blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

giovedì, gennaio 31, 2008

A Milano Musica Rara ricorda il "suo" Arnold Bosman nel terzo anniversario dalla prematura scomparsa

Il 4 febbraio 2005 il pianista, direttore d'orchestra e fine musicologo Arnold Bosman (nella foto) se ne andava lasciando un vuoto incolmabile nella vita musicale. Domenica 10 febbraio 2008 alle ore 16.00 a Milano nella Sacrestia del Bramante in via Caradosso 1, l’Associazione Musica Rara, di cui il maestro è stato direttore musicale per ben dieci anni (1994 – 2004), renderà il doveroso omaggio alla sua indimenticabile figura prematuramente scomparsa. Si esibiranno per ricordarlo il soprano Patrizia Cigna e l’Ensemble Estro Cromatico diretto da Marco Scorticati. Musiche di Vivaldi, Pergolesi, ed Haendel. Per ulteriori informazioni rivolgersi all’Associazione “Musica Rara”. Infotel: 02.42 32784 - email mrara@tin.it

A Molfetta il nuovo concerto-spettacolo di Maria Grazia Pani è dedicato a Richard Wagner

Si terrà domenica sera 3 febbraio, alle 20.00, presso il Palazzo de Luca (Corso Dante, 66 a Molfetta. Infotel. 080.3347941 – 320.3180793) " L’oro di Wagner”, il nuovo concerto-spettacolo ideato e interpretato da Maria Grazia Pani (nella foto). Nello spettacolo della Pani viene messo in risalto il rapporto amoroso tra Richard Wagner e Mathilde Wesendonk a Zurigo. La serata fa parte della stagione concertistica 2007-2008 organizzata dal Liceo Musicale intitolato proprio a Richard Wagner. All’epoca Zurigo era un centro di rifugiati intellettuali e politici e lo spettacolo ricorda tra quelli anche Francesco De Sanctis, grande italianista esule in quella città che conobbe lo stesso Wagner e insegnava italiano alla signora Wesendonk, partecipando, tra l’altro, attivamente ai dibattiti tra artisti e scrittori che ivi si svolgevano. Sono gli anni in cui il genio creativo del compositore si dispiega pienamente ed il rapporto tra la sensibile signora svizzera e l'austero e talora furente musicista tedesco è emblematico non soltanto di un rapporto sentimentale, culturale e letterario tra i due, ma anche di un momento particolare della vita di Wagner. Gli interpreti dello spettacolo saranno la nota attrice e presentatrice Giusi Frallonardo nei panni di Mathilde Wesendonk affiancata dal soprano Maria Grazia Pani e dalla pianista Giana Iaffaldano. Infotel. 080.334.79.41

mercoledì, gennaio 30, 2008

Grande musica contemporanea con Stefan Hussong e Mike Svoboda

Questa sera al Teatro Kursaal Santalucia (alle 21) in esclusiva italiana per la Fondazione Piccinni di Bari si esibirà il celebre duo per fisarmonica e chitarra formato da Stefan Hussong (nella foto) e Mike Svoboda. Si tratta di due autentiche star della musica contemporanea. L’americano Svoboda, per esempio, ha iniziato a 24 anni un’intensa collaborazione con il compianto Karlheinz Stockhausen, diventando negli anni il suo trombonista di riferimento almeno sino al 1995. Il fisarmonicista Hussong invece, formatosi nelle migliori accademie musicali tedesche è considerato tra i più autorevoli interpreti del suo strumento. Significative le loro intense collaborazioni con compositori del calibro di Toshio Hosokawa, John Cage, Frank Zappa, Wolfgang Rihm e Sofia Gubaidulina. Da ricordare il loro cd inciso nel 2003 per l’etichetta Wergo contenente il “Tierkreis – 12 melodie dello Zodiaco” di Stockhausen, che proprio alcuni giorni fa ebbi modo di ascoltare a tarda sera su radiotre. Un estratto dallo “Zodiaco” del recentemente scomparso Guru di Mödrath non mancherà nel composito programma di stasera, insieme a composizioni dello stesso Svoboda, di Frescobaldi, Stravinski, Tiensuu, Piazzola e di Hölszky. Infotel. 080.5745761.

Giuseppe Russo Rossi e Viviana Velardi in Duo ad Andria

L’Auditorium della Scuola Media “P. Cafaro” di Andria ospiterà stasera (alle 19.30) il secondo concerto della stagione musicale decentrata dell’Accademia dei Cameristi di Bari. Di scena il duo composto dal talentuoso violista Giuseppe Russo Rossi e dalla pianista Viviana Velardi. In programma, tra l’altro, la celebre Sonata “Arpeggione” di Schubert, originariamente composta per l’omonimo strumento inventato da Staufer (un curioso ibrido tra violoncello e chitarra) nel 1823. Ad Andria la ascolteremo naturalmente nella successiva versione per viola e pianoforte. Informazioni sul concerto e sull’intero cartellone degli appuntamenti (sia a Bari che ad Andria) con i Cameristi sono disponibili sul sito internet dell’Accademia e/o chiamando il seguente numero di cellulare 347.7712034.

martedì, gennaio 29, 2008

Un recital molto particolare per il virtuoso Francesco Libetta a Bari

La Camerata Musicale Barese ospiterà il 5 febbraio al “Nuovo Palazzo” il pianista, compositore e direttore d’orchestra Francesco Libetta (nella foto), musicista dal repertorio vastissimo, che impagina programmi originali accostando opere note, ad altre di autori meno celebri, o addirittura inedite. Nella serata barese l’eccellente pianista di Nardò eseguirà brani di Fago, Trabaci, Leo, Mozart, Paisiello, Schumann, Alfano, Mercadante-Liszt, Balakirev, Gartner-Friedman, Chopin-Sgambati e Beethoven. La multiforme carriera ha portato Libetta a tenere concerti nelle sale di tutto il mondo. Ha ricevuto commissioni da associazioni e festivals europei, giapponesi e statunitensi per composizioni orchestrali, cameristiche ed elettroacustiche. In collaborazione con l’etichetta Naive e il celeberrimo Festival de La Roque d’Anthéron in Provenza, il noto regista Bruno Monsaingeon ha realizzato un film e un DVD dedicato alle sue interpretazioni e alla sua figura di artista mentre Jonathan Tolansky gli ha dedicato un servizio della serie “Soloist of the Century”, trasmesso dalla TV britannica RTE. Harold Schonberg scrive di lui su l’American Record Guide: “maestro di ogni periodo o stile, Libetta è il migliore rappresentante del gusto moderno (...) che considera il virtuosismo non come funambolismo fine a se stesso, ma come un mezzo, dove il significato musicale è più importante di una tecnica che lascia allibiti.” Oltre che in Italia, egli ha studiato in Francia e in Russia prima di stabilirsi definitivamente a Lecce, dove insegna Musica da Camera e Storia dell’Interpretazione Musicale presso il Conservatorio “T. Schipa”. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi presso gli uffici della Camerata Musicale Barese in Via Sparano 141 – tel. 080/521.19.08.

Gli Archi dei Berliner Philamoniker suonano a Monfalcone

Venerdì 1 febbraio, alle ore 20.45, il Philharmonische Camerata Berlin è ospite della Stagione di Musica del Teatro Comunale di Monfalcone, nell’ambito della rassegna ‘900&oltre. L’ensemble, costituito dai migliori strumentisti ad arco della grande orchestra dei Berliner Philharmoniker, propone un programma che spazia da musiche originali per complesso d’archi di Stravinskij e Šostakovič, fino alle trascrizioni di Mahler (da Beethoven) e Bashmet (da Šnitke). A seguire, mercoledì 6 febbraio, sempre alle ore 20.45, è la volta di Rafal Bechacz, nuovo e riconosciuto talento nel panorama del pianismo internazionale, nonché vincitore del Premio Chopin di Varsavia nel 2005. Di Mozart, Debussy e Szymanowski, e dell’immancabile Chopin sono le musiche scelte dal giovane artista per il concerto monfalconese. Il Philharmonische Camerata Berlin, che raccoglie i migliori musicisti della prestigiosa orchestra dei Berliner Philharmoniker, si esibisce in Austria, Francia, Spagna, Giappone e Italia per le più importanti stagioni concertistiche e festival (tra cui il Rheingau Festival di Berlino) e collabora con, tra gli altri, Sandro De Palma, Paolo Restani, Mischa Maisky e Tatjana Vassiljeva. Un nuovo e personale stile di esecuzione caratterizza le performance del gruppo, che unisce la travolgente passione della dimensione sinfonica, tipica dei Berliner Philharmoniker, alla delicatezza e all’attenzione al dettaglio, tipiche del quartetto d'archi. Le scelte interpretative dell’ensemble sono rivolte alle pagine originariamente scritte per soli archi e alle trascrizioni per ensemble d'archi realizzate da grandi musicisti (Der Tod und das Mädchen di Schubert, trascritto da Gustav Mahler, il Quartetto n. 8 di Šostakovič trascritto da Barshai, sono solo alcune delle più eseguite trascrizioni). Per il concerto di venerdì 1 febbraio a Monfalcone, l’ensemble dedica parte della serata al repertorio russo: il delizioso Concerto in re di Igor Stravinskij, di impervia difficoltà tecnica per gli strumentisti ma fluido e accattivante nel suo svolgimento, apre la serata, mentre a chiusura del concerto è stato scelto l‘esuberante Preludio e Scherzo, op. 11 di Šostakovič. Il programma prevede anche due ulteriori pagine di notevole impatto sonoro: la trascrizione del quartetto beethoveniano Op. 95, firmata da Gustav Mahler e la versione per orchestra d’archi che il grande violista e direttore Yuri Bashmet ha lasciato del Trio di Alfred Šnitke. Rafal Blechacz (polacco, classe 1985) studia nelle scuole più prestigiose (tra cui quella di Rubinstein) e già nel periodo 1996-99 vince molti premi in diversi concorsi nazionali. Nel 2002 è secondo classificato Concorso in memoria di Artur Rubinstein (presso Bygdoszcz), e successivamente vince due premi internazionali in Giappone e Marocco. Ma è con il Primo Premio al Concorso Chopin di Varsavia (2005) che Blechacz consacra la sua meritata fama di giovane promessa del pianismo mondiale. Da allora il giovane interprete suona in recital e concerti in tutte le capitali musicali d’Europa e dell’Estremo Oriente (alla Sala della Filarmonica di Varsavia, alla Sala Čaikovskij del Conservatorio di Mosca con l’Orchestra Marjinsky diretta da Valery Gergiev, al Tonhalle di Zurigo, al Concertgebouw di Amsterdam, al Wigmore Hall di Londra …). La sua tecnica impeccabile, il suo indiscusso coraggio accompagnato da una forte personalità e da una grande intelligenza musicale e professionale, per nulla inficiate dalla giovane età, lo portano ad affrontare repertori complessi e multiformi come quello presentato a Monfalcone, mercoledì 6 febbraio. La Sonata K 311 di Mozart, alcuni numeri delle Estampes di Debussy e le Variazioni op. 3 di Szymanowski sono i brani in programma nella prima parte della serata. Ma particolarmente attesa è l’esecuzione dei Preludi op. 28 di Chopin: è proprio per le sue straordinarie letture chopiniane, infatti, che il giovane pianista è stato apprezzato per “il suo controllo, il nobile fraseggio, la capacità di smorzare una melodia senza affettazione”. I biglietti di tutti gli spettacoli e i concerti in cartellone possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 790 470, da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 19.00), Ticketpoint di Trieste, ERT-Ente Regionale Teatrale del FVG di Udine e, on line, sul sito http://www.greenticket.it/. Si ricorda che la Biglietteria del Teatro rimarrà chiusa nel pomeriggio di martedì 5 febbraio, per le manifestazioni del Carnevale monfalconese.

lunedì, gennaio 28, 2008

Il Four For Tango in concerto per la Fondazione Piccinni

Nella giornata di ieri è stato impegnato in due differenti, intensi concerti dedicati ad Astor Piazzola (Mar del Plata, 1921 – Buenos Aires, 1992) che tra l’altro racchiudevano il loro più recente prodotto discografico realizzato. Ricordo con piacere di aver presentato io stesso il precedente cd sempre in Vallisa a Bari (proprio come ieri) alla presenza significativa della vedova del grande musicista argentino, Laura Escalada e insieme ad alcuni autorevoli critici musicali come Ugo Sbisà (Gazzetta del Mezzogiorno) e Fiorella Sassanelli (la Repubblica). Fu una serata davvero bella ed indimenticabile. Come è noto - almeno ai tanti appassionati del grande bandoneonista argentino - i nonni di Piazzolla provenivano dalla Puglia ed esattamente da Trani. Anche ieri il Quartetto “Four For Tango” (Massimiliano Pitocco, bandoneón - Alessandro Valvassori, violino - Rosario Mastroserio, pianoforte – Giovanni Rinaldi, contrabbasso) ha dato prova di essere un ensemble che sa coinvolgere ed emozionare al massimo grado platee piccole e grandi. L’obiettivo del quartetto è da sempre l’approfondimento del repertorio dell’ormai mitico Astor, eseguito nel totale rispetto dello spirito viscerale racchiuso nel Tango e nella malinconica, talora struggente, verve dei temi. Si pensi, a tal proposito, a pagine ormai notissime come “Oblivion”, “Libertango”, “Adiós Noniño” entrate di prepotenza anche nei concerti della cosiddetta musica colta. Rispetto alla formazione precedente c’era ieri la novità dello strepitoso violinista Alessandro Valvassori, subentrato a Conti, e che si è perfettamente integrato nel già peraltro ben affiatato complesso. Nella serata di ieri sono stati proposti i lavori contenuti nel nuovo cd; pezzi di forte impatto timbrico ed espressivo, come ha rivelato nella sua lucida introduzione l’ottimo pianista dell'ensemble Rosario Mastroserio. Davvero esaltante mi è parsa soprattutto la parte centrale del concerto, una sorta di tetralogia dell’Angelo (Introduccion al àngel /Milonga del àngel /Muerte del àngel/ Resurrecciòn del àngel), dove la personalissima scrittura del Maestro argentino sa attingere - realizzandone geniale sintesi - ora agli slanci poetici di un Ravel, ora all’ aurea dimensione neoclassica di uno Stravinski, ora alla barbarica violenza percussiva di un Bartók. Nella seconda parte del concerto ancora brani celebri e meno celebri del compositore argentino, come “Revirado”, “Decarissimo”, “Contrabajissimo” e “Camorra I” a completare un vivido, seducente, accecante quadro stilistico di un microcosmo musicale che sa affascinare e trascinare l’ascoltatore in un ubriacante vortice di emozioni. Successo meritato.

Gabriele Ferro e il suo gradito ritorno sul podio dell'Orchestra Sinfonica di Bari

Erano pagine belle toste (il “Pulcinella” e la Suite dall’ “Uccello di fuoco”, entrambe di Igor Stravinski) quelle affrontate per il quarantennale, giovedì scorso, nel concerto tenutosi all’Auditorium della Guardia di Finanza dall’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, diretta dal primo direttore stabile della sua storia, Gabriele Ferro (nella foto). Eppure, tutto sommato, direi che è andata discretamente (a parte qualche comprensibile sbavatura nell’arduo Pulcinella). Merito, se vogliamo, di una bacchetta di valore, ma anche dell’impegno profuso dai professori d’orchestra; impegno che non manca mai, va detto, quando sono di fronte ad un direttore importante. E Ferro lo è diventato, tra l’altro senza sconti e faticosamente, impegnandosi moltissimo negli innumerevoli e intensi anni di carriera. Nell’ultimo decennio egli ha infatti ricoperto incarichi di sicuro prestigio in vari teatri italiani ed esteri, dirigendo orchestre come i Wiener Symphoniker, Bamberger Symphoniker e Cleveland, sino ai più recenti successi riportati in tournèe con l’Orchestra Giovanile Italiana (a proposito dell’OGI: quando sarà possibile ascoltarla finalmente anche a Bari?). Basterebbe del resto guardare la plastica naturalezza del gesto del Maestro: così essenziale e lucido, oltre alla capacità (sempre più rara al giorno d’oggi) di dirigere a memoria due complessi capolavori del Novecento come “Pulcinella” e l’ “Oiseau de Feu”. Validi i tre solisti vocali impegnati nel “Pulcinella”: il tenore Alexander Krawetz, il mezzosoprano Valeria Tornatore ed il baritono Andrea Martin. Nell’intervallo del concerto il Presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella (assente francamente non giustificato l’attuale direttore artistico dell’orchestra Marco Renzi) consegnando una targa ricordo a Ferro, ha dichiarato che d’accordo con il Sindaco di Bari, Michele Emiliano “si sta lavorando affinchè questa nostra grande orchestra possa presto diventare la compagine stabile della Fondazione Petruzzelli”. Un’altra notizia è quella – FINALMENTE - della pubblicazione del bando per la gara dei lavori di ristrutturazione dell’Auditorium “Nino Rota”. Ricevendo la targa, Gabriele Ferro si è dichiarato soddisfatto di essere tornato dopo diversi anni a dirigere un concerto dell’orchestra barese (“Rammento un’orchestra che all’epoca andava molto bene; oggi direi che dopo alti e bassi, ha ripreso a suonar bene.”) e ha tenuto a ricordare figure fondamentali per la città come il grande Nino Rota, il presidente della Provincia Matteo Fantasia e l’indimenticabile presidente del Conservatorio “Niccolò Piccinni” Vitantonio Barbanente. Altri tempi davvero… Ci fossero stati loro nelle stanze dei bottoni, probabilmente almeno l’Auditorium “Nino Rota” avrebbe ripreso da un bel pezzo a funzionare a pieno regime. Resta comunque la VERGOGNA (rimarcata più volte anche da personalità musicali di spicco come Riccardo Muti e Uto Ughi) di tutto il tempo inutilmente perso e soprattutto il danno enorme perpetrato all’Orchestra della Provincia, rimasta ben sedici anni senza una sala da concerto degna di tal nome costretta a girovagare nelle location più assurde. Per non parlare poi di almeno tre generazioni di giovani che non hanno mai potuto godere di un ascolto ideale e consapevole della Musica, costretti – come son stati - a transitare in questi lunghi sedici anni per alberghi, caserme, palasport e sale congressi pur di poter “apprezzare” le sinfonie di Mozart, Beethoven, Brahms, Ciaikovskij e di tanti altri…Chi mai li risarcirà del tempo perduto?

venerdì, gennaio 25, 2008

Il celebre pianista Grigory Sokolov suona a Fasanomusica

Ho appena letto l’ottimo articolo di presentazione (firmato sulle pagine pugliesi del quotidiano “la Repubblica” da Fiorella Sassanelli) dell’atteso recital che il grande pianista russo, Grigory Sokolov, terrà stasera a Fasano per la meritoria associazione Fasanomusica. Purtroppo, per motivi familiari, non potrò andarci. Non è la prima volta che il pianista russo - a detta di numerosi critici, tra i più insigni virtuosi del nostro tempo – mi sfugge. Non so nemmeno quanti altri anni dovrò poi aspettare per ascoltarlo una buona volta anche a Bari, invece dei soliti nomi che da anni circolano (sempre gli stessi) nelle stagioni concertistiche nostrane. D’altro canto, Sokolov è un artista schivo, adora “la quiete della campagna” e non ama gli smaglianti riflettori dello star system; di conseguenza, si concede assai di rado a giornali e giornalisti ed altrettanto poco incide dischi in studio. Quelle rare incisioni che sono disponibili sul mercato discografico costituiscono spesso il frutto di registrazioni live. Stasera al teatro Kennedy di Fasano (alle 21, info 080.4331092) suonerà un programma, almeno sulla carta, senza particolari ed originali sussulti. Due Sonate di Mozart (k.280 e K.332) e i 24 Préludes di Chopin. Poi ci saranno probabilmente gli immancabili bis. Come scrive Fiorella oggi su Repubblica, riprendendo, tra l’altro, una recensione del britannico Guardian ad un recente concerto: “Un recital di Sokolov è come una visione dall’epoca d’oro del pianismo russo. Tra una tecnica di ferro e la maturità del suo stile, emerso in giovanissima età, non c’è nulla che non lo riporti alle sue origini: Leningrado, la città in cui è nato 58 anni fa e nella quale si è formato, e Mosca. Aveva appena 16 anni quando la giuria del concorso Tchaikovsky gli assegnò all’unanimità la medaglia d’oro; quella giuria era presieduta da Emil Gilels, altro nome illustre del pianismo russo. A volerlo descrivere è un musicista praticamente perfetto. Dieci dita che gli consentono ogni cosa e una sensibilità che rivela all’ascolto il totale cromatico. Potendolo conoscere, si scopre una personalità vulcanica. E una grande generosità. A fine concerto, è capace di concedere una mezza dozzina di bis. L’ha già fatto, proprio a Fasano, due anni fa.”

"Gli auguri per i 40 anni dell'Orchestra della Provincia di Bari" di Gianvito Pugliese

"Illustre direttore, spero mi consentirà di esprimere pubblicamente sulla sua testata gli auguri ai componenti l’Orchestra di Bari per il quarantesimo compleanno dell’Istituzione barese. Auguri, dunque, Orchestra di Bari, o meglio “in bocca al lupo” – unico augurio nominabile che si usa in teatro - per il futuro. I quarant’anni sono un bel traguardo. Lo so, dal momento che sono alla guida della Fondazione Piccinni, la Fondazione com’è chiamata affettuosamente da baresi e pugliesi, che ha da poco compiuto il giro di boa dei settant’anni di vita. Lo ha ricordato Nicola Sbisà, la memoria storica della vita musicale barese e pugliese, nel suo articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno di presentazione dell’appuntamento all’auditorium della GdF: “A formare l’Orchestra barese ci pensò la Fondazione Concerti “Niccolò Piccinni” (che affidò la direzione artistica a Nino Rota). Le cose andarono più che bene, ma l’onere gestionale era troppo pesante per l’istituzione e dopo alcune stagioni l’orchestra si sciolse”. Furono anni memorabili. L’Orchestra Sinfonica di Bari, che nel ’54 assunse il nome di Orchestra Sinfonica della Fondazione Concerti “N. Piccinni”, accompagnò Arturo Benedetti Michelangeli, inaugurò un cartellone dell’Accademia Filarmonica Romana (fin da allora, la più importante società di concerti italiana), fu diretta da tutti i maggiori direttori dell’epoca. Nell’impossibilità di citarli tutti ricordo tra i tanti: Paul Hindemith, Lorin Maazel (giovanissimo e in viaggio di nozze), Goffredo Petrassi, Nino Rota. Igor Stravinski, annunciato, non poté dirigere: si ammalò e poco dopo il mondo lo perse. Pur bambino ricordo benissimo le interminabili discussioni tra Nino Rota e mio padre che lo assisteva ed a cui il M° Rota lasciò il testimone della direzione artistica nel 1958, dopo averla ricoperta dal 1950. Alla Fondazione lo volle il suo indimenticabile ed indimenticato Presidente: il prof. Michele D’Erasmo, l’uomo che volle fortemente Rota a Bari e, da presidente del Liceo Musicale, sfidò le ire del noto compositore Larotella, sostituendolo alla guida del liceo col giovane Rota. La Fondazione sapeva di non poter dare all’Orchestra la stabilità. Occorrevano più di sei mesi continuativi per alcuni anni e allora fu necessario passare la mano ad un ente pubblico capace di sostenere l’onere. Il passaggio non fu indolore, ma alla fine contano i risultati e l’Ico (Orchetra stabile sovvenzionata dallo Stato) Bari l’ha avuta. Un grazie all’impegno di Vitantonio Barbanente, che fu anche la mente e l’artefice principale di quell’Auditorium Nino Rota, vergognosamente chiuso pochi mesi dopo l’incendio doloso del teatro Petruzzelli. Altra vergogna incancellabile della Città: un incendio doloso senza mandanti e senza perché. Ma è giorno d’auguri. Ennio Triggiani, mio amico fraterno e compagno di liceo, anche lui alunno di Michele D’Erasmo, ha stabilizzato 58 professori, come ha ricordato Marco Renzi, direttore del nostro Conservatorio e direttore artistico dell’Orchestra della Provincia in un’intevista-articolo di Antonio Di Giacomo. Un bellissimo passo avanti. Ora forse è il caso che se ne faccia uno ulteriore. Per chi non lo sapesse (e fra i politici, la maggioranza assoluta) un’orchestra da camera è formata da 42-46 elementi. Una sinfonica da almeno 86. Allora, non è il caso di aggiungere una trentina di elementi stabili, magari con l’aiuto della ricca Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari? Auguri agli Orchestrali, prima di tutto, sono la forza viva di ogni orchestra. Quando sono ben guidati suonano bene a dispetto dell’organico anomalo. Metteteli in condizione di dare il meglio. Auguri a quanti si sono battuti in questi anni per difenderla e farla crescere e...Scusate se ieri non c’ero. Non sono stato invitato. Sarà stata colpa delle Poste italiane. Per rispetto non tanto di me stesso e del mio ruolo, ma di coloro che mi hanno preceduto e di cui sono erede – indegnamente, certo, ma lo sono - non potevo esserci, impormi non invitato. Ciò non toglie che dal profondo del cuore io auguri sinceramente all’Orchestra barese di raggiungere vette sempre più alte e credo che quell’augurio sia anche a nome di Michele D’Erasmo, Nino Rota e Filippo Pugliese (con Lina Loizzi) che gettarono quel seme che non potrà che dare frutti a dispetto delle piccole avversità e delle ancor più piccole meschinità di cui è costellata la vita di tutte le istituzioni che si rispettano e che hanno una storia. In bocca al lupo, dunque, signori professori d’orchestra!" Gianvito Pugliese (Presidente - Direttore Artistico della Fondazione Piccinni)

giovedì, gennaio 24, 2008

Una magica serata esplorando gli indimenticabili musical di Bernstein e Gershwin

Ci sono serate che non si vorrebbe mai smettere di ascoltare le stesse eterne canzoni, quelle che tutti noi portiamo, da sempre, nel cuore. Una di queste serate è stata senza dubbio quella di martedì scorso al Kursaal Santalucia di Bari. Di scena il Collegium Musicum, diretto con impeccabile aplomb da Rino Marrone.
In programma pagine come le suite dai musical “West Side Story” e “Peter Pan” di Leonard Bernstein e "The Great Songs" (the Man I Love”, “I loves You, Porgy”, “Embraceable You”) di George Gershwin.
“West Side Story” nella suite appositamente realizzata per il Collegium Musicum dal compositore Nicola Scardicchio alcuni anni or sono per un piccolo organico comprensivo di pianoforte, archi, fiati e percussioni, era pagina già nota e proposta agli assidui frequentatori di questi concerti. Scardicchio compie qui un eccellente lavoro di ripulitura e sintesi timbrica della frastagliata e al contempo smagliante scrittura di Bernstein, evidenziandone gli aspetti essenziali e la delicata malinconica cantabilità. Si ascoltino brani come “Maria”, “Somewhere” e “Tonight”, dove l’intimo sapore poetico può essere maggiormente apprezzato in una versione più raccolta e calibrata. Non meno godibile anche l’arrangiamento realizzato con bravura da Salvatore Campanale dei brani tratti dal musical “Peter Pan”, lavoro meno fortunato di Bernstein, come riferisce con esemplare chiarezza la musicologa (nonché ottima pianista) Angela Annese nel programma di sala.
Direi però che i momenti più intriganti della serata sono stati vissuti anche per merito della splendida voce di Marina Addante che ha ricamato con rara sensibilità d’artista ed eccellente tecnica vocale i due lavori di Bernstein e le tre sublimi Songs di Gershwin.
Il pubblico (finalmente più numeroso del solito) ha tributato alla cantante barese un successo tanto caloroso quanto meritato, “costringendo” Marrone ed il suo Collegium Musicum a fare ben volentieri gli...straordinari: bissata, in pratica, l’intera seconda parte del concerto.
Uscendo dal Kursaal, non si potevano non canticchiare, seppure a bassa voce, quelle stesse eterne canzoni, che chi ama la grande musica non può non portare sempre con sé, magari in un magico angoletto del proprio cuore.

Il Mefistofele del Massimo di Palermo domenica prossima va in diretta...nei cinema di mezzo mondo!

Sarà proprio il Mefistofele dal Teatro Massimo di Palermo ad inaugurare il grande progetto scaturito dalla collaborazione di due società italiane, Dynamic srl e Qubo srl con la società belga XDC del DDCinema (acronimo di Distribution of Digital Cinema) che porterà nelle sale cinematografiche digitali di tutto il mondo l’opera in diretta. Dopo i recenti esperimenti che si sono limitati solo a sale italiane e in differita, è questa la prima volta che l’opera viene diffusa su tutto il territorio europeo in una diretta via satellite in alta definizione da un teatro italiano. Sono oltre 100 le sale cinema digitali che hanno aderito alla diretta del 27 gennaio (ore 17.30): da Milano (ma anche Genova e Venezia) a Londra, Vienna, Bruxelles, Berlino, Locarno, Barcellona, Madrid, Lione, Parigi. Il Metropolitan di New York (primo ideatore del progetto) ha già raccolto con le sue dirette – una al mese – un enorme successo di critica e di pubblico in oltre 600 sale tra gli Stati Uniti, Europa e Asia. L’adesione è in continua crescita e alla fine del 2007 le ultime trasmissioni hanno totalizzato, tra diretta e differita del giorno dopo, la ragguardevole cifra di oltre 500.000 biglietti venduti. Si tratta, a mio parere, di un progetto straordinario che meriterebbe di essere messo subito "in rete" anche in altri siti e contenitori tecnologicamente avanzati. Letteralmente entusiasta del progetto ho subito contattato Francesca Ciurlo (Dynamic) ed Elena Rasori (Qubo srl) per chiedere alcuni dettagli dell'operazione. Per esempio, se anche a Bari, la mia città, sarebbe stato possibile "vedere" in un cinema il Mefistofele palermitano in diretta. La risposta è stata purtroppo negativa. Possibile, mi chiedo, che un multicinema all'avanguardia come il Galleria di Bari non abbia la strumentazione tecnologica adeguata per veicolare un evento del genere? Dovrebbero, a mio avviso, essere le stesse 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane (compresa quella del Petruzzelli di Bari) a prendere la palla al balzo per incoraggiare iniziative così ghiotte, le cui ricadute si preannunciano davvero importanti. Penso, in particolare, alla possibilità di promuovere ed incrementare soprattutto tra i giovani l’amore per la grande Musica. Dello splendido progetto italo-belga messo in piedi da Dynamic, Qubo e XDC se ne saprà di più nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Roma il prossimo 5 febbraio (alle 11.30) presso la sede della Stampa Estera.

mercoledì, gennaio 23, 2008

"Aiuto, aiuto, i Globolinks!" di Vittorio Catani

"Un Dvd musicale assolutamente insolito, una curiosità più unica che rara questo Aiuto! Aiuto! I Globolinks, che merita attenzione per più d’un motivo. Si tratta di un’opera — anzi un’operina — lirica (dura 71 minuti), di… fantascienza! E’ una messa in scena (in studio) filmata nel 1969, dopo la prima mondiale, data presso l’Opera di Stato di Amburgo (1968). “Un’opera per ragazzi” recita una didascalia nei titoli di testa, “e per chi abbia ancora un cuore giovane”. Autore della musica e del libretto Gian Carlo Menotti (1911-2007); cantata in tedesco con sottotitoli in italiano. Orchestra Filarmonica di Stato di Amburgo diretta da Matthias Kuntzsch; Coro dei Ragazzi della NDR, Balletto dell’Opera di Stato di Amburgo. Direttore generale Gian Carlo Menotti. Cantanti: Edith Mathis, Arlene Saunders, Raymond Wolansky, William Workman, Kurt Marschner, Ursula Boese, Franz Grundheber, Nöel Mangin. Dvd edito da ArtHaus Studio Musik, 2007; prezzo euro 21,90. E’ un lavoro in cui risalta l’eclettismo tipico del compositore nonché fondatore-direttore del prestigioso Festival dei Due Mondi. Tema dell’opera è l’invasione terrestre da parte dei Globolink, creature misteriose e maligne che al semplice tocco trasformano in Globolink gli esseri umani. Si scoprirà che contro simili esseri malvagi esiste un’unica arma: la musica. E sarà la musica, suonata da ragazzi e adulti, a salvarci; mentre non scamperà alla… “globolinkazione” il buffo e retrogrado direttore scolastico, nel finale trasformato (e deformato) in Globolink. Il tema dell’opera favorisce l’uso di sonorità d’ogni genere: musica elettronica, recitativi, “romanze” dalle linee quasi pucciniane, se non mozartiane. La storia si dipana con leggerezza fra humour e momenti drammatici in un’atmosfera che ci trasporta di peso (inevitabilmente, e un po’ nostalgicamente per alcuni) negli anni Sessanta, non solo per lo sperimentalismo musicale (qual era, a quei tempi, la musica elettronica), quanto per le particolari coloratissime scenografie e i costumi, che attingono felicemente all’astrattismo, all’informale e in genere alle avanguardie di quegli anni. Collaborarono infatti alla messinscena due nomi di rinomanza internazionale: l’architetto Nicolas Schöffer, considerato il padre dell’“arte cibernetica”, pittore, “scultore cinetico”, architetto, urbanista, musicista, e il costumista e coreografo Alwin Nikolais. In Italia Aiuto, aiuto, i Globolinks! fu trasmessa da Radio Rai nei lontani anni Sessanta. Da rimarcare, en passant, come il soggetto riecheggi curiosamente quello del contemporaneo film d’animazione Yellow Submarine (1968), nel quale i Beatles sconfiggevano con la loro musica i “Biechi Blu”. Una vera “chicca” per amatori, curiosi, musicofili e perfino appassionati di fantascienza. Dal cuore giovane, ovviamente." (Vittorio Catani)

L'Eurorchestra propone "Casa Schumann" allo Sheraton Nicolaus di Bari

Questa sera, alle 21.00, presso il Salone Congressi delle Sheraton Nicolaus di Bari, si terrà, in collaborazione con Ubi-Carime , il Concerto-Spettacolo dal titolo “Casa Schumann”, inserito nella VIII Stagione dell’Eurorchestra. Si tratta di un Concerto-Spettacolo, che non si avvale della partecipazione dell’orchestra barese, ma nasce principalmente come altri simili progetti che seguiranno, col desiderio di avvicinare il pubblico dell’EurOrchestra alla storia personale e alla umanità dei grandi musicisti di tutti i tempi, e persegue quindi una finalità artistica, storica e biografica. La rappresentazione teatralmusicale è ispirata alla vita matrimoniale dei compositori Robert e Clara Schumann, le cui voci saranno affidate agli attori Roberto Petruzzelli e Paola Martelli mentre le musiche saranno eseguite dai pianisti Angela Montemurro, Rosanna Giove, Carlo Gallo dal soprano Daniela Cera e dal violinista Michelangelo Lentini. I testi sono a cura della stessa Paola Martelli. Infotel. 080.5744559

martedì, gennaio 22, 2008

Stasera al Kursaal Santalucia il Collegium Musicum suona Gershwin e Bernstein

Sarà nel segno della grande musica di Leonard Bernstein e di George Gershwin la serata che propone oggi al Kursaal Santalucia di Bari il Collegium Musicum diretto da Rino Marrone. In programma infatti l'esecuzione della "Peter Pan Suite" di Bernstein, nell'arrangiamento curato da Salvatore Campanale e la celebre suite tratta da West Side Story sempre del grande Maestro americano. nella seconda parte, il noto ensemble barese eseguirà The Great Song di Gershwin nell'arrangiamento di Nicola Ventrella. Ospite del concerto tutto americano del Collegium sarà la brava vocalist barese Marina Addante (nella foto). Infotel:080.5246070 /080.5227986.

Il caso van Westerhout

Sabato 26 e Domenica 27 gennaio, presso l’omonimo Teatro di Mola di Bari giunge l’occasione per riscoprire e rivalutare adeguatamente Niccolò van Westerhout, importante e originale personalità della musica tardoromantica, pugliese di lontane origini fiamminghe, scomparso prematuramente nel 1898, nel pieno della suo cammino artistico: il suo è un caso di oblio del tutto immeritato data la bellezza e l’originalità della sua musica e la notevole fama che egli riuscì ad ottenere in vita. Il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli e l’AGIMUS di Mola di Bari hanno organizzato un’intensa due giorni ricca di letture, immagini, con l’intervento di autorevoli musicologi (tra gli altri Galliano Ciliberti, Pierfranco Moliterni, Alessandro Zignani), la presentazione del volume monografico “Un musicista crepuscolare. Niccolò van Westerhout”, edito da Florestano e, naturalmente, tanta musica. E’ grande la curiosità di riascoltare finalmente le pagine di questo autore: diverse esecuzioni si alterneranno, nel corso delle due giornate di studio (sabato 26 dalle ore 16.00, domenica 27 dalle 10 alle 13.00 e dalle 17.00) alle relazioni degli studiosi. Sono poi in programma due veri e propri attesi concerti serali: Sabato 26 con inizio alle 21, sarà possibile riscoprire composizioni pianistiche (la titanica Sonata in fa minore, eseguita da Domenico Di Leo) e cameristiche (una raffinata Romanza, ancora con Domenico Di Leo e Marcello Forte al violoncello, mentre una giovanile ma affascinante Sonata vedrà impegnati Giovanni Zonno, violino e Piero Rotolo, pianoforte). Domenica 27, con inizio alle 20.00, Piero Rotolo proporrà l’esecuzione degli “Insonnii” per pianoforte, forse la più interessante tra le composizioni di van Westerhout. Alle voci del tenore Nicola Sette e del soprano Viviana Manisco, accompagnati dal pianoforte di Domenico Di Leo è infine affidata una preziosa antologia di alcune tra le più belle liriche e romanze da camera. L’ingresso alle giornate di studio ed ai concerti è gratuito. Per ulteriori informazioni telefonare ai numeri: 368568412 - 3492856438 (Agimus) 0809303607 – 0804717091 - 3207237900 (Conservatorio “N. Rota”) - 0804733805 Teatro Comunale (Teatro “N. van Westerhout”) o scrivere a: a.g.i.mus@alice.it

lunedì, gennaio 21, 2008

L'Orchestra della Provincia di Bari (ancora senza "casa") compie quarant'anni

L’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari compie 40 anni. Un'occasione importante, che sarebbe stato sicuramente bello festeggiare all'interno dell'Auditorium "Nino Rota" (nella foto), magari ristrutturato e riaperto dopo ben 16 anni di chiusura. Ma questi sono solo...sogni. Giovedì 24 gennaio, infatti, alle ore 21.00 sarà invece l’Auditorium della Guardia di Finanza di Bari ad ospitare il concerto del quarantennale diretto per l’occasione dal Maestro Gabriele Ferro, primo direttore dell’Ico (i biglietti sono solo in prevendita al Box office della Feltrinelli Libri e Musica in via Melo, 119 a Bari. Info: 080.5240464). Sorta nel 1968, grazie alla sensibilità con cui l'Amministrazione Provinciale di Bari accolse le appassionate sollecitazioni del prof. Vitantonio Barbanente, Presidente del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, l'Orchestra di Bari, appena nata, fu, infatti, affidata alla direzione artistica del M° Gabriele Ferro, allora giovane docente di direzione orchestrale del Conservatorio barese diretto da Nino Rota. Solo tre anni dopo l’orchestra venne riconosciuta, dal Ministero dello Spettacolo, “formazione d’interesse nazionale” come Istituzione Concertistica Orchestrale (ICO). Il concerto per il quarantennale sarà interamente dedicato a due famose composizioni di Igor Stravinsky (1882 - 1971), “Pulcinella” e “L'Uccello di fuoco” e vedrà la partecipazione dei solisti Alexander Kravetz (basso), Valeria Tornatore (soprano) e Andrea Martin (baritono). Il concerto si apre con l’esecuzione de “L’Uccello di fuoco” suite dal balletto Op. 20: Introduzione; Preludio e danza dell’Uccello di fuoco; Variazioni - Pantomima I – l’Uccello di fuoco e il principe Ivan - Pantomima II - Scherzo: danza delle principesse - Pantomima III - Rondò – Danza infernale - Berceuse - Inno finale. Stravinsky ricavò ben tre suite dalle musiche scritte per la compagnia dei Balletti Russi di Parigi sulla leggenda dell’Uccello di Fuoco e le realizzò rispettivamente nel 1911, nel 1919 e nel 1945. Il tema del balletto gli fu ispirato dalle antiche leggende russe sulle avventure del principe Ivan Chzarevitch, ma, a ben vedere, anche dal “Gallo d'oro” di Rimsky Korsakov. La storia parte dalla cattura dell’uccello di fuoco, che però il principe libera immediatamente, ricevendone, in segno di gratitudine, la magica protezione. Con l’aiuto del volatile, il principe riesce persino a sconfiggere il gigante Katschei che, fra l’altro, teneva prigioniere ben tredici principesse. E sarà proprio una di loro a diventare la moglie del principe Ivan. Delle tre versioni realizzate dall’autore, l’ultima è anche la più ampia. Egli la realizzò sul canovaccio di quella del ‘19, a tutt’oggi la più popolare, ritoccandone però la strumentazione ed aggiungendovi anche due movimenti tratti dalla versione dell’11. Questa suite viene comunemente definita anche come “Ballett Suite”, poiché può essere impiegata anche per la messa in scena di una versione ridotta del balletto. Sarà, poi, la volta di “Pulcinella”, suite per piccola orchestra: Sinfonia / Serenata / Scherzino, Allegro, Andantino / Tarantella / Toccata / Gavotta con due variazioni / Duetto / Minuetto, Finale. Stravinsky compose “Pulcinella” fra il 1919 e il 1920 - e lo sottopose a una revisione trent'anni più tardi - dietro impulso del celebre impresario russo Diaghilev. Si trattava, infatti, di musica per un balletto che venne prodotto per la compagnia dei balletti russi di Parigi e venne rappresentato con le scene e i costumi di Pablo Picasso e le coreografie di Massine. In realtà, però, non si trattò di un vero e proprio lavoro di composizione, dal momento che Stravinsky utilizzò come canovaccio un manoscritto di Giovanni Battista Pergolesi rinvenuto a Napoli. La trama del balletto narra della popolare maschera napoletana e del suo successo con tutte le ragazze del quartiere. L'invidia degli altri giovani è tale da indurli a decidere di uccidere Pulcinella; questi finge di morire, mentre gli altri giovani indossano costumi simili al suo per sedurre le ragazze di Napoli. Benché scampato alla morte anche grazie a un sortilegio, Pulcinella è però incapace di nutrire un sentimento di vendetta nei confronti dei propri concittadini e finisce anzi per aiutarli a conquistare le rispettive fidanzate, finendo per sposarsi anch'egli con la bella Pimpenella.

venerdì, gennaio 18, 2008

La lettera di un professore pugliese pubblicata da Amadeus ci invita tutti ad una sacrosanta riflessione

Ieri pomeriggio sfogliando il numero di gennaio del mensile Amadeus (in foto la copertina) ho letto con piacevole sorpresa la lettera (riportata all’interno dell’editoriale firmato dal direttore responsabile Gaetano Santangelo) di un illuminato professore di Trinitapoli, Walter Frattarolo. Una lettera così bella che ho deciso di riportarvela (quasi) integralmente nel blog. Naturalmente aspetto nel merito commenti ed eventuali riflessioni. L’orecchio di Dioniso, infatti, come avete forse già notato, da questo nuovo anno darà ampio spazio ad interventi e recensioni esterne. Ecco la lettera: “Sono un vecchio lettore della rivista da Lei diretta e in questa occasione Le scrivo a nome e per conto della Preside, professoressa Anna Maria Trufini, dirigente scolastico della Scuola Media Statale “Garibaldi” di Trinitapoli (Foggia), ove io presto servizio come docente di matematica. Per dirLe che il collegio dei docenti della nostra scuola, perfettamente in linea con la visione della musica promossa dalla rivista Amadeus, ha deciso a stragrande maggioranza, per il presente anno scolastico 207/208, a titolo sperimentale, di devolvere per ogni classe, un’ora settimanale di lezione dall’insegnamento di matematica e scienze a quello di educazione musicale. Personalmente ho votato a favore, tenendo presente la capacità dello studio della musica di imprimere strutture d’ordine nelle menti dei ragazzi: questo è l’aspetto che privilegio, nella mia qualità di matematico. (…) il linguaggio musicale, con le sue varietà espressive, con la fantasmagoria di motivi che esprime, va letto, fin da giovane età, mediante un’educazione all’ascolto che diventa anche, automaticamente, educazione alla pazienza, alla socializzazione, alla riflessione, all’analisi, alla critica ed all’autocritica. E’ un esperienza educativa e formativa da non tralasciare, ma anzi da perseguire con tenacia e convinzione, allo scopo di forgiare i ragazzi nell’animo e nello spirito, per permettere loro di diventare uomini e donne maturi: gli uomini e le donne del nostro tempo. Dunque, infine, la scuola sia una scuola globale: di nozioni, di pensiero e di equilibrio interiore e sia capace di indurre verso quella dimensione sublime, che è propria dello spirito, e che, sola, può consentire ai ragazzi di comprendere senso e significato di ciò che studiano, approfondendone i contenuti ed estraendone l’essenza vitale. La musica serve mirabilmente a questo scopo, perché penetra le coscienze in modo dirompente e attinge i livelli più interiori, modificandoli qualitativamente e facendoli vibrare nella loro grana intima: è la cultura del mondo moderno che penetra con essa. Conosci te stesso: apprestare i mezzi per incamminarsi lungo questa via: questo il fine ultimo della scuola (…). La preside già lo scorso anno inviò richiesta alle autorità scolastiche della Regione Puglia e della Provincia di Foggia, di istituire, presso la nostra scuola, corsi di strumento musicale per pianoforte, violino, clarinetto e chitarra, tenendo presenti le domande pressanti di 37 famiglie di Trinitapoli(…) la risposta è stata negativa, data la mancanza di docenti di strumento musicale, per esaurimento delle graduatorie. L’esito negativo, tuttavia, non ci ha scoraggiati e abbiamo proceduto ugualmente, come corpo docente, a mettere in atto l’iniziativa di cui in apertura della presente lettera, in completo appoggio alla Preside.” Per quanto mi riguarda, aggiungo solo che mi sembra inverosimile che Regione Puglia e Provincia di Foggia abbiano dato risposta negativa alla sacrosanta richiesta di questa Scuola Media di Trinitapoli adducendo l’esaurimento delle graduatorie. La Puglia è piena di ottimi musicisti e docenti, non ancora di ruolo, che sono costretti a girare i conservatori italiani (da Bolzano a Vibo Valentia) alla ricerca di supplenze annuali; potrebbero essere pertanto utilissimi a molte scuole locali che vogliano aprirsi a laboratori e seminari musicali e di educazione all’ascolto. Diciamo pure, senza nasconderci dietro il classico dito, che sono invece i fondi finanziari a mancare sempre per la Cultura e la Musica, salvo quando è necessario farne utile strumento di propaganda politica, attraverso dispendiose “notti bianche” o becere feste di Capodanno in piazza: esaltazioni dell’effimero che cercano solo il cosiddetto consenso, non avendo pertanto nè finalità educative, nè tanto meno di arricchimento spirituale. Sono lieto che una rivista musicale, per giunta così autorevole, come Amadeus abbia ancora una volta dato la giusta visibilità ad una problematica (sociale e culturale prima che musicale) così sentita nella fattispecie in questa scuola di Trinitapoli, ma che ritengo, a ragione, sia avvertita anche in molte scuole medie e superiori italiane. L'Europa, almeno da questo punto di vista, è ancora lontana.

Sarà una regia grandiosa e provocatoria quella di Del Monaco per il Mefistofele di mercoledì al Massimo di Palermo

Mercoledì 23 gennaio il Teatro Massimo di Palermo inaugura la sua nuova Stagione di opere e balletti con il Mefistofele di Arrigo Boito. Si tratterà di una grandiosa e provocatoria produzione con la regia di Giancarlo Del Monaco della quale sarà realizzato anche un dvd in alta definizione dalla Dynamic. Alla guida dell’Orchestra del Teatro Massimo ci sarà il maestro Stefano Ranzani. Lo spettacolo con un cast vocale sulla carta di ottimo livello, vedrà tra i protagonisti Ferruccio Furlanetto, Giuseppe Filianoti e Dimitra Theodossiou – tutti debuttanti nei ruoli – e coinvolgerà oltre 400 persone, tra orchestra, coro, coro di voci bianche, corpo di ballo, comparse e interpreti. Il regista, coadiuvato dalle spettacolari scene di Carlo Centolavigna e dai ricchi e numerosi costumi di Maria Filippi, ha scelto di ambientare il mito della lotta fra il Bene e il Male nella contemporaneità, attingendo largamente, oltre che al realismo anni Trenta, al mondo dei media e del fumetto, passando dall’espressionismo tedesco alla Las Vegas degli anni Sessanta. Calendario: 23 e 26 gennaio ore 20.30; 24, 25, 29 e 30 gennaio ore 18.30; 27 gennaio ore 17.30. Infotel. numero verde: 800 907080.

mercoledì, gennaio 16, 2008

Caloroso successo per il Falstaff di Verdi in scena al Piccinni di Bari

“Non basterebbe un intero volume per illustrare quale fenomeno straordinario di maturazione, spirituale e tecnica, avvenga in Verdi durante la lunga pausa di raccoglimento che precede ognuna delle sue due ultime opere: “Otello” e “Falstaff”. Maturazione e non trasformazione (…), infatti il vecchio Adamo resta sempre lì, presente nell’uomo nuovo e se ne riconoscono agevolmente i tratti, se pure con segno mutato, con altro significato ed altra espressione.” (Massimo Mila, “L’Arte di Verdi”, Einaudi ed. 1980). Porre in apertura ad una recensione su un allestimento del Falstaff, come quello andato in scena a Bari ieri sera, un’autorevole citazione come questa, non deve apparire fuorviante, ma deve altresì aiutare chi legge a comprendere il senso dell’ultima opera verdiana, sintesi sublime di una parabola creativa davvero straordinaria come quella del Genio di Busseto, dove tutto è superbamente ricapitolato dall’alto di una saggezza senile immensa. La Fondazione Petruzzelli ne ha prodotto un allestimento importante, almeno sulla carta: un grande regista-musicista-musicologo come Roberto De Simone, un protagonista navigato e di riconosciuta fama internazionale come il basso Ruggero Raimondi, circondato da un buon cast vocale, un giovane e dotato direttore d’orchestra, Sebastian Lang-Lessing. Insomma, c’erano tutti, ma proprio tutti, gli ingredienti necessari per regalare al pubblico barese uno spettacolo indimenticabile. Ed invece così, almeno in parte, non è stato. Vuoi per l’epidemia influenzale devastante che ha messo a letto per alcuni giorni l’intera (o quasi) compagnia vocale, vuoi per le scelte, talune arbitrarie, di De Simone che hanno in me destato sorpresa, se non proprio stupore, soprattutto conoscendo il livello culturale del Maestro napoletano. Niente da dire sull’idea messa in pratica dallo scenografo Rubertelli di ricreare una struttura circolare, quale spazio allusivo tra il circo e il teatro elisabettiano. Del resto è Shakespeare la fonte del librettista Arrigo Boito e del compositore Verdi. Quello che non convince sono i riferimenti non contestualizzati ad un artista anglo-svizzero, a cavallo tra Sette e Ottocento, come Johann Heinrich Füssli per i pur belli e sgargianti costumi di Zaira De Vincentiis, gli inserimenti in palcoscenico di estemporanee gag clownesche citate da Totò e Charlie Chaplin, accanto ad ossessive quanto volgari allusioni falliche (dai grappoli di salsicce posti a mo’ di collana su Bardolfo alle esibizioni indescrivibili di spadini tra le gambe del Dottor Cajus e sacchi d’oro sventagliati ad altezza scroto dal “caro signor Fontana”), alle percussive tammurriate inventate e sonorizzate di sana pianta da De Simone nei cambi scena degli atti, ma che con Verdi francamente non c’entrano nulla. Tutto il resto ci può stare, è ben fatto e colorato e piace tanto, ma proprio tanto, al pubblico chic che affollava ieri sera la Prima al Teatro Piccinni. La direzione di Lang-Lessing è spigliata, leggera, lucida; solo che nei suoi tempi talora vertiginosi, i cantanti non sempre riescono ad andare a tempo tutti insieme. L’orchestra fa il suo con la consueta professionalità, salvo qualche sbandamento che ci può stare quando hai un golfo mistico inadeguato e almeno tre palchi adiacenti che ti servono per sistemare rispettivamente timpani, arpa, ottoni. Tutti aspettano l’imminente ritorno al Teatro Petruzzelli e lì sarà certo un’altra storia, per fortuna. Ma veniamo ai cantanti. Il grande Ruggero Raimondi, 67 anni portati splendidamente, parte maluccio e ahimè “raschia” subito un paio di acuti, ma poi per fortuna si riprende con raro mestiere. La sua è poi la recitazione di un cantante e di un attore di prim’ordine. La voce non sarà più quella d’un tempo, ma signori miei, c’è da togliersi il cappello di fronte alla classe cristallina, alla seducente naturalezza di questo straordinario artista. Degli altri, tutti più o meno malaticci o convalescenti, vi segnalo l’ottima prova di Paoletta Marrocu (Alice) e Luca Salsi (Ford), oltre al valido apporto, almeno scenico, della brava Elisabetta Fiorillo (Mr.s Quickly). Di egregio spessore anche i comprimari ed il coro della fondazione preparato dal maestro Franco Sebastiani. Sugli altri, non mi par proprio il caso di infierire. Riflessione finale: possibile che non si sia pensato di allertare possibili sostituti, visto che già da qualche giorno buona parte del cast era a letto “vittima di forti attacchi influenzali”, come ha detto testualmente la speaker del teatro Piccinni? Ho anche saputo che la prova generale di domenica scorsa, solitamente aperta ai ragazzi delle scuole, è stata addirittura blindata per i motivi anzidetti. E questo sì che è un vero, grande peccato. Quale occasione davvero unica di vedere ed ascoltare un Falstaff in teatro hanno perso questi giovani ?!

"Un nuovo Consiglio Accademico per il Conservatorio Piccinni di Bari. Salta l'atteso concerto all'Università La Sapienza di Roma" di Corrado Roselli

"Il 15 Gennaio 2008 alle ore 11, nella sala dell’organo del Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari, si è tenuta la conferenza-stampa per la presentazione del concerto che l’Orchestra della Classe di Esercitazioni Orchestrali, diretta dal m.° Francesco Lentini, avrebbe dovuto tenere a Roma il 17 gennaio prossimo per l’inaugurazione dell’Anno Accademico 2007-2008 dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Il concerto sarebbe dovuto essere in onore di Papa Benedetto XVI e del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Era anche prevista la diretta televisiva su Rai Uno, a partire dalle 10,30. Purtroppo, alcune ore dopo la conferenza-stampa, si è appreso, con grande rammarico, che il Pontefice ha declinato l’invito, a causa delle proteste, mosse contro il suo intervento, da parte di alcuni docenti e studenti de “La Sapienza”. A tal punto, nelle ultime ore, il Conservatorio di Bari ha deciso di non partecipare con la propria orchestra al concerto che è stato dunque, almeno per il momento, annullato. Una grande occasione perduta per i giovani allievi, che con grande entusiasmo avevano aderito alla prestigiosissima iniziativa dell’istituzione. Il Conservatorio barese - come ha sottolineato il direttore m.° Marco Renzi - era stato, infatti, invitato dalla Direzione Generale per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica del Ministero dell’Università e della Ricerca, “quale interprete della migliore tradizione italiana della musica, capace di ricercare l’eccellenza per la qualità dei suoi docenti ed il talento dei suoi studenti”. Nel corso della conferenza-stampa, il direttore ha inoltre presentato il neo-eletto Consiglio Accademico dei docenti del Conservatorio “Piccinni” per il triennio 2007-2010, composto dai seguenti membri: Ferrari Anacleto, Roselli Corrado, Cafagna Umberto, Francia Gianni, Bozzi Luigia, De Padova Gioacchino, Goffredo Gregorio, Monopoli Francesco, Buzzanca Giuseppe, Sciangalepore Nicoletta. Rappresentanti degli Studenti: Lamonaca Maria Rita, Perrone Rossella."(Corrado Roselli)

Domenica si presenta al Teatro Piccinni di Bari il nuovo libro di Alfonso Signorini sulla Callas

In occasione della chiusura della mostra Da Medea a Medea, dedicata alla grande Maria Callas ed organizzata in collaborazione con Classica (il canale musicale di SKY) e con il Teatro Alla Scala di Milano, la Fondazione Petruzzelli propone un appuntamento speciale in collaborazione con la Libreria Laterza di Bari. Domenica 20 Gennaio, alle 11.00, al teatro Piccinni, il giornalista Rai, Vito Bruno intervisterà Alfonso Signorini (nella foto), direttore responsabile della rivista “Chi”, autore del libro “Troppo fiera, troppo fragile. Il romanzo della Callas” (Edizioni Mondadori). Al termine della presentazione del volume sarà offerto un cocktail. L’ingresso è libero.

Lo splendido concerto di Leonardo Micucci, Nicola Fiorino e Francesco Basanisi in Vallisa

L'indubbio merito delle stagioni dell’Accademia dei Cameristi è quello di saper accostare in modo talora persino illuminante pagine musicali stimolanti, sia per la rarità delle loro esecuzioni, sia per l’indiscussa qualità degli interpreti che ne garantiscono letture di pregevole fattura. E’ stato il caso del concerto di lunedì scorso ascoltato nell’Auditorium Vallisa di Bari. In programma due trii di musicisti francesi del calibro di Ernest Chausson e Maurice Ravel. Il primo in sol minore op. 3, praticamente sconosciuto ai più, l’altro ben più celebre anche, ma non solo, per merito di una fortunata pellicola cinematografica di Claude Sautet (“Un cuore in inverno”) degli anni Novanta. A interpretare i due lavori tre giovani musicisti pugliesi decisamente bravi: il violinista Leonardo Micucci, il violoncellista Nicola Fiorino ed il pianista Francesco Basanisi. Si trattava di musica dal carattere espressivo, oltre che tecnico assai difficile da rendere. Chausson per esempio ha uno stile che richiama certo quello dei suoi maestri Massenet e Franck, ma non nasconde neppure una chiara predilezione per non dire adesione alla poetica wagneriana. Il suo trio in sol minore (1881) non ebbe all’epoca alcun successo. Ed è in effetti una pagina che pur non priva di fascino timbrico ed idee melodiche particolarmente interessanti, appare, almeno al primo ascolto, oltre che vasta nelle dimensioni, un po’ troppo prolissa nel suo puro svolgimento formale. Tutta un’altra storia per lo splendido Trio in la minore di Ravel del 1915, punta di diamante del rinnovamento linguistico in atto in quegli anni in ambito culturale e artistico-musicale. Capolavoro indiscusso di sintesi musicale e perfezione formale abilmente coniugate con una scrittura di appassionata densità “sinfonica”. I tre interpreti succitati hanno regalato di entrambi i lavori letture impeccabili, a tratti anche febbrili nella tensione ritmica e trascinanti nelle ardue escursioni dinamiche (soprattutto nel trio raveliano). Successo caloroso e meritato.

martedì, gennaio 15, 2008

Il Parsifal di Richard Wagner diretto da Daniele Gatti al Parco della Musica di Roma

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Coro di Voci Bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: Daniele Gatti (direttore), Evelyn Herlitzius (Kundry), Detlef Roth (Amfortas), Lucio Gallo (Klingsor), Georg Zeppenfeld (Gurnemanz), Jaco Huijpen (Titurel). Richard Wagner: Parsifal (in forma di concerto), 19 gennaio, alle ore 17.00, con repliche il 21 ed il 23 gennaio alle 18.00. Auditorium Parco della Musica, Sala S.Cecilia - Roma. Ultimo inestimabile capolavoro di Wagner, iniziato in più riprese ma concluso soltanto nel 1882, un anno prima della scomparsa del suo autore, il Parsifal è esattamente quello che recita il suo sottotitolo: un "Bühnenweihfestspiel", ovvero una "Sacra rappresentazione teatrale". A Bayreuth, tempio per eccellenza del teatro wagneriano, è buona tradizione non applaudire alla fine del Primo Atto, come al termine della Messa. Dalla lettura del Parzival di Wolfram von Eschenbach nel 1845, e dopo l'incontro con Schopenhauer e con le filosofie orientali nel 1854, il "Puro folle" e la Ricerca del Graal non abbandonarono più la mente creativa di Wagner. Dopo la prima rappresentazione a Bayreuth, diretta dall'ebreo Hermann Levi, per timore che Parsifal diventasse un qualunque spettacolo d'opera destinato al divertimento di un pubblico mondano e superficiale, Wagner ne proibì l'esecuzione in altri teatri. Salvo rare eccezioni il veto perdurò per 20 anni. Fu solo il 31 dicembre 1912, a Barcellona, che ebbe luogo la prima esecuzione autorizzata in un teatro straniero, e in soli due anni Parsifal fu rappresentato in oltre 50 teatri d'opera europei. Anche senza l'aiuto di elementi scenici il pubblico dell'Accademia di Santa Cecilia resterà incantato dalla luce irradiata da una partitura così complessa e trascinante. Sul podio, l'esperta bacchetta wagneriana di Daniele Gatti (nella foto), che l'estate prossima debutterà proprio con Parsifal nell'inaugurazione del Festival Wagneriano di Bayreuth e un pregiato cast di cantanti, il giovane e lanciatissimo tenore Simone O' Neill, il soprano Evelyn Herlitzius, reduce dai trionfi come Lady Macbeth di Schostakovich alla Scala nonché massima interprete della seducente Kundry e Detlef Roth che il pubblico ha già avuto modo di apprezzare nel Tannhäuser a Santa Cecilia. Dopo il successo dell'iniziativa attuata in occasione del Guillaume Tell di Rossini si è pensato - per rendere ancora più piacevoli i due intervalli da 25 minuti ciascuno del Parsifal - di offrire la possibilità di consumare un piccolo spuntino dedicato ai "Sapori Wagneriani". Il piccolo Menu in un pratico Lunchbox comprendente anche una bottiglietta d'acqua, propone l'assaggio di quattro caratteristici sandwich. I dettagli e il modulo di prenotazione dei Sapori Wagneriani sono disponibili sul website dell'Accademia: http://www.santacecilia.it/

La Bottega dell'Armonia: la gioia di far musica insieme!

Il 16 gennaio p.v. alle ore 20,30 avrà luogo presso l’Auditorium Diocesano “La Vallisa” il secondo concerto della stagione organizzata dalla Associazione “La Bottega dell’Armonia” che vedrà impegnato il coro gospel “The Hope Jubilee Singers” accompagnato al pianoforte da Fabio Calabrese e diretto da Bepi Speranza. Il programma prevede l’esecuzione di noti brani tratti dal repertorio gospel, spiritual, blues e jubilee. Il Coro Gospel “The Hope Jubilee Singers” è un complesso corale nato nel 1996 nell’ambito di un laboratorio musicale organizzato dall’ITS Romanazzi di Bari. E’ attualmente composto da giovani coristi appassionati cultori del repertorio spiritual, gospel, blues e jubilee. In questi anni il complesso si è esibito in vari luoghi della nostra regione, vantando numerose partecipazioni a manifestazioni di interesse locale e non. La sua prima apparizione risale al 1998 per la XIII edizione del Festival Times Zones all’interno del coro dei Popol Vuh. Successivamente si è esibito per “il Coretto”, la Fondazione “N. Piccinni”, l’Arcidiocesi di Bari – Bitonto, Jazz in Festa 2001, il Politecnico di Bari. The Hope Jubilee Singers ha inciso un CD di prossima pubblicazione.

lunedì, gennaio 14, 2008

L'OSN della Rai celebra Elliott Carter

Nel terzo concerto di Rai NuovaMusica, venerdì 18 gennaio 2008 alle 20.30 con ingresso libero, tornano sul palco dell'Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino due eccezionali musicisti, da sempre legati a Elliott Carter: Charles Rosen (insieme al compositore americano nella foto), pianista e musicologo, e Fred Sherry, violoncellista. Con loro il direttore d'orchestra francese Pierre-André Valade, specialista nel repertorio contemporaneo, che ha già diretto con successo l'Orchestra della Rai nel concerto di chiusura dell'ultima Biennale Musica a Venezia e in Francia, al Festival Manca 2007. In programma due somme pagine di Elliott Carter: il Concerto per violoncello e orchestra, proposto in prima esecuzione italiana, composto nel 2000 ed eseguito per la prima volta alla Chicago Symphony Hall il 27 settembre 2001 con Yo-Yo Ma al violoncello e Daniel Barenboim sul podio, e Dialogues, per pianoforte e orchestra da camera, composto nel 2003 ed eseguito per la prima volta il 23 gennaio 2004 a Londra, presso la Quenn Elizabeth Hall. Accanto a Carter due tra suoi riferimenti estetici e culturali più importanti: Igor Stravinskij, con la Sinfonia in tre movimenti del 1945, e Chales Ives, con "Three Places in New England", composto e riveduto più volte tra il 1903 e il 1935.

Nuovi incontri oggi e domani sul Falstaff a Bari

Come già avvenuto a Casa Giannini, riprendono anche alla Libreria Laterza di Bari ed alla Facolta di Lettere e Filosofia dell'Università di Bari gli incontri organizzati dalla Fondazione Petruzzelli per la stagione lirica. Oggi pomeriggio, alle 18.30, nella storica libreria barese il musicologo Michele Girardi ed il sovrintendente della fondazione Giandomenico Vaccari, moderati da Dinko Fabris, parleranno del Falstaff di Verdi che andrà in scena domani sera al Teatro Piccinni. Domani mattina, alle 11.30, sullo stesso argomento, presso l'aula 2 della Facoltà di Lettere e Filosofia interverranno il regista dell'allestimento Roberto De Simone (nella foto), il critico teatrale Pasquale Bellini ed il musicologo Pierfranco Moliterni.

venerdì, gennaio 11, 2008

Le Scene dal Faust di Robert Schumann inaugurano la stagione lirica del Teatro Regio di Parma

Si apre ufficialmente domenica 13 gennaio (con repliche i giorni 16 / 20 / 23 / 26 gennaio) la stagione lirica 2008 dello storico Teatro Regio di Parma. Un’apertura che il Sovrintendente Mauro Meli, insieme al suo direttore musicale Bruno Bartoletti, hanno inteso dedicare all’Oratorio in tre parti “Szenen Aus Goethes Faust” (Scene dal Faust di Goethe) di Robert Schumann, di cui appena un paio d’anni fa si son celebrati i 150 anni della scomparsa. Una scelta per palati raffinati, la cui peculiarità nella presente fattispecie consiste nel fatto che si tratti d’esecuzione in forma scenica (in prima italiana) dell’incompiuto capolavoro del compositore tedesco. Regia, scene, costumi e luci sono affidate al noto regista argentino Hugo De Ana. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Parma (quest’ultimo preparato da martino Faggiani) sono guidati da Donato Renzetti. Tra gli interpreti vocali vi segnalo le significative presenze di Markus Werba (Faust /Pater Seraphicus /Doctor Marianus), Daniela Bruera (Gretchen / Una poenitentium), Michele Pertusi (Mephistopheles /Pater Profundis /Böser Geist) e Desirée Rancatore (Sorge / Martha). La stagione lirica del Regio proseguirà poi con il “Porgy and Bess” di George Gershwin (13 febbraio), il “Così fan tutte” di Mozart (20 marzo) e la Bohème di Puccini (18 aprile). Maggiori informazioni e dettagli sulla stagione lirica, ma anche sul ricco cartellone di appuntamenti di quest’anno con la musica sinfonica e i balletti della Fondazione parmigiana, li potete tranquillamente trovare sul suo eccellente sito web. Una serata d’opera al Regio merita senz’altro un viaggio. Parafrasando un celeberrimo detto: “Parma val bene una messa”. Date retta a chi l’ha fatto di recente.

La stagione fiesolana dei Concerti degli Amici 2008

La stagione dei Concerti degli Amici 2008 continua la linea che la connota nel panorama dell’offerta musicale: protagonisti sono appunti gli ‘amici’ della Scuola. Docenti, ex-allievi, musicisti che si riconoscono e condividono il suo progetto didattico, che hanno partecipato e partecipano al suo percorso artistico in una continuità di intelligenze, intenzioni, esiti musicali. Il concerto in onore degli ottantotto anni di Piero Farulli inaugura la stagione il 13 gennaio alle ore 11.30 in Auditorium Sinopoli: interpreti il Quartetto d’archi di Torino assieme ad Andrea Nannoni. Verranno eseguiti il Quartetto in Mi bemolle Maggiore "Le Arpe" Op. 74 di Ludwig van Beethoven e il Quintetto in Do Maggiore per due violini, viola e due violoncelli op. posth. 163 di F. Schubert, due opere particolarmente care a questo grande protagonista del magico mondo della musica. Il 17 febbraio alle ore 11 in Auditorium Sinopoli si terrà un concerto dei Maestri di Fiesole con degli interpreti davvero straordinari: verrà eseguito il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen con Andrea Lucchesini (pianoforte), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Oleksandr Semchuk (violino), Mario Brunello (violoncello) e Sandro Cappelletto (voce narrante). Da venerdì 22 a domenica 24 febbraio con il Fiesole Laboratorio Ensemble la Scuola si apre a tutta la cittadinanza: per non lasciare nessuno escluso dal mondo della musica da camera si è deciso non solo di aprire alla città le vere e proprie esecuzioni concertistiche, ma anche di far partecipare il pubblico al momento più segreto: quello alchemico della lezione. Sarà una vera sagra: dal quartetto d’archi alla musica da camera con pianoforte fino alla musica per fiati e a quella antica. Oltre alla classi di base della Scuola saranno protagonisti gli allievi delle corsi di perfezionamento della classe di Quartetto di Piero Farulli, Andrea Nannoni, Milan Škampa e di pianoforte di Maria Tipo e Pietro De Maria. Francesco Dillon, violoncellista del Quartetto Prometeo, il sabato dalle ore 15 alle 18 terrà un seminario sull’interpretazione della musica contemporanea che culminerà alle 18.30 nell’esecuzione della Serenata per un satellite di B. Maderna e di In C di T. Riley; mentre il violino e la viola del Quartetto Kuss, Oliver Wille e William Coleman, terranno un seminario aperto a partire da venerdì pomeriggio (dalle 15 alle 19) che avrà la sua conclusione nella maratona della domenica. Evento della giornata conclusiva sarà l’inaugurazione del nuovo pianoforte Steinway donato dalla Cassa di Risparmio di Firenze con esecuzioni a quattro mani dei Valse noble di F. Schubert degli allievi delle classi di perfezionamento di Maria Tipo e Pietro De Maria, (la mattina a partire dalle 10.00 fino alle 14.00 in Auditorium Sinopoli.) Giovedì 28 febbraio alle 21.00 –in luogo da definire-, sarà l’occasione per mostrare i frutti di una nuova esperienza varata dalla Scuola: l’Accademia dell’Orchestra Giovanile Italiana. Purtroppo non tutti gli allievi che si presentano alle selezioni dell’Orchestra Giovanile Italiana possono avervi accesso. Si è deciso perciò di riservare, grazie ai contributi regionali del Fondo Sociale Europeo dedicati ai progetti interregionali, un’iniziativa specifica per quei giovani strumentisti ad arco talentuosi, ma ancora privi del bagaglio tecnico indispensabile. Dopo un anno di Accademia con particolare attenzione allo studio individuale e alla musica da camera i quindici archi avranno libero accesso all’esperienza preziosa dell’Orchestra Giovanile Italiana. Nell’ambito del Progetto Interregionale Orchestra gli allievi dell’Accademia si uniranno all’Orchestra Sinfonica della Valle d’Aosta per debuttare il 26 febbraio alle 21.00 al Teatro Giacosa di Aosta per un concerto con la prima esecuzione mondiale del Venaria Concerto di M. Nyman. Completeranno la serata estratti dalla colonna sonora del film I giardini di Compton House sempre di Nyman e il poema sinfonico di M. de Falla Nuits dans les jardins d’Espagne, per pianoforte e orchestra. Dirigerà Edoardo Rosadini, ospite d’eccezione della serata il pianista Emanuele Arciuli interprete di riferimento per la musica dei nostri tempi e dedicatario dell’opera di Nyman. Domenica 9 marzo alle 11 in Auditorium Sinopoli si terrà il concerto dei migliori quartetti allievi della XIII Accademia Europea del Quartetto, che si svolgerà da lunedì 3 a sabato 8 marzo con le lezioni di maestri come Hatto Beyerle del Quartetto Alban Berg Milan Škampa dello Smetana e Peter Cropper del Lindsay. Sarà l’occasione per apprezzare la qualità dei migliori quartetti di giovani a livello europeo. Domenica 16 marzo –stesso orario e luogo- torna il Quartetto Prometeo, uno dei migliori ensemble italiani uscito dalla grande scuola di Piero Farulli, che proporrà il Quartetto n. 3 di A. Schnittke e il Quartetto in Fa Maggiore op. 59 n. 1 di L. van Beethoven. Giovedì 13 e venerdì 14 marzo -alle 21.00- sarà ospitato il Concerto di Pasqua rispettivamente nella Cattedrale di Fiesole e nella Basilica di San Salvatore al Monte, con un programma dedicato alle suggestive pagine del raro Stabat mater di F.J. Haydn con interpreti la Schola Cantorum F. Landini - curata da Fabio Lombardo - e l’Orchestra V. Galilei con la direzione di Nicola Paszkowski. Sabato 29 marzo alle 18.00 in Auditorium Sinopoli si terrà il Premio Walter Boccaccini: gli strumenti dell’orchestra quest’anno assegnato a William Esteban Chiquito Henao violinista colombiano mirabile spalla dell’Orchestra Giovanile Italiana. Con la collaborazione del pianista Marco Giliberti, Chiquito eseguirà la Sonata per violino e pianoforte in Mi bemolle maggiore Kv 380 di W.A. Mozart, la Sonata in Mi bemolle op. 12 n. 3 di L. Van Beethoven, le Cinque melodie per violino e pianoforte di S. Prokof’ev, la Sonata n. 3 per violino solo di E. Ysaÿe e la Sonata per violino e pianoforte di M. Ravel, un programma di grande impegno sia espressivo che tecnico per far risaltare al meglio tutte le doti del giovane violinista della impareggiabile scuola di Pavel Vernikov. Venerdì 2 maggio alle 21.00 presso la Biblioteca del Museo di San Marco -aperta in via straordinaria grazie alla collaborazione della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino e del Museo di S. Marco- torna dopo quasi dieci anni di uno dei più grandi clavicembalisti del nostro tempo Gustav Leonhardt. Il musicista olandese proporrà una raffinatissima scelta di musiche comprendente composizioni di autori come H. Purcell, J.H. d’Anglebert e C. B. Balbastre, etc. Lunedì 12 maggio alle 21.00 si concluderà il corso di direzione d’orchestra –cattedra Ente Cassa di Risparmio di Firenze- tenuto da Gabriele Ferro con un concerto al Teatro Puccini di Firenze. Protagonisti saranno i migliori allievi del corso a capo dell’Orchestra V. Galilei. Ingresso: intero 5 euro, ridotto 2 euro. Per ulteriori informazioni: 055/597851 oppure http://www.scuolamusica.fiesole.fi.it/

giovedì, gennaio 10, 2008

Lunedì in Vallisa a Bari e martedì ad Andria i raffinati Trii di Chausson e Ravel riletti dai Cameristi

Raffinato appuntamento con la musica francese di Chausson e Ravel, lunedì 14 gennaio presso l'auditorium Vallisa di Bari nell'ambito della stagione dell'Accademia dei Cameristi. Dopo la risposta poco confortante di pubblico (a dispetto peraltro di un ottimo concerto, come quello tenuto il 17 dicembre scorso da Diego Romano e Laura De Fusco) è cambiata l'ora di inizio: non più alle 18.30, ma alle 20.00. Interpreti dei due Trii per violino, violoncello e pianoforte di Chausson e Ravel saranno Leonardo Micucci (violino), Nicola Fiorino (nella foto, violoncello) e Francesco Basanisi (pianoforte). Il concerto sarà replicato martedì 15 gennaio (alle 19.30) nella parallela stagione che i Cameristi hanno organizzato presso l'auditorium della scuola media "P.Cafaro" di Andria. naturalmente collegandovi al sito dell'associazione: http://www.accademiadeicameristi.com/ troverete nel dettaglio tutte le informazioni su entrambe le stagioni.

La celebre pianista Angela Hewitt interpreta il "Clavicembalo ben temperato" del sommo Bach

La Stagione di Musica del Comunale di Monfalcone saluta il nuovo anno con l’atteso concerto di Angela Hewitt (nella foto): mercoledì 16 gennaio 2008, alle ore 20.45, la grande pianista termina, con l’eleganza e l’ineguagliabile tocco di sempre, la lettura del Secondo Libro del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach - avviata nel corso della precedente stagione monfalconese - e propone, a conclusione del concerto, la poetica Suite francese n. 5 ancora tratta dal repertorio bachiano. Dopo la strabiliante interpretazione delle precedenti parti del grande capolavoro di Bach, la lettura del Clavicembalo ben temperato da parte di Angela Hewitt, considerata “la principale interprete di Bach” (The Guardian) e “niente di meno che la pianista che caratterizzerà le esibizioni di Bach negli anni a venire” (Stereophile), giunge a conclusione. Il repertorio concertistico della Hewitt è vasto ed articolato, ma è proprio al Clavicembalo ben temperato che la grande artista sta dedicando l’intera stagione 2007/2008, lasciando testimonianze e interpretazioni indimenticabili nelle più grandi città del mondo, tra cui Londra (Royal Festival Hall), New York (Carnegie Hall), Los Angeles e tantissime altre. Inoltre ha recentemente registrato le Sonate per viola da gamba di Bach, con Daniel Mueller-Schott, mentre nel prossimo 2008 Hyperion pubblicherà uno speciale DVD di un recital-lezione delle sue interpretazioni bachiane. L’attività di solista e camerista di Angela Hewitt continua anche con altri repertori nelle sale più importanti (Carnegie Hall e Queen Elizabeth Hall, Concertgebouw, Lincoln Center …) e con le migliori orchestre (ha registrato con molti mesi di anticipo il tutto esaurito per i recital al Wigmore Hall e al Royal Festival Hall di Londra), così come prosegue il suo Trasimeno Festival, mentre si arricchisce anche il carnet dei premi per la sua prestigiosissima attività discografica. Il Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach costituisce un monumento fondamentale e rivoluzionario per la storia della musica e consacra definitivamente e formalmente l’attuale sistema di scale maggiori e minori oggi imprescindibile per tutta la musica occidentale. La grandezza della costruzione, la precisione contrappuntistica, la perfetta architettura rendono quest’opera una sorta di trattato universale che concilia la modernità dell’impianto teorico con l’apice dell’affinamento delle tecniche contrappuntistiche secentesche. A chiudere il concerto la quinta delle sei Suites francesi, per lo più raccolte nel Klavierbüchlein del 1722, che presenta una serie di movimenti di danza, articolati secondo un andamento semplice e scorrevole: un ricchissimo fraseggio, grandi varietà ritmica e ricerca timbrica, una conduzione melodica ora dolce ora frizzante, un’atmosfera di grande naturalezza caratterizzano, analogamente agli altri cinque numeri, la Suite in programma. I biglietti di tutti gli spettacoli e i concerti in cartellone possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 19.00), Ticketpoint di Trieste, ERT-Ente Regionale Teatrale del FVG di Udine e, on line, sul sito www.greenticket.it.

mercoledì, gennaio 09, 2008

I primi incontri con la musica del 2008 a Casa Giannini

Ecco il calendario dei prossimi "INCONTRI CON LA MUSICA", tutti alle 18.30, organizzati a Casa Giannini (Via Sparano, 172 BARI – Infotel. 080.524.68.64.) : "PERCORSI D'OPERA" -Letture musicali delle Opere in cartellone a cura di Detty Bozzi, in collaborazione con la Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli: Venerdì 11 gennaio, "FALSTAFF" di Giuseppe Verdi, con Angela Annese, Emilia Miscenà e Nicola Scardicchio;Venerdì 8 febbraio, "MADAMA BUTTERFLY" di Giacomo Puccini, con Andrea Marena, Angela Annese e Nicola Scardicchio;Venerdì 28 marzo, "GIRO DI VITE" di Benjamin Britten, con Angela Annese e Nicola Scardicchio."INCONTRI CON I PROTAGONISTI": Dinko Fabris presenta, giovedì 31 gennaio, il CD del compositore Vito Palumbo, edito da RAI Trade, e mercoledì 9 aprile terrà una conversazione con il violinista Franco Mezzena sul musicista Giambattista Viotti."PARLIAMO DI JAZZ":Martedì 19 febbraio, Note di Ugo Sbisà sul Pianoforte jazz con Davide Santorsola;Mercoledì 30 gennaio, Note di Nicola Gaeta sulla Chitarra jazz con Guido Di Leone, Onofrio Paciulli e Andrea Gallo; Mercoledì 12 marzo, Note di Fabrizio Versienti sul Canto jazz con Paola Arnesano e l'Otium Jazz Quartet."IL FANTASMA DEL DIRETTORE": Mercoledì 20 febbraio, ultima conversazione con Alessandro Zignani sul ruolo e il rapporto del Direttore con la sua orchestra."RIFLESSIONI E DIBATTITO SULL'IMPORTANZA DELLA MUSICA NELLA SCUOLA": Giovedì 13 marzo "IL RESPIRO E' GIA' CANTO"; Giovedì 17 aprile "IL CORO E' PROMOSSO". Gli incontri sono tutti ad ingresso libero.

Il grande pianista e musicologo americano Charles Rosen "racconta" il compositore Elliott Carter a Torino

Giovedì 10 gennaio 2008, ore 16.00 - Sala lauree della Facoltà di Scienze della Formazione, Palazzo Nuovo, via S. Ottavio 20, Torino - Ingresso libero / Incontro con Charles Rosen -
"The Sense of Time in the Music of Elliott Carter", In collaborazione con l’Università degli Studi di Torino. Charles Rosen (biografia): "Pianista e musicologo tra i più apprezzati del nostro tempo, è nato a New York; a undici anni ha lasciato la Juilliard School, per studiare con Moriz Rosenthal, allievo di Liszt, e con sua moglie, Hedwig Kanner, allieva di Leschetizky. Si è in seguito laureato e addottorato a Princeton, e ha studiato Letteratura Francese a Parigi con una borsa di studio Fulbright. Nel 1951 ha debuttato a New York e ha inciso per la prima volta nella storia le Etudes di Debussy. Ha insegnato ad Harvard, nelle Università di Chicago, a Oxford e in California. Tra i riconoscimenti ricevuti la Medaglia «James Madison» dell’Università di Princeton, una laurea ad honorem dell’Università di Cambridge e la medaglia «George Peabody» per meriti speciali nel campo musicale del Peabody Institute dell’Università «John Hopkins». Tra i suoi libri più noti Lo Stile Classico (National Book Award for Arts and Letters), Le Forme Sonata (nomination per il Premio Pulitzer), La Generazione Romantica (premio «»Kinkeldey» da parte dell'American Musicological Society), Critical Entertainments, Poeti, Critici e Altri Folli Romantici (Premio «Truman Capote» per la Critica Letteraria). Le ultime stagioni lo hanno visto impegnato in un recital con conferenza dal titolo Chopin: un radicale romantico e un conservatore reazionario presso il Lincoln Center di New York, un programma in tre anni con l'integrale delle Sonate di Beethoven al Festival Pontino in Italia; recital a Copenhagen, Firenze, l'Aia, Helsinki, Londra, Milano, Napoli, Palermo, Parigi, Filadelfia e Toronto, oltre a tre programmi dedicati alla musica di Chopin per la BBC e cinque programmi per la Radio Francese. Tiene regolarmente conferenze all'Università di Oxford, la Library of Congress, la Public Library di New York, la Yale University e la Stanford University. Molte delle sue registrazioni sono state ripubblicate in CD, tra cui le Variazioni Diabelli di Beethoven per Carlton, incisione che ha ricevuto una nomination per il Grammy. Ha inciso Sonata e Night Fantasies di Elliott Carter per Bridge Records, le Variazioni Goldberg e L'Arte della Fuga di Bach le ultime sei Sonate di Beethoven per Sony Classical. Importanti compositori del ventesimo secolo lo hanno invitato ad incidere le loro opere: tra questi, Stravinskij, Pierre Boulez e Elliott Carter. Ha anche collaborato alla registrazione dell’integrale delle opere per pianoforte, vocali e cameristiche di Anton Webern insieme a Isaac Stern, Heather Harper e Gregor Piatigorsky."

Martedì prossimo al Teatro Piccinni di Bari la Prima del Falstaff di Verdi

Secondo appuntamento per la Stagione d’Opera della Fondazione Petruzzelli che Martedì 15 Gennaio, alle 20.30 (In replica venerdì 18 gennaio alle 20.30 e domenica 20 gennaio alle 17.00 Info: Botteghino Teatro Piccinni: 080.521.24.84 /website http://www.fondazionepetruzzelli.it/) al teatro Piccinni di Bari, presenta la prima del Falstaff, uno dei massimi capolavori operistici di Giuseppe Verdi. La regia sarà firmata dal grande Roberto De Simone, sui bozzetti di scena di Nicola Rubertelli e i costumi di Zaira De Vincentiis. A dar vita poi alla rappresentazione scenica ci saranno il celebre basso Ruggero Raimondi (nella foto di Vito Mastrolonardo, Falstaff), Paoletta Marrocu (Alice), Luca Salsi (Ford), Elisabetta Fiorillo (Mrs Quickly), Antonio Gandia (Fenton), Roberta Canzian (Nanetta), Luca Casalin (Dr Cajus), Stefano Pisani (Bardolfo), Antonio De Gobbi (Pistola), Marianna Cappellani (Meg). Dirigerà l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, il maestro Sebastian Lang-Lessing, mentre il coro della Fondazione Petruzzelli sarà preparato dal maestro Franco Sebastiani.

martedì, gennaio 08, 2008

I sogni d'inverno ciaikovskiani viaggiano felici da San Pietroburgo ad Acquaviva delle Fonti

Qualche sera fa ha suonato a Lecce. Ieri per ascoltarla nella Cattedrale di Acquaviva delle Fonti c’erano almeno un migliaio di persone stipate (quasi) in ogni suo metro quadrato disponibile (persino nei confessionali…). Stasera al Teatro Kennedy di Fasano, per l’associazione Fasanomusica della battagliera Mariolina Castellaneta, ci sarà il loro ultimo concerto in terra pugliese. Stiamo parlando dell’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione di San Pietroburgo (già Orchestra della Radio di Leningrado), la storica compagine fondata nel 1945 per commemorare la vittoria russa nella seconda guerra mondiale. Sin dall’epoca in cui venne fondata divenne una delle poche fonti di gioia per la gente che cercava riparo dalla guerra del terrore del regime staliniano. L’orchestra si esibiva regolarmente in sale da concerto e le sue apprezzate performances venivano poi trasmesse regolarmente alla radio. Negli anni successivi divenne così popolare che ogni russo della generazione postbellica ne riconosce ancor oggi il nome e ricorda la bellezza dei concerti trasmessi. L’orchestra possiede un repertorio vastissimo, che spazia in tutto il repertorio sinfonico classico e contemporaneo, prediligendo naturalmente i grandi Russi (Ciakovskij, Prokof’ev Shostakovich e Stravinskij) e negli ultimi 25 anni ha prodotto oltre ottanta registrazioni prima su vinile e poi su compact disc per case discografiche prestigiose come la Sony, la BMG e la RCA. I suoi concerti si tengono solitamente nel Teatro dell’Hermitage, alla grande Symphony Hall e nella Cappella Hall: sale celebri in tutto il mondo per la loro eccellente acustica. Ieri, nella Cattedrale di Acquaviva, c’eravamo anche noi dell’Orecchio di Dioniso. L’acustica non era certo quella della Symphony Hall di San Pietroburgo, per via dell’eccessiva riverberazione di cui notoriamente peccano le chiese romaniche, ma la celebre orchestra russa che per l’occasione ha inaugurato la seconda stagione concertistica della meritoria associazione culturale e musicale “Giovanni Colafemmina” ha suonato in modo davvero splendido, sotto la puntuale guida del maestro Aldo Sisillo. In programma tra l’altro c’era anche la Sinfonia n.1 in sol minore op.13 “Sogni d’inverno” di Ciaikovskij che non avevo personalmente mai ascoltato dal vivo. Si tratta di una delle primissime composizioni del celebre compositore russo, composta nel 1866, quando egli aveva già la bellezza di 26 anni e riveduta da lui stesso otto anni dopo. Certo, rispetto alle sinfonie più note, la cosiddetta trilogia sinfonica fatale (Quarta, Quinta e Sesta) e opere liriche come l’Onegin e la Dama di picche si avverte ancora una certa immaturità nella compiuta articolazione formale delle linee melodiche ed armoniche, ancora troppo impersonale eppure il diffuso, fascinoso tessuto degli archi nell’ "Adagio" e il sublime gioco timbrico degli impasti sonori dei legni che tinteggiano di luci ed ombre lo "Scherzo" dal sapore mendelssohniano, sono già segnali importanti del grande compositore che Ciaikovskij diventerà. Meno interessante, per esempio, il rutilante finale della sinfonia, a tratti persino chiassoso e volgare e dalla trionfalistica conclusione pseudo bandistica. L’Orchestra pietroburghese, composta va detto da strumentisti molto giovani e di talento, ne ha offerto sotto la vigile bacchetta di Sisillo una lettura esemplare: archi di solida compattezza e impeccabile intonazione, legni superbi, ottoni invece, a dire il vero, un po’ fallosi. Quello che in particolare mi ha colpito è stata la notevole omogeneità e bellezza sonora del complesso. Nella seconda parte le pagine più note della serata: dall’Adagio tratto dal “Concerto di Aranjuez” per chitarra e orchestra di Rodrigo (nei panni di solista c’era la brava chitarrista pugliese Adalisa Castellaneta) all’ouverture dell’opera “Russlan e Ludmilla” di Glinka, per passar poi allo scoppiettante finale garantito da pagine come “Una Notte sul Monte Calvo” di Mussorgskij e la “Rapsodia ungherese” di Liszt dove si pienamente rivelato lo smagliante virtuosismo di questa ottima orchestra. San Pietroburgo può pertanto davvero esultare quanto a grandi orchestre. Oltre a questa ci sono infatti almeno altre due orchestre di luminoso spessore internazionale: quella che già fu la leggendaria “Filarmonica di Leningrado” e l’Orchestra del Teatro Marinskij. Merito anche degli illustri Maestri che in questi ultimi cinquant’anni si sono alternati alla guida di queste compagini sinfoniche da Mravinskij a Gorkovenko, da Temirkanov a Gergiev. Successo naturalmente trionfale per l’orchestra russa. Una serata di Musica tutta da ricordare per Acquaviva delle Fonti e i suoi fortunati cittadini. Peccato che nessuna associazione barese abbia invece ritenuto di prenotare una data della significativa tournèe italiana dell’orchestra pietroburghese. Anche se va detto che la “sorella maggiore”, la Filarmonica di San Pietroburgo, non più di un anno e mezzo fa è stata presente a Bari per un concerto altrettanto memorabile.

"Roma, la Musica d'Arte, Pollini: Prospettive" di Annamaria Bonsante

"Ieri io c'ero. All'inaugurazione di "Pollini Prospettive", nell'Auditorium della capitale, gremito in ogni sala per ben tre eventi offerti quasi simultaneamente ai più dissomiglianti palati, mentre fuori solo la pioggia battente contrastava il libero pattinaggio sulla pista dei mesi freddi nel Parco della Musica, adorata da romani e turisti. Bellezza e civiltà, già entrando, e, dopo il concerto di Maurizio Pollini e dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, anche vera riconoscenza per tanta cura. Cura dello spirito, del progetto, dell'esecuzione, del messaggio, dell'ascoltatore, dell'eredità, del futuro: le prospettive dell'uomo Pollini sono impegni appassionati, assunti e mantenuti. Il pianista è sfolgorante e infallibile: con il suo Brahms egli si misura, anzi si specchia, per un rigore granitico continuamente redento; per la controllata potenza degli spasimi teneri e dei cedimenti furiosi; per l'eleganza con la quale risolve e porge la dondolante coerenza della giovanile partitura - "sperimentale" nella coesione, come già Clara Schumann aveva notato. E, sopra tutto, in ogni attimo di quella che sembra essere una "sinfonia concertante" per solista e orchestra, si staglia la magnificenza del suono del più grande pianista italiano, una voce nobile e pura, difesa dall'impeccabile Pappano alla testa di una compagine esemplare. Nella prima parte del concerto la scelta di Pollini - le cui visioni (prospettiche, appunto) mirano sempre ad un dialogo tra la tradizione e la modernità, è caduta su musica sinfonica del secondo Novecento e, non a caso, su Bruno Maderna, prima felicissimo trascrittore dell'amato Gabrieli e poi plaudito autore di "Aura". Eccellenti le interpretazioni ascoltate, elargite al pubblico previa rapida guida all'ascolto dello stesso Pappano, e, forse anche per questo, compiutamente fruite ed apprezzate. Non c'è un posto vuoto per l'inaugurazione di queste "Prospettive", siamo dei privilegiati. Il protagonista è raggiante a fine serata, ringrazia commosso i suoi collaboratori e tutti i presenti. Implorato il bis, dopo cinque uscite, la sala intera è ai suoi piedi per un indimenticabile bis chopiniano, dal sospiro urgente e raccolto, emozionante, in perfetto stile Pollini.Con lui altri programmi concertistici, altri testamenti dello spirito per tutto gennaio a Santa Cecilia. Da non perdere." Annamaria Bonsante

 
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