Ebrei di Libia nel 40esimo anniversario della loro cacciata dopo la Guerra dei Sei Giorni, mentre fa da cornice culturale a esso uno stand di Editoria libraria e discografica concentrazionaria. Primo appuntamento martedì 22 maggio alla Vallisa (ore 20.45) con il “Coro dell’Università degli Studi di Foggia” diretto da Nicola Marasco. La rassegna proseguirà martedì 29 maggio con la preziosa vocalità di Rosa Sorice accompagnata al pianoforte da Francesco Lotoro (nella foto). Martedì 5 giugno toccherà a Giovanni e Camilla Zonno (violini), Pasquale Rinaldi (flauto), Angelo De Leonardis (baritono) ed al Quartetto I Suoni del Sud. Martedì 12 giugno si esibirà il Cantore David Meghnagi, mentre ultimo appuntamento martedì 19 giugno con l’ Orchestra Musica Judaica diretta da Francesco Lotoro. Ogni settimana, dunque, appuntamento nell’Auditorium Vallisa alle 20.45. Per la rassegna è previsto un mini abbonamento ad un prezzo di sicuro interesse di euro 30 (ridotto 20 euro per i Signori Abbonati alle 66ª Stagione). Infine, va detto, nel corso di una conferenza stampa sono state rese note dal direttore artistico dell’associazione barese il M° Giovanni Antonioni e dal direttore amministrativo Dott. Rocco De Venuto alcune anticipazioni sul prossimo cartellone della Camerata. A nomi altisonanti del concertismo internazionale come quello del violinista Uto Ughi e della pianista russa Lilya Zilberstein si alterneranno prestigiosi Balletti (come quello di Mosca che proporrà la Giselle, quello di Roma con Giulietta e Romeo e Schiaccianoci e quello di Milano con la poliedrica étoile Raffaele Paganini) e serate dedicate al Jazz (intrigante quella che vedrà l’intramontabile cantautore Gino Paoli misurarsi con un Quartetto Jazz composto da personaggi del calibro di Danilo Rea, Rosario Bonaccorso, Enrico Rava e Roberto Gatto). Per informazioni e prenotazioni su biglietti e abbonamenti della prossima stagione ci si può rivolgere sin da ora agli uffici della Camerata a Bari in Via Sparano 141 – Infotel 080.5211908.

mercoledì, maggio 09, 2007

Il film di "Assassinio nella Cattedrale" domani in anteprima mondiale al Kursaal Santalucia di Bari

"Assassinio nella Cattedrale", l'opera lirica di Ildebrando Pizzetti allestita dalla “Fondazione Petruzzelli” di Bari lo scorso dicembre, nella Basilica di San Nicola è diventata un film. Un’opera in Dvd ad alta definizione prodotta dalla Fondazione Petruzzelli e dalla Unitel GmbH di Monaco di Baviera, leader mondiale nella produzione e distribuzione di musica classica per tv e video/Dvd. L’anteprima sarà presentata da Maddalena Tulanti, Capo Redattore del “Corriere Mezzogiorno” e avrà luogo domani sera (alle 20,30) al Teatro Kursaal Santalucia di Bari. All’evento sarà presente il Presidente della Unitel, Jan Moito. L’opera filmica, oltre allo spettacolo in sè, contiene suggestivi inserti girati tra i monumenti, le strade, le bellezze architettoniche del Borgo Antico: un percorso ideale alla riscoperta del ricco patrimonio artistico del capoluogo pugliese.Il film andrà in onda in tutto il mondo a partire dal prossimo giugno, sui canali Pay-per-view di Unitel e distribuito per l’etichetta Decca in tutti i negozi di musica nazionali ed internazionali. Inoltre la Cattedrale di Canterbury, luogo d’ispirazione dell’opera di Thomas Stearn Eliot musicata da Pizzetti, ospiterà, nell’autunno 2007, la presentazione Europea del film/DVD di Assassinio nella Cattedrale. L’evento sarà organizzato dalla Fondazione Petruzzelli in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra. L’opera andata in scena nella Basilica di San Nicola, emblema del capoluogo pugliese e meta di pellegrinaggi internazionali, ha visto nei panni dell’Arcivescovo di Canterbury il grande Ruggero Raimondi, tra i più prestigiosi cantanti del mondo e punto di riferimento nella storia dell’interpretazione melodrammatica. Sul podio un acclamato Piergiorgio Morandi ha diretto l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. L’ingresso all’anteprima è solo su invito e fino ad esaurimento dei posti.

La Lirica internazionale "sbarca" al Teatro Traetta di Bitonto

Una settimana di ribalta internazionale per il “Traetta” di Bitonto. Iniziato il 7 maggio scorso, si concluderà sabato 12 maggio presso il Teatro Comunale il 1° Concorso internazionale di canto lirico “Tommaso Traetta”, a cui partecipano ben 63 concorrenti di diverse nazionalità. Il concorso è parte integrante del Traetta Opera Festival, realizzato dal Comune di Bitonto con il sostegno della Regione Puglia; aperto a giovani di età inferiore a 36 anni (soprani, sopranisti, mezzosoprani, contralti, contraltisti, tenori, controtenori, baritoni e bassi) ha l’ambizioso obiettivo di selezionare, premiare e segnalare alle direzioni artistiche di enti e teatri talenti lirici emergenti. La Commissione è composta dal Direttore Artistico del Teatro “Traetta”, Michele Mirabella, dal Sovrintendente del Teatro dell’Opera di Ostrava, Golat Ludiek, dal Direttore Artistico della Stagione Lirica della Provincia di Lecce, Filippo Zigante, dal Sovrintendente del Teatro Petruzzelli, Giandomenico Vaccari (nella foto) e dal Direttore Musicale della Stagione Lirica del Teatro della Fortuna di Fano, Vito Clemente. Straordinario il successo di partecipazione. Alla prima edizione del Concorso si sono infatti iscritti ben 63 cantanti lirici: la parte del leone spetta agli italiani con 27 presenze e ai coreani (partecipano in 17), ma sono presenti anche artisti cinesi, russi, giapponesi, bulgari, kazhaki, canadesi,belgi, tedeschi, rumeni e macedoni. La gara si articola in tre fasi: dal 7 al 9 maggio (a partire dalle ore 16; dalle ore 10 il 9/5) si svolgono le eliminatorie, cui prenderanno parte 47 concorrenti, che dovranno eseguire due brani del repertorio lirico. Quanti riusciranno a superare questa prima fase accederanno poi alle semifinali in programma il 10 e 11 maggio (alle 16), cui sono iscritti in sedici di diritto perché già vincitori di altri concorsi internazionali; anche in semifinale saranno eseguiti due brani a testa. La serata finale, in programma sabato 12 maggio (alle 20) sarà presentata da Michele Mirabella; i finalisti si esibiranno cantando un solo brano ed,in aggiunta, un brano del repertorio del musicista Tommaso Traetta per l’eventuale partecipazione al premio speciale (2.000 euro) intitolato al genio musicale bitontino, riformatore del melodramma europeo nel ‘700. Al vincitore del Concorso andrà un assegno di 4.000 euro, mentre al secondo e al terzo classificato andranno rispettivamente 2.500 e 1.500 euro. Previsto anche un premio speciale di 500 euro, che verrà assegnato dal pubblico presente alla serata finale.

Esce un nuovo libro sul Teatro Petruzzelli firmato dal critico Egidio Pani

Egidio Pani, torna in libreria (dopo 12 anni dal suo ultimo lavoro: “Immaginare Bari”) con “La maschera caduta. Il Teatro Petruzzelli di Bari”, appena pubblicato da Levante Editori (e-mail: levanted@tin.it). E’ la storia di un Teatro che diventa il mito di una città, di una Regione, del Mezzogiorno sulla sfondo di una città Bari, il cui “mistero” l’autore vuole finalmente svelare. Una storia che si fa attualità, una emozione in corsa. Ed è, al tempo stesso, un racconto, una favola, come scrive nella “presentazione” l’illustre italianista Francesco Tateo, perché “tutto quel che si è appreso sul famoso Teatro, ma frammentariamente e lacunosamente, viene narrato per filo e per segno e c'è da rimanere ammirati come il narratore si muova disinvoltamente, collocando in epigrafe ad ogni capitolo un suggestivo ed eccentrico richiamo a testi famosi che, simbolicamente ma anche sibillinamente, alludono allo straniamento della favola in atto”. Per comprendere i 16 anni del dopo incendio senza più segreti Pani fa anche una puntuale ricostruzione delle vicende teatrali della Puglia. Una Regione centrale nello sviluppo delle attività teatrali nel Mezzogiorno, sulle tracce di una ricerca sulla cultura regionale pugliese del ‘900. Polemici ed attualissimi i contenuti degli “appunti finali” sull’evoluzione del Teatro Lirico in Italia, e la politica dello spettacolo in Italia (Ministero, Enti, etc.). E il libro può infatti essere paradossalmente letto iniziando dalla fine. I Capitoli del libro: “Nascita di un Teatro, nascita di una città”, “Il Teatro di carta.”, “Un Politeama per tutte le stagioni”, “ …..brucia, ragazzo brucia….”, “Il giuoco delle parti”, “…a Roma, a Roma…”, “Una Fondazione lirica, perché.”, “L’esproprio espropriato”, “Conclusioni in–concluse. Per un teatro diverso e nuovo”. Due le “Note a margine”: Così è, se vi pare. Un Ministero, tanti Ministeri”; “Storia e non storia del teatro lirico in Italia”. Egidio Pani, giornalista e critico teatrale per molti anni della Gazzetta del Mezzogiorno si occupa di economia della cultura, di organizzazioni istituzionali nel settore dei beni e delle attività culturali e della Pubblica Amministrazione e inoltre è stato anche vice Sindaco di Bari nella precendente Amministrazione Comunale guidata da Simeone Di Cagno Abbrescia.
Il nuovo contributo di Pani alle note vicende del Petruzzelli non mancherà, soprattutto in questi giorni in cui (pare certo) ripartiranno finalmente i lavori per il completamento del restauro del Teatro, di accendere ulteriori ed interessanti spunti di riflessione sulla "telenovela barese" più straziante e vergognosa di questo ultimo ventennio.

martedì, maggio 08, 2007

Notizie da Casa Giannini

“Gentili amici, vogliamo informarvi che il previsto appuntamento in data 10 maggio con la presentazione del libro di Alessandro Zignani "LA CITTA' DELLA MUSICA" viene spostato a Giovedì 31 maggio.Venerdì 18 maggio per il ciclo Prima della prima - PerCorsi d'Opera avremo la conversazione su "TOSCA", in cartellone per la Stagione lirica della Fondazione Petruzzelli. Martedì 29 maggio appuntamento per la presentazione del libro di Annamaria Giannelli "ORAZIO FIUME - MUSICISTA DEL NOVECENTO". A presto.” Casa Giannini (Pianoforti) - Bari

lunedì, maggio 07, 2007

Un appello per la Musica nelle scuole di Gisella Belgeri

"Gentili amici, è partita la grande campagna di sensibilizzazione per favorire una attenzione speriamo costruttiva sulla necessità di includere la musica tra le materie importanti dell’ insegnamento nelle scuole italiane. E’ al momento un percorso di “avvicinamento” dove occorre insistere e specialmente dove noi musicisti e operatori dobbiamo essere decisi nel far capire l’ importanza della questione senza lasciare da soli coloro che lavorano nelle scuole. Sono importanti i mass-media e i genitori. Ma sono importanti coloro che lavorano nell’ arte e nella musica. La politica e anche buona parte del mondo della scuola non sono così interessati a far passare la questione se non sono...”molto accerchiati”! Come prima cosa, al di là delle molte iniziative che stanno per esser varate vi comunichiamo che il Cemat, in accordo col Ministero per la Pubblica Istruzione, ha lanciato un Appello sul suo sito, all’ indirizzo sottocitato, dove è possibile firmare una adesione o anche lasciare testimonianze, informazioni di iniziative, articoli ecc... E’ stata anche fissata dal Ministro una Giornata della Musica nelle Scuole, che si terrà d’ ora in poi intorno al 5 maggio, ma si tratta di un tassello tra le tante cose da fare.Le scuole in musica sono on-line al seguente indirizzo: http://www.cematitalia.it/scuole Visitate il sito, firmate per piacere e, se lo ritenete, date anche suggerimenti o lasciate messaggi. Saranno graditi e pubblicati. Molto cordialmente." Gisella Belgeri

Stefano Bollani in tournèe con l'ICO della Magna Grecia

Si concluderà a Molfetta mercoledì 9 maggio la serie di concerti che il pianista Stefano Bollani e il maestro Mirko Guerrini insieme all’Orchestra della Magna Grecia di Taranto stanno tenendo in Puglia. Dopo Castellana Grotte, Taranto e Lecce sarà la volta del Teatro Odeon di Molfetta che a partire dalle ore 20.30 ospiterà il duo jazz che propone l’ultimo lavoro di Bollani e Guerrini intitolato “Sette Motivi per amare Mozart”. Bollani si muove con agilità e ironia tra radici classiche, standard jazzisti, canzone leggera e creazioni originali, e anche, questa volta, proporrà un repertorio dedicato a chi ama gli artisti “fuori dagli schemi”. In tutto questo sorretto da Mirko Guerrini che, oltre a scrivere con Bollani le musiche originali del lavoro, ne ha curato gli arrangiamenti e dirigerà l’Orchestra tarantina. Mozart è solo il punto di partenza per i due autori di un viaggio musicale che cerca affascinanti quanto stimolanti punti di contatto tra Classica e Jazz. Un lavoro senza dubbio interessante ascoltato da chi scrive la scorsa estate durante il Talos Festival a Ruvo di Puglia. Infotel botteghino Teatro Odeon di Molfetta tel. 080.3971920.

Schiff suona Bach a Milano

Per il ciclo delle "Settimane Bach" il celebre pianista ungherese András Schiff (domani 8 maggio alle ore 19.30 nella Sala Verdi del Conservatorio) eseguirà per la Società del Quartetto di Milano le Sei Suites Inglesi. Il pianista ungherese ha fatto notoriamente dell'interpretazione di Bach, il caposaldo di un repertorio sconfinato, sempre dominato con ferrea precisione tecnica e perfetta sensibilità stilistica. Tali qualità hanno senza dubbio reso Schiff uno dei più grandi pianisti del nostro tempo. Da non perdere.

I concerti di Daniel Barenboim per l'Accademia di Santa Cecilia

5/7/8 maggio : Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Antonio Pappano (direttore) e Daniel Barenboim (pianoforte) in programma musiche di Goffredo Petrassi "Salmo IX", Ludwig van Beethoven il "Concerto per pianoforte e orchestra n.3" e di Franz Liszt il "Concerto per pianoforte e orchestra n.1". Argentino di nascita, Daniel Barenboim (nella foto) fu allievo di Igor Markevitch e Wilhelm Furtwaengler, che diedero un inconfondibile imprinting alla sua carriera musicale. Nel 1952 debuttò come pianista proprio a Roma, e fu in omaggio a quell'esordio che qualche anno fa vi fece ritorno per un trionfale recital pianistico a Via della Conciliazione. Nel concerto diretto da Pappano eseguirà da solista ben due Concerti per pianoforte e orchestra: il Primo di Franz Liszt, che in soli 20 minuti alterna 5 movimenti di prodigioso e brillante virtuosismo, e il Terzo di Beethoven, il primo tra i grandi concerti protoromantici per piano e orchestra. Autentico mito vivente della musica d'oggi, Barenboim può vantare al suo attivo incarichi di grande prestigio, come i suoi intensi anni parigini alla guida dell'Orchestre de Paris, o sul podio della Chicago Symphony, senza contare i suoi impegni ai Festival di Edimburgo e soprattutto Bayreuth, in cui si è guadagnato una formidabile reputazione di interprete wagneriano. Non si può tacere, a proposito del Concerto diretto da Pappano, della presenza a inizio di serata del Salmo IX di Goffredo Petrassi, scomparso quattro anni fa a 99 anni di età. Composto negli anni '30, è un'opera giovanile nella quale il grande compositore del '900 italiano comincia a definire un linguaggio modernissimo fatto di astrattismo atonale aderente soltanto marginalmente alla dodecafonia e alla serialità. Un recital di Daniel Barenboim al pianoforte è invece previsto il 10 maggio. In programma Franz Liszt: Années de pèlerinage (Italie: nn.4, 5 e 6 Sonetti del Petrarca; n.7 Après une lecture de Dante) Légendes: San Francesco d'Assisi e Parafrasi dalle opere di Verdi "Trovatore", "Aida" e "Rigoletto". Nel concerto da solista al pianoforte, Daniel Barenboim renderà omaggio all'Italia, che ne ospitò il debutto nel '52 all'età di nove anni, attraverso un autore a lui molto caro, che in Italia visse a lungo sia in gioventù che in età avanzatissima: Franz Liszt. Composti nell'ardore degli anni giovanili mentre in compagnia della sua amante (da cui ebbe tre figli, tra cui Cosima, futura moglie di Wagner) viaggiava tra la Svizzera e il Bel Paese, le Annèes de pèlerinage sono una raccolta musicale che di quei viaggi è quasi un diario. I brani italiani si ispirano all'arte e alla letteratura del nostro Paese, e proprio quattro di questi ultimi sono stati selezionati da Barenboim per la serata romana: la versione per pianoforte solo di tre Sonetti del Petrarca, e la Fantasia quasi Sonata ispirata a Dante, composta di getto in seguito alla forte suggestione scatenata dalla lettura dell'episodio di Paolo e Francesca nella Divina Commedia. Ma i brani che senza dubbio esalteranno il pubblico del concerto sono le celebri "parafrasi" verdiane, brani di elevatissimo virtuosismo, in cui la fantasia del più grande pianista dell'800 rielabora in versione pirotecnica i temi più popolari delle opere di Verdi, tratti dal Trovatore, dall'Aida e dal Rigoletto: testimonianze di quanto il nostro maggiore operista fosse all'epoca già conosciuto e amato in tutta Europa.

venerdì, maggio 04, 2007

Abbado, Argerich, Blacher, la MCO e la Notte Stellata di Van Gogh di Milijana Pavlovic

Ferrara Musica dal 26 al 30 marzo ha potuto contare su una squadra di artisti-ospiti straordinari. Quattro giorni di prove (chiuse al pubblico) hanno visto nel Teatro Comunale della città emiliana nell’ordine: Kolja Blacher, Martha Argerich, la Mahler Chamber Orchestra, diretta da Claudio Abbado. Il programma del concerto aveva inizialmente previsto solo Blacher in veste di solista nella prima parte; d’altro canto, la Argerich si trovava in debito con i ferraresi (l’anno scorso per motivi di salute era stato infatti cancellato il concerto ferrarese) ma aveva anche promesso che sarebbe tornata l’anno seguente. Promessa mantenuta. Vecchi amici da sempre, per loro – alludiamo naturalmente ad Abbado e Argerich - suonare insieme è sempre motivo di gioia. Questa volta però, l’occasione era straordinaria: hanno scelto, infatti, il Concerto n. 3 in do maggiore op. 26 di Sergei Prokofiev; sì proprio quello stesso meraviglioso concerto che suonarono insieme ai Berliner Philharmoniker in quel lontano 1967, lo stesso anno che lo incisero poi per la Deutsche Grammophon. Quarant’ anni dopo, eccoli dunque di nuovo con lo stesso concerto, ma con una maturità, dopo ben quarant’anni, ancor più straordinaria. La prima parte del concerto oltre al 3° Concerto di Prokofiev aveva in programma il Concerto per violino e orchestra di strumenti a fiato op. 12 di Kurt Weill al violino il celebre solista Kolja Blacher, già in un recente passato “spalla” dei Berliner Philharmoniker e adesso nello stesso ruolo alla Lucerne Festival Orchestra. Nella seconda parte, Abbado ha diretto infine la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 di Beethoven. Il teatro era affollato (a questo punto viene voglia di domandarsi quante di quelle persone dentro il Teatro Comunale di Ferrara erano davvero venute per la Musica e quante invece solo per farsi vedere in sala con dei personaggi famosi?), anche se i biglietti non costavano poco: è vergognoso infatti che il teatro ferrarese per un ingresso in loggione chieda 25 euro. Nel programma di sala era poi inserito un foglio, dove il Maestro Abbado aveva deciso di dedicare il concerto alla memoria di Laura Dubini, la giornalista del Corriere della Sera scomparsa pochi giorni prima, cara amica di Abbado; una persona oltretutto con cui il maestro condivideva non solo la passione per la musica, ma anche le terribili sofferenze per il tumore che li aveva entrambi colpiti. Laura purtroppo non ce l’ha fatta. Il Concerto di Weill ha aperto la serata. Un brano eseguito di rado e con un organico particolare (due flauti, oboe, due clarinetti, due fagotti, due corni, tromba, timpani, xilofono, percussioni e contrabbasso), nel quale il ruolo importante dei fiati anticipa il colore sonoro dei brani posteriori del compositore berlinese. Blacher ha saputo tirar fuori tutta l’espressività necessaria in questo dialogo tra lui e l’orchestra con un virtuosismo libero, ma domato, proprio quanto ci vuole per non esagerare. Un discorso carico di espressionismo con un forte “odore” di Stravinski, ove (per un esito decente, per non parlare di qualcosa in più) l’ascolto reciproco e molto attento tra tutti gli esecutori in scena è assolutamente indispensabile e a Ferrara gli “interlocutori” si sono dimostrati più che adatti al ruolo. E’ arrivata poi la volta di Prokofiev, con Argerich e Abbado in piena forma (tornato da Caracas solo 2 giorni prima delle prove). Teatro in attesa. Un’emozione quasi indescrivibile. Il brano diventato quasi un culto, nelle mani della Argerich è sempre stato una sorta di evento. Con Abbado, si sa, ci si può sempre aspettare di tutto. Prima del concerto abbiamo ascoltato quel disco del 1967 lodato dappertutto ancor oggi, per cogliere meglio la più che probabile differenza e i pensieri artistici. Ed è successo qualcosa di straordinario. Come se fosse la prima volta, come se fossero di nuovo ragazzini dell’età degli orchestrali dell’eccezionale M.C.O. Risultato: incantarono tutti, cominciando dall’ orchestra; Argerich e Abbado, fecero una festa tutta loro, fra una marea di sorrisi e un fuoco incandescente di idee e energia che non calava mai. Lo “tsunami” Argerich si trovava in una sintonia mirabile con Abbado e orchestra, mostrando fino in fondo il significato di suonare insieme e suonare per la Musica. Martha Argerich quella sera ha superato se stessa, lasciandosi andare completamente, con una gamma dinamica incredibile, sia musicale che personale. Con il teatro scattato in piedi all’ultimo suono del concerto, la celebre pianista, forse ancora sotto la fortissima impressione del brano appena terminato, ha regalato al pubblico una Mazurka di Chopin come bis, invece di una delle sue solite terribili esecuzioni delle sonate di Scarlatti. Dopo l’intervallo, rimasti sul palco solo l’orchestra e Abbado, hanno eseguito la celebre Sinfonia “Pastorale” di Beethoven, un capolavoro tanto lodato e tante volte anche rovinato. Dopo il celebre ciclo beethoveniano fatto a Roma e Vienna nel 2001 con i Berliner Philarmoniker che aveva superato di molto il ciclo registrato per la Deutsche Grammophon, era difficile credere di poter sentire ancora qualcosa di più rivoluzionario. Tutti i presenti al teatro erano pronti per tutto salvo per quello che poi è successo. Elettrizzati dalla visione abbadiana i giovani orchestrali della Mahler, seguivano quasi come un’onda il corpo del direttore trasformatosi egli stesso in…Musica; le sue mani non sembravano più mani, ma pennelli da cui uscivano mille colori per un quadro di pura gioia di vivere. Che Pastorale incredibile! Con una tendenza quasi cameristica, anche nella fedeltà all’organico originale beethoveniano, Abbado, che non smette mai di studiare una partitura, ha conferito a questo capolavoro, talora così abusato e “soffocato”, una libertà, un’aria di freschezza, leggerezza di respiro e di movimento uniche, pur rimanendo sempre all’interno della struttura musicale. E’ stata insomma una lettura moderna ma allo stesso tempo puramente beethoveniana e concordata con il dettato della partitura fino a far sentire anche quei colori barocchi che si perdono così facilmente in un organico esagerato, o peggio, con una lettura sbrigativa e superficiale. Il pubblico, almeno quello che se ne intende, era letteralmente a bocca aperta. Si parlerà a lungo di questo concerto. Sarà pubblicato anche un disco, per far sentire anche agli altri la magia dei suoni di una sera ferrarese del tutto particolare, in cui i dischi sentiti prima del concerto diventarono improvvisamente la "Notte Stellata" di Van Gogh in bianco e nero davanti ai colori inimitabili e indescrivibili dell’originale.

 
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