blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

mercoledì, giugno 30, 2010

A Torre del Lago il festival pucciniano prende il via il 16 luglio con la Fanciulla del West

Gran Teatro all’Aperto Giacomo Puccini accenderà i riflettori in riva al lago il 16 luglio per dare il via ad un fitto cartellone che proseguirà fino al 22 agosto e che affigge quattro titoli pucciniani e serate di grande spettacolo dal vivo per offrire al pubblico di Torre del Lago una scelta sempre più ampia dalla lirica alla danza, dai concerti classici a quelli pop a spettacoli che vedono protagonisti attori comici tra i più conosciuti e amati del momento. La 56° edizione del Festival Puccini di Torre del Lago apre con un nuovo allestimento di La Fanciulla del West, (16, 23 luglio e 7 agosto) il capolavoro pucciniano di cui proprio quest’anno ricorrono i cento anni dalla prima rappresentazione al Metropolitan di New York (10 dicembre 1910). La Fondazione Festival Pucciniano ha dedicato proprio a La Fanciulla del West una serie di appuntamenti che si sono susseguiti fin dai primi mesi dell’anno e che culminano con la messa in scena della nuova produzione dell’opera firmata dall’artista e scultore Franco Adami a cui sono state affidate le scene per il progetto Scolpire l’Opera che torna nel 2010 per riprendere il fortunato connubio arte\musica, e con la regia di Kirsten Harms sovrintendente della Deutsche Oper di Berlino. A dirigere l’orchestra del Festival Puccini sarà il Maestro Alberto Veronesi direttore artistico del festival torrelaghese. Grandi nomi per un cast davvero stellare che vedrà nei ruoli dei protagonisti principali Daniela Dessì (Minnie), Fabio Armiliato (Dick Johnson) e Carlos Almaguer (Jack Rance), al fine di garantire sia l’alta qualità dell’allestimento scenico che degli artisti che ne saranno protagonisti.

Si apre con il grande Uri Caine l'Agimus Festival 2010 a Mola di Bari

Ideato, promosso e organizzato dall’associazione A.G.I.MUS. con la direzione artistica di Piero Rotolo, si svolgerà in Mola di Bari nelle suggestive “cornici” del Chiostro S.Chiara e del Castello Angioino, dal 17 luglio al 18 settembre, l’ “AGIMUS FESTIVAL 2010– rassegna internazionale di musiche” (XVI ediz.). La Rassegna, cofinanziata dall’Unione Europea, dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Bari, dal Comune di Mola di Bari e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, slegandosi dagli stereotipi dei generi e degli stili musicali, si propone di favorire una fruizione più globale di un linguaggio, quello musicale, che, al di là degli aspetti culturali – storici – tecnici, è un linguaggio di ricerca, di pensiero e di emozione. L’impostazione del progetto artistico di questa manifestazione si caratterizza per la sua apertura ad una percezione multicentrica della musica con percorsi, come di consueto, diversificati per ambito musicale e tipologia di spettacolo: una festa musicale sempre pronta ad inventare nuovi e stimolanti modi di mediazione tra sperimentazione e tradizione, a fare da ponte tra musicalità di differente provenienza e matrice culturale. Un’iniziativa rivolta non solo agli appassionati "cultori", ma anche a chi, intendendo vivere serate coinvolgenti a stretto contatto con i musicisti (siano essi artisti d’eccezione o giovani artisti di grande talento), vedono nelle “musicHE” ulteriori possibilità per interpretare la storia e la cultura dell’umanità. L’AGIMUS FESTIVAL 2010 in maniera emblematica si apre (sabato 17 luglio ore 21.15 Mola di Bari – Chiostro S. Chiara) con l’esibizione del noto e “portentoso” pianista jazz americano URI CAINE (nella foto), capace di far coesistere, ai massimi livelli, espressioni musicali di diversi ambiti (jazz, classica, contaminazioni, ecc..). Dopo la trionfale direzione artistica della Biennale di Venezia sezione Musica, Caine torna spesso in Italia e lo fa nel modo più intimo e personale, con il progetto “Solitaire”, dialogando con gli ottantotto tasti del pianoforte per farne sgorgare una musica senza confini. Il secondo appuntamento (venerdi 6 agosto ore 21.00 Mola di Bari – Chiostro S. Chiara) vedrà protagonista l’ORCHESTRA TZIGANA DI BUDAPEST diretta da Antal Szalai. L’intento del gruppo è di proporre e valorizzare il repertorio orchestrale della musica tzigana: eseguiranno quindi brani della musica tradizionale tsardas ed arrangiamenti di canzoni popolari. L’Orchestra, la più popolare in Ungheria, ogni anno effettua più di duecento concerti in tournèe in quaranta Paesi (Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Canada, America del Sud, ecc.) con la partecipazione a importanti Festival in diverse città europee come Parigi, Vienna, Praga, Berlino, Amsterdam, Madrid. Terzo appuntamento (domenica 22 agosto ore 21.00 Mola di Bari – Castello Angioino) con il Duo Jerry Popolo al sax tenore e Gianluca Marino alla chitarra. “Dall’America del Jazz all’America del jazz-samba” è il titolo del concerto che costituisce un viaggio che dagli standard della musica americana di Victor Young ci conduce alla musica brasiliana di Tom Jobim, attraverso un sound raffinato ed elegante che nasce da un binomio eterogeneo ma dal grande equilibrio strumentale e stilistico. Quarto appuntamento (venerdi 27 agosto ore 21.00 Mola di Bari – Castello Angioino) con un originale spettacolo, “Dipingendo Bach”, che fonde in un’unica cornice due arti come la pittura e la musica. Il duo Luca Provenzani (violoncello) ed Enrico Guerrini (pittore) creano una complicità esecutiva sia musicale che pittorica suggestiva e personale. Cogliendo l’ispirazione del momento il pittore dipinge in tempo reale i quadri seguendo la struttura e l’andamento della musica. Il violoncellista, a sua volta, eseguendo tre delle Suite per violoncello di J.S. Bach interpreta la pagina musicale ispirandosi al divenire della pittura. Autentico evento e concerto “straordinario” in ricordo di Giovanni Padovano, già presidente dell’ A.G.I.MUS., il quinto appuntamento del AGIMUS FESTIVAL (martedi 31 agosto ore 21.00 Mola di Bari – Chiostro S. Chiara) presenta il Premio Oscar, pianista e compositore LUIS BACALOV con “The Baires Concerto”: un lungo assolo al pianoforte immaginato come un viaggio intimo e della memoria nella Buenos Aires che fu e quella di oggi, dalla periferia al centro, attraverso i quartieri più conosciuti della città (San Telmo, La Boca, La Recoleta, Palermo) evocati alla tastiera con affetto, suggestione e malinconia, a ritmo di tango. Il sesto appuntamento (mercoledi 8 settembre ore 21.00 Mola di Bari – Chiostro S. Chiara) sarà improntato sulla riscoperta dello Swing Italiano da parte di uno dei gruppi vocali più importanti d’Italia, Voci di Corridoio, che in tantissime rassegne musicali ormai registra il “sold out”. Il quintetto vocale è formato da Roberta Bacciolo, Elena Bacciolo, Roberta Magnetti, Paolo Mosele, Fulvio Albertin, accompagnati dal trio strumentale di Giuseppe Bima (pianoforte), Saverio Miele (contrabbasso) e Luca Rigazio (batteria). Accomunati dalla passione per la musica swing e più in generale per le melodie ed i ritmi del passato (quelli che hanno fatto ballare e innamorare le nostre mamme e nonne), le Voci di Corridoio ci proporranno un piccolo viaggio nel tempo, attraverso la rivisitazione di celebri canzoni che fanno parte della vita e del costume italiano dagli anni ’30 agli anni ’60 e che hanno accompagnato avvenimenti lieti e drammatici della nostra storia. Le più celebri canzoni di Natalino Otto, Alberto Rabagliati e di altri grandi del passato ritrovano le sonorità ora ironiche e scherzose, ora calde ed avvolgenti che le hanno rese indimenticabili, e risultano ancora molto piacevoli ed attuali grazie alla rielaborazione delle Voci. Le partiture vocali sono originali e scritte per cinque voci, anche quando il brano in origine era interpretato da un solista. Lo spirito di formazioni storiche quali Trio Lescano e Quartetto Cetra, rimane comunque inalterato, mentre l’interpretazione scanzonata dei cantanti, accompagnati da un trio strumentale affiatato, conferisce ai brani una nuova freschezza e un gusto del tutto personale. Il loro spettacolo riesce ad affascinare un pubblico eterogeneo, coinvolto dall’atmosfera retro e dai divertenti aneddoti sui protagonisti e le vicende dell’epoca narrati dalle Voci a commento delle canzoni. L’ultimo appuntamento (sabato 18 settembre ore 21.00 Mola di Bari – Castello Angioino) vede protagonista il Trio Rota composto da Carmine Scarpati ( violino), Giambattista Ciliberti (clarinetto), Domenico Bruno (pianoforte). Il concerto è dedicato alla musica cameristica più recente della quale si proporranno pagine di Kachaturian e Milhaud. Inoltre, in vista dell’ormai prossimo “centenario” della nascita di Nino Rota (1911), sarà eseguita, in prima assoluta, la “Parafrasi su temi di Rota” del compositore barese Nicola Scardicchio, discepolo di Rota e revisore ufficiali delle sue composizioni. Infotel: associazioneA.G.I.MUS. – cell. 368.56.84.12 / email: a.g.i.mus@alice.it / TUTTO SUL FESTIVAL: www.agimuspadovano.com

martedì, giugno 29, 2010

"La cambiale di matrimonio" di Rossini chiude domani il GiugnoMusica 2010 di Matera

“La Cambiale di matrimonio” di Gioacchino Rossini, farsa comica in un atto su libretto di Gaetano Rossi dall'omonima commedia di Camillo Federici, concluderà domani sera il Giugno Musica 2010 organizzato dal Conservatorio Duni di Matera in collaborazione con il Miur, la Prefettura di Matera e l’Università della Basilicata; realizzato grazie ai contributi della Provincia di Matera, dei Comuni di Matera, Craco, Miglionico, Montescaglioso e della Camera di Commercio della città dei Sassi. Domani, mercoledì 30 Giugno, nello splendido Giardino delle Monacelle ore 21.00, l’opera di Rossini sarà interpretata dalle giovani voci delle classi di canto dell’Istituzione musicale materana: Nicola Confuorti, Maria Laura Iacobellis, Luigi Cutrone, Clemente Daliotti, Leonardo Tamburrano e Mariella Zito. La regia sarà affidata a Nanni Coppola, l’Orchestra del conservatorio sarà diretta da Daniele Belardinelli.Ingresso libero.

lunedì, giugno 28, 2010

Ha preso il via al Petruzzelli "Up to you" sotto la direzione dell'etoile Eleonora Abbagnato*

"Un'ottantina di giovani danzatori e danzatrici sono stati ammessi allo stage di danza classico-accademica dal titolo “Up to you” organizzato dalla Fondazione “Petruzzelli” a Bari. Hanno un’età compresa tra i 6 ed i 28 anni, sono divisi in gruppi per fasce d’età e provengono da tutta la Puglia, ma anche da alcune regioni del Centro – Sud e perfino dalla Francia. Fino a sabato prossimo, 3 luglio, parteciperanno ad otto giorni di lezioni condotte dai maestri Claude Bessy, Michele Politi e Laurent Novis, sotto la direzione artistica di Eleonora Abbagnato, stella dell’Operà di Parigi. L’artista sarà poi la protagonista del gala di danza in programma il 5 luglio prossimo, sempre nel politeama barese. Il titolo è “Contemporary night” ed in scena andranno coreografie di tre giovani talenti: Walter Matteini, Jiri Bubenicek e Davide Bombana. Le novità per la Fondazioni Petruzzelli però non finiscono qua: il sovrintendente della Fondazione, Giandomenico Vaccari, annuncia importanti novità anche nel campo della lirica: «Pensiamo di incrementare l’attività sinfonica, ma anche quella formativa della Fondazione su strumenti e canto. In cantiere abbiamo anche un concorso internazionale per giovani cantanti lirici, che potrebbe essere affiancato da uno stage tenuto da qualche eminente personalità del bel canto». (Fonte: Antenna Sud News - testo di Vittorio Massaro*)

Annullata per mancanza di fondi l'edizione 2010 del Festival Duni di Matera

Per mancanza di fondi finanziari sufficienti, l'edizione 2010 del Festival Duni di Matera non si potrà più svolgere ed è stata pertanto annullata. L'ha comunicato la scorsa settimana, nel corso di una conferenza stampa il maestro Saverio Vizziello (nella foto), direttore artistico del festival materano, nonchè attuale direttore del locale conservatorio di musica. "La storia del Festival Duni inizia più di 10 anni fa ed è una storia che i cittadini materani conoscono bene - racconta lo stesso Vizziello - perché fatta di gradevoli appuntamenti con musica di alto livello sotto i cieli stellati dell’estate, di grandi eventi con protagonisti internazionali, ma anche e soprattutto da un preziosissimo lavoro di ricerca e produzione musicale che ha portato anche a prime esecuzioni moderne di alcune opere del celebre compositore materano del ‘700 Egidio Romualdo Duni. Uno sforzo a tutto campo compiuto solo ed esclusivamente in nome della cultura che è stato apprezzato di anno in anno da un sempre più folto e devoto pubblico, come attestabile dai dati SIAE sullo sbigliettamento che riportano una media di circa 6000 spettatori paganti nelle ultime edizioni. Ma a palesare che non ci si trovi davanti ad un evento di “nicchia” non è solo l’affetto del pubblico: il Festival Duni è l’unico Festival lucano riconosciuto dal Ministero della Cultura e dello Spettacolo e che quindi è conforme ai prerequisiti stringenti di serietà, qualità ed affidabilità che sono richiesti per l’accesso ai FUS, lo stesso può dirsi per quanto riguarda i numerosi bandi nel passato indetti dall’APT Basilicata a cui il Festival Duni è sempre risultato tra i primi idonei. Ma cosa significa produrre eventi musicali e come questa attività si inserisce in un disegno complessivo teso allo sviluppo locale? Una domanda apparentemente complicata che, inaspettatamente, ha una risposta estremamente semplice: produrre musica significa attivare un circolo virtuoso a livello economico i cui benefici sociali sono distribuiti su ampio raggio e facilmente computabili: la nostra strategia è stata quella di richiamare grandi artisti della musica internazionale affiancando loro i nostri artisti locali che hanno avuto occasione di dimostrare le proprie indubbie qualità ed accrescere al contempo la propria esperienza sul campo, ciò è dimostrato dal fatto che in questi anni sono state retribuite circa 10.000 giornate lavorative. Tutto ciò per evitare la fuga “dei violoncelli” meno nota rispetto a quella dei “cervelli” che però è un fenomeno tremendamente attuale. Inoltre l’organizzazione di un concerto porta ricchezza a livello locale: mobilita, infatti, le strutture ricettive e ristorative, coinvolge le tipografie e le emittenti locali per l’attività promozionale, necessità del supporto di professionisti locali per la locazione degli strumenti e per la cura degli aspetti tecnici e molto altro. È palese, quindi, come a trarre beneficio da un evento musicale non siano solo gli spettatori che inoltre in questi anni hanno pagato sempre un corrispettivo basso rispetto alla qualità della produzione offerta e ciò rispecchia appieno la filosofia del Festival. Ai prezzi sicuramente competitivi s’aggiunga che in questi anni tantissimi sono stati i concerti gratuiti realizzati negli spazi più suggestivi della città vecchia e nelle chiese a cui hanno partecipato non solo i cittadini Materani, ma anche tantissimi turisti. In sintesi è facile concludere come in 11 anni di lavoro faticoso questa iniziativa abbia portato ricchezza materiale ed immateriale alla stupenda città dei Sassi e si sia inserita nel progetto da sempre pubblicizzato dalle diverse amministrazioni di sviluppo locale informato al settore del turismo e della cultura. La caratteristica principale delle manifestazioni è sempre stato l’abbinamento musica – luogo storico, infatti tutti i successi riscontrati nelle passate edizioni sono da attribuire in primis alla qualità delle manifestazioni musicali ma sicuramente al fascino dei luoghi dove esse sono realizzate e ci riferiamo ai Sassi di Matera in particolare alla Piazzetta San Pietro Barisano, la Cava del Sole, Piazza San Pietro Caveoso; il Giardino e la Terrazza delle Monacelle, lo Jazzo Gattini, la Chiesa della Madonna delle Virtù, il salone degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile; Palazzo Lanfranchi;. Manifestazioni concertistiche replicate in altri comuni e quindi in altri luoghi meravigliosi come le Cattedrali di Altamura e Gravina o alle stupende piazzette della vicina Santeramo e nel Castello di Miglionico. Ogni anno sono state realizzate e diffuse sue opere: 1999 – L’Isola dei pazzi; 2000 – Il Pittore innamorato della sua modella; 2001 - Giuseppe riconosciuto; 2002 – Nina et Lindoro; nel 2005 “Catone in Utica” nel 2009 “Nerone”; l’Isola dei Pazzi e il Giuseppe Riconosciuto sono state anche incise e soprattutto la seconda, il Giuseppe riconosciuto su poesie del Metastasio, è stata fortemente voluta e prodotta dalla Casa Discografica Bongiovanni di Bologna una tra le più importanti case discografiche di musica antica di tutto il mondo. Ad attirare anche l’attenzione della critica specializzata nazionale sono state anche la presenza ed interpretazioni di musicisti e nomi illustri quali Vito Paternoster, Michele Mirabella, Rino Marrone, Andrea Coen ed altri. Nel 2005 oltre all’esecuzione in prima moderna del Catone in Utica di Duni la nostra Associazione ha organizzato in collaborazione con l’Università della Basilicata un seminario Internazionale sulla musica di Duni e Metastasio invitando a Matera per tre giorni musicologi di tutto il mondo e naturalmente la stampa nazionale specializzata. Parallelamente alle produzioni di Duni, la direzione artistica del Festival in questi anni ha realizzato una moltitudine di concerti-spettacolo che hanno coperto una utenza diversa da quella prettamente classica, ci riferiamo alle produzioni e concerti quali: Peer Gynt, Milon Mela, i Carmina Burana, Symbola Percussion Ensemble, l’Histoire du soldat, Murgia Terra di suoni e di racconti con Antonello Salis, le canzoni Kurt Weill, affidate a Leopoldo Mastelloni, Il canto dei Sassi di Damiano D’Ambrosio; Lazar Berman uno dei più importanti pianisti al mondo, Luis Bacalov e le sue musiche da film, le canzoni degli anni sessanta interpretate da Elio Pandolfi, i Nuevo Tango Ensemble con ballerini che hanno danzato la musica dei tanghi di Astor Piazzola ; Ludovico Einaudi; Carlos Nunez; Noa, fino ad arrivare nel 2009 all’unico concerto nel sud Italia di Burt Bacarach – e tanti altri spettacoli;circa 150 in undici anni coinvolgendo: - cori (Petruzzelli di Bari, Coro da camera di Bratislava, Cantori materani, Coro della Magna grecia, Coro lirico di Lecce, Polifonica materana “Pierluigi da Palestrina, Il Palazzo Incantato, Saverio Mercadante di Altamura e il coro di voci bianche del Conservatorio Duni di Matera. - orchestre (Orchestra Sinfonica della Provincia di Matera, Orchestra Internazionale d’Italia, Orchestra della Magna Grecia, Collegium Musicum, Orchestra dell’Accademia della Scala, Orchestra del Conservatorio di Matera, Accademia Mahler Chamber Orchestra, Orchestra del Festival Duni ed Orchestra Barocca del Festival Duni. - Direttori d’Orchestra (Claudio Desderi, Daniele Agiman, Rino Marrone, Vito Paternoster, Nicola Hanselik Samale, Maurizio Lomartire, Paolo Silvestri; George Kantarov, Ovidiu Balan, Nicola Ventrella, Caterina Centofante, Maurizio Lomartire, Piero Romano, Ettore Papadia, Luigi La Porta, Giovanni Pelliccia, Luis Bacalov; Alfredo Cornacchia, Carmine Catenazzo e Alessandra Barbaro. - Solisti ed attori quali: Igudesman & Joo, Michele Mirabella, Noa, ludovico Einaudi; Danilo Rea; Xavier Girotto; Luis Bacalov, Antonello Salis, peppe Servillo; Capone Bungt & Bangt; Gabriele Pieranunzi, David Bellugi, Ivano Battiston, Faraualla; I Tenores; Lazar Berman, Elio Pandolfi, Alessandro Haber; Roberto Cappello; Franca Masu; Oscar Del Barba; Leopoldo Mastelloni, Marcello Prayer, Luigi Maio, Maria Luisa Bigai, Myriam Dal Don, Alessandro Perpich, Rosaria D’Aprile, Wolfram Christ, Maurizio Dini Ciacci; Angelo Manzotti; Nicola paolicelli; Mauro Squillante; Alla Outianova, Gianvito Ribba, Pierfrancesco Forlenza, Dan Shen, Vincenzo De Filpo, Cezar Javier Girotto; Florin Ovatu, Luciana Conca, Piera Staffieri, Marco Bisceglie, Calogero Sportato, Rosario Conte, Amelia Felle, Antonietta Cozzoli, Francesco Palazzo, Masha Datienko; Yumi Kiyamura; Mariangela Vacatello; Assia Polito, Luigi Santo; Daniele Belardinelli; Nicola Ferri; Antonella Rondinone, Yuri Kiyamura, Mya Fracassini; Antonella Ressa, Pasquale Scarola, Angelo Nigro, Gabriele Cassone, Antonio Frigè, Angelo Manzotti, Giovanni Guarino, Stefano Baldoni, Enzo Di Matteo, Claudio Desderi, Manuela Bisceglie, Letizia Calandra, Marilena Notarstefano, Alessandro Moccia, Piero Massa; Loredana Paolicelli, Eugenia Amisano, , Alessandro Haber, Barium Trio, Natalia Bonello, Anna Scammacca, Michele Lomuto, Sandra Giura Longo, Maria Palmitesta, Nico Sette, Ines Olabarria-Smith, Vincenzo Sanso, Annamaria Manicone, Letizia Calandra, Johnn Mac Crae, Stefano Baldoni, Soranno Quartett, e tanti altri musicisti che hanno composto le orchestre e gruppi strumentali. - Discografia - 5 Compact Disc ( Autori lucani del tardo Rinascimento, Musicomania – Le musiche strumentali di Egidio Romualdo Duni, Musicomania – Autori Lucani tra ‘800 e ‘900, Musicomania – L’Isola dei Pazzi, Opera comica di Duni, Telemaco – Giuseppe Riconosciuto, Azione sacra di Duni su poesia del Metastasio, Bongiovanni). Si sono strette e consolidate collaborazioni e coproduzioni di opere e concerti con il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, Conservatorio T. Schipa di Lecce, Conservatorio Verdi di Milano, Orchestra Sinfonica e Filarmonica della Provincia di Matera, Università della Basilicata, Conservatorio Duni di Matera, Orchestra della Magna Grecia di Taranto, Associazione culturale Arteria, con la Biblioteca dell’Amministrazione Provinciale di Matera e con tante altre Istituzioni ed Associazioni che hanno creduto e nel Festival Duni di Matera tra cui Monacelle Cultura e il Teatro Duni di Matera con cui saranno realizzate in questo festival collaborazioni per la proiezione di film di prima visione sulla Terrazza delle Monacelle. Presenza importante nel Festival Duni 2004 è stata quella del grande direttore d’orchestra Claudio Abbado che ha portato a Matera (Chiesa di San Pietro Barisano) la musica coloniale cubana, concerto mandato in diretta da Radio tre Suite. Riconoscimento importante per l’iniziativa viene dall’affidamento, grazie alla Short List dalla Regione Basilicata, di un corso di formazione con Fondi Sociali Europei dedicato alla Musica Barocca e finalizzato alla realizzazione di due opere di Egidio Romualdo Duni il Catone in Utica su libretto di Metastasio e le sei arie di Duni per Farinelli con esecuzione e pubblicazione delle stesse. Manifestazioni che si sono realizzate nell’ambito del Festival Duni 2005 in collaborazione con il Ministero dei Beni e le Attività Culturali-Dipartimento dello Spettacolo e dall’Università degli Studi della Basilicata. Hanno contribuito e collaborato ad oggi per la realizzazione del Festival Duni: - Ministero delle Attività Culturali-Dip. Dello Spettacolo - Comune di Matera - Regione Basilicata - Apt Basilicata - Unione Europea - Northwestern University di Evanston (Chicago, Usa); - Fondation Royaumont, Parigi - MonacelleCultura - Mosa – Az. Speciale della Camera di Commercio di Matera - Ente Parco della Murgia materana - Biblioteca Provinciale di Matera - Comuni di Altamura, Santeramo, Grottole, Pomarico, Gravina, Marsico Nuovo, Miglionico; - Orchestra sinfonica della Provincia di Matera - Conservatorio di Musica “Verdi” di Milano - Conservatorio T.Schipa di Lecce - Università della Basilicata - Festival della Valle d’Itria - Conservatorio di Musica “Duni” di Matera e associazione Arteria - Orchestra della Magna Grecia di Taranto - Teatro Duni di Matera."

sabato, giugno 26, 2010

Giandomenico Vaccari interviene sul contributo del Comune di Bari alla Fondazione Petruzzelli*

"Desidero ringraziare, anche a nome di tutto lo staff artistico, tecnico ed amministrativo della Fondazione Petruzzelli, il sindaco di Bari, la giunta ed il consiglio comunale per la sensibilità dimostrata in un momento così delicato ed importante per la vita della nostra Fondazione e del Teatro Petruzzelli. In questi ultimi mesi, la Fondazione Petruzzelli ha dovuto affrontare una serie di problemi connessi sia all’attività artistica e produttiva, sia a tutto ciò che comporta la riapertura di un Teatro a livello tecnico e infrastrutturale. Occorre ricordare che nel giro di pochi mesi la Fondazione Petruzzelli ha riaperto il Teatro, programmato la Stagione d’Opera e di Balletto e costruito il proprio complesso orchestrale. Il successo della nostra prima Stagione è sotto gli occhi di tutti. La nostra ultima produzione, “Siegfried” di Richard Wagner, è stata salutata dal pubblico come uno degli spettacoli più belli mai prodotti da questa Fondazione ed ha confermato il teatro come una grande realtà nel panorama artistico nazionale. La nostra orchestra si è distinta in modo mirabile, affrontando con professionalità, talento, impegno e coraggio la grande partitura wagneriana. L’ulteriore sostegno dell’amministrazione comunale alla vita della Fondazione Petruzzelli concretizzatosi nel Consiglio di Amministrazione del 25 giugno scorso sarà per noi uno stimolo a continuare su questa strada virtuosa. Sento quindi il dovere di ringraziare i lavoratori e il Sindacato che in maniera responsabile, anche in un momento aspro come quello attuale, hanno consentito la messa in scena degli spettacoli, attivando forme di protesta rispettose del pubblico e della Fondazione stessa. Il nostro impegno nei confronti del pubblico, della città di Bari e della Puglia si conferma quello di continuare a far si che il Teatro Petruzzelli, punto di eccellenza della cultura musicale del Mezzogiorno, possa sempre più competere, con adeguati sostegni, con le grandi realtà musicali europee. Ne è il segno l’ultima coproduzione del “Boris Godunov” con il Teatro Regio di Torino e il Palau de les Arts di Valencia, che andrà in scena a Bari nel 2012." *Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli di Bari

Domenico Longo dirige l'Orchestra della Provincia di Bari al teatro Forma

Lunedì 28 giugno alle ore 21.00 presso il Teatro Forma di Bari (Via Fanelli 206/1) l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta dal Maestro Domenico Longo (nella foto), si esibirà in un concerto dedicato a Mikhail Ivanovitch GLINKA, Franz LISZT e Antonin DVORAK (i biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso il botteghino del Teatro Forma al costo di 4 euro. Infoline: 080.5010277 – 080.5412280). Il concerto si apre con l'esecuzione di “Souvenir d’une nuit d'été à Madrid” di Mikhail Ivanovitch GLINKA. La prima versione di questo brano, composta a Varsavia nel 1848 e intitolata“Recuerdos de Castilla”, fu eseguita, in concerto il 15 marzo del 1850 a San Pietroburgo. Glinka decise, successivamente, di revisionare radicalmente la partitura che, nella sua versione definitiva e con il nuovo titolo, venne eseguita sempre a San Pietroburgo il 2 aprile del 1852. Per comporre l’opera Glinka utilizzò del materiale musicale raccolto in Spagna e in particolare due “seguidillas” che aveva ascoltato da un cocchiere. Sarà poi la volta del poema sinfonico per orchestra “Les Préludes” di Franz LISZT, partitura terminata nel 1853 ed eseguita la prima volta a Weimar il 23 febbraio dell’anno successivo sotto la direzione dell’autore. Il concerto si chiude con la “Sinfonia “dal Nuovo Mondo” in mi minore op. 95” (Sinfonia n. 9) di Antonin DVORAK. Certamente la più nota a livello universale, la cosiddetta Sinfonia dal Nuovo Mondo fu composta fra il 1892 e il ‘93 ed eseguita per la prima volta a New York il 16 dicembre del ‘93 sotto la direzione di Anton Seidl. I temi principali della sinfonia, secondo alcuni sono ispirati dal folklore americano, secondo altri, invece, sono di derivazione boema. La verità è che l’autore seppe filtrare con la propria sensibilità di compositore un notevole bagaglio di influenze, facendole confluire in questa Sinfonia.

giovedì, giugno 24, 2010

Qui Bari: " Il cielo sopra la biblioteca. Notturno mediterraneo, concerti sulla terrazza"

Parte domani venerdì 25 giugno, alle ore 20.30, sulla Terrazza della Biblioteca Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis (Strada Lamberti 4) a Bari la rassegna musicale “Il cielo sopra la biblioteca. Notturno mediterraneo, concerti sulla terrazza”, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari. Un ciclo di cinque concerti che, dal 25 giugno al 27 luglio, vedrà esibirsi i solisti dell’Orchestra Sinfonica di Bari sulla terrazza della Biblioteca Provinciale. Per il primo appuntamento è in programma un concerto di musica da camera per archi composta da Saverio Antonio Simone, Michele Panno, Rossella Nitti (Primi Violini), Pasqua Sciancalepore e Orlando Miccolupo (Secondi Violini), Walter Folliero (Viola) e Paolo Scoditti (Violoncello).

Secondo appuntamento con la stagione estiva dell'ICO "Tito Schipa" di Lecce diretta da Pedro Calderòn

Il secondo appuntamento, intitolato "Dal Nuovo Mondo", con la Stagione Estiva dell’Orchestra Sinfonica “Tito Schipa” di Lecce (direttore artistico e principale Marcello Panni)è in programma stasera nel Cortile del Rettorato (Piazza Tancredi) a Lecce, e in replica domani venerdì 25, sul Sagrato della Cattedrale di Monopoli, entrambi con inizio alle ore 21.30. Sul podio della formazione salentina, salirà il direttore originario di Buenos Aires Pedro Calderón (nella foto), classe 1933, uno dei più importanti direttori d’orchestra dell'America Latina, che è stato a lungo, fra l’altro, assistente di Leonard Bernstein alla Filarmonica di New York. Calderón ci proporrà due autori tra i più noti del Sud America, il brasiliano Heitor Villa Lobos, famoso proprio per un’originale serie di composizioni dedicate a Bach, dal titolo comune di Bachiana Brasileira, di cui ascolteremo la n. 4, e l’argentino Alberto Ginastera, considerato il più importante compositore del ‘900 nel suo paese. La sua musica è caratterizzata dai forti connotati ritmici e melodici ispirati al folklore della sua terra, di cui avremo un assaggio con l’esecuzione della Estancia n. 8. Il programma si completa con la celebre pagina di Antonin Dvořák ispirata a temi popolari americani, Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal Nuovo Mondo”. Essa fu scritta tra gennaio e maggio del 1893, mentre Dvořák era a New York. Al tempo della sua composizione, Dvořák affermò di aver usato elementi dalla musica americana come spiritual e ritmi dei nativi americani in quest'opera, ma in seguito lo negò. È generalmente riconosciuto che l'opera ha significativi tratti in comune con la musica popolare della Boemia, terra natia del compositore. La prevendita dei biglietti per il concerto di Lecce (posto unico: 5 €) sarà direttamente effettuata oggi, prima del concerto, al botteghino del Politeama Greco di Lecce e al Rettorato. Info: tel.0832.241468, www.icolecce.it.

martedì, giugno 22, 2010

Aperitivo con l'Arte di Sabrina Di Giacomo al Cafè Mistral di Bari

L'Associazione Culturale CONTAMINAZIONI di Bari, impegnata da due anni nella promozione dell'arte, ed in particolare dei giovani artisti, presso ed in collaborazione con il CAFE' MISTRAL , sito in via Napoli ang. via T. Fiore (nei pressi della Cittadella della Cultura, ex macello comunale) venerdì 25 giugno (alle 20.00) presenterà l'evento APERITIVO CON L'ARTE. Per l'occasione, esporrà le sue creazioni l' artista barese Sabrina Di Giacomo con la partecipazione della poetessa Licia Mazza che, attraverso un percorso di poesie, selezionate a cura della consulente letteraria Anna Picci, accompagnerà le creazioni dell'artista. L'evento, oltre a promuovere l'arte si prefigge come obbiettivo, la possibilità di dar vita alla periferia della città che, molto spesso, viene isolata dal contesto cittadino, privando i più giovani della possibilità di vivere la propria realtà in modo stimolante e costruttivo senza il peso dell'emarginazione. Info: infocontaminazioni@libero.it / cell. 348 89 51 661.

Presentata la stagione concertistica 2010 - 2011 della Filarmonica di Torino

Venerdì scorso, presso il Palazzo Graneri della Roccia di Torino, il direttore artistico Nicola Campogrande e il presidente Michele Mo hanno presentato la stagione concertistica 2010-2011 dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Il cartellone si articola in nove appuntamenti che avranno luogo – da ottobre 2010 a giugno 2011 – presso il Conservatorio di Torino. Ogni concerto sarà preceduto da una prova generale domenicale aperta al pubblico. In occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, l'Orchestra Filarmonica di Torino pubblicherà su ognuno dei propri programmi di sala, per tutta la stagione 2010/2011, un articolo della Costituzione italiana. Con la consulenza del prof. Enrico Grosso (Università di Torino) sono stati scelti alcuni articoli, che l'Orchestra ritiene particolarmente importante rammentare in questo periodo storico. L'iniziativa è stata sottoposta all'attenzione del Comitato Italia 150, che ha concesso il proprio patrocinio. Ispirate al 150° anno dell’unificazione italiana sono anche le commissioni di cinque nuovi brani che l’Orchestra Filarmonica di Torino, diretta da Christian Benda, presenterà in occasione del Concerto di San Silvestro (fuori abbonamento), insieme alle tradizionali musiche della famiglia Strauss. La programmazione persegue le linee che hanno dettato il successo di pubblico e critica riscosso dall’Orchestra Filarmonica di Torino negli anni precedenti: inedite sfide tematiche, commissioni di nuova musica, ricerca di inconsuete modalità di ascolto. Protagonisti della stagione saranno solisti e direttori di fama internazionale: il giovane pianista e direttore israeliano David Greilsammer, adorato dalle platee di tutto il mondo, il violoncellista tedesco Jan Vogler, il pianista russo Filipp Kopachevsky (vincitore del Guzik Award 2009), il clarinettista Alessandro Carbonare e il giovane direttore torinese Francesco Cilluffo, ma anche musicisti che tornano a regalarci il loro entusiasmo, da Robert Cohen a Christian Benda a Francesca Dego ad Anna Kravtchenko (nella foto), oltre a direttori che per noi rappresentano un punto di riferimento irrinunciabile come Federico Maria Sardelli e Filippo Maria Bressan. Di particolare interesse l’esecuzione – in coproduzione con l’Accademia Stefano Tempia e in collaborazione con l’Accademia della Voce di Torino – del Requiem di Mozart nella nuova revisione di Robert Levin.

lunedì, giugno 21, 2010

L'Agis Puglia e Basilicata interviene sulle assunzioni al Petruzzelli

“Il decreto Bondi, nell’ultima forma, seppur salvando il Petruzzelli, presenta comunque delle criticità oggettive”. Così l’Agis Puglia e Basilicata, nelle persone del presidente Giancarlo Castellano e del vice presidente Francesco Punzi, interviene in merito alla questione relativa alle assunzioni all’interno dell’ente lirico barese ricordando che il CCNL firmato da Agis-Anfols e i sindacati all’articolo 1 della normativa sulle assunzioni già prevede il concorso pubblico. “Da sempre, e in tutte le altre Fondazioni liriche, la trattativa contrattuale è sempre stata condotta dal sindacato datoriale, ovvero l’Agis-Anfols, e da quello dei lavoratori, ovvero da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil. Il decreto attuale introduce una nuova struttura, l’Aran: l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni cioè un organismo la cui presenza delegittima il sindacato datoriale e il cui lavoro è solitamente orientato a realtà totalmente diverse da una Fondazione lirica, ente di diritto privato. In questa maniera, qualora dovesse confermasi questa soluzione, accadrà che all’interno del Petruzzelli nonché di tutte le altre tredici Fondazione, si troveranno forze lavoro trattate come privati, ma con gli strumenti del pubblico”- spiegano Castellano e Punzi. “E’ tempo ormai di pensare al fine ultimo del nostro teatro e cioè alla produzione”, aggiunge il direttore della delegazione Agis di Puglia e Basilicata Francesca Rossini. “Le polemiche mediatiche devono lasciare spazio a quello di cui i cittadini hanno bisogno e che i cittadini con i loro contributi sostengono: una struttura che, nel rispetto delle regole e della trasparenza, sia operativa, che realizzi spettacoli e quindi tournèe, portando il nome della città e del Petruzzelli in giro per l'Italia e non solo”.

ECHI DAL SUQ (Festival " Di Porta in Porto " - IV edizione, 21 - 27 giugno 2010)

La compagnia BADATHEA con la IV edizione del Festival “Di Porta in Porto”, propone quest’anno ECHI DAL SUQ - Suoni, profumi, colori, tradizioni che viaggiano attraverso il Mediterraneo. Liet-motiv del festival barese è lo scambio di culture tra popoli che si affacciano e attraversano il "Mare Nostrum" e che ciò nonostante, ancor così poco si conoscono fra loro. La scelta del sūq per far sentire e comprendere il Mediterraneo come luogo di ricchezza, di valori e identità, di uomini e donne che da millenni vivono sulle sue rive e non come luogo di scontro di civiltà a sfondo religioso. Il sūq in arabo indica il mercato organizzato in corporazioni; luogo per eccellenza deputato allo scambio delle merci nella città araba; considerato il terzo centro funzionale della città araba-musulmana, dopo la Moschea ed il Palazzo del potere. L’organizzazione di tipo corporativo del sūq è la stessa che si ritrova nella città cristiana medievale. ECHI DAL SUQ nasce dunque come un sincero confronto interetnico e interreligioso nel quale la letteratura e il teatro, la musica e la danza, i sapori e gli odori del Mediterraneo si fondono per mostrare e far emergere similitudini e familiarità, pur nascoste da profonde diversità. La filosofia di questa edizione è quella di portare all'attenzione del pubblico e della cittadinanza le storie, le voci, i suoni e le immagini che fanno parte dell’area mediterranea tra storia e contemporaneità. Storicamente i sūq erano costruiti all’esterno delle citta’, in posizioni comode affinche’ le carovane potessero fermarsi e i commercianti disporre le loro mercanzie. Le differenze merceologiche disegnavano fisicamente il sūq, seguendo un andamento quasi a cerchi concentrici: le professioni e le arti meno legate a merci deteriorabili disposte al centro quali orafi e profumieri; quelle a impatto medio nel secondo cerchio come alimenti secchi, tessuti, calzature ed via via le merci più deteriorabili ed impattanti verso l'esterno come lattonieri, tintori, macellerie, pescherie, animali vivi al dettaglio ed a seguire. Vissuto sia come luogo dove comprare e vendere merci, ed anche quale spazio ove inscenare eventi culturali e celebrare festivals. Oggi i sūq sono il cuore delle citta’ arabe. E così Bari, borgo costruito sulla pianta di un sūq, che tanto deve alla cultura araba, diventa il palcoscenico privilegiato di un evento di "frontiera" dove la molteplicità di echi -voci, lingue e vissuti- diventano il momento concreto per una convivenza possibile tra una città sempre più multi-etnica e la contemporaneità delle tradizioni arabo-mediterranee. Con ECHI DAL SUQ si riportano tutti quei suoni, colori, parole e profumi del nostro borgo che sembrano solo apparentemente lontani dalle città arabe. Nei sūq i cantastorie raccontano storie delle ‘mille e una notte’ e con gli ECHI DAL SUQ il racconto mediterraneo si snoda attraverso un cartellone che vedrà una mostra pittorica permanente di artisti vari, un’installazione audio-video, alcuni spettacoli teatrali e di danza, concerti, come pure incontri letterari e workshops sulle virtù delle spezie. A Bari, dalle molteplici identità; alcune già riconosciute, altre da sempre ripudiate ed alcune ancora da inseguire, si vuol far vivere il “pensare europeo” con il “respirare mediterraneo”. Un ascolto di echi così lontani eppure così vicini.

Convincente successo per il wagneriano Siegfried al Petruzzelli

Una favola dell'avventura umana, l'iniziazione alla vita di un giovinetto (Siegfried), senza genitori, cresciuto e temprato da un nano (Mime) e dalle insidie quotidiane della foresta. Una sorta di Mowgli contestualizzato nella mitologia nibelunga, ma attualizzato da Walter Pagliaro in una soluzione scenica nuova ed originale. Il viaggio di Sigfrido si compie attraverso cinque prove: il riforgiare, mettendone insieme i frammenti, la spada Nothung appartenuta al padre Siegmund, l'uccisione del drago nella foresta, la conoscenza del linguaggio degli uccelli, lo scontro con la figura del Viandante (il Wotan-Zeus umanizzato rispetto ai precedenti capitoli della tetralogia: "Rheingold" e "Die Walkure"), il superamento del fuoco che avvolge il mausoleo su cui riposa Brunilde e dunque la conquista dell'amore e al contempo la coscienza di quella paura che fino a quel momento il giovane Sigfrido non aveva ancora provato, nemmeno affrontando il drago. Simbologie religiose, filosofiche, sessuali che Pagliaro sintetizza incorniciandole in una ambiziosa metafora: il teatro di oggi, diroccato di fatto dalla cecità e sordità della politica, che aspetta il momento del riscatto e della rinascita. Ed infatti questo Siegfried si svolge sulla scena all'interno di un teatro, con una sapiente scenografia a più livelli (Luigi Perego), un uso suggestivo delle luci (Gigi Saccomandi); belli i costumi modernamente eccentrici, coinvolgenti le coreografie di Daniela Schiavone. Una chiave di lettura che può lasciare interdetti, ma che possiede una sua coerenza e continuità narrativa anche rispetto alla precedente Walkiria, allestita felicemente nello spazio 7 della Fiera del Levante lo scorso anno, pur in oggettivamente precarie condizioni di emergenza. Le note più liete e sorprendenti dell'allestimento barese giungono soprattutto dalla splendida direzione musicale di Stefan Anton Reck e dalla prova maiuscola dell'Orchestra della Fondazione Petruzzelli, sempre attenta e concentrata durante le quasi quattro ore di musica dell'opera wagneriana. Omogeneo e ben assortito (formato com'è da specialisti del teatro musicale tedesco) il cast vocale, in cui segnaliamo in particolare le prove del Siegfried - sicuro negli accenti e squillante nel timbro - di Scott Macallister, l'eccellente Mime di Matthias Wohlbrecht e il magnifico Wotan di Thomas Gazheli. Alla fine successo convincente, e a tratti entusiastico, di pubblico per questa prima volta al Petruzzelli del Siegfried.

Stasera e domani Lorenzo Bizzarri dirige l'ICO di Bari in Mendelssohn, Borodin e Ciaikovskij

Stasera, alle ore 21.00, presso il Teatro Forma di Bari (Via Fanelli 206/1) l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto dedicato a Mendelssohn, Borodin e Ciaikovskij, diretto dal maestro Lorenzo Bizzarri (i biglietti saranno in vendita la sera stessa del concerto presso il botteghino del Teatro Forma al costo di 4 euro. Infoline: 080.5010277 – 080.5412280). Il concerto sarà replicato domani martedì 22 Giugno alle ore 20.30 presso la Chiesa di San Carlo Borromeo di Bari (Via Colonnello De Cristoforis). Il concerto si apre con l’esecuzione di “Sogno d’una notte di mezza estate” di Mendelssohn. Mendelssohn compose la suite op. 21 “Sogno di una notte di mezza estate” a soli 17 anni, nel 1826, sulla scorta dell’entusiasmo provato dopo aver letto l’omonima opera di Shakespeare. L’Ouverture descrive con singolare efficacia il mondo fantastico immaginato da Shakespeare a cominciare dai quattro delicati accordi introduttivi, seguiti da un passaggio staccato degli archi. L’Ouverture si conclude quindi con gli stessi quattro accordi iniziali. Sarà poi la volta delle “Danze Polovesiane” da “Il Principe Igor” di Borodin. Nell’opera, le danze, dal sapore orientale, vengono eseguite alla fine del secondo atto, quando Khan Konchak, signore dei tartari, intrattiene con una serie di danze e canti il principe Igor, suo prigioniero. Eseguite per la prima volta il 27 febbraio del 1879 a San Pietroburgo sotto la direzione di Rimski-Korsakov, le Danze devono la loro grande celebrità alla versione coreutica allestita da Diaghilev nel 1909 a Parigi. La serata si chiude con “Tema e Variazioni della Suite n. 3” di Ciaikovskij, composta tra aprile e luglio del 1884. Il Tema con variazioni utilizza una melodia semplice e simmetrica, assimilabile a quella di una danza del XVIII secolo, che viene poi sottoposta a una serie di dodici variazioni. L’esecuzione della Suite n. 3 rappresentò uno dei momenti di maggiore successo nella carriera del compositore.

sabato, giugno 19, 2010

LE FESTE DELLA MUSICA A FIESOLE in memoria dell'indimenticabile DUILIO COURIR

È per il ventiseiesimo anno che la Scuola festeggia la conclusione della propria attività con la grande Festa della Musica il 24 giugno. Dalle 9.30 la mattina a mezzanotte tutta la Villa sara festosamente invasa da oltre 500 esecutori di ogni eta e livello. È una vera esplosione gioiosa di musica, al di fuori di ogni schema e che premia senza discriminazioni l’amore di tutti i partecipanti per questo linguaggio davvero universale. La Scuola di Musica di Fiesole partecipa alla Festa Europea della Musica lunedì 21 giugno quando l’Orchestra dei Ragazzi guidata da Edoardo Rosadini terrà un concerto al Teatro Puccini di Firenze alle ore 21.00. Il programma spazia dalle musiche del Settecento di Mozart e Vivaldi, fra cui ricordiamo il Concerto per violoncello e archi in do minore di cui sarà protagonista la tredicenne Lea Galasso allieva della classe di Alice Gabbiani, a quelle dell’Ottocento di Gounod e di Brahms per approdare al Novecento di Maxwell Davies con Chat Moss e di Gershwin con la sua travolgente Suite da Un Americano a Parigi. Alle 9.30 di mercoledì 24 giugno risuonerà il buongiorno musicale sul palco con Fiesole Harmonie, la banda multietà che comprende bambini di 6/7 anni, ragazzi e qualche distinto signore che si toglie la voglia di suonare il trombone: un ensemble davvero eccezionale diretto da Guido Corti composto da soli fiati come si addice ad una banda. Poco più tardi alle 10.00 la musica inizierà anche alla Badia Fiesolana, gentilmente concessa dai Padri di quella splendida chiesa, con esecuzioni dedicate alla musica antica, e a partire dalle 12.30 al repertorio vocale che vedrà il culmine nel pomeriggio con le esecuzioni dei gruppi corali con la conclusione alle ore 19.20 affidata alla Schola Cantorum sotto la guida di Fabio Lombardo. Alle ore 10.00 la Scuola rendera omaggio ad una delle figure di critico musicale più rappresentative del nostro Paese: Duilio Courir. Per anni critico musicale del Corriere della Sera ha dato vita al Premio Abbiati, il premio dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, e al mensile Amadeus. La Scuola lo vuol ricordare con un atto di vita: la messa a dimora di un cipresso che potra così crescere rigoglioso nel nostro prato accanto agli altri alberi con nomi amati: Amedeo Baldovino, Laura Dubini, Maria Grazi… un vero tesoro di affetti e di memoria. Accompagneranno questo momento alcun piccoli del gruppo Crescendo, un nome e un’età sinonimo di futuro. Subito dopo si apriranno tutti gli altri luoghi della festa, dall’Auditorium Latini con i Piccolissimi Musici, una quarantina di minuscoli violinisti e violoncellisti scatenati sotto la guida di Marina Raimondi, all’Auditorium Sinopoli con gli allievi dei corsi di perfezionamento. Da segnalare il laboratorio di Archetteria a cura di Daniel Navea e Paolo Sarri che si svolgerà a partire dalle 10.00 nell’aula 2 del villino, durante il quale sarà possibile assistere da vicino al lavoro dell’archettaio e sarà offerta una incrinatura o un ritocco dell’arco ad alcuni fortunati. Alle ore 12.00 e alle 16.00 sono previste due conferenze che avranno come tema tutti i segreti dell’arco. La tradizionale conclusione sarà affidata all’Orchestra dei Ragazzi diretta da Edoardo Rosadini alle ore 22.00 con musiche di Gounod, Mozart, Gershwin e Brahms. Il buffet finale sarà allestito grazie alle donazioni alimentari dei genitori degli allievi della Scuola. Naturalmente questo miracolo che è la Scuola di Fiesole, è ancora possibile grazie a una cordata di generosi sostenitori a cominciare dai docenti che qui prestano la loro opera (dai piu illustri ai piu sconosciuti), non certo per amore del guadagno materiale. Un grazie, non di maniera alla Regione Toscana, all’Ente Cassa di Risparmio, e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Come non nominare qui Fabio Incatasciato, il nostro Sindaco, che segue l’attività della Scuola con grande attenzione e sensibilità, il Comune di Firenze e la Provincia di Firenze. Ricordiamo gli amici della Fondazione Omina Freundeshilfe, della Compagnia per la Musica in Roma che contribuisce alle borse di studio delle file e della Compagnia di San Paolo che mette a disposizione le borse di studio a concorso per le prime parti dell’Orchestra Giovanile Italiana. Grazie all’Associazione Amici e alla sua nuova Presidente, Francesca Traxler, che non perde mai occasione per spendersi a favore della Scuola, della musica e dei giovani. E grazie al nostro Consiglio di Amministrazione che per puro spirito di servizio, assieme al Presidente Paolo Blasi, si addossa la non lieve responsabilità di questo grande alveare della musica. . Ingresso offerto dall’Associazione Amici della Scuola di Musica di Fiesole Lunedì 21 giugno ore 21.00 – Teatro Puccini Ingresso: intero 5 euro, ridotto 2 euro Giovedì 24 giugno ore 9.30-23.00 – Villa La Torraccia Ingresso libero Per informazioni: 055/597851 oppure www.scuolamusica.fiesole.fi.it

Petruzzelli, sì alle assunzioni ma solo nei limiti del bilancio*

"L´ultima beffa del Petruzzelli è andata in scena a Palazzo Madama. La sbandierata iniziativa del Pdl pugliese che si riprometteva di salvare le sorti della Fondazione sinfonica di Bari si è conclusa con una vittoria di Pirro. L´emendamento al progetto di riforma degli enti lirici concede la deroga al Petruzzelli per l´applicazione delle nuove norme che stoppano le assunzioni. Ma la proposta di salvataggio del vicecapogruppo Gaetano Quagliariello, dopo la stroncatura in commissione Bilancio, è stato integrata con due clausole che di fatto ne neutralizzano l´effetto sperato. La prima è contenuta nella premessa dell´emendamento sulle assunzioni del Petruzzelli che potranno essere operate "Esclusivamente nei limiti delle risorse assegnate alla Fondazione per le proprie attività e senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica". Una precisazione che, applicato al non certo ricco bilancio della Fondazione, significa impedire, di fatto, anche la stipula di un solo nuovo contratto di lavoro. Altro che adeguamento alla pianta organica. Nel centrodestra pugliese, per ovviare a questo significativo intoppo, promettono di impegnarsi per reperire le risorse per le assunzioni del Petruzzelli nelle pieghe della Finanziaria lacrime e sangue di Tremonti. Ma anche questo, ragionano dal Petruzzelli, sarebbe un inutile palliativo che non potrebbe assicurare il pagamento degli stipendi dei nuovi assunti già per il 2011 quando il problema si ripresenterebbe nella sua interezza. Inoltre – accusano dalla Fondazione – questo meccanismo che renderebbe impossibili le assunzioni a tempo indeterminato trasformerebbe il Petruzzelli in un ente lirico precario. La seconda clausola lega le mani alla Fondazione che, nel caso dovesse trovare le risorse per le assunzioni, potrebbe effettuarle solo con procedure di rilevanza pubblica anche se si selezione personale a tempo determinato o per una singola opera da mettere in scena. In questo modo - accusano dal Petruzzelli – questa sarebbe l´unico ente lirico a non applicare il contratto nazionale di lavoro. Un´anomalia tutta barese che aumenterebbe la distanza dalle altre 13 fondazioni. Il testo della riforma delle Fondazioni approderà alla Camera per l´approvazione definitiva già lunedì prossimo. Ma gli spazi di manovra per modificare il testo licenziato ieri dal Senato appaiano molto ridotti." (*Fonte: Repubblica.it, 17 giugno 2010)

venerdì, giugno 18, 2010

Anteprima del Festival BARI IN JAZZ 2010 domani alla Libreria Laterza

L' ANTEPRIMA BARI IN JAZZ 2010 si svolgerà presso la libreria Laterza, sabato mattina alle ore 11.00 con un momento musicale a cura della cantante Marta Gadaleta e del chitarrista Gianni Vancheri. Intervengono il direttore artistico Roberto Ottaviano (nella foto) e il giornalista e critico musicale Ugo Sbisà. Si discuterà del ruolo dei festival nella nostra città ed in Italia in generale, partendo dai riferimenti storici fino ai nostri giorni e dello spazio riservato alla musica. Come ogni anno, anche per questa edizione, la sesta per l’ esattezza, l’ aspirazione della direzione artistica è quella di veicolare, attraverso una oculata e non prevedibile scelta di proposte musicali insieme a interventi intellettuali di alto profilo, una linea tematica tra elemento spettacolare e apprendimento critico. Il tema scelto per il 2010 è quello del rapporto tra jazz - comunicazione – mass media. Può dunque ancora oggi lo specifico musicale stimolare realmente una reazione emotiva forte e creare dei rimandi a problematiche ampie e non superficiali? Rappresentare le istanze di una comunità, aggregare in modo non strumentalizzato varie generazioni e costruire le basi per una reazione al processo di “anestesia” cui le leggi del mercato ci sottopone? Ed il jazz, in tutto questo, quale ruolo svolge? Quali potenzialità ha ancora da esprimere? Quale e quanto spazio viene dedicato al jazz nei mass-media? E soprattutto quale è lo scopo per cui i mass media presentano il jazz oggi, condizionatamente e manipolando alla fonte la sua natura, fino a trasfigurare definitivamente l’ essenza rappresentandone un volto che non è quello originale, ma quello che si vuole che sia, cioè quello di una cultura dell’ intrattenimento di alto livello, ripetitiva e sempre identica a sé stessa? Il festival si svolgerà dal 22 al 25 giugno. Informazioni su www.bariinjazz.it - tel.080.528.33.61.

L'orecchio di Dioniso festeggia i suoi quattro anni di vita

Sono passati quattro anni dal primo post dell'ORECCHIO DI DIONISO il 14 giugno del 2006 e non me ne sono quasi accorto...Ringrazio tutti coloro, e sono tanti, che mi hanno seguito ed incoraggiato in questo progetto fin dalla nascita, a cominciare da chi vi ha collaborato gratuitamente con interventi ed articoli spesso illuminanti. Lasciatemi i vostri auguri, commenti, suggerimenti possibilmente firmati e non anonimi. Ne sarò ben felice perchè mi daranno la forza di continuare in questa un po' folle missione solitaria di informazione, divulgazione e critica musicale almeno per un altro anno ancora. Poi chi vivrà...vedrà :)

L'11 luglio alla Scala di Milano serata speciale con "The Kabuki" del Tokyo Ballet

la Stagione estiva di Balletti si arrichisce di un nuovo appuntamento, una serata speciale - domenica 11 luglio - che segna il ritorno sul palcoscenico della Scala di una compagnia straordinaria: il Tokyo Ballet. Altrettanto straordinaria è l’occasione di questa ospitalità: il Tokyo Ballet ha infatti scelto di celebrare alla Scala la settecentesima rappresentazione della sua lunga attività di tournée all’estero. Si tratta di un record nella storia delle arti sceniche giapponesi, che la compagnia festeggerà con il pubblico - quello scaligero - che negli anni l'ha accolta sempre con grande entusiasmo, riproponendo uno dei suoi lavori piu noti e acclamati, The Kabuki. Creazione moderna, che affonda le sue radici nella tradizione, The Kabuki è anche un omaggio a Maurice Béjart, primo fra gli autori di balletto a volgersi verso l’Oriente come fonte di ispirazione, così da eleggere lo stesso Tokyo Ballet a compagnia depositaria di capolavori come Le sacre du printemps, L’Oiseau de feu, Bolero, Le mandarin merveilleux, e di creazioni appositamente destinatele, tra cui spicca, nel 1986, The Kabuki. Sul sito potrete trovare maggiori informazioni riguardo al balletto: il soggetto, il cast dettagliato e il video con brevi estratti dello spettacolo. I biglietti sono acquistabili fin d'ora alla Biglietteria Centrale di Piazza del Duomo e online.

"Dialoghi immaginari ma non troppo di un direttore artistico col suo pubblico" di Enzo Restagno*

"Dopo aver messo insieme un programma che prevede nelle due città più di duecento concerti cerco di immaginare come qualche ipotetico spettatore reagirebbe alle nostre proposte. La prima che mi viene in mente è una spettatrice piuttosto chic che adora la musica barocca. A colpo sicuro clicca sul recital di Cecilia Bartoli al Lingotto di Torino e sulla Messa in si minore di Bach, celebrata nella chiesa di San Marco a Milano dalla Akademie für Alte Musik di Berlino. Quanto agli appassionati della grande musica sinfonica rischiano seriamente di soccombere alla sindrome di Stendhal; come si fa a scegliere fra l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia che suona Schumann diretta da Riccardo Chailly, l’Orchestre de Paris con Lorin Maazel che ci propone Ravel e Debussy, la Philharmonia di Londra con Esa-Pekka Salonen, quella di San Francisco con Michael Tilson Thomas, la Filarmonica della Scala con Semyon Bychkov e Lang Lang? Per evitare il dolore della scelta -in tedesco si dice così!- io cercherei di arraffare tutto. Mentre cerco di aggirare il problema della scelta vedo venirmi incontro la sagoma un po’ casual dell’appassionato di musica contemporanea: è un vecchio amico e sa davvero quel che vuole. Quest’anno è molto attratto dal doppio ritratto dedicato a Helmut Lachenmann e a Wolfgang Rihm nei quali riconosce i due volti della Germania musicale di oggi. Gli ricordo che non mancano altre occasioni: un concerto per Donatoni, uno per Castiglioni, uno per Nono, le prime di Vacchi e Dall’Ongaro, il nuovo lavoro di Battistelli e poi, in nome di un’ antica complicità, butto lì una provocazione: “Che ne diresti se considerassimo Josquin Des Près un compositore contemporaneo? In fondo è il più grande degli antichi e il primo dei moderni; per queste ragioni abbiamo pensato di dedicargli un festival nel Festival”. Ci lasciamo con una pacca sulla spalla dandoci appuntamento in Sant’Ambrogio per ascoltare la Missa de L’Homme armé. Poco dopo mi trovo dalle parti del club della world-music che ha molte sedi, frequentatissime, a Milano e a Torino. I fans hanno un’allure piena di esuberanza e l’idea di una rassegna dedicata alle musiche ottomane suscita un rumoroso entusiasmo. “Ci saranno i dervisci rotanti, i cori dei Muezzin e la banda dei Giannizzeri?“ - “Ma sicuro e molto altro ancora; perfino la musica turca vista da noi, cioè da Lully, da Mozart, Haydn e Beethoven“. Mentre mi diffondo in racconti sulle turcherie musicali e annuncio l’arrivo del prodigioso Kudsi Erguner, scorgo un po’ in disparte altri ascoltatori che con una mano sul cuore e l’indice puntato verso il calendario mi dicono: “E Chopin, e Schumann?”. Mi affretto a rispondere che il bicentenario di entrambi verrà degnamente ricordato: Un’ora al giorno con Chopin e Schumann, ovvero recital quotidiani con una schiera di pianisti che affrontano col loro giovane talento le opere predilette di quegli autori. Poi, per accendere ancor più il loro fervore, aggiungo: “Non dimenticate i recital che Pollini darà in entrambe le città !”. I miei spettatori ipotetici si sono moltiplicati; piovono domande da ogni parte. Quelli che concepiscono l’esperienza musicale come una “festa mobile” alla quale partecipare con esuberante disinvoltura, mi pongono le domande più incalzanti. Senza fare una piega estraggo dal cilindro del nostro programma i nomi di Billy Cobham, John Cale, Phill Niblock, Nicole Mitchell che con bravura e tenacia ci ha infilato Francesca Colombo; accenno con nonchalance alle serate all’Alcatraz, all’Hangar della Bicocca e tra i miei giovani amici serpeggiano ammicchi e schioccare di dita. “That calls for a celebration”, dicono i più euforici. Nel bar all’angolo Francesca ci aspetta col catalogo eblouissant delle sue happy hour e mentre ci avviamo con passo leggero, dico fra me e me: “Sta a vedere che fra un break in jazz e uno sballo rock, te li porto ad ascoltare Les leçons de ténèbres di Couperin. Chissà che mi riesca di provocare fra le epoche e gli stili quel corto circuito che è una delle caratteristiche più belle del nostro Festival”. Ho premesso che questi dialoghi con gli spettatori di MITO SettembreMusica sono immaginari; in realtà si tratta di libere trascrizioni di tante conversazioni avvenute nelle piazze, davanti alle chiese, nei foyer durante il Festival. In quei giorni di fine estate, grazie alla musica, Torino e Milano accrescono il loro splendore e ora, con la certezza che anche quest’anno sarà così, rivolgo i migliori auguri ai nostri carissimi spettatori." * Direttore Artistico di MITO - Settembre Musica

mercoledì, giugno 16, 2010

Mancano due giorni all'attesissimo Siegfried di Wagner al Petruzzelli

Venerdì 18 giugno alle ore 11.00 alla Libreria Feltrinelli di Bari, come di consueto nel giorno della prima dell’opera, il sovrintendente della Fondazione Petruzzelli Giandomenico Vaccari (nella foto) offrirà al pubblico una guida all’ascolto dedicata ai brani più significativi del “Siegfried” di Richard Wagner. La Fondazione presenterà nello stesso giorno, alle 17.30, anche una mostra dedicata alla sua comunicazione creativa nel foyer del Teatro Petruzzelli. Interverranno il presidente e sindaco di Bari, Michele Emiliano, il sovrintendente Giandomenico Vaccari, la professoressa Patrizia Calefato semiologa presso l’Università degli Studi di Bari e l’autrice delle opere e direttore creativo dell’area comunicazione della Fondazione Petruzzelli Marta Gadaleta. Il “Siegfried” di Richard Wagner avrà complessivamente tre recite che ribadiamo con i rispettivi orari d'inizio: venerdì 18 giugno alle 19.30, domenica 20 giugno alle 18.30, martedì 22 giugno alle 19.30. La regia è di Walter Pagliaro,su scene e costumi di Luigi Perego e coreografie di Daniela Schiavone,mentre il light design è Gigi Saccomandi. L'Orchestra della Fondazione Petruzzelli sarà diretta dal maestro Stefan Anton Reck. A dare vita al terzo capitolo della grande sagra scenica “Ring des Nibelungen” ci sarà, come nei precedenti capitoli della Tetralogia wagneriana, un cast d’eccezione: Sigfrido avrà la voce di Scott MacAllister, Mime sarà interpretato da Matthias Wohlbrecht, Il Viandante/Wotan da Thomas Gazheli; a seguire: Joachim Seipp (Alberich), Ethan Herschenfeld (Fafner), Mette Ejsing (Erda), Jayne Casselman (Brunnhilde); Valentina Farcas (18-20 giugno) e Anna Palimina (22 giugno)si alterneranno, infine, nel ruolo della Voce dell'uccello della foresta. Rappresentato a Bayreuth il 16 agosto 1876 nel corso dell’allestimento completo del Ring, ma scritto tra il 1851 (libretto), il 1856-57 (partitura dei due primi atti) e il 1869-1871 (terzo atto), il Siegfried accompagna un ventennio di creatività wagneriana durante il quale videro la luce "Tristano e Isotta" e "I maestri cantori di Norimberga". L’intermittenza che interessò il processo creativo fu incentivata forse da una frammentarietà intrinseca alla seconda giornata (terzo titolo dopo Oro del Reno e Valchiria) del Ring, concentrata su un protagonista (figlio di incesto) proteiforme: ora eroe ‘puramente umano’, irruento e ottuso alla ricerca della Paura, ora uomo in simbiosi con le voci della Natura, ora oppositore dei vecchi dei e conoscitore del legame che unisce Amore e Morte. Partito come una sorta di Mowgli, il personaggio di Wagner alla fine del III atto potrebbe benissimo sedere sulla poltroncina del dottor Freud o vivere nella drammaturgia di Ibsen. In Italia Siegfried fu allestito per la prima volta il 17 aprile 1883 alla Fenice di Venezia; solo ora arriva, a distanza di oltre un secolo, anche a Bari e in Puglia. Infotel: 080.975.28.40. Biglietti in vendita al Botteghino del teatro Petruzzelli.

Il Massimo di Palermo propone l'AIDA di Verdi al Teatro della Verdura

Il 9 luglio alle ore 21.15 (con repliche il 10, l'11 e il 13 luglio) nello spazio all'aperto del Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo a Palermo, per la stagione 2010 del teatro Massimo debutta un nuovo sontuoso allestimento di "Aida". L'amatissima opera di Giuseppe Verdi torna in scena a Palermo con la regia di Franco Ripa di Meana, le scene e i costumi di William Orlandi, le luci di Guido Levi e la coreografia di Luciano Cannito. Sarà un Egitto fra luci e ombre, in cui – accanto alle celebri scene di insieme – avranno risalto i momenti più intimi e commoventi della vicenda. Un allestimento basato su elementi scenici mobili che ricordano i volumi geometrici delle piramidi, dominato dai toni del blu e del grigio; per i costumi una visione “mitologica” dell'Egitto per come veniva fantasiosamente rappresentato nelle pitture della seconda metà dell'Ottocento. Aida, storia di una schiava etiope prigioniera del faraone in Egitto, messa in musica da Giuseppe Verdi nel 1871 su libretto di Antonio Ghislanzoni, rappresenta una delle partiture più note, amate e rappresentate dell'intero repertorio. Costata 150.000 franchi (versati sul conto di Verdi presso la banca Rothschild di Parigi), Aida dopo alcuni rinvii debuttò a Il Cairo, per l'inaugurazione del nuovo Teatro dell'Opera, il 24 dicembre 1871, giungendo poi in Italia, alla Scala, nel febbraio del 1872. La prima a Palermo, sul palcoscenico del Politeama Garibaldi, è datata invece 27 marzo 1881; fino a oggi si sono succedute ben 36 edizioni, l'ultima nel dicembre 2008 con la regia di Franco Zeffirelli. In Aida, come ricorda Giorgio Pestelli, “monumentalità e psicologia sono le due facce non separabili di una stessa realtà”. I quattro atti dell’opera sono internamente suddivisi in due scene (a eccezione del terzo) ed equilibratamente divisi tra momenti di luce e di ombra. La trama si sviluppa secondo temi assai cari al compositore che dipana il fitto groviglio di passioni e di conflitti con estrema lucidità, scoprendo inattesi punti di contatto tra slanci collettivi e tumulti individuali, colpi di scena della storia e svolte tragiche del destino di una donna. Tutti i personaggi che si oppongono alle ragioni del potere per affermare la propria individualità soccombono: la protagonista, che sogna di eluderle in una fuga impossibile; Radamès, che involontariamente le tradisce e ne riceve la morte; Amneris, che crede di servirsene per le sue trame e ne viene travolta. Tranne per il valoroso condottiero, il cui ritratto non è del tutto definito, appare perfetta l’introspezione psicologica di Aida, Ramfis, Amonasro e soprattutto di Amneris, insieme diabolica e disarmata, imperiosa e fragile. Protagonista femminile nel ruolo del titolo sarà Susanna Branchini, soprano assai caro al pubblico della città, nonché protagonista delle recenti tournée estive in Giappone e in Finlandia del Teatro Massimo; al suo fianco quale Radamès il tenore Francesco Hong, quindi Agnes Zwierko (Amneris), Francesco Palmieri (Il Re), Luiz-Ottavio Faria (Ramfis), Vladimir Chmelo (Amonasro). Nella recita di sabato 10 luglio, nei ruoli di Aida, Radames e Amneris si alterneranno nell'ordine: Olga Chernisheva, Francesco Anile e Marina Prudenskaja. Protagonista con il Corpo di Ballo del Teatro Massimo delle coreografie preparate da Luciano Cannito la stella della danza e della tv José Perez. Sul podio dell'Orchestra del Teatro debutta a Palermo una delle più apprezzate bacchette di oggi, Srboljub Dinic, già trionfatore dell'edizione di Puritani andata in scena lo scorso anno nella tournée del taetro in Finlandia.Il Coro del Teatro è guidato dal suo direttore stabile Andrea Faidutti. Costo dei biglietti: da euro 15 a euro 90 presso il botteghino del Teatro (da martedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17).

La Bottega dell'Armonia diretta da Giovanni Pelliccia ospita il trombonista Michele Lomuto

I giovani musicisti dell'orchestra barese "La Bottega dell'Armonia" tornano oggi alle 20.30 ad esibirsi in Vallisa, in occasione di un concerto diretto dal maestro Giovanni Pelliccia, appena rientrato da Roma dove ha guidato l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari in un'esibizione musicale davanti a Papa Benedetto XVI in Vaticano. In programma stasera le arcinote "Quattro Stagioni" di Vivaldi, la Sonata per trombone e archi di Biber, e a seguire una composizione di Bertali. Ospite d'eccezione della serata di oggi il trombonista Michele Lomuto (nella foto),uno tra i più apprezzati interpreti italiani della Musica d'oggi. Prevista per l'ensemble barese nei prossimi giorni anche una tournèe in Inghilterra, Germania e Francia.Infotel: 080.55.34.649.

martedì, giugno 15, 2010

Prosegue con successo il GiugnoMusica 2010 di Matera

16 Giugno con 2 appuntamenti per il GiugnoMusica 2010 organizzato dal Conservatorio Duni di Matera in collaborazione con il Miur, la Prefettura di Matera e l’Università della Basilicata e realizzato grazie ai contributi della Provincia di Matera, dei Comuni di Matera, Craco, Miglionico, Montescaglioso e della Camera di Commercio della città dei Sassi. Alle 15.30 presso la Casa Circondariale di Matera il SaxEnsemble del Conservatorio di Matera diretto da Nunzio Locantore (docente di Sax) in collaborazione con Skenè si esibiranno in “Parole e Libertango”. La performance musicale sarà alternata da recitazioni di poesie dei detenuti della casa circondariale materana. Con questa manifestazione prosegue l’impegno anche nel sociale dell’Istituzione musicale materana ricordando il “Progetto Down”, progetto pilota per disabili in Italia, che vede Antonio Pranteda frequentare il corso di batteria in Conservatorio grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale di Matera. Alle 21 nella restaurata corte del Castello del Malconsiglio di Miglionico esecuzione dei monumentali Carmina Burana di Carl Orff. Circa 100 musicisti tra solisti, pianisti, percussionisti e cori diretti da Daniele Belardinelli (nella foto) daranno vita ad un fantastico abbinamento luogo storico-musica tra il castello del Malconsiglio di Miglionico e i Carmina Burana scritti da Carl Orff e tratti da testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo. Ingresso libero. Il concerti di Miglionico, Craco Vecchia e Montescaglio all’interno del GiugnoMusica fanno parte dell’iniziativa del Conservatorio Duni e della Provincia di Matera di valorizzare le bellezze del nostro territorio attraverso la musica eseguita dagli allievi e docenti dell’Istituzione di Alta Formazione Musicale di Matera. Dopo il successo del concerto dell’Orchestra Giovanile del Conservatorio a Craco Vecchia, l’esecuzione dei Carmina Burana a Miglionico del 16 Giugno concluderà il piccolo tour il 22 Giugno il concerto del Quintetto Jazz del Conservatorio con il pianista Oscar Del Barba (docente di jazz) nella meravigliosa Abbazia di San Michele a Montescaglioso. Per ulteriori informazioni sul Giugno Musica consultare il sito del conservatorio: www.conservatoriomatera.it

Il monumentale Paulus di Mendelssohn diretto da Helmuth Rilling chiude in bellezza la stagione dell'Orchestra VERDI di Milano

Si chiude davvero in modo straordinario, giovedì 17 giugno alle 20.30 (repliche il 18 alle 20.00 e il 20 alle 16.00)con il concerto diretto dal Maestro Helmuth Rilling (nella foto), uno dei più autorevoli interpreti del repertorio barocco, la stagione sinfonica 2009-2010 dell'Orchestra Verdi di Milano. L’ultimo concerto della Verdi è infatti dedicato al Paulus di Felix Mendelssohn-Bartholdy, composizione importantissima e di rara bellezza ma purtroppo assai poco eseguita in Italia; l'oratorio di vaste dimensioni è dedicato alla conversione di San Paolo. Si tratta di una sorta di opera senza scene, su libretto a tema religioso, che ha una lunga tradizione in Germania a partire da Bach ed Haendel. In epoca romantica, nel 1829, il giovane Mendelssohn fu poi proprio il principale fautore del recupero di Bach, con l’esecuzione della "Passione secondo Matteo" alla guida della Berliner Singakademie. Sul palco dell’Auditorium di Milano, insieme all’Orchestra Verdi, il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto dal Maestro Erina Gambarini. Nel cast, il soprano Simone Schneider, il mezzosoprano Bettina Ranch, il tenore Corby Welch, il basso-baritono Konstantin Wolff; infine, il basso I Fausto Candi e il basso II Luigi Ponzi, entrambi del Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Il libretto del Paulus fu iniziato nel 1832 da Felix Mendelssohn-Bartholdy e dal pastore Julius Schubring, suo amico d’infanzia. Misero insieme passaggi dal Nuovo Testamento (Atti degli Apostoli) e dall’Antico Testamento; in mezzo, alcuni corali scritti alla maniera della tradizione luterana canonizzata da Bach. Il brano fu scritto tra il 1834 e il 1836, anno in cui venne eseguito per la prima volta il 22 maggio a Düsseldorf. L’ampia risonanza e la clamorosa impressione che l’opera produsse sul pubblico si mantennero vive anche lungo tutto il corso dell’Ottocento: la popolarità non riguardò solo la fortuna nelle sale da concerto, ma si estese anche nell’ambito del consumo musicale privato. Al di là del clamoroso successo, tuttavia, il Paulus rappresentò un punto di svolta nella storia del genere: l’idea di Mendelssohn, di trasformare il vecchio oratorio descrittivo di argomento biblico in un autentico mezzo di comunicazione religiosa, era un fenomeno che corrispondeva al momento storico. L’opera è suddivisa in due grandi sezioni, la prima più drammatica e la seconda più contemplativa. Il coro ha una funzione molto importante, è il punto culminante dal punto di vista musicale e concettuale dell’intero lavoro. A esso sono dedicati i momenti di maggiore espressività e intensità.

Pur di non bloccare le attività del Petruzzelli, il sindaco Emiliano è pronto a usare tutto il budget per la cultura del Comune di Bari*

"Per non sacrificare la musica lirica del teatro Petruzzelli, il sindaco di Bari Michele Emiliano (nella foto) è disposto a trasferire al politeama anche i soldi delle casse comunali destinati alla cultura. L’ha detto lo stesso primo cittadino durante la presentazione della prossima opera in scena nel teatro barese dal prossimo 18 giugno,il “Siegfried” di Richard Wagner. “Se il decreto Bondi dovesse essere approvato senza l’emendamento che riguarda il Teatro Petruzzelli – ha affermato – sarò costretto a trasferire sulla programmazione della musica tutto il budget della cultura del Comune. Non posso consentire che questo teatro venga bruciato una seconda volta”. Un momento in cui il suo incarico di sindaco è diventato un tutt’uno con la qualità di presidente della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari. “Lavorare nell’ambito della cultura, per la cultura è molto importante – ha continuato – e ci stiamo sforzando di dare a questo teatro molta energia, un’energia popolare, diffusa, non di élite. Il teatro appartiene a tutti i baresi ed é questa la finalità che si erano prefissi i fratelli Petruzzelli all’inizio del secolo quando vollero dare vita a qualcosa che fosse a disposizione della città”. Sulla programmazione futura della Fondazione, Emiliano spera anche nel sostegno della Regione Puglia." (Fonte: Antenna Sud News)

domenica, giugno 13, 2010

Intitolato al mitico tenore Enrico Caruso il nuovo auditorium del Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago

Un omaggio dalla Fondazione Festival Pucciniano al PIU’ GRANDE TENORE DI TUTTI I TEMPI che fu l’interprete acclamato della prima di La Fanciulla del West al Metropolitan di New York il 10 dicembre 1910 . Il suo debutto alla Scala nel 1900 avvenne con La Bohème. Questa mattina il Presidente della Fondazione Festival Pucciniano Massimiliano Simoni insieme al Vicesindaco del Comune di Viareggio Ciro Costagliola hanno scoperto la targa apposta all’ingresso del nuovissimo auditorium inaugurato lo scorso marzo. La Fondazione aveva indetto nei mesi scorsi un referendum popolare chiedendo ai cittadini di Viareggio e Torre del Lago e agli amici del Festival Puccini di segnalare nominativi a cui dedicare la nuovissima sala sorta all’interno del Gran Teatro di Torre del Lago. Numerosissime le indicazioni arrivate alla Fondazione Festival Pucciniano sui nomi di Rosetta Pampanini interprete di La Bohème alla prima edizione al Festival Puccini, Arturo Toscanini e Enrico Caruso quali personalità preferite per l’intitolazione. La scelta del nome è caduta sul grande Enrico Caruso, il tenore per eccellenza che a Torre del Lago venne per incontrare e farsi ascoltare dal maestro Puccini. Una dedica all’acclamato primo interprete di La Fanciulla del West alla prima rappresentazione dell’opera al Metropolitan di New York nel 1910, di cui quest’anno il Festival Puccini celebra il centenario e a cui nel nostro Paese non sono sati dedicati spazi della musica. Una scelta fatta dalla Fondazione anche accogliendo un appello che aveva fatto qualche anno fa anche il Maestro Luciano Pavarotti chiedendo di ricordare in Italia il grande tenore intitolandogli spazi e raccogliendo la documentazione che testimonia la sua impareggiabile carriera, purtroppo interrotta dalla prematura scomparsa.

venerdì, giugno 11, 2010

Qui Bari: oggi a Casa Giannini si parla del Siegfried di Wagner

Questo pomeriggio a Casa Giannini, alle 18.30, per i PerCorsi d'Opera a cura di Detty Bozzi, Pierfranco Moliterni, Nicola Scardicchio e Massimo Pirro dialogheranno sul "SIEGFRIED" di Richard Wagner, seconda giornata de "L'anello del nibelungo", la notissima tetralogia wagneriana che andrà in scena dal prossimo 18 giugno al Petruzzelli di Bari. Wagner compose la musica e scrisse il libretto dei quattro drammi nel corso di 26 anni, dal 1848 al 1874, un periodo tanto lungo che sono molteplici e a volte contrastanti le influenze culturali e le differenze di stile che si mostrano nel quadro complessivo. Queste differenze sono però minime rispetto alla mole del lavoro, che costituisce una delle più sterminate creazioni della storia dell'arte (15 ore di musica). In essa Wagner inaugurò la sua nuova concezione drammatico-musicale, al punto che la Tetralogia può definirsi qualcosa di assolutamente nuovo. In primo luogo la genesi del progetto risale al 1848, anno di fermenti rivoluzionari in tutta Europa (ai quali lo stesso Wagner prese fisicamente parte attiva al fianco dell'anarchico Bakunin). Lo stile della composizione inaugura la rivoluzionaria concezione teatrale di Wagner. La musica è composta da un mosaico fittissimo di temi conduttori - melodie associate a cose, personaggi e stati d'animo - che col loro continuo riapparire formano il tessuto fondante della partitura. Sul numero di questi leitmotiv non vi è accordo fra i vari studiosi wagneriani. Il sistema dei leit-motiv raggiunge nell'Anello il suo massimo sviluppo, calcolato quasi matematicamente con uno straordinario gioco di fantasia e sfumature dalle infinite tonalità. La psicologia gioca un ruolo fondamentale nell'evoluzione musicale dei personaggi e nelle varie situazioni che si instaurano volta per volta.

GiugnoMusica a Matera e dintorni

Il Conservatorio di Matera Egidio Romualdo Duni, massima Istituzione musicale in provincia di Matera, da due anni a questa parte, ha intrapreso una politica di interventi musicali “itineranti” nella Città dei Sassi e su tutto il territorio provinciale, infatti i progetti “Il Conservatorio tra Rioni e Borghi” e “Percorsi tra Chiese e Sassi” organizzati grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale su iniziativa della Soprintendenza ai Beni e le Attività Culturali e alla Prefettura di Matera in nome del prefetto Dott. Giovanni Monteleone, hanno visto protagoniste l’orchestra Sinfonica,l’Orchestra di fiati, l’Orchestra giovanile e tanti altri ensemble da camera tutti formati dagli allievi del conservatorio. Per la prima volta l’istituzione musicale materana si è affacciata fuori dalla propria sede storica ed ha incontrato la cittadinanza direttamente nei quartieri di San Giacomo, La Martella, Serra Rifusa, Lanera, San Pietro Caveoso, San Giovanni, San Rocco con appuntamenti musicali di alto livello brillantemente culminati nel Concerto del 2 giugno 2009 per la Festa della Repubblica tenutosi presso l’Auditorium del Conservatorio. Grazie a questa iniziativa si è raggiunto il duplice obiettivo di valorizzare i nostri giovani talenti e di portare nuova linfa a quei rioni, borghi e piazze che sono stati e meritano di rimanere luoghi di socializzazione e di scambio culturale. L’esperienza che i ragazzi hanno vissuto ha un grandissimo valore didattico: poter mettere alla prova le proprie abilità personali (ma anche quelle di gruppo) davanti ad un pubblico è un momento formativo fondamentale per chi si appresta a questo determinato tipo di carriera. Tuttavia iniziative come queste creano sinergie di cui non beneficiano solo gli allievi del Conservatorio, ma che arricchiscono l’offerta culturale a vantaggio dei cittadini e dei turisti creando così un “circolo virtuoso” che può avere effetti positivi anche dal punto di vista economico. Sulla scorta di queste premesse, la proposta 2010 GiugnoMusica si è aperta il 2 Giugno scorso Festa della Repubblica con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio (55 elementi) diretta con successo dal Maestro Paolo Manetti (nella foto) che ha eseguito Arie e Sinfonie d’opere, tutte di autori italiani, con la partecipazione di giovanissimi e promettenti solisti; il percorso musicale terminerà il 30 Giugno nel Giardino delle Monacelle con l’esecuzione integrale dell’Opera di Gioacchino Rossini “La cambiale di matrimonio”. In collaborazione con l’Università della Basilicata, all’interno di GiugnoMusica saranno presentati anche due libri di docenti del Conservatorio: Professoressa Maria Antonietta Cancellaro e Fabrizo Festa, con due concerti conclusivi nella caratteristica Chiesa del Carmine tra cui la nota clavicembalista Emilia Fadini. Tra gli altri appuntamenti da segnalare vi è il concerto che il pianista Kostantin Bogino all’interno della sua masterclass dedicata agli allievi del Conservatorio di Matera e quanto mai singolare sarà anche il concerto che gli allievi delle classi di Sax effettueranno nella casa circondariale di Matera. Il Conservatorio proporrà quattro concerti in altrettanti luoghi meravigliosi della nostra provincia a Craco (città vecchia) a Montescaglioso nell’Abbazia di San Michele Miglionico e nel restaurato e stupendo Castello del Malconsiglio nella quale saranno eseguiti i monumentali Carmina Burana di C.Orff già rappresentati dai nostri allievi nel dicembre scorso e richiesti a gran voce da tutta la comunità materana grazie al grande successo ottenuto. Inoltre, GiugnoMusica, precederà e sarà di promozione al bando che a nostra Istituzione musicale emanerà per le ammissioni ai corsi accademici 2010-2011 che saranno anche indirizzati a quelle discipline nel campo della musica leggera e jazz come la batteria jazz, il basso elettrico, tastiere elettroniche, canto jazz, pianoforte Jazz e tantissime altre discipline mai attivate nella nostra regione.

Affollata e applaudita serata finale al Concorso Euterpe di Corato (BA)

Affollata e a lungo applaudita la serata conclusiva della dodicesima edizione del Concorso Internazionale di Musica “EUTERPE”. Domenica 6 giugno, nella sontuosa cornice del Santuario Maria SS. Incoronata di Corato, un folto pubblico ha assistito al concerto finale di premiazione dei vincitori dei primi premi assoluti del Concorso. Alla presenza anche delle autorità locali, la serata ha avuto inizio con i saluti del parroco Don Gino De Palma che quest’hanno ha ospitato il concerto e del direttore artistico, maestro Francesco De Santis, che, dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile ancora una volta la realizzazione dell’evento, ha tenuto a sottolineare la crescita esponenziale, non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa dei partecipanti; alto, dunque, il livello tecnico e interpretativo dei numerosi giovani musicisti che hanno preso parte al Concorso di quest’anno. Dopo un breve saluto dell’assessore comunale di Corato delegato alla cultura, Giuseppe D’Introno, che ha manifestato il suo vivo apprezzamento per la manifestazione e l’auspicio che l’anno prossimo questa possa trovare degna cornice e cioè il Teatro Comunale, la conduttrice della serata, Marina Labartino affiancata da Marcella Roberto che traduceva in inglese per gli stranieri presenti, ha voluto ribadire come il Concorso abbia ormai raggiunto appieno le finalità che si era proposto e cioè lo sviluppo della cultura musicale, l’incoraggiamento dei giovani allo studio della musica, la valorizzazione dei giovani talenti e l’incremento dei flussi turistici verso la Puglia. Quest’anno, infatti, il Concorso EUTERPE, patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Ente Provincia di Bari e dal Comune di Corato, e sostenuto da numerosi sponsor, ha battuto se stesso vedendo avvicendarsi e confrontarsi più di seicento musicisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, con un incremento delle presenze di musicisti stranieri, dagli Stati Uniti dalla Corea, dalla Bulgaria dal Tajikistan, dalla Russia dall’Ungheria, dall’Uzbekistan, dall’Austria, dal Giappone con un indotto non indifferente per la città di Corato. Prestigiosa la giuria che ha ascoltato e valutato i musicisti, composta dai maestri: Giuseppe Domenico Binetti, Luigi Ceci, Antonio Galanti, Michele Gioiosa, Markus Kreul, Mark Sole Leris, Pasquale Scarola, Mariangela Scarola, Grazia Salvatori, Vincenzo Mazzone, Francesco Montaruli, Francesco Scagliola, Rossella Ressa, Michele Amato, Pietro Catucci, Vincenzo Mastropirro, Flavio Peconio e Michele Porcelli. Ad aprire il concerto di domenica scorsa è stato il Corpo Bandistico Città di Cirò; quindi si sono esibiti tutti i musicisti che, nelle varie sezioni e categorie, si sono aggiudicati il primo premio assoluto: il giovanissimo violinista Allan-Chapkovski Samuel, i pianisti Asai Kohei, Fabio Di Gennaro, Todorova Angela Lachezar, Yoshimitsu Akiko, Giuseppe Santarella, Francesco Fiore, il mezzosoprano Maria Leone; e, infine, le tre pianiste che si sono aggiudicate il podio per la sezione più prestigiosa del Concorso, cioè quella di Esecuzione Pianistica: la giapponese Kayukawa Ai, prima classificata e vincitrice del premio “EUTERPE 2010”, per il secondo premio Lee Ji Hyun dalla Corea, e la russa Chistyakova Tatiana, terzo premio; a loro sono state consegnate borse di studio per un totale di tremila euro e il diritto a esibirsi in tre concerti-premio offerti dall’Associazione “G. Rospigliosi”di Lamporecchio (PS), dall’Associazione “G.B. Pergolesi” di Sanremo e dall’Istituto Toscanini dei Ribera (AG) Alla fine della serata il momento più atteso dai musicisti: la consegna dei meritati riconoscimenti e delle borse di studio. I premi previsti per la serata finale sono stati assegnati a: Yoshimitsu Akiko (Giappone) Pianista “TROFEO CITTA’ DI CORATO” assegnato da una giuria di giornalisti composta da Antonio Galanti (Suonare news- Milano), Michele Gioiosa (Musica e scuola – Foggia)) e Donato Forenza (Barisera - Bari) Maria Leone (Italia) mezzosoprano“REGISTRAZIONE LIVE” su segnalazione del Direttore Artistico, del Presidente della giuria e del Direttore Musicale di AUDIONOVA Matera, Corpo Bandistico Città di Cirò “TROFEO EUTERPE 2010” assegnato dalla giuria, dal Presidente, dal Direttore Artistico e da componenti scelti a caso tra il pubblico. Appuntamento alla 13ª edizione.

martedì, giugno 08, 2010

L'Orchestra Verdi di Milano dedica alcuni concerti alla memoria di Carlo Maria Giulini

A causa di motivi di salute la violinista Leila Josefowicz ha purtroppo dovuto annullare i suoi concerti in programma questa settimana con l'Orchestra Verdi di Milano (10, 11, 12 giugno). Verrà sostituita dalla violinista americana di origine coreana Jennifer Koh, che nel 1994 si è imposta all’attenzione del pubblico internazionale come vincitrice della Tchaikovsky Competition. Il concerto di questa settimana è dedicato al Maestro Carlo Maria Giulini (nella foto), nel quinto anniversario della sua scomparsa. Direttore Emerito della Verdi dalla Stagione 1998-1999, Giulini era profondamente legato alla nostra orchestra, con la quale teneva periodicamente incontri e prove, anche dopo il suo ritiro dalla scena pubblica, per il gusto di fare musica insieme. Grazie alle sottoscrizioni dei soci e ai compensi da Giulini devoluti alla Fondazione Verdi, è stato creato un fondo che porta il suo nome con cui sono stati acquistati alcuni strumenti musicali (2 contrabbassi a cinque corde, 4 flauti di legno, 1 oboe d’amore). In questa occasione il Direttore Musicale Xian Zhang, chew salirà sul podio della "VERDI", continua il suo progetto dedicato a Beethoven con l’esecuzione del bellissimo Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61. Segue la Sinfonia n. 1 di Mahler, capolavoro già maturo del compositore boemo. Il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra op. 61 è l’unico concerto per questo strumento solista di Ludwig van Beethoven. Venne scritto nel 1806 per il violinista Franz Joseph Clement (un grande artista viennese diventato nel 1802 direttore artistico del Teatro An der Wien, e che fu anche il primo interprete). Diviso in tre movimenti, si apre con un monumentale primo tempo, segno preciso della grandezza e della solennità del concerto. Alla sua prima esecuzione venne, però, male accolto dalla critica, tanto che successivamente Beethoven tentò una trascrizione per pianoforte, sperando in un improbabile rilancio. Rilancio che avvenne più tardi, quando fu riscoperto e riportato alla sua giusta dimensione di capolavoro dal violista Hans Joachim nella metà dell’Ottocento. Gustav Mahler approda al sinfonismo dopo aver raggiunto già una notevole notorietà come direttore d’orchestra. Infatti, la prima esecuzione della Sinfonia n. 1, il 20 novembre 1889, sotto la guida del compositore, ha luogo proprio a Budapest, dove Mahler dal 1888 ricopre il ruolo di Direttore musicale. Il titolo Titano, con riferimento all’omonimo romanzo dello scrittore tedesco Jean Paul, risale alla prima versione che comprendeva ancora come secondo movimento l’Andante Blumine, e venne poi – insieme ai titoli programmatici dei singoli movimenti - eliminato da Mahler stesso. La musica, che sembra tuttavia ricalcare il linguaggio fiabesco e l’abbondanza di immagini poetiche del testo letterario, “come un suono della natura”, ha fatto sì che il titolo venga riportato ancora oggi sulla maggior parte dei programmi. Caratteristica la fusione del lavoro sinfonico con elementi del lied: il tema del primo movimento, infatti, riprende il lied Ging heut’ morgen übers Feld, dalla raccolta dei Lieder eines fahrenden Gesellen, composta negli anni precedenti.

 
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