blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

venerdì, novembre 28, 2008

Caloroso successo al Coretto di Bari per la pianista croata Marina Filjak" di Vittorio Catani

“Mercoledì 26 novembre era in cartellone per “Il Coretto”, presso il Kursaal Santalucia di Bari, un recital della giovane pianista croata Marina Filjak (nella foto). Dal dépliant illustrativo apprendiamo che è stata una bimba prodigio, ha debuttato all’età di dodici anni con i notissimi Solisti di Zagabria, nel Concerto per pianoforte e orchestra KV 449 di Mozart; si è esibita in formazioni di tutto rilievo (Amsterdam, Bruxelles, Ljubljana, Mosca, Parigi, Sofia, Vienna, Okido [Giappone], Belgrado e altre città); il suo repertorio comprende autori quali Beethoven, Brahms, Rachmaninov, Grieg, Šostakovič, Bartók, Prokofiev, Kabalevskij. Negli anni, la Filjak ha accumulato riconoscimenti da riempire due colonnine del dépliant, l’ultimo lo scorso anno con la vincita del 1° premio al 58° Concorso pianistico Viotti (Vercelli), dove è risultata prima fra 122 candidati di 26 nazioni. Per la serata erano in programma la Sonata per pianoforte Op. 110, di Beethoven, la bachiana "Ciaccona" in Re minore BWV 1004 nella rielaborazione di Ferruccio Busoni; "Une barque sur l’océan" di Maurice Ravel; il Notturno per la mano sinistra, Op. 9 di Scriabin; le brahmsiane "Variazioni su un tema di Paganini", Op. 35; infine Triana (da Iberia) di Isaac Albéniz. L’artista non ha deluso le aspettative del pubblico, specie dopo aver letto il nutrito curriculum. Le opere scelte erano impegnative sia sotto l’aspetto virtuosistico (come in Bach/Busoni o Ravel), sia dal lato espressivo (Beethoven e il sognante, struggente Scriabin), sia perché richiedenti comunque una solida tecnica. Il tocco morbido, soffice, sapeva farsi d’improvviso aggressivo, quasi violento; le dita si articolavano sui tasti leggere, sciolte, ultraveloci, in un groviglio apparentemente inestricabile da cui emanavano sonorità e accordi nitidi. Una prova impegnativa, anche dal punto di vista puramente fisico. Il pubblico – una cinquantina di persone – ha recepito con entusiasmo; il successo è stato completo, la Filjak – che in più vanta un notevole fascino personale – ha raccolto con piacere e ampi sorrisi le ovazioni concedendo un bis, lo splendido Intermezzo in La maggiore, Op. 118, di Johannes Brahms.” Vittorio Catani

“Striscia la notizia consegna il provolone al Sindaco di Bari Michele Emiliano” di Felicita Scardaccione

"Non ha fine la storia infinita del Teatro Petruzzelli di Bari. Adesso ci mancava anche (sic) il...provolone, degno premio che i bravi inviati pugliesi di Striscia la notizia, Fabio & Mingo (nella foto), hanno consegnato martedì scorso nelle mani dello stupito (e un po’ innervosito) sindaco Michele Emiliano. Ultimo atto, solo televisivo, ovvio, per completare il quadretto non certo idilliaco che si sta costruendo giorno per giorno sul caso. E chissà a quante altre sceneggiate assisteremo prima del 6 dicembre. In fondo non è colpa del Primo Cittadino - come si è subito chiarito nell’intervista - il venir meno alla promessa fatta, sempre dalle stesse telecamere qualche tempo fa. Il teatro, almeno sulla carta e non solo, appare bello e pronto (viste le splendide immagini registrate in esclusiva da Canale 5): luccicante, rifinito, bellissimo, completo di tutto ciò che gli era stato tolto in una colpo solo durante una tragica notte..."caliente". Ma questa volta la rabbia di Emiliano è venuta fuori in tutta la sua amarezza. Denunciata in diretta: manca il nullaosta del Ministro Bondi. E allora il...provolone? A Bari si dice “sei un provolone” per indicare una persona cretina, credulona, un ingenuo patentato. Beh, ma ce lo siamo meritati tutti quel bel regalo, non solo Emiliano. Tutti quei cittadini baresi che ingenuamente hanno creduto di poter utilizzare soldi pubblici per vedere realizzato un sogno e allo stesso tempo riavere un contenitore culturale che alla città serve, c’è poco da girarci attorno. Tutti gli operatori che hanno alacremente studiato e lavorato su antichi disegni e poi ricostruito, pezzo per pezzo, ogni angolo andato in fumo, tutte quelle forze sociali e anche politiche che si sono messe a disposizione per portare avanti un contenzioso irto di ostacoli. Alla fine il provolone ha trionfato su tutto e su tutti. L’ironia? Non è manco d’oro come il...Tapiro!" Felicita Scardaccione

Il Requiem di Faurè con la storica Polifonica Barese diretta da Sabino Manzo a Bari, Molfetta e Sannicandro

L'Associazione Polifonica Barese organizza un evento unico nell'ambito delle produzioni concertistiche della regione; un programma sulla musica francese sacra con il sublime Requiem op. 48 di Gabriel Faurè. La compagine corale barese, fondata dall'indimenticabile Maestro Biagio Grimaldi è un'istituzione dalla storia quasi centenaria; per l'occasione si avvarrà della collaborazione dell'Orchestra da Camera "Nino Rota", del soprano Marialuisa Dituri e del baritono Angelo De Leonardis, sotto la direzione di Sabino Manzo. I concerti si terranno rispettivamente: domani, 29 novembre 2009 presso la Chiesa S.Giuseppe a Bari, domenica, 30 novembre 2009 presso il Santuario della Madonna dei Martiri a Molfetta (Ba) e domenica, 7 dicembre 2009 presso la Chiesa Maria del Carmine a Sannicandro (Ba). Ingresso libero.

giovedì, novembre 27, 2008

Una prima esecuzione assoluta di un lavoro di Arvo Part al Festival "Le Voci dell'Anima" (Bari:9 - 20 dicembre 2008)

Ci sarà anche una prima esecuzione assoluta di un nuovo lavoro del celebre compositore estone ARVO PÄRT (nella foto) nella V edizione del Festival barese "Le Voci dell'Anima". Il lavoro, appositamente commissionato dal festival, sarà eseguito il 20 dicembre nella splendida Cattedrale romanica di Bari alla significativa presenza del compositore. " Le Voci dell'Anima" che si terrà a Bari dal 9 al 20 dicembre sperimenterà anche quest'anno nuove forme di convivenza culturale che possano favorire il dialogo tra popoli, culture e nuovi percorsi artistici e musicali. Un viaggio musicale che attraversa le molteplici visioni espresse dalle tre grandi religioni monoteistiche del Mediterraneo, in cui alcuni degli artisti più importanti della scena italiana ed internazionale si confronteranno, con i possibili legami tra musica e spiritualità.
Il 20 dicembre nella Cattedrale di Bari sarà eseguita in prima mondiale “Alleluia Tropus". Inoltre, sei prime nazionali, due produzioni originali e due prime assolute compongono il programma di questa V edizione che vedrà in scena, martedì 9 dicembre in prima nazionale "Nel cuore della voce" il nuovo progetto della cantante Anna Oxa accompagnata dai 16 elementi del coro "Senza Tempo". Mercoledì 10 dicembre in prima assoluta "Mistica del Canto d’Amore" dei pugliesi Rosapaeda con due ospiti d’eccezione quali Riccardo Tesi e Gabriele Mirabassi. Giovedì 11 dicembre, in prima nazionale, Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco con il Collegium Musicum diretto da Rino Marrone presentano La tua voce è soave. Venerdì 12 dicembre in prima assoluta Ballaké Sissokò, Driss El Maloumi e Rajery con il progetto 3 MA che unisce le tradizioni musicali di Mali, Madagascar e Marocco in un concerto di straordinario impatto mistico. Sabato 13 dicembre in prima nazionale Chemirani Ensemble, principale rappresentante nel mondo della millenaria e raffinata mu sica tradizionale persiana.Lunedì 15 dicembre il festival propone il consueto appuntamento dedicato alle declinazioni possibili di poesia e letteratura che vedrà in scena Nicola Lagioia e Maurizio Rippa per una produzione originale del festival intitolata the king is dead. long live the king! Martedì 16 dicembre in prima nazionale Thiery Titi Robin presenta Alezane, sintesi colta tra la tradizione musicale gitana francese e quella orientale. Giovedì 18 dicembre in prima assoluta Ambrogio Sparagna, tra i più importanti musicisti e compositori della musica tradizionale europea, presenterà in anteprima il progetto La Chiarastella che lo vedrà in scena con Peppe Servillo, Simone Cristicchi, Alessia Tondo e l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Venerdì 19 dicembre in prima nazionale Arianna Savall e il suo "Bella Terra, canti da Nord a Sud"con un ricco repertorio di musiche di tradizione sefardita. Sabato 20 dicembre il festival si concluderà con il succitato progetto firmato da Pärt. Il lavoro eseguito sarà inserito in una serata monografica a lui dedicata, che ospiterà alcune delle opere più significative della sua produzione più recente. Protagonisti del concerto il "Cello Octet Amsterdam" e "Vox Clamantis", coro estone a voci dispari, entrambi particolarmente vicini alla sensibilità mistica del compositore.
Le voci dell’Anima è un progetto ideato e realizzato da Princigalli Produzioni, con il sostegno di Assessorato alle Culture e Religioni del Comune di Bari, Assessorato al Mediterraneo e Assessorato al Turismo della Regione Puglia.

mercoledì, novembre 26, 2008

Ieri sera a Bari prima esecuzione italiana de "La légend de Sainte Cècile" di Bouchor e Chausson

La vicenda di Santa Cecilia, martire cristiana vissuta tra il II e il III secolo e martirizzata a Roma quasi certamente sotto Papa Urbano è narrata nella "Passio" (V-VI secolo), una biografia leggendaria priva peraltro di un tangibile fondamento storico. E proprio a Santa Cecilia e al dramma in versi, diviso in tre brevi atti da Maurice Bouchor (poeta e drammaturgo attivo a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento) musicato dal compositore francese Ernest Chausson, era dedicata l’inaugurazione della XIV stagione 2008-2009 dell’ensemble cameristico Collegium Musicum di Bari diretto da Rino Marrone. Si trattava di una prima esecuzione italiana, quella svoltasi ieri nella consueta cornice del Cineteatro Kursaal Santalucia del capoluogo pugliese. La Légende de Sainte Cécile op. 22 andò in scena, pare con successo, per la prima volta a Parigi al Petit – Théâtre des Marionettes della Galerie Vivienne il 25 gennaio del 1892. A Bari l’esecuzione era però in una nuova versione narrativa in italiano appositamente curata da Ida Porfido. Il Collegium Musicum si è presentato con un folto organico di archi, oltre ad arpa, celesta e percussioni. L’impressione, almeno a caldo, del lavoro presentato per la prima volta in Italia non è stata francamente delle più favorevoli. Certo, la musica di Chausson possiede un suo fascino indubbio nella sua connaturata delicatezza espressiva, nelle raffinate nuances melodiche in bilico tra Bizet, Massenet, l’impressionismo nascente in quegli anni e soprattutto la decisiva influenza wagneriana (presenti, infatti, nel lavoro alcuni evidenti leit-motiv). A me, personalmente, ha ricordato molto nello stile e nelle atmosfere misticheggianti “La demoiselle élue” (la fanciulla eletta) che Debussy compose nel 1887 su testo di Rossetti pochi anni prima. Ma mentre quell’opera è davvero il primo colpo di genio di un grande compositore, qui prevale una certa ripetitività espositiva. Il testo narrativo è anch’esso, benché non conosca l’originale poetico di Bouchor, un po’ banale e poco comunicativo. In verità, tra le stimolanti inaugurazioni del Collegium Musicum che abbiamo seguito in questi anni, questa c’è parsa una delle meno persuasive. Ciò non toglie a Rino Marrone e ai talentuosi giovani del Collegium Musicum di aver dato vita ad un’esecuzione esemplare, priva della benché minima smagliatura, in questo sensibilmente coadiuvati dalle prove attoriali di Teresa Ludovico e Saba Salvemini, del Coro femminile “Modus Novus” diretto da Luigi Leo e naturalmente della brava Amelia Felle nei soli due momenti in cui è stata impegnata (Cantique de Cécile e nella scena finale con il Coro degli angeli).

"Teatro Petruzzelli: Emiliano, eppure dovresti essere un esempio per tutti noi" di Francesco Pistilli

L'orecchio di Dioniso dà spazio giustamente anche ad opinioni diverse o contrarie, così come dovrebbe sempre accadere (ma non sempre accade) in una democrazia reale, pluralistica e condivisa. Ecco dunque di seguito una sorta di "LETTERA APERTA"che il Sindaco di Acquaviva delle Fonti (nonchè Capogruppo di Forza Italia alla Provincia di Bari) Francesco Pistilli ha scritto sul suo sito ( www.francescopistilli.it ) al suo collega Michele Emiliano, Sindaco di Bari: “Se c’è una categoria di Sindaci, i quali dovrebbero assicurare alla loro Città i vantaggi di una tranquilla ed inossidabile legalità, questa è, certamente, quella dei Sindaci-Magistrati. Essi, conoscendo benissimo le leggi ed avendo per positiva “deformazione professionale” il totale ossequio alla loro osservanza, dovrebbero garantire alle Città amministrate quanto meno la massima trasparenza e la massima osservanza delle corrette procedure nel loro espletamento. E dovrebbero essere totalmente solari queste qualità, da eliminare strascichi di contestazioni legali presso i tribunali, anche per la forte ragione che i ricorrenti sarebbero ben convinti della perfetta competenza legale ed ossequio deontologico del Sindaco-Magistrato evitando che, dall’altra parte, lamentino abusi, prepotenze ed esclusioni indebite. La Signora Vittoria Messeni Nemagna che ottiene il 25% della proprietà del Petruzzelli ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica per un “presunto abuso di ufficio nella condotta di Emiliano” che sta organizzando l’inaugurazione del Teatro senza averne titolo. Nell’esposto si denuncia Emiliano, Sindaco di Bari e Presidente della Fondazione Lirico-Sinfonica per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali, la utilizzazione illegittima del marchio “Teatro Petruzzelli” la gestione illegittima di fondi pubblici, la negoziazione ‘sine titulo’ da Emiliano perché il decreto di esproprio è stato annullato. Inoltre, mancano tutti i collaudi sulla sicurezza, contrariamente a quanto afferma Emiliano, e non risulta che siano stati già rilasciati i pareri igienico-sanitari della Asl, il parere della Commissione Pubblici Spettacoli, il parere della Soprintendenza, il parere ISPELS sugli impianti.Per quanto riguarda il collaudo statico, la procedura è stata attivata dall’ing. Maffei (collaudatore nominato dal Commissario alla ricostruzione) che lo ha firmato, consegnando la pratica al Genio Civile che, ad oggi, non ha ancora avvallato il provvedimento.Una volta ottenuto l’avvallo del Genio Civile, occorre il parere dei Vigili del Fuoco che rilasciano il Certificato Prevenzione Incendi, e solo in seguito a tali procedure, la pratica, con gli allegati certificati, viene inoltrata alla Prefettura dove deve insediarsi la Commissione Pubblici Spettacoli, presieduta dal Prefetto, che deve rilasciare il parere di agibilità.Le procedure, quindi, non sono ancora concluse e l’atteggiamento di Emiliano, strumentale e populista, è stato condito anche da una paurosa superficialità perché in questo modo non sta tutelando la incolumità di tutti i cittadini.Non si riesce a comprendere questo atteggiamento, fatto di promesse azzardate, pressioni indebite, e minacce politiche, mentre Bari subisce l’ennesimo affronto.” Francesco Pistilli - Sindaco di Acquaviva e Capogruppo di Forza Italia alla Provincia di Bari.
Pper rispondere e commentare questa e-mail puoi anche scrivere a: info@francescopistilli.it

martedì, novembre 25, 2008

LA CARICA DEI MILLE "ORFANI" DEL PETRUZZELLI

Ieri sera, c’erano almeno un migliaio di persone (tutte rigorosamente in piedi) davanti al Teatro Petruzzelli di Bari per assistere al concerto promosso dal Comitato “6 dicembre” presieduto dall’ammirevole violinista barese Francesco D’Orazio (nella foto). Il concerto è stato organizzato per sensibilizzare le istituzioni, il Ministero delle Attività e dei Beni Culturali in primis, sulla necessità di restituire il teatro ai baresi nella data prefissata del 6 dicembre 2008. Dall’odierno Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della Sera vi riporto l’incipit dell’articolo scritto da Samantha Dell’Edera: “Le voci dei bambini del Conservatorio hanno sconfitto i clacson in corso Cavour e il sax di Roberto Ottaviano ha ammutolito tutto il centro. In un’atmosfera irreale, ieri, quasi mille persone hanno voluto “abbracciare” il loro teatro (…). Un’occasione per ribadire la volontà di un’intera città di poter entrare nel Petruzzelli chiuso da 17 anni. Volontà espressa a gran voce dal palco da Michele Mirabella e Tiziana Schiavarelli che hanno presentato l’evento.” Sarei anche lieto, ora, di raccontarvi com’è andato il concerto, della straordinaria bravura e abnegazione a suonare all’aperto e al freddo, del quartetto messo su per l’occasione da artisti del calibro di Rosario Mastroserio (pianoforte), lo stesso Francesco D’Orazio (violino), Nicola Fiorino (violoncello) e Giovanni Rinaldi (contrabbasso) e che ha suonato alcune delle pagine più note di Astor Piazzolla. Come sarei stato anche lieto di dirvi tutto quello che è seguito, di altre esibizioni, tutte degne del massimo rispetto, seguendo la classica borderline tra jazz e gospel…E invece, no, oggi proprio non mi va di vestire i panni del "critico". Le parole rotte da una palpabile commozione, che il Sindaco di Bari Michele Emiliano ha pronunciato valevano già di per sé il senso, la necessità di essere lì in una piazza improvvisata, ritagliata nel caotico traffico cittadino delle otto di sera, a testimoniare che Bari c’è, che i suoi cittadini con il risorgere del loro teatro hanno ritrovato una comune identità e un senso di appartenenza orgoglioso e al contempo dignitoso. Emiliano, è vero, non si è ancora arreso e spera che il Ministro Bondi ci ripensi in extremis, possa regalare ai baresi la gioia inattesa di ritrovarsi finalmente nel loro teatro e godersi il piacere della riconquista di uno spazio, di un luogo, che appartiene di diritto alla loro memoria storica. L’epoca della “città senza teatri”, della “città dei ruderi permanenti” come per quasi un ventennio ci siamo ostinati a chiamarla noi giornalisti sta per finire…Eppure…Eppure c’è qualcuno (“due, tre persone al massimo non di più”- come ha giustamente sottolineato con sottile ironia, Michele Mirabella) che proprio non ne vuole sapere. Un misterioso Don Rodrigo – ma chi sarà mai? - ha calato dall’alto il suo irremovibile diktat: “Quest’inaugurazione del 6 dicembre non S’HA DA FARE…CHIARO???” La voce che girava tra la gente presente al concerto di ieri era la seguente: “Il Petruzzelli lo riapriranno il 27 ottobre del 2009 e sapete perché? Naturalmente perché oltre ad essere il diciottesimo anniversario dell’incendio e non il diciassettesimo (che porta pure sfiga), Bari avrà anche un sindaco nuovo. E il suo nome pare sia già da tempo scritto nelle stelle.”
E poi? Ma vogliamo scherzare? Alla data inaugurale del Petruzzelli ci dovrà essere Lui. Ma come Lui? Ma sì, per forza, Riccardo Muti accompagnato naturalmente dal fedelissimo Franco Chieco. Il 6 dicembre non poteva essere qui, perché deve (ahinoi) dirigere l’Otello di Verdi all’Opera di Roma.
Baresi, non abbiate fretta, il Teatro dovrà e potrà essere funzionante oltre che pronto, ma non lo sarà mai se l’attuale sindaco (alias “sceriffo”, “incantatore di serpenti”, “venditore di fumo alla Vanna Marchi”, come dicono i soliti noti) non si farà da parte. In fin dei conti è solo questo l’ostacolo – politicamente parlando, s’intende - da abbattere, l’unico vero ed imprescindibile problema da risolvere. Altro che tavolo tecnico e teatro…“funzionante”! Se fosse davvero un problema di “tavoli”, cari signori, mettetevi pure l’anima in pace perché il teatro riaprirà tra dieci, quindici, vent’anni. Certo è che nel frattempo la Fondazione lirico-sinfonica “Petruzzelli e Teatri di Bari” così abilmente e fortemente conquistata nel 2004 (per giunta senza avere nemmeno il possesso di un teatro pubblico) proprio dai politici pugliesi del centrodestra andrà ad allestire i suoi spettacoli altrove, magari peregrinando per la Regione Puglia e quelle limitrofe, come ha fatto – è bene che si ricordi - per sedici anni l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari che aspetta ancora oggi, dal 1992, di riaprire il suo Auditorium intitolato a Nino Rota e da allora chiuso per inagibilità. Ditemi voi dunque, cari lettori, se non c’è autogol più assurdo e clamoroso di questo?

lunedì, novembre 24, 2008

"Il foyer del Politeama di Lecce diventa salotto della cultura" di Ilaria Marinaci

La ICO Tito Schipa, che da ottobre ha ricevuto dalla Provincia la gestione del Teatro Politeama di Lecce, vuole rinnovare l’immagine del prezioso contenitore di via XXV Luglio, “Casa” dell’orchestra sinfonica della Fondazione. E per farlo comincia dal Foyer, dalla nuova vita che è stata pensata per l’atrio del Politeama e che ha vissuto la sua inaugurazione ieri domenica 23 novembre, durante una serata che ha visto il taglio del nastro da parte delle autorità e il vernissage della personale di fotografia “Woman – Sense of Elegance”(nella foto) di Antonio Manzone, la prima mostra ospitata nello spazio Foyer. Il tutto completato dagli sfiziosi aperitivi preparati da Kyrios (che gestirà il bar interno al Politeama nelle ore d’apertura) e da un accompagnamento musicale molto soft. È questo, in estrema sintesi, il programma della serata, studiato per dare un’idea quanto più fedele di come sarà sfruttato il Foyer per accogliere mostre, presentazioni di libri, convegni, conferenze e quant’altro, in un’atmosfera sempre molto fine ed elegante. “Ritengo da sempre – dichiara il presidente della ICO Giovanni Pellegrino – che il Teatro Politeama meriti di essere valorizzato a pieno per la sua bellezza, per la sua storia e anche per la sua collocazione. Mi piace l’idea di un teatro che sia salotto di cultura proprio nel cuore della città capoluogo e, idealmente quindi, di tutta la provincia. Mi piace soprattutto questa intenzione di tenerlo aperto ogni giorno con un’offerta artistica sempre varia ma sempre elevata. La gestione diretta della ICO, poi, permetterà un’attenzione costante proprio alla qualità della programmazione sia del teatro in sé sia del Foyer”. “La Fondazione ICO ha voluto rinnovare la propria immagine – spiega il direttore amministrativo Grazia Manni – e, nello stesso tempo, rilanciare quella del Teatro Politeama. Ecco perché, coinvolgendo alcune valide realtà imprenditoriali del territorio, abbiamo deciso di creare un nuovo logo e un nuovo sito web per la Fondazione e di investire anche nel Foyer del Politeama come spazio eventi. Ospiteremo soprattutto un ricco calendario di mostre d’arte contemporanea. Ci piace, infatti, l’idea di coniugare un luogo così storico e, in un certo senso, austero con i fermenti più innovativi dell’arte contemporanea nazionale ed internazionale”. “Mi preme innanzitutto – afferma il vice presidente della ICO, Eraldo Martucci – portare il saluto di Paolo Perrone, Sindaco del Comune di Lecce, ente che io rappresento in seno al consiglio d’amministrazione. La nostra città ha dimostrato negli anni di avere un palato fine per gli appuntamenti culturali che contano. È stato anche grazie alla competenza del pubblico leccese che le stagioni lirica e sinfonica sono cresciute così tanto. Ora si sentiva proprio la necessità di ampliare l’offerta del Teatro Politeama per poter parlare ad un target più giovane. La valorizzazione del Foyer è in linea con la tradizione storica del teatro, che da sempre rappresenta non solo la vita artistica ma anche quella mondana della città di Lecce”. Il neo-direttore artistico dell’Orchestra ICO, Marcello Panni, dopo aver sottolineato che è molto contento di lavorare a Lecce e che “il teatro Politeama è uno dei più belli che abbia mai visto”, ha lodato l’iniziativa della Fondazione di puntare sul Foyer come luogo di incontri artistici. “Il teatro – sostiene il Maestro Panni – è considerato un posto un po’ antiquato. Bisogna, invece, aprirlo ai giovani. A questo proposito, come direttore artistico dell’Orchestra, vi anticipo che mi piacerebbe lavorare insieme all’Università e al Conservatorio perché la frequentazione dei nostri concerti da parte degli studenti possa favorire anche l’accumulo di credits”. Ilaria Marinaci

Su SKY CLASSICA il prossimo 7 dicembre alla Scala di Milano sarai in prima fila anche tu!

"Classica regala a tutti gli abbonati Sky un appuntamento unico! La Prima della Scala del 7 dicembre, l’evento lirico più atteso del mondo, direttamente a casa tua! Il 7 dicembre alle 18.00 Classica propone, infatti, in diretta tv ed in esclusiva mondiale dal Teatro alla Scala di Milano il "Don Carlo" di Giuseppe Verdi, diretto dalla prestigiosa bacchetta di Daniele Gatti (nella foto) e con la regia di Stéphane Braunschweig. Ritorna dunque a Milano, in occasione dell’apertura scaligera, uno dei titoli più amati ed emozionanti dell’intero repertorio lirico: Don Carlo, nella versione in quattro atti e in lingua italiana del 1884. Quest’opera verdiana racconta il dramma dell’infante di Spagna Don Carlo, figlio di Filippo II, dilaniato tra amore privato e destino politico, sullo sfondo dell’Inquisizione e delle autodafé del XVI secolo. Magniloquenti scene corali si alternano ad arie di toccante intensità; una profonda riflessione sul Potere e sugli eterni valori - amore e amicizia – che animano le vicende umane. Un capolavoro che solo su Classica gli appassionati potranno gustare. Scopri la magia della Prima su Classica, eccezionalmente visibile a tutti gli abbonati Sky (dal 1 al 15 dicembre), canale 728!"

venerdì, novembre 21, 2008

"Zubin, Firenze e la Fura dels Baus: Wagner sia!" di Marilisa Lazzari

“Ci voleva Zubin Mehta (nella foto) per scardinare l’ultimo baluardo che mi teneva lontana da Wagner. Ebbene sì, sono pucciniana, sono verdiana; amo le cose che si concludono, amo le cabalette e le romanze da cuore in mano. Amo l’opera perché mi racconta di storie che, se pur esasperate all’eccesso, sono reali e può accadere che un marito uccida un rivale: è notizia da TG.Wagner, per un animo semplice e pratico come il mio, è un signore che ci mette molto tempo per spiegare concetti altrimenti concisi ed essenziali; che perde molto altro tempo per ribadire queste spiegazioni – quasi fossimo bambini lenti a capire – e lo fa avvolgendo belle parole con una musica ammaliante e coinvolgente … Ma sfiancante. Una musica che lascia un grande senso di incompiuto, un’inconclusa felicità.
L’abitudinario melomane pucciniano sa che nel giro di un paio d’ore la bella Mimì conosce Rodolfo, si innamorano, vanno a vivere assieme, si lasciano, lei si ammala e poi muore tornando da lui. Due ore, il tempo di un film: antefatto, svolgimento e fine. Si sorride, si sta con il fiato sospeso e si piangono compiaciute lacrime; si torna a casa appagati: la vita è bella, noi siamo vivi e lei, povera piccina, è morta.
In Wagner no. Serve tempo e pazienza: l’ho capito ieri sera … E ieri sera, nel gremito teatro Comunale, ho assistito al mio primo Sigfrido, il mio primo impatto visivo con l’universo wagneriano popolato di eroi, walchirie, nani cattivi, draghi dalla bava velenosa, uccellini leggiadri, cerchi di fuoco, Dei, spade e fucine.…metallo e fuoco. Rosso e acciaio. Immagini riflesse, ripetute, amplificate da schermi enormi e dal pavimento a specchio; moderne macchine rinascimentali per raccontare eroi antichi e draghi medievali. Persone che spostano, a vista, queste macchine; persone vestite di bianco che diventano cavalli in corsa, crestati animali preistorici, foreste insidiose. Persone che volano sul golfo mistico, che si librano verso la platea. Luci accecanti, lampi bianchi, fiamme vere.
Stupore! … E la Fura dels Baus torna a Firenze per la terza giornata del Ring!L’impatto visivo è sconvolgente, il coinvolgimento emotivo è enorme. Forse il mio inaspettato animo wagneriano avrebbe voluto più alto il volume dell’orchestra e, indubbiamente, un tenore dallo squillo eroico, che sparasse bordate di suono in sala. Così non è stato e mi chiedo se la scelta di una lettura orchestrale quasi intimistica, a tratti stranamente sofisticata per le mie orecchie, sia dovuta all’effettivo non gran volume vocale di Leonid Zakhozhaev, tenore russo al debutto nel ruolo. Il resto del cast mi ha appagata ed era un Wagner come volevo, come da copione: Juha Uusitalo autoritario e regale come Der Wanderer, il Mime di Ulrich Ress maligno e cattivo – leggo che è un tenore caratterista … ma che bella interpretazione! – e Alberich, un incisivo Franz Joseph Kapellmann. Anche il drago Fafner parla con voce umana, quella profonda e precisa di Stephen Milling.
Poi, dopo ore di musica - dopo che sembra che tutto debba accadere da un momento all’altro e nulla di quello che ti aspetti, in realtà, accade - appare un mondo nuovo. Un tema orecchiabile e trascinante apre il III atto e Siegfried è solo, sulla superficie a specchio del palco, mentre davanti a lui, a radente volo d’uccello, scorrono rapide immagini di montagne innevate, di vette ripide, di fuochi nelle foreste.
Scendiamo in picchiata, ci alziamo in volo e forse cadremo. La pancia risuona di musica, trema di immagini. Mi dico che sì ne è valsa la pena. Una rupe si avvicina ed ecco che appare una ragazza guerriera; dorme in un cerchio di fuoco, in una corazza di cristallo: le fiabe della mia infanzia diventano reali. Lui la bacia, lei si sveglia e squilli di voce imperiosi salgono in cielo: Jennifer Wilson è la Brünnhilde bionda, perentoria e dolce, che volevo. E prima di lei c’era stata l'abbacinante apparizione di Catherine Wyn-Rogers come Erda, bella voce ampia e tornita: un mappamondo vorticante si spacca e lei ne esce, partorita dal profondo della terra in cui dormiva. E' indimenticabile Chen Reiss, l’aereo uccellino sempre in volo, la voce un campanellino vibrante.
Bellissimo il suono dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino portata sul palco dall’amato maestro Mehta per i doverosi applausi finali. Spettacolo, quindi, all’altezza del prestigio riconosciuto al Teatro del Maggio Fiorentino: uno spettacolo di livello internazionale, ricco di charme e sostanza. Il teatro era gremito, l’attenzione altissima: dalle sette a mezzanotte e venticinque non una mosca è volata in sala. E Wagner sia! "
Marilisa Lazzari

Donn'amor: un viaggio sonoro alla riscoperta del tempo perduto

In un tempo, come quello che viviamo, in cui il rumore ci domina, lo stress ci aspetta come un imbattibile nemico dietro ogni angolo e non riusciamo quasi mai durante la giornata a ritrovare il sapore delle cose più belle, autentiche e genuine, può venirci in soccorso la musica; quella barocca, in particolare, che con le sue linee melodiche ancora semplici, eleganti e al contempo essenziali, ci riporta magicamente in un mondo lontano anni-luce dal nostro e anche per questo ricco di suggestioni emotive incomparabili. Tra le mani ho un compact disc appena uscito per l’etichetta “Digressione conteplAttiva” con la produzione artistica di Girolamo Samarelli dall’ammiccante titolo: “Donn’amor – Omaggio al nome di donna”. Si tratta di un progetto sonoro dedicato alla cosiddetta monodia accompagnata che visse il suo periodo più fulgido tra la metà del Cinquecento e la fine del Seicento. Autori dell’originale progetto musicale gli interpreti, in primis, Giovanna Carone (canto, nella foto), Rosario Conte (tiorba e chitarra barocca) e Pippo “Ark” d’Ambrosio (campane tibetane, gong birmani, tar, riqq). Il “viaggio" sonoro che questi tre eccellenti artisti ci propongono conosce anche le sue intelligenti connotazioni pugliesi: basti pensare al foggiano Enrico Radesca che apre gli ascolti con una godibile canzonetta “Apertamente dicea la gente” (1601), per proseguire poi con la toccante “Vorrei baciarti, o Filli” (1629) del palermitano Sigismondo d’India e la splendida aria “O mio cor, dolce mia vita” (1630) del noto compositore ferrarese Girolamo Frescobaldi e concludersi con la gioiosa "Tarantella del Gargano". A intervallare i canti d’amore, ora lieti, ora melanconici, vengono sapientemente inseriti brani strumentali per tiorba o chitarra barocca offerti con sensibilità e bravura da Rosario Conte. Il pregevole cd, incentrato sugli affetti e le emozioni nella monodia italiana del Seicento, è interpretato con aderenza stilistica impeccabile dalla cantante Giovanna Carone, già protagonista dell’ensemble vocale “Palazzo Incantato” diretto dal marito Sergio Lella.
Mi piace poi sottolineare gli interventi sempre puntualissimi e mai soverchianti del percussionista Pippo Ark D’Ambrosio. La registrazione è di ottima qualità, mentre nel booklet quale ausilio indispensabile per l’ascoltatore inesperto, ci sono le esaustive note del critico Fiorella Sassanelli. Il compact sarà presentato dal musicologo Dinko Fabris il prossimo 25 novembre (ore 18.00) a Bari presso Casa Giannini. Se potete, non mancate.

Domani mattina La recente Bohème barese protagonista del "Loggione" di Canale 5

Domani, sabato 22 novembre alle 8.50 “La Bohème” prodotta dalla Fondazione Petruzzelli sarà protagonista del programma televisivo “Loggione” condotto da Vittorio Testa, in onda su Canale 5.
Il programma dedicato alla grande musica propone concerti ed opere scelti tra quelli più prestigiosi in scena nei teatri italiani. L'appuntamento con “Loggione” dona ai telespettatori l’emozione di rivivere la magia del teatro attraverso le riprese di rappresentazioni e le interviste agli interpreti dell’opera.
Il curatore del programma Vittorio Testa introduce ogni settimana brani tratti opere e concerti. Grande attenzione è dedicata anche ai nuovi talenti, agli allestimenti più originali e alle voci più significative dei giovani artisti emergenti. L’edizione girata a Bari propone alcuni stralci de “La Bohème” per la regia di Boris Stetka, con la direzione musicale di Fabio Mastrangelo, il Coro della Fondazione Petruzzelli e l’Orchestra della Provincia di Bari, le scene ed i costumi di Tommaso Lagattolla. Inoltre nel corso della puntata di sabato 22 novembre andranno in onda interviste a Francesca Sassu (che ha cantato Mimì, martedì 18 novembre) Francesco Demuro (Rodolfo venerdì 14, domenica 16 e martedì 18 novembre) ed al Sovrintendente della Fondazione Petruzzelli, Giandomenico Vaccari.

Il Ministro Bondi non vuole riaprire il Teatro Petruzzelli? Vespa pensaci tu

In questi ultimi giorni sull’ORECCHIO DI DIONISO, come avrete di sicuro notato, ho preferito non scrivere nulla sull’intricata vicenda della riapertura del Teatro Petruzzelli, perché ormai i colpi di scena si susseguono quotidianamente in modo, oserei dire, pirotecnico. Dopo però l’ultimo secco e irremovibile “NO” del Ministro Sandro Bondi alla riapertura da tempo prevista per il prossimo 6 dicembre, a teatro ormai pronto e staticamente collaudato, non posso esimermi dal farlo. Chi mi conosce, sa bene che non sono il tipo che “le manda a dire” e mi prendo sempre le responsabilità del caso su tutto quello che scrivo qui e altrove. E’ vero, il mio rapporto con la Fondazione Petruzzelli negli ultimi mesi non è stato dei più idilliaci. Ricorderete che il blog, a un certo punto della stagione musicale appena terminata con la Bohème, non è stato più accreditato per un certo periodo. Ma poi si sono chiarite le reciproche posizioni, si è fatto un passo indietro e si è ragionato serenamente, come si dovrebbe sempre fare tra persone civili. E tutto è andato a posto. In questa ormai sfiancante, interminabile telenovela sulla riapertura del Petruzzelli (qualcuno come lo scrittore-giornalista Vito Bruno nell’ironico quanto geniale fondo apparso ieri in prima pagina sul Corriere del Mezzogiorno/Corriere della Sera, l’ha paragonato addirittura al celebre romanzo manzoniano “I Promessi sposi”) che sta conoscendo - lo speriamo - le ultime puntate, chi scrive si è schierato a favore del Sindaco di Bari, nonché presidente "pro tempore" dell'omonima Fondazione, Michele Emiliano. Una battaglia pienamente condivisa anche da altre testate (come lo stesso Corriere e Repubblica-Bari), dalla Cgil-Slc e da un Comitato appositamente chiamato “6 dicembre” che hanno tutti insieme raccolto con encomiabile abnegazione oltre 40 mila firme complessive per l’immediata riapertura del ricostruito Politeama barese. Sabato scorso, Michele Emiliano ha tenuto una conferenza stampa presso la sede della Fondazione Petruzzelli; in quell'occasione ha quasi gridato al...miracolo: “In città questa mattina sono comparsi manifesti del PdL che inneggiano alla riapertura immediata e in sicurezza del Teatro. Questo è un grande momento per Bari. Tutte le forze politiche della città sono insieme, senza distinzioni di sorta, e sanno dare l’esempio di come nei momenti importanti – e la riapertura dopo molti anni del Petruzzelli è uno di questi - la coesione, la concordia e l’unità sugli obiettivi da raggiungere, possano sempre dare i frutti sperati.” Emiliano si era però solo illuso. L’altro ieri è infatti arrivata la doccia fredda con le irrevocabili dichiarazioni del ministro Bondi. Una volta infatti terminati i lavori nel cantiere del Petruzzelli le chiavi dovranno essere consegnate al Commissario Governativo per la ricostruzione Angelo Balducci, che le tratterrà sino all’esito di tutti i collaudi a norma di legge e finanche al termine del tavolo tecnico (ndr: potrebbe durare anche mesi) istituito dal Ministero per dirimere tutte le relative questioni tecnico-giuridiche ancora sul tappeto.
Niente apertura dunque, niente doppia inaugurazione il 5 e il 6 dicembre prima con il tenore Placido Domingo e l’Orchestra di Bari e poi con Zubin Mehta insieme ai celebri complessi del Maggio Fiorentino, ma solo un sopralluogo ufficiale nel “cantiere” del Teatro cui dovrebbero partecipare lo stesso Sandro Bondi, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Ministro pugliese Salvatore Fitto. Il rischio, a questo punto, è che la prossima stagione lirico-sinfonica (nel 2009 il teatro Piccinni non ha più date disponibili per eventuali spettacoli della Fondazione) ancora non presentata, ma già stilata dal Sovrintendente Giandomenico Vaccari, possa saltare “in toto” o essere comunque sensibilmente ridimensionata.
Infine, la recente, nobile lettera di Zubin Mehta e dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale Fiorentino (“Il 6 dicembre saremo a Bari lo stesso”) che ha riempito di lacrime gli occhi di Emiliano, contribuendo ad alimentare più che mai la rabbia e l’amarezza dei baresi. Dopo 17 anni di attesa non dovrebbe essere consentito a nessuno di prorogare anche solo di un giorno, senza motivazioni oggettivamente rilevanti, la riapertura del Petruzzelli. Da questo mio umilissimo blog vorrei davvero esortare il giornalista della Rai, Bruno Vespa, tra l’altro sincero appassionato di Musica, a dedicare una puntata della sua popolare trasmissione “Porta a Porta” alle ultime vicende del teatro barese. Non si possono disegnare “ad arte”, di qualunque colore politico esse siano, scandalose strumentalizzazioni elettorali sulla pelle di un Teatro che quando è stato incendiato diciassette anni fa, ha fatto piangere la Puglia, l’Italia e il mondo.
Chi lo fa se ne dovrebbe solo vergognare.

giovedì, novembre 20, 2008

IL SIEGFRIED DI WAGNER INAUGURA STASERA LA STAGIONE LIRICA 2008/09 DEL TEATRO DEL MAGGIO FIORENTINO

Si apre stasera la stagione lirica 2008/09 del Comunale di Firenze con il Siegfried di Richard Wagner. Seconda giornata della meravigliosa saga "Der Ring des Nibelungen" (L'anello del Nibelungo), il "Siegfried" venne composto in due periodi ben distinti: tra il 1851 e il 1852 e tra il 1856 e il 1871. La prima rappresentazione assoluta ebbe luogo nel Festspielhaus di Bayreuth il 16 agosto 1876 nell'ambito dell'integrale del Ring; in Italia arrivò il 17 aprile 1883 al Teatro La Fenice di Venezia. Il grande maestro indiano, ma ormai (quasi) fiorentino d'adozione, Zubin Mehta e La Fura dels Baus proseguono la loro storica impresa della messa in scena dell'intera Tetralogia in coproduzione con il "Palau de les Arts Reina Sofía" di Valencia, iniziata nel "70° Maggio Musicale Fiorentino" con "Das Rheingold" (L'oro del Reno) e "Die Walküre" (La Valchiria), spettacoli che la giuria dell’Abbiati ha di recente premiato per le più belle scene e costumi “tra fantascienza e poesia” . Gli spettatori faranno la conoscenza del nuovo Siegfried del tenore russo Leonid Zakhozhaev e ritroveranno la Brünnhilde di Jennifer Wilson, il Wotan di Juha Uusitalo, l'Alberich di Franz-Joseph Kapellmann, la Erda di Catherine Wyn-Rogers, il Fafner di Stephen Milling. Il nano Mime è interpretato dal tenore caratterista Ulrich Ress, l'Uccellino della foresta da Chen Reiss. Una produzione molto attesa dunque e già salutata da un grande successo a Valencia nello scorso giugno. Per chi non sarà in teatro c’è comunque la diretta su Radiotre (anche se sarebbe stato ancor più bello vedere, oltre che ascoltare, l’opera in tv) , a partire dalle 18.45. Da non perdere.

Con il Quartetto Prometeo prenderà il via il 18 dicembre prossimo a Bari la X stagione dell'Accademia dei Cameristi

Sarà il "Quartetto Prometeo" (composto da Giulio Rovighi e Aldo Campanari, violini, Carmelo Giallombardo, viola e Francesco Dillon, violoncello) ad inaugurare la decima stagione dell’Accademia dei Cameristi il prossimo 18 dicembre alle 20.30. Dodici concerti (tra cui, ed è questa la novità, quattro raffinati matinèe denominati “DOMENICHEinMUSICA”) che si terranno nella suggestiva cornice romanica dell’Auditorium Vallisa di Bari. La succitata stagione musicale è stata presentata ieri mattina, oltre che dalla presidente Mariarita Alfino e dal critico Nicola Sbisà, dall’assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli e dall’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Bari, Pasquale Martino, i quali hanno rimarcato la significativa importanza dell’Accademia, come insostituibile volano per valorizzare i talenti locali emergenti, spesso affiancati nei concerti da autentiche star del panorama musicale nazionale, soprattutto in un momento così grave e delicato per la cultura e la musica del nostro Paese. Il riferimento agli ennesimi tagli del FUS e al rischio concreto che numerose associazioni possano chiudere per sempre, non poteva naturalmente mancare. Certo è che l’Accademia dei Cameristi ha lottato per anni, galleggiando incredibilmente grazie a risibili contributi e ai soci con il versamento delle loro quote annuali, rispetto al livello indiscutibile delle stagioni confezionate e degli artisti impegnati (Laura De Fusco, Giacomo Fuga, Giulio Rovighi, Benedetto Lupo, Nicola Fiorino, Emanuele Arciuli, Laura Marzadori, Leonardo Micucci, Elisabetta Mangiullo, per citarne solo alcuni). La Regione Puglia e il Comune di Bari però possono e devono fare di più. Dico e ripeto che le oggi celebri e visibilissime Accademie di Fiesole in Toscana e Cremona in Lombardia non sono diventate grandi per caso o dall’oggi al domani, ma attraverso tappe significative di un percorso graduale basato soprattutto sulla qualità straordinaria dei docenti e sul sostegno delle rispettive regioni e di sponsor privati. Quando anche la Puglia potrà finalmente aspirare ad avere un’Accademia musicale di perfezionamento di rilevanza (almeno) regionale? Se mai succederà in futuro, a mio sommesso parere, ai Cameristi non dovrebbero mancare le carte in regola per proporsi. Info: http://www.accademiadeicameristi.com/info@accademiadeicameristi.com. Infotel. 347.7712034

martedì, novembre 18, 2008

CHE RABBIA!

La foto che ho inserito in questo post vuole essere esemplificativa di ciò che nei prossimi anni potrebbe succedere se i tagli al FUS continueranno - a prescindere da chi ci governerà - in modo crescente o addirittura esponenziale, e cioè la chiusura totale delle attività musicali in Italia con migliaia di posti di lavoro in fumo e famiglie sul lastrico.
Leggete, a tale proposito, quello che ha scritto Daniele Martino sul numero di novembre del Giornale della Musica e inviatemi, se volete, i vostri commenti: “Cosa fa arrabbiare di più? La cifra cui il Governo Berlusconi ridurrà nel 2009 il Fondo Unico per lo Spettacolo (378 milioni, ovvero un -17% sull'anno passato), o quello che stanno dicendo vari ministri di questo Governo di centrodestra? Dalla fase dell'ansia (quanto taglieranno nella Finanziaria? chi taglieranno?) sovrintendenti, sindaci, sindacati sono passati alla rabbia. Mentre il Governo sostiene con i soldi di chi paga le tasse le banche che hanno speculato per anni in Borsa, mentre si progetta di rifinanziare le industrie automobilistiche con altre rottamazioni, mentre si ripianano con un colpo di spugna da centinaia e centinaia di milioni di euro i deficit di Comuni con sindaci di centrodestra, il Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi scrive che gli stipendi dei 5.500 dipendenti lirici complessivamente (343 milioni) siano più alti del finanziamento statale, in cambio di poche ore di servizio; quindi annuncia che lo Stato si occuperà prossimamente di trasformare «in una fondazione lirica di interesse nazionale» la Scala, e Santa Cecilia in «fondazione concertistica nazionale»; e gli altri? a parte i festivalieri Maggio Musicale e Arena («come negar loro un particolare riconoscimento di legge?») se li paghino i sindaci e le Regioni, visto che continuano a far debiti (290 milioni) e deficit (160). Per i musei, Bondi ha già pronto il modello Louvre: i ricchi musei americani e arabi potranno affittarsi le nostre opere d'arte; nel giro di pochi mesi 4 teatri lirici sono stati commissariati dal Ministero, che quasi sempre ha spedito personalmente il suo Direttore Generale a chiudere bilanci sfondati dalla favola dei soci fondatori privati (le stesse banche e grandi società che il Governo ha salvato dalla bancarotta dopo che per anni si sono arricchite mentre quasi tutti gli italiani si impoverivano).Non vale a confortarci l'aver scoperto che Mara Carfagna, l'ex soubrette divenuta Ministro per le Pari Opportunità, sia diplomata in pianoforte al Conservatorio di Caserta: non fa nulla per la musica. Non ci consola sentire il simpatico Ministro dell'Interno Roberto Maroni che chiacchierando con il suo amico Enrico Ruggeri a Varese racconta la sua esperienza di tastierista del gruppo amatoriale blues Distretto 51 difendendo il diritto dei giovani a scaricare gratuitamente mp3 da internet e chiedendo al suo amico Tremonti (il massacratore del Fus) di ridurre l'iva sui dischi. Il Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, il terrore degli assenteisti ministeriali, ha esternato che chi è andato a sentire il Parsifal al S.Carlo è «a volte ignorante oppure dedito alla rappresentazione del sé», che «piuttosto che chiudere piccole scuole elementari [come fa la sua collega di Governo, il Ministro dell'Istruzione, Gelmini] o non insegnare la musica ai bambini a scuola [!!!], io chiuderei il Fus», e che i biglietti d'opera vadano pure alle stelle e se li paghi la borghesia, visto che gli operai se li pagano, i biglietti allo stadio... Che rabbia...” (Daniele Martino – Giornale della Musica /Novembre 2008)

L'Aida di Verdi nel sontuoso allestimento di Franco Zeffirelli in scena al Massimo di Palermo

In Occidente l'Egitto vive attraverso la memoria di tre personaggi storici e mitologici al tempo stesso: Tutankamon il fanciullo imperatore, Cleopatra bellezza atavica e Aida martire e traditrice per amore. L'arte sotto ogni sua forma ha reso omaggio in più modi a questi personaggi tesi fra leggenda e realtà, e per la musica e l'opera in senso più stretto la storia di amore e morte di Aida, schiava etiope prigioniera del faraone in Egitto, messa in musica da Giuseppe Verdi nel 1871 su libretto di Antonio Ghislanzoni, rappresenta una delle partiture più note, amate e rappresentate dell'intero repertorio. Aida torna sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo dopo dieci anni con un allestimento storico, forse ormai leggendario, quello proveniente cioè dal Teatro alla Scala dove ha debuttato nel 1963, con la regia di Franco Zeffirelli e le scene e i costumi di Lila De Nobili, due artisti che hanno lasciato con le loro produzioni un segno indelebile nella storia del Teatro del Novecento. Sarà come un magico viaggio nell'arte teatrale di quasi cinquant'anni fa, costruita attraverso il sapiente uso di straordinari fondali dipinti, imponenti elementi che ricordano il mondo religioso egiziano, costumi variopinti preziosamente ricamati e gioielli, tutto vivificato grazie a un paziente lavoro di restauro realizzato nei laboratori del teatro milanese, i cui risultati si vedranno per la prima volta a Palermo. Costata 150.000 franchi (versati sul conto di Verdi presso la banca Rothschild di Parigi), Aida dopo alcuni rinvii debuttò a Il Cairo, per l'inaugurazione del nuovo Teatro dell'Opera, il 24 dicembre 1871, giungendo poi in Italia, alla Scala, nel febbraio del 1872. La prima a Palermo, sul palcoscenico del Politeama Garibaldi, è datata invece 27 marzo 1881; fino a oggi si sono succedute ben 35 edizioni. In Aida, come ricorda il critico e musicologo torinese Giorgio Pestelli, “monumentalità e psicologia sono le due facce non separabili di una stessa realtà”. I quattro atti dell’opera sono internamente suddivisi in due scene (a eccezione del terzo) ed equilibratamente divisi tra momenti di luce e di ombra. La trama si sviluppa secondo temi assai cari al compositore che dipana il fitto groviglio di passioni e di conflitti con estrema lucidità, scoprendo inattesi punti di contatto tra slanci collettivi e tumulti individuali, colpi di scena della storia e svolte tragiche del destino di una donna. Tutti i personaggi che si oppongono alle ragioni del potere per affermare la propria individualità soccombono: la protagonista, che sogna di eluderle in una fuga impossibile; Radamès, che involontariamente le tradisce e ne riceve la morte; Amneris, che crede di servirsene per le sue trame e ne viene travolta. Tranne per il valoroso condottiero, il cui ritratto non è del tutto definito, appare perfetta l’introspezione psicologica di Aida, Ramfis, Amonasro e soprattutto di Amneris, insieme diabolica e disarmata, imperiosa e fragile. Protagonista femminile nel ruolo del titolo sarà Amarilli Nizza, soprano assai caro al pubblico della città per l'intensità di tutte le sue interpretazioni, al suo fianco quale Radames il tenore Marco Berti, quindi Marianna Pentcheva (Amneris), Andrea Papi (Il Re), Paata Burchuladze (Ramfis), Carlos Almaguer (Amonasro). In alcuni turni si alterneranno: Susanna Branchini e Maria Josè Siri (Aida); Francesco Anile e Badri Maysuradze (Radames); Tiziana Carraro (Amneris); Konstantin Gorny (il Re); Silvio Zanon (Amonasro). La regia di Franco Zeffirelli è ripresa da Marco Gandini, le luci sono di Marco Filibeck. Le coreografie sono firmate da Vladimir Vassiliev; a interpretarle con il Corpo di ballo del Teatro Massimo un'etoile ospite quale Luciana Savignano, con al suo fianco primi ballerini Sabrina Brazzo e José Perez. Sul podio dell'Orchestra del Teatro debutta a Palermo una delle più apprezzate bacchette di oggi, Maurizio Benini. Il Coro del Teatro è guidato dal suo nuovo direttore stabile Andrea Faidutti. Calendario: 26 novembre ore 20.30 (turno Prime); 27 novembre ore 18.30 (turno S2); 29 novembre ore 18.30 (turno S3); 30 novembre ore 17.30 (turno D); 2 dicembre ore 18.30 (turno S1); 3 dicembre ore 18.30 (turno B); 4 dicembre ore 18.30 (fuori abb.); 5 dicembre ore 20.30 (turno F); 6 dicembre ore 20.30 (fuori abb.); 7 dicembre ore 18.30 (turno C). Costo dei biglietti da euro 10 a euro 102, in vendita al botteghino (martedì – domenica ore 10-15) o sul sito del teatro palermitano: http://www.teatromassimo.it/.
Informazioni e prevendita 800 907080.

lunedì, novembre 17, 2008

Una convincente Bohème chiude a Bari la stagione lirica 2007/2008

La Fondazione Petruzzelli di Bari ha chiuso al Teatro Piccinni con “La bohème” di Giacomo Puccini (la foto è di Vito Mastrolonardo) la stagione 2007-2008. Il foltissimo pubblico (tutto esaurito per le tre recite in programma) ha tributato un convincente successo a tutti gli interpreti del cast vocale, al direttore d’orchestra Fabio Mastrangelo e al regista Boris Stetka, che insieme allo scenografo Tommaso Lagattolla, autore anche dei deliziosi costumi, hanno confezionato una Bohème dal taglio cinematografico dentro una Parigi non oleografica, ma ottocentesca, eppure già segnata dalla pubblicità, provata dall’avvento dell’industria, abitata da folle realiste e da segni più che da architetture riconoscibili. Anche la scena, di solito coloratissima, del secondo atto è stata rivissuta dalla regia di Stetka senza la plateale e talora volgare enfasi regalataci dalla tradizione. Una bohème anche arricchita dalle luci puntuali e suggestive di Valerio Alfieri (fedele collaboratore, come lo stesso Stetka, del regista Daniele Abbado). Eccellente la direzione di Mastrangelo, al debutto operistico nella sua città natale, che ha prediletto le nuances impressionistiche e alcuni preziosi ritardandi, nei duetti tra i due protagonisti, all’acceso sentimentalismo veristico di altre riletture del capolavoro pucciniano, seguendo, peraltro, sempre con docile attenzione orchestra e cantanti in scena. Buona la prova dell’Orchestra della Provincia di Bari, preparata a puntino dal maestro barese, pur con i ben noti limiti derivanti da una "buca", quella del Piccinni, inadeguata per il denso organico pucciniano: conseguente, dunque, la distribuzione nei palchi di proscenio di alcuni strumentisti (in special modo percussionisti e trombonisti). Tra i cantanti spiccava la splendida Mimì di Svetla Vassileva, qui davvero a suo agio – sia vocalmente che scenicamente – nei panni della tenera fioraia; ancora un po’ acerbo e di scarso peso timbrico per il ruolo, il Rodolfo del giovane Francesco Demuro, pur dotato, va detto, di voce lineare, fresca e ben impostata. Ottimi tutti gli altri, a cominciare dal vibrante e appassionato Marcello di Vincenzo Taormina, e poi ben delineati lo Schaunard di Gianfranco Cappelluti e il Colline di Andrea Patucelli. Esemplari, infine, le prove del Coro della Fondazione Petruzzelli e di quello di Voci Bianche del Conservatorio “N. Piccinni”, preparati rispettivamente da Franco Sebastiani e da Emanuela Aymone. Domani alle 20.30 c’è l’ultima recita. Si aspetta adesso con fiducia la prossima stagione che si svolgerà interamente (e fortunatamente) nel Teatro Petruzzelli ricostruito; dopo diciassette anni di immeritato “Purgatorio”, Bari tornerà a contare nel mondo dello spettacolo nazionale e internazionale. Ne siamo certi.

venerdì, novembre 14, 2008

"Puccini mon Amour" di Maria Grazia Pani in scena domenica al Bluorg di Bari

Domenica 16 novembre alle 19 presso la Galleria Bluorg di Bari si inaugura la già preannunciata stagione concertistica “Qui…la voce” con lo spettacolo di Maria Grazia Pani “Puccini, mon Amour”, scritto per il 150°anniversario dalla nascita del celebre compositore lucchese. Insieme alla Pani, in scena anche come soprano, tornano il tenore romano Matteo Sartini, la pianista barese Barbara Rinero, e l’attrice Giusy Frallonardo (insieme con Maria Grazia nella foto), recentemente molto apprezzata anche in televisione su Raidue nella fiction “Terapia d’urgenza”. L’artista Giuseppe Bellini ricrea, con i suoi costumi, atmosfere e suggestioni. La compagnia di TeatrOpera si conferma nel tempo compatta e affiatata e continua a costruire un'idea e una forma di teatro ricca di riflessioni sul teatro lirico e sulla sua attualità. “Puccini, mon amour” rende omaggio al grande compositore toscano in modo sincero e appassionato, attraverso il racconto di una donna, una donna immaginata, eppure vera: un’ipotetica “prima fidanzata” del giovane Puccini ai tempi del Conservatorio a Milano. Per la prima volta, dopo tanti libri e film sulle “donne” di Puccini dalla moglie alle amanti reali o presunte, è una donna al di sopra di ogni possibile insinuazione a narrarci di sé e del suo primo amore, con i suoi pensieri tutti al femminile, con leggerezza eppure con profonda introspezione psicologica. Incastonate tra i ricordi di giovinezza le arie e i duetti dalle opere più famose, “La Bohème”, Madama Butterfly, Tosca, Turandot, Manon Lescaut, e prendono vita i personaggi tanto amati dal pubblico. Uno spettacolo da non perdere, nel solco di “Viva Verdi!” e delle altre “fantasie teatrali”di Maria Grazia Pani che tanto successo hanno avuto dal 2000 ad oggi. La stagione “Qui la voce” proseguirà il 14 dicembre con “Capricci e Tormenti” musiche di Bizet, Kreisler, Sarasate con il violinista Michelangelo Lentini, il mezzosoprano Carla Regina che torna il 9 gennaio con “Musica per un attimo”. Il 1 Febbraio “Armonie” duetti, terzetti, insiemi con il ritorno della soprano Oriana Kurteshi. Il 22 Febbraio l’omaggio a Mendelssohn di Elisabetta Pani a 200 anni dalla nascita. Il 22 marzo un particolare appuntamento con l’operetta. Infine il 29 aprile l’originale invenzione scenica ispirata a “Ode marittima” di Pessoa con Mirko Signorile al pianoforte, Pippo Dambrosio percussioni e la voce di Totò Onnis. Date le numerose richieste verrà replicato “Nell’ultimo sguardo del Petruzzelli” che tanto successo ha avuto nella scorsa stagione. Per informazioni: Galleria BLUorG, via M. Celentano 92/94 70121 Bari. Infotel: +39 080. 9904379 / e-mail: info@bluorg.it / bluorg@fastwebnet.it website: http://www.bluorg.it/

Il fiorentino Carlo Prosperi: compositore "ritrovato"?

Compositore fra i più eminenti del dopoguerra, il fiorentino Carlo Prosperi (nella foto) compie una ricerca del tutto personale che lo porta a utilizzare la dodecafonia non come sistema ma come tecnica: egli rifugge dall’uniserialità perseguita dall’ortodossia dodecafonica, a favore di una pluriserialità di volta in volta mutata in funzione delle proprie ragioni espressive. L’unità che Prosperi cerca (e trova) non risiede nelle stanze tecniche dell’uniserialità: è valore dello spirito e risiede nel pensiero unitario del discorso musicale; nella musica che si fa interprete del proprio respiro interiore, nell’unità fra musica e poesia. Il compositore vuole piegare la tecnica all’uomo e non viceversa: ecco la serialità ben temperata e dodecafonicamente poco ortodossa. L’umanesimo di Prosperi si pone agli antipodi dello strutturalismo di Darmstadt, vista la centralità nella sua estetica e etica musicale del soggetto, dell’uomo, della coscienza dell’individuo. Allo stesso fine, per altra via, tendeva il suo maestro Luigi Dallapiccola, di cui Prosperi è vero continuatore. La vocazione di Prosperi non fu quella di essere attuale: la sua inattualità fu anzi la cifra linguistica di un percorso che lo portò a un isolamento funzionale alla sua produzione artistica che, di giorno in giorno, torna a essere lungimirante e profetica. Ecco perchè oggi, dopo un lungo silenzio, è giusto parlare di Prosperi come un compositore ritrovato. Nel 2004, Giuliana Prosperi e suo marito Massimo Masi, dopo un'organica catalogazione di tutto il materiale musicale, letterario e archivistico che Carlo Prosperi aveva accumulato nel corso del suo magistero di compositore e di didatta, lo hanno integralmente donato al Gabinetto "G.P. Vieusseux", che ha costituito il Fondo Carlo Prosperi presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, ulteriore fondo musicale dopo quelli dedicati a Luigi Dallapiccola, Federico Ghisi e Alberto Savinio nello stesso Archivio.
Del Fondo Carlo Prosperi è responsabile scientifico Mario Ruffini. Testi di: Luciano Alberti, Massimo Becattini, M. Adelaide Bartoli Bacherini, Piero Bellugi, Maria Chiara Berni, Sylvano Bussotti, Luciano Chessa, Álvaro Company, Luigi Dallapiccola, Annette Frank, Marco Grondona, Marco Ligabue, Alberto Magnolfi, Gloria Manghetti, Eleonora Negri, Cesare Orselli, Andrea Panieri, Susanna Ragionieri, Mario Ruffini, Anna Scalfaro, Silvana Seidel Menchi, Romano Silva, Elisabetta Soldini, Paolo Somigli, Mario Sperenzi, Ivanka Stoianova, Elisabetta Tortelli, Roman Vlad.

mercoledì, novembre 12, 2008

Qui Parma: "Voci parallele. Giacomo Puccini, registrazioni a confronto"

Per ricordare Giacomo Puccini nel 150° anniversario della nascita, l’Istituzione Casa della Musica promuove e organizza, nell’ambito del Progetto Casa del Suono, un interessante ciclo di incontri con lo storico della musica Gustavo Marchesi: in tutto quattro appuntamenti focalizzati sull’impulso che l’industria discografica, sviluppatasi agli inizi del ‘900, diede all’opera del grande compositore lucchese. “Voci parallele. Giacomo Puccini, registrazioni storiche a confronto”: questo il titolo della rassegna che parte oggi e proseguirà il 19 e 26 novembre per concludersi venerdì 5 dicembre. Tutti gli incontri si svolgeranno alla Casa della Musica con inizio alle ore 17.30. L’ingresso è libero. Marco Capra, presidente e responsabile scientifico della Casa della Musica, spiega: "Poiché quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini, la Casa della Musica non poteva lasciarsi sfuggire l’opportunità di ricordarlo in un modo non banale. Per parlare di Puccini abbiamo pensato - secondo il nostro costume, che non è incline alle celebrazioni fini a se stesse - di approfondire un aspetto saliente della sua vicenda artistica, vale a dire il grande impulso che la neonata industria discografica diede alle sue opere e ai suoi personaggi. Poiché tutti i maggiori cantanti che hanno lasciato testimonianza registrata dalle loro voci nei primi decenni del Novecento hanno interpretato i personaggi pucciniani quando il compositore era ancora in vita - e talvolta addirittura sotto la sua guida - possiamo avere un’idea di quanto utili e preziose siano quelle testimonianze. Per non dire poi di Toscanini, che è stato il direttore forse più legato a Puccini dagli inizi di carriera sino alla fine, avendo diretto le prime assolute di La bohème, La fanciulla del West, Turandot. Per tutte queste ragioni, dedicare a Puccini la nostra serie di incontri riservati all’ascolto discografico assume una valenza di approfondimento culturale che va ben oltre la semplice circostanza celebrativa, a maggior ragione per il fatto che nella nostra città la ricorrenza è purtroppo passata quasi inosservata". Per informazioni: Casa della Musica (Piazzale San Francesco 1, Parma), tel. 0521 031170, email: infopoint@lacasadellamusica.it, sito web: http://www.lacasadellamusica.it/

Venerdì al Teatro Piccinni di Bari c'è "Bohème" di Puccini

In attesa della presentazione del cartellone 2008/2009 la Fondazione Petruzzelli propone l’ultimo titolo della Stagione 2007/2008: “La Bohème” di Giacomo Puccini. L’opera per la regia di Boris Stetka è in programma al teatro Piccinni venerdì 14 novembre alle 20.30, domenica 16 novembre alle 17.00 e martedì 18 novembre alle 20.30. Dirigerà l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari il maestro Fabio Mastrangelo, all'attesissimo debutto operistico nella sua città (nella foto). Il coro di Voci Bianche del Conservatorio Niccolò Piccinni sarà condotto dal maestro Emanuela Aymone. A curare scene e costumi Tommaso Lagattolla, il disegno luci è di Valerio Alfieri. Il celebre soprano bulgaro Svetla Vassileva interpreterà Mimì il 14 ed 16 novembre, mentre Francesca Sassu canterà Mimì il 18 novembre, Daniela Schillaci sarà Musetta, Francesco Demuro Rodolfo, Vincenzo Taormina, Marcello, Gianfranco Cappelluti Schaunard, Andrea Patucelli Colline, Pietro Naviglio Benoît, Giuseppe Cacciapaglia Parpignol, Alessandro Calamai Alcindoro, Antonio Muserra, il Sergente dei doganieri, Giovanni Ceto, un doganiere. Oggi alle 17,30, nella sede della Libreria Feltrinelli di Bari la Fondazione Petruzzelli propone un nuovo incontro dedicato alla musica. A svelare il fascino de “La Bohème” di Giacomo Puccini, in programma al teatro Piccinni di Bari, venerdì 14 novembre alle 20,30, domenica 16 novembre alle 17.00 e martedì 18 novembre alle 20,30 saranno il regista dell’opera Boris Stetka ed il maestro Fabio Mastrangelo (nella foto) che dirigerà l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Introdurrà e modererà l’incontro Dario Ascoli, giornalista e direttore del periodico di informazione, spettacolo e cultura online “Oltrecultura”. La Bohème è una delle opere più popolari e più amate non soltanto del catalogo pucciniano, ma dell’intero repertorio Lirico. La storia di un amore giovane, passionale, che coinvolge artisti e ragazze semplici, ha da sempre rappresentato un modello di tragedia dei buoni sentimenti. Eppure si tratta di un capolavoro autenticamente rivoluzionario dal punto di vista della scrittura musicale. Tutti conoscono la storia dell’amore tumultuoso e contrastato del poeta Rodolfo per la Mimì, nata per caso dal contatto con la “gelida manina” e continuata tra le scanzonate serate al caffè Momus con gli amici artisti e le gelosie e incomprensioni risolte solo alla “barriera d’Enfer” in una notte d’inverno. Rodolfo sa che Mimì è malata di tisi ma spera fino all’ultimo che ella possa salvarsi, quando lei, infine, muore disperatamente tra le sue braccia. Puccini completò l’opera a Torre del Lago nel 1895, intingendo il suo pennello nell’estetica del romanticismo decadente di fine secolo, permeato di sensazioni sentimentali solo apparentemente veristiche, ma in sostanza piccolo borghesi. Su questa vicenda le melodie pucciniane, dal lirismo possente ed evocativo, si intrecciano in maniera sublime con una nuova concezione del melodramma italiano, per la prima volta attento alla vita contemporanea e alle emozioni dei personaggi più che a sontuosi affreschi storici e nazionali. . Informazioni: 080.521.24.84.

Matthias Pintscher dirige l'OSN della Rai domani a Torino

Il giovane compositore e direttore d'orchestra Matthias Pintscher (nella foto) non è solo uno dei musicisti attualmente più apprezzati al mondo, ma è soprattutto un uomo del suo tempo; lo si può verificare navigando in internet: possiede infatti un suo sito personale (www.matthiaspintscher.com) dal design innovativo, che si compone sotto gli occhi del visitatore, con immagini in bianco e nero ultrapatinate. Ha poi addirittura un profilo su facebook, il social network online più frequentato dai giovani di oggi. Anche osservato più da vicino, e sotto il profilo artistico, Pintscher conferma l'impressione di grande disinvoltura nel rapporto con il mondo di oggi: dalla metà degli anni novanta l'intera comunità musicale stende tappeti rossi al suo talento; preziosi riconoscimenti internazionali, contatti con direttori illustri come Claudio Abbado e Simon Rattle, prime esecuzioni nei centri musicali più prestigiosi. Nel 2007 la sua opera intitolata "Oris" è stata battezzata a Chicago dalla bacchetta di Pierre Boulez, e il suo Concerto per violino "en sourdine", scritto per Frank Peter Zimmermann, è stato eseguito più di quaranta volte. Proprio con questo concerto l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha incontrato per la prima volta, nel marzo 2006, la musica di Matthias Pintscher. Il successo è stato notevole, complici anche la straordinaria interpretazione di Zimmermann e la direzione di Eliahu Inbal. Pintscher torna oggi a lavorare con la compagine Rai nella doppia veste di compositore e direttore: domani, giovedì 13 novembre 2008 alle 20.30, all'Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino e in collegamento diretto su Radio3, esegue i suoi "Fünf Orchesterstücke" (Cinque pezzi per orchestra). In occasione della prima assoluta, avvenuta nel 1997 a Salisburgo, Pintscher descrisse il suo modo di lavorare: "Quando incomincio a scrivere un pezzo, dalla distribuzione degli strumenti emerge un vocabolario di suoni, poi un catalogo di personaggi che devono essere messi in relazione, e da lì una drammaturgia". Lecito dunque aspettarsi un lavoro "teatrale", pur privo di una vera drammaturgia. La sua orchestra, in questo caso di dimensioni sterminate, si riempie di personaggi senza volto, alle prese con avventure suggestive, alla cui fisionomia contribuisce in modo determinante l'immaginazione produttiva dell'ascoltatore. Difficile non cogliere in questo atteggiamento creativo qualche legame con il "teatro immaginario" di Henze, uno dei mentori di Pintscher fin dal 1988. Il concerto Rai, replicato venerdì 14 novembre alle 21, fa parte di Contemporary, il cartellone di eventi che gli enti territoriali piemontesi dedicano nei mesi autunnali alle arti contemporanee. Matthias Pintcher propone, accanto ai suoi Fünf Orchesterstücke, due pagine del Novecento che hanno segnato le evoluzioni successive della storia della musica, aprendo le porte alla contemporaneità. Sarà interessante quindi scoprire la visione che questo compositore quanto mai attuale darà di pagine ormai storiche come Le tombeau de Couperin di Ravel e Le sacre du printemps di Stravinskij. I biglietti per le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani per i nati dal 1979) sono in vendita sia online che presso la biglietteria dell'Auditorium Rai. Un'ora prima dei due concerti saranno messi in vendita ingressi non numerati a 20 e 9 euro (ingresso giovani per i nati dal 1979). Info: 011.8104653 - http://www.orchestrasinfonica.rai.it/

martedì, novembre 11, 2008

Hector Passarella, il suo ensemble e il Tango per la Camerata Musicale Barese

Un programma interamente dedicato al tango con esecuzioni di Rodriguez, Piazzolla, Bacalov e Passarella è il grande richiamo esercitato questa sera allo Sheraton Nicolaus di Bari (alle 20.30) dall’ “Héctor Ulises Passarella Ensemble”. Il complesso è composto oltre che da Passarella (bandoneòn) anche da Serena Cavalletti e Luca Mengoni (Violini), da Vincenzo Pierluca (Viola), Andrea Agostinelli ( Violoncello), Gianluca Ravaglia (Contrabbasso) e Annamaria Garibaldi (Pianoforte). Héctor Ulises Passarella è considerato uno dei più grandi bandoneonisti viventi; a lui viene soprattutto riconosciuto il merito di aver contribuito alla conoscenza in Europa delle straordinarie possibilità tecniche, timbriche ed espressive del bandoneòn. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi presso gli uffici della Camerata, Via Sparano 141, Bari. Infotel 080.5211908 dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.00.

lunedì, novembre 10, 2008

LA RINASCITA DEL TEATRO PETRUZZELLI: DOMANI AL VIA IL SORTEGGIO PER IL CONCERTO DI PLACIDO DOMINGO DEL 5 DICEMBRE

Il Sindaco Michele Emiliano ha annunciato sabato scorso, durante un’affollata conferenza stampa, che la Città di Bari saluterà la rinascita del Petruzzelli con uno straordinario concerto del Maestro Placido Domingo e dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Petruzzelli che si svolgerà all’interno del Teatro ricostruito la notte tra il 5 e il 6 dicembre (con inizio alle 23.30). I biglietti del Concerto saranno sorteggiati tra i cittadini residenti nei Comuni della Provincia di Bari che ne faranno richiesta. Per partecipare al sorteggio i cittadini dovranno recarsi presso il Comune di Bari, al primo piano di Palazzo di Città, a partire da domani mattina (tutti i dettagli tecnici nel website della Fondazione Petruzzelli – http://www.fondazionepetruzzelli.it/ ). I biglietti in palio sono 1200, la restante parte dei posti (circa 200) sarà riservata alle maestranze che in questo anno e mezzo - dal lunedì al sabato e a volte anche di domenica - hanno lavorato alla ricostruzione e al restauro del Politeama. Le spese del concerto di Placido Domingo (il cui cachet è di circa 30mila euro) saranno a carico dell’Amministrazione Comunale. “Un evento storico come la rinascita del Teatro Petruzzelli - ha dichiara il Sindaco - non può che essere salutato con gioia da tutta la città. Sarà una rappresentanza di 1200 cittadini sorteggiati ad attestare per prima l’avvenuta conclusione dei lavori, alla presenza di tutti coloro che hanno lavorato giorno e notte nel cantiere per rispettare i tempi di consegna”. L’evento della notte tra il 5 e il 6 dicembre lascia sempre aperta la possibilità al Ministero dei Beni Culturali di concordare con la Fondazione Petruzzelli per la sera seguente del 6 dicembre l’altro ( a questo punto "solo" eventuale) prestigioso concerto di gala diretto da Zubin Mehta con l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino voluto dallo stesso Ministero: “Come avvenuto per il Teatro La Fenice di Venezia - ha spiegato il Sindaco di Bari ai giornalisti - ci aspettiamo che il Ministero voglia e sostenga un grande avvenimento alla presenza delle massime autorità dello Stato. Il mio auspicio è che il Ministro Bondi non si faccia sfuggire l’occasione di essere presente a Bari quando finalmente riapriremo il Teatro Petruzzelli”.

venerdì, novembre 07, 2008

Una prima esecuzione italiana di Ernest Chausson per la stagione 2008/2009 del Collegium Musicum di Bari

Presentata ieri mattina, nella consueta conferenza stampa presso il cine-teatro Kursaal Santalucia, la XIV stagione del Collegium Musicum, il noto ensemble cameristico barese diretto da Rino Marrone (nella foto). Degli undici concerti, tutti di notevole interesse, in programma quest’anno, cinque si terranno al Kursaal, due nella Cattedrale di Bari (Concerti di Natale e Pasqua) e quattro - denominati “Buon Compleanno a…” - saranno dedicati ad altrettanti compositori (Schubert, Wolf, Castelnuovo Tedesco e Brahms). Di rilievo l’inaugurazione prevista il prossimo 25 novembre con “La Legende de sainte Cecile” op. 22 di Ernest Chausson (in prima esecuzione italiana). “Compositore di cui si parla spesso, - ha ricordato lo stesso Marrone - ma che si esegue molto poco, a parte alcune note composizioni per violino e orchestra”. Chausson amava riunire nel proprio salotto scrittori e musicisti del livello di Debussy, Chabrier, Mallarmè e tanti altri. Nato nel 1855, egli morì a soli 44 anni per una banale quanto letale caduta dalla bicicletta, lasciando solo 39 composizioni. Di queste “mistiche e celestiali” musiche di scena del compositore francese, con testo di Maurice Bouchor tradotto in versione narrativa da Ida Porfido, saranno protagoniste insieme al Collegium, Amelia Felle (soprano), Teresa Ludovico e Saba Salvemini (voci recitanti), nonchè il coro Modus Novus diretto da Luigi Leo. Di volta in volta vi informerò poi dei successivi concerti che con cadenza praticamente mensile arriveranno sino al 10 maggio 2009 con il “Buon Compleanno a Brahms”, in cui si ascolterà peraltro uno dei più straordinari capolavori mai scritti: il "Quintetto in Si minore per clarinetto e archi op. 115", accostato per l'occasione ad una cartolina d’auguri composta su commissione del Collegium da Nicola Ventrella. Per ulteriori dettagli sulla programmazione e su abbonamenti e biglietti si può consultare agevolmente il sito internet dell'ensemble barese (www.collegiummusicumbari.it ). Infotel: 080.5227986.

Laurie Anderson e Lou Reed insieme domani a Bari per Time Zones

Due grandi artisti per Time Zones, il festival "sulla via delle musiche possibili" diretto da Gianluigi Trevisi, che prosegue con successo domani a Bari. Ci sarà anche LOU REED, in qualità di special guest, sul palco del festival barese per lo spettacolo Homeland di LAURIE ANDERSON (nella foto), che si terrà presso il Palamartino alle 21. Nello spettacolo di domani saranno in scena, oltre a Laurie Anderson, Peter Scherer (tastiere) e Skuli Sverrisson (basso).
L’appuntamento musicale con Homeland sarà anticipato il 7 novembre da un incontro con il pubblico che si terrà alle ore 16.30 nell’Auditorium dell’Università degli Studi di Bari (via De Rossi, interverranno i docenti Paola Zaccaria e Pierfranco Moliterni) ed al quale parteciperanno LAURIE ANDERSON e LOU REED. Location: Palamartino (Ex Gil) - Via Napoli (Bari).
Ingresso concerto: 20 euro / Open: h 21 /Abbonamento € 65 / BOX OFFICE: tel 080.5240464 / Vendita biglietti online: http://www.voglioilbiglietto.it/ -

giovedì, novembre 06, 2008

Domani a Casa Giannini si parla della Bohème di Puccini

Domani, venerdì 7 novembre, per i seguitissimi "PERCORSI D'OPERA - PRIMA DELLA PRIMA" a cura di Detty Bozzi, a Casa Giannini ci sarà l'appuntamento con l'ultima opera in cartellone nella Stagione lirica organizzata dalla Fondazione Petruzzelli. si parlerà de "La Bohème" di Giacomo Puccini, con la proposta di musica dal vivo e interessanti filmati storici.
"Puccini debuttò nel '96 a Torino con la sua "Bohème", opera dallo svolgimento drammatico, con una miscela inaudita tra la spensieratezza bohèmienne e la tragedia che cova nel petto innocente della protagonista, anticipando Ruggiero Leoncavallo, che per primo si era ispirato al feuilleton apparso su un giornale francese."
Interverranno Andrea Marena, docente di composizione e apprezzato studioso di Puccini, Angela Annese e Nicola Scardicchio. (CASA GIANNINI - Via Sparano, 172 - BARI - Ingresso libero / ore 18,30 / Infotel 080.5246864).

UN MANIFESTO CHE MERITA RISPETTO

Teatro Petruzzelli: sarà muro contro muro fino al 6 dicembre?

Bari e Roma (alias il Sindaco di Bari, Michele Emiliano e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi) sono sempre lontane sulla data dell’inaugurazione del Petruzzelli. E questa non è una buona notizia. La redazione del Corriere del Mezzogiorno, ma anche i banchetti predisposti dalla Cgil e dal Comitato “6 dicembre” nelle vie di Bari e, dulcis in fundo, il gruppo di Facebook su Internet sono stati inondati di migliaia di adesioni: si parla di oltre 20 mila cittadini che vogliono l’apertura del teatro per quella simbolica data. Eppure c’è anche chi rema contro l’apertura del teatro. Francamente, come mi è spesso successo in questi giorni, sono stanco di polemizzare e litigare con persone che a ben guardare stanno solo anteponendo il loro interesse personale a quello della città e dei suoi abitanti. Certo, è vero, manca una volontà politica unitaria per riaprire – tutti insieme, magari con un pacifico girotondo - il teatro Petruzzelli. Se da un lato Emiliano, secondo i soliti noti, si sta intestardendo con ansia spasmodica nella direzione di questa benedetta data, altri la pensano diversamente e sostengono che su questa “battaglia” il Sindaco di Bari stia sensibilmente incrementando il consenso dei suoi cittadini, in vista delle amministrative del 2009. Questo naturalmente non garba per nulla al suo avversario, il candidato sindaco del Pdl, Simeone Di Cagno Abbrescia.
Emiliano ha però detto, chiaro e tondo, all’indomani dell’incontro con il Ministro Bondi che lui non ci sta a rinviare la data: “Noi andiamo avanti perché dobbiamo mantenere la promessa data. - ha dichiarato il sindaco - Il 5 dicembre ci sarà un’anteprima: 1200 baresi grazie ad un sorteggio potranno assistere in teatro al concerto del celebre tenore Placido Domingo con l’Orchestra della Provincia di Bari e il 6 il teatro lo inaugureremo ufficialmente con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Zubin Mehta. Se anche non dovessero arrivare in tempo utile i certificati sull’ agibilità e la prevenzione per gli incendi, risponderò io direttamente della messa in sicurezza del teatro. Del resto nell’altro teatro barese, il Piccinni anch’esso inagibile da tempo, ma quotidianamente aperto al pubblico e a manifestazioni di spettacolo, è il sottoscritto che si prende identiche responsabilità.” In verità, i cosiddetti nodi al pettine di natura tecnico-giuridica che il ministro Bondi vorrebbe dipanare con un tavolo tecnico tra le parti in causa (il primo incontro sarebbe previsto a Roma per il 13 novembre), non impedirebbero comunque, secondo l'attuale sindaco e presidente “pro tempore” della Fondazione Petruzzelli, la riapertura per quella data del teatro e soprattutto l’impellente necessità di adempiere agli obblighi di legge per assicurare subito l’immobile, verificandone al contempo le attrezzature tecnologicamente all’avanguardia di cui dispone. La corsa contro il tempo dunque continua. Allo scadere del conto alla rovescia il 6 dicembre, cronometrato da un orologio collocato in Piazza Ferrarese, sapremo se la tanto agognata "FESTA" inaugurale ci sarà o bisognerà ancora attendere mesi o addirittura anni.

"A teatro non si fischia più: la critica ieri ed oggi nella cultura pugliese"

Ringrazio l'amico Egidio Pani che mi ha invitato personalmente a questo interessante incontro che si terrà a Bari la prossima settimana: "Più spettacoli, più spettatori: il rinnovato interesse per il teatro è una costante della società italiana e la Puglia ne è capofila. Muta il teatro, la sua organizzazione, il rapporto con il pubblico. I giornali cambiano, cambia la “pagina degli spettacoli”, cambia il ruolo del critico, la sua relazione con gli spettatori prima che con la macchina produttiva dello spettacolo e con la presenza politica nel finanziamento della produzione teatrale. Su questi temi dibatteranno critici militanti e studiosi martedì 11 novembre alle ore 19 presso la Galleria Bluorg a via Celentano 92, in un incontro dall’intrigante titolo: “A teatro non si fischia più: la critica ieri ed oggi nella cultura pugliese”. L’incontro è promosso dall’Associazione “Attraverso lo Spettacolo”, in collaborazione con la Biblioteca del Consiglio Regionale della Puglia “Teca del Mediterraneo” e con il Centro Artistico Bluorg in occasione dei 15 anni della rivista “ContrAppunti”. Intervengono Waldemaro Morgese, Direttore della Biblioteca regionale, Egidio Pani, Presidente dell’ Associazione “Attraverso lo Spettacolo”, Franco Chieco, direttore di ContrAppunti, Antonio Di Giacomo, Alfonso Marrese, Franco Perrelli, Franco Mazzotta, Pierfranco Moliterni, Fiorella Sassanelli, Nicola Sbisà, Fabrizio Versienti e Nicola Viesti. La manifestazione, che sarà seguita da altri incontri dedicati alla critica d'arte, cinematografica, dei media e dell’industria discografica, è aperta al dibattito pubblico".

mercoledì, novembre 05, 2008

"Caloroso successo a Bari per il recital del giovin virtuoso Sergey Koudriakov" di Vittorio Catani

"Di notevole interesse il concerto del giovane pianista russo Sergey Koudriakov (nella foto), la sera di lunedì 3 novembre presso la Sala Giuseppina del Kursaal Santalucia, nell’ambito della stagione musicale de "Il Coretto". Nato a Mosca nel 1978, Koudriakov vanta numerosi riconoscimenti fra cui il primo premio al Concorso Internazionale Geza Anda (Zurigo). Questo artista è soprattutto un notevole, talora stupefacente virtuoso della tastiera. Le musiche in programma concedevano in effetti ben poco a un’esecuzione che non fosse tecnicamente “impegnata”: la Sonata n. 9, Op. 19 di Alexander Scriabin, sei Lieder di Schubert/Lisz (Auf dem Wasser zu singen, Die Forelle, Gretchen, Städchen, Aufenthalt, Erlkönig); i Quattro Impromptus, Op. 90 di Schubert; un pot-purri di arie da Le nozze di Figaro, di Mozart/Liszt/Busoni. Koudriakov ha affrontato la tastiera con piglio talora dolce o quasi romantico (il primo tempo della sonata scriabiniana, la Städchen e momenti degli Impromptus schubertiani), talora con impeto, o quasi una violenza da cataclisma. La sua tecnica non è parsa sempre perfetta (qualche imprecisione specie all’inizio del concerto, un pedale forse un po’ insistito; momenti che avrebbero magari richiesto un passo meno veloce). E comunque è innegabile che il pianista russo vanti doti tecniche e una capacità di coinvolgimento del pubblico spettacolari. Già i Lieder di Schubert trascritti sulla tastiera da Liszt avevano esaltato l’uditorio (in particolare Erlkönig); ma il “pezzo” finale ha suggellato il concerto con un virtuosismo travolgente, oseremmo dire ai limiti dell’umano. Il brano in questione è anche una rarità: abbozzato da Liszt sulle note di Mozart, fu completato da Ferruccio Busoni. Koudriakov ha raccolto una lunga convinta ovazione finale acconsentendo a due bis. Dapprima ha eseguito, con riuscito contrasto (verosimilmente memore della pianista Clara Schumann), un brano facile tecnicamente, ma che per non naufragare richiede particolare intensità espressiva: la celeberrima Träumerei. Il secondo bis, altro brano rarissimo, ha reimmerso l’uditorio nei… lampi e tuoni d’una vertiginosa trascrizione del tema Capuleti e Montecchi dal balletto Giulietta e Romeo di Sergej Prokofiev. Tutto bene, dunque? Quasi. Punto nero: il pubblico. Sergey Koudriakov meritava più della trentina di ascoltatori plaudenti che si è ritrovato davanti, ai quali peraltro ha compitamente risposto con profondi inchini. Né si può accampare a scusante il prezzo del biglietto, davvero minimo. In platea più d’uno si chiedeva dove fossero i melomani e gli studenti del Conservatorio e insomma dove fosse Bari. Forse davanti alla tv con...L’Isola dei famosi." Vittorio Catani

Firmate l'Appello di Zubin Mehta e Riccardo Muti per il Maggio Musicale Fiorentino

Ho appena firmato...fatelo anche Voi! "Firma anche tu l'appello di ZUBIN MEHTA e RICCARDO MUTI al Ministro per i Beni e le Attività Culturali SANDRO BONDI (http://maggioblog.splinder.com/) per chiedere che al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino venga riconosciuto un ruolo di eccellenza fra le realtà musicali d’Italia. L’appello, promosso dai dipendenti del “Maggio”, fa seguito al clima di grande preoccupazione per le sorti della Fondazione lirico-sinfonica fiorentina nel futuro riassetto delle attività dello spettacolo. ******************************************************************** "Egregio Ministro, il taglio dei finanziamenti alle Fondazioni lirico-sinfoniche e a tutto il mondo della cultura italiana colpirà in modo pesantissimo anche il TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO minando la sua stessa esistenza e il suo futuro. Nella vita artistica di Firenze la musica ha avuto un ruolo fondamentale: qui, nella città di Cherubini, è nato alla fine del ’500, sulle teorie e le esperienze della Camerata dei Bardi, il melodramma. Il 9 dicembre 1928 ha visto la luce, grazie all’opera di Vittorio Gui, la prima stagione della Stabile Orchestra Fiorentina, quel complesso che sarebbe diventato l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, intorno alla quale si è sviluppato il Teatro e di lì a poco il più antico Festival europeo, insieme a quello di Bayreuth e di Salisburgo. Sul palcoscenico del Teatro del Maggio si sono alternati i nomi più prestigiosi della musica del Novecento, come ad esempio Erich e Carlos Kleiber, Celibidache, Karajan e Mitropoulos, Maria Callas, Richard Strauss e Stravinskij, Messiaen e Berio; al loro fianco registi e scenografi di eccezione quali Reinhardt, Gründgens e Visconti, de Chirico e Kokoschka. Per questi motivi Le chiedo, insieme al mio amico RICCARDO MUTI, che prima di me, dal 1969 al 1981, è stato Direttore Stabile del Maggio, che il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la sua storia costellata di premi della critica e per il suo prestigio mondiale, sia riconosciuto tra le eccellenze nazionali in quanto parte fondamentale del patrimonio culturale, artistico e sociale del Paese, da preservare e valorizzare." ZUBIN MEHTA

martedì, novembre 04, 2008

Il Sindaco di Bari Michele Emiliano dal Ministro Bondi per la riapertura del Petruzzelli

''Restituire alla citta' di Bari e all'Italia il nuovo Teatro Petruzzelli finalmente riportato al suo antico splendore, alla presenza delle piu' alte cariche istituzionali del Paese''. Con questo obiettivo il Ministro per i Beni e le Attivita' culturali, Sandro Bondi, ha incontrato oggi, presso la sede del ministero a Roma, insieme al capo di gabinetto, Salvatore Nastasi, il sindaco di Bari, Michele Emiliano (nella foto è con Zubin Mehta che il 6 dicembre con l'Orchestra del Maggio Fiorentino dovrebbe inaugurare il "Nuovo" Petruzzelli) .''Nel corso dell'incontro - si legge in una nota del Mibac - che si e' svolto in un clima cordiale e amichevole, il ministro ha illustrato al sindaco tutti i problemi ancora irrisolti legati al restauro ed alla prossima riapertura dello storico Teatro Petruzzelli di Bari''.Il Ministro, prosegue la nota, ''accogliendo la proposta dei proprietari del Teatro, la famiglia Messeni Nemagna, ha istituito nelle scorse settimane un tavolo tecnico, presso il ministero stesso, con la presenza anche degli enti territoriali, al fine di risolvere definitivamente tutti i problemi di natura giuridica ancora aperti, e ha invitato quindi il Sindaco di Bari a prendere in considerazione l'ipotesi di rinviare l'inaugurazione prevista per il prossimo 6 dicembre. Cio' al fine di consentire al tavolo di svolgere e di terminare serenamente i propri lavori in tempi brevissimi e conclusivi, compreso l'obiettivo di presentare un apposito disegno di legge che sani in via definitiva la situazione''.A tal fine, conclude la nota, ''il Ministro ha incaricato il capo di gabinetto del ministero di convocare immediatamente il tavolo tecnico. Il sindaco ha preso atto della posizione del Ministro e si e' riservato di valutarla''. (fonte: ASCA)

 
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