blog di informazione e critica musicale a cura di Alessandro Romanelli

lunedì, giugno 30, 2008

Parte domani sera la quarta edizione di "BARI IN JAZZ 2008"

Si apre martedì 1 luglio la quarta edizione del festival Bari in jazz, organizzato dall’ associazione Abusuan con Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Bari e con l’ ausilio di Birra Peroni, main sponsor. Looking for Americas è il sottotitolo di questa edizione che si concentra su quegli artisti che ci hanno regalato negli ultimi decenni una visione delle Americhe che più abbiamo amato e che ancora consideriamo come essere l’autentico spirito di un paese e di un popolo che nasce multietnico e che grazie anche al linguaggio del jazz ha saputo affermare in tutto il mondo valori di tolleranza, comprensione ed integrazione. Il calendario di questa edizione prevede quattro giorni di concerti più un evento straordinario in coda al festival. L’ ulteriore novità di quest’anno è rappresentata dal Concorso “Jazz in Bari”, che ha voluto promuovere progetti musicali innovativi in ambito jazzistico, fornendo a talenti e gruppi emergenti l’opportunità di esibirsi di fronte ad una giuria composta da musicisti professionisti e critici del settore. "Jazz in Bari" ha inteso promuovere la cultura e la pratica della musica Jazz sul territorio e dare visibilità a giovani impegnati nella ricerca e nello sviluppo stilistico ed esecutivo del Jazz. La Direzione Artistica è stata affidata a Roberto Ottaviano, sassofonista, compositore e didatta, attivo da 30 anni nel panorama della musica Jazz italiana ed internazionale; la giuria presieduta da Davide Santorsola, pianista e docente anch' egli dei Corsi di Jazz del Conservatorio “N.Piccinni” di Bari è composta dalla vocalist Gianna Montecalvo, dal chitarrista Nando Di Modugno, dal contrabbassista Giuseppe Bassi, dal batterista Mimmo Campanale, dai critici musicali e giornalisti Fabrizio Versienti e Ugo Sbisà. Anteprima del festival sarà lunedì 30 giugno con i tre finalisti del concorso che si esibiranno a partire dalle ore 21.00 sul Terrazzo del Fortino Sant’ Antonio. La motivazione della giuria: “grazie alla originalità del progetto musicale che si affranca da una statica rilettura del repertorio, nei tre gruppi finalisti si ravvisano quelle caratteristiche ricercate come obiettivo dal nostro concorso, e pertanto saranno loro a contendersi le posizioni privilegiate per questa prima edizione 2008.” Si contenderanno il premio in denaro: il trio Mario Di Marco, Roberto Palermo, Giulio Ceccacci; gli Haedquartez; Swing 39. New Perpective Quartet di Maurizio Quintavalle (contrabbasso), Mirko Signorile (piano), Mimmo Campanale (batteria) aprirà la quarta edizione martedì 1 luglio alle ore 21.00, in Piazza Mercantile, featuring Emanuele Cisi (sax tenore e soprano). Dalle 22.00, sempre sul main stage, la Cosmic Band l’ ensemble guidato dal grande trombonista Gianluca Petrella (nella foto). Giovani e talentuosi i musicisti che accompagnano il barese Petrella: Beppe Scardino, sax baritono - Francesco Bigoni, sax tenore - Mirko Rubegni, tromba - Giovanni Guidi, pianoforte - Gabrio Baldacci, chitarra - Alfonso Santimonie, synth - Francesco Ponticelli, basso - Federico Scettri, batteria - Simone Padovani, percussioni. Alle 23.30 si torna al Fortino con il concerto di Blandilo con i giovanissimi percussionisti canadesi Ettore Merlin e Jannie Labelle. I concerti sono gratuiti. Ogni sera la conclusione sarà affidata al musicista jazz, chitarrista, didatta Guido Di Leone, barese e al contrabbasso di Paolo Benedettini ed alla batteria di Alessandro Minetto. Il 16 luglio, all’ arena delle vittorie, l’ atteso progetto speciale con Bobby Mc Ferrin, in collaborazione con la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Le prevendite dei biglietti sono segnalate su http://www.bookingshow.com/ Inoltre una serie di iniziative animeranno la città nei giorni del festival, con concerti mattutini presso il terminal arrivi dell’ aeroporto, e pomeridiani presso piazza San Ferdinando e la Muraglia. Segreteria organizzativa: Abusuan / strada Vallisa, 67-68 70122 Bari / Tel e fax: +39 080.5283361 http://www.abusuan.com/ / http://www.barinjazz.it/ E-Mail: info@abusuan.com / info@bariinjazz.it

Stasera Pasquale Iannone suona la Settima Sinfonia di Beethoven-Liszt alla Carnegie Hall di New York

Fuori tempo massimo...Vi segnalo che tra poche ore, oltre al flautista ruvese Antonio Amenduni, nella stessa sala della prestigiosa Carnegie Hall, sarà impegnato un altro celebre musicista pugliese, il pianista barlettano Pasquale Iannone (nella foto), che suonerà per l'occasione la Settima Sinfonia di Beethoven nella trascrizione pianistica di Franz Liszt. Si tratta di un capolavoro notissimo e che al pianoforte diventa un massacrante impegno per chi lo esegue. Ebbi personalmente modo di ascoltare proprio lo stesso Iannone proporlo con successo alcuni anni fa al Teatro Piccinni di Bari. Fa dunque molto piacere che la storica Carnegie Hall di New York ospiti in una stessa serata due nostri artisti di indiscusso valore. Motivo in più per sperare anche in una maggiore sensibilità e attenzione da parte dei nostri politici sulla vita musicale pugliese e sui suoi eccellenti protagonisti. Oltre che sul fiorente comparto enogastronomico, la Puglia può e deve puntare sulla promozione dei suoi grandi talenti artistici e musicali.

venerdì, giugno 27, 2008

II Festival Internazionale di Musica, Teatro e Danza nelle cave d'estrazione del Verbano (10-26 luglio 2008)

Dopo il trionfale successo della prima edizione del 2007, TONES ON THE STONES- Festival Internazionale di Musica Teatro Danza, torna ad emozionare il pubblico con i suoi spettacoli tra le pareti granitiche delle cave di marmo bianco, negli splendidi territori del Verbano. L’unicità di questo Festival, di cui Maddalena Calderoni è il Direttore Artistico, è quella di proporre spettacoli di elevato livello artistico, internazionale, all’interno di cave di marmo bianco, in piena attività estrattiva. Gli scenari di pietra, che arrivano a toccare altezze di 100 metri, si trasformano in affascinanti palcoscenici, all’interno dei quali gli spettacoli assumono una dimensione quasi surreale. Gli artisti, dal canto loro, confrontandosi in un contesto così inusuale, regalano al pubblico emozioni che nessun teatro può offrire. Questa è la vera forza di “Tones on the Stones”. Il Festival ha superato brillantemente le iniziali perplessità logistiche, sbaragliando il preconcetto secondo cui i luoghi prescelti fossero poco idonei allo spettacolo. Attraverso, infatti, un percorso d’azione utile a garantire sempre la massima sicurezza è stato possibile allestire spettacoli capaci di inglobare le scenografie naturali come parte integrante dello spettacolo, per questo motivo, la Direzione Artistica ha affidato il progetto e la realizzazione delle scenografie di luce al lighting designer Nevio Cavina. “Il nostro intento” sostiene Maddalena Calderoni “è quello di creare una serie di eventi di assoluta qualità e di incastonarli in una cornice scenica veramente speciale che li renderà assolutamente unici; speriamo che l’emozione colga gli spettatori davanti ai colori e ai disegni della pietra. Entrare in questi teatri naturali è un’esperienza che intimamente ci ricongiunge con la materia e con la sua imponente forza.” Un altro aspetto decisamente interessante del Festival è quello della riqualificazione ambientale. L’attività estrattiva è un tema che ha sempre diviso l’opinione pubblica. E’ possibile considerare questo progetto artistico come un contributo alla riflessione sul futuro delle cave dismesse. Negli anni, le località intorno ai laghi e alle valli del magnifico territorio del Verbano, hanno sempre accolto milioni di turisti, affascinati dalle bellezze. naturalistiche ed architettoniche di queste zone. L’idea di offrire una proposta culturale, con un Festival che in sé racchiude espressioni artistiche quali la danza, la musica e il teatro, attraverso professionisti di livello internazionale, è sicuramente una preziosa alternativa alle meraviglie paesaggistiche. Il Festival, attraverso la sua naturale evoluzione dal lago verso la montagna, diverrà, oltretutto, un forte incentivo turistico alla scoperta dell’entroterra. Gli appuntamenti di TONES ON THE STONES- Festival internazionale di Musica Teatro e Danza per questa seconda edizione 2008 sono: MOMIX in THE BEST OF MOMIX Arena comune di Verbania / 10 e 12 luglio – ore 22 / LECTURA DANTIS INFERNO I e II VOCI E SUONI PER DANTE ALIGHERI Cava del Casino Visconti Comune di Ornavasso / 11-12-13 luglio e poi 19 - 20 luglio / LE MYSTERE DES VOIX BULGARES (evento unico in Italia) Cava Moro Serizzo, Comune di Crodo Sabato 19 luglio - ore 21,30 / ORCHESTA “BRUNO MADERNA” / Direttore Marco Boni / Dedicato a Giacomo Puccini / Cava Tosco Marmi Comune di Crevoladossola / Sabato 26 luglio – ore 21,30 Infotel: 349/354.88.87 / Siti Internet: http://www.tonesonthestones.com/ / http://www.vocedellarte.it/

Pubblicato un interessante profilo storico dell'arte organaria pugliese

Pubblicato a fine 2007 dalla Casa Editrice VivereIN di Roma per conto del Centro Studi “De Simone” di Monopoli e già più volte presentato in Puglia, il volume intitolato “Profilo storico dell’arte organaria pugliese” è un saggio storico-musicologico di Giannicola D’Amico, apprezzato giovane musicista, vivace conferenziere e corrispondente di alcune riviste musicali. Il suddetto volume è stato, tra l’altro, già favorevolmente recensito da alcune riviste nazionali di settore (“Bollettino Ceciliano”, “Arte Organistica” e “Organaria”) e lodato, in particolar modo, da Alberto Basso per “il suo disegno di inquadrare un discorso di carattere tecnico in un contesto storico più ampio”. Il termine “organaria” ai più può sembrare ignoto, ma è presto chiarito l’eventuale dubbio: l’organaria è infatti la scienza che studia fabbricazione, struttura, storia e funzionamento degli organi, ovvero di quegli strumenti musicali aerofoni a canne, tradizionalmente situati nelle chiese. La ricerca condotta da D’Amico ha dunque ricondotto in un alveo schiettamente storico le vicende plurisecolari delle numerose realizzazioni organarie nelle province pugliesi, con qualche accenno alla confinante provincia di Matera ed al Molise, nonché con costanti ed inevitabili riferimenti alla capitale storica del Mezzogiorno, Napoli, culla e fucina di ogni tendenza artistica del Regno meridionale, ma sempre poi imitata in modo magistrale dalle maestranze pugliesi. Un piacevole excursus, quello di D’Amico, che partendo dal XVI secolo giunge fin quasi ai giorni nostri, considerato che la Puglia conserva ancora un impressionante numero di testimonianze del periodo d’oro dell’organaria (XVII-XVIII) ed un significativo numero di strumenti moderni. Il libro è completato proprio da alcune preziose tavole fotografiche che riportano alcuni esempi di queste incantevoli macchine sonore, da Serracapriola a Barletta, da Gravina a Terlizzi, da Fasano a Monopoli, da Conversano a Salve (nella foto) e Corigliano d'Otranto.

mercoledì, giugno 25, 2008

Presentata a Torino la nuova stagione 2008-2009 dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Nei giorni scorsi presso l'Auditorium Rai "Arturo Toscanini" di Torino, il Direttore del Centro di Produzione TV di Torino Aldo Pellegrini e il Direttore artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Lorenzo Fasolo, alla presenza di Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura della Città di Torino e di Walter Giuliano, Assessore alla Cultura della Provincia di Torino hanno presentato il programma dei "Concerti per la Stagione 2008-2009". Il nuovo cartellone dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone 24 concerti, articolati nei due consueti turni Rosso (inizio ore 20.30) e Blu (inizio ore 21.00). Si inaugura il 9 ottobre 2008 con Sir Neville Marriner e si chiude il 24 aprile 2009, con Juanjo Mena sul podio e Asier Polo al violoncello. Dal 30 aprile al 16 maggio 2009 è previsto, inoltre, un progetto speciale affidato ad Alexander Lonquich nella doppia veste di direttore e pianista: i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven e l'esecuzione integrale delle Sinfonie di Schubert, accanto ad alcune riletture moderne e contemporanee di quel periodo stilistico. Grandi interpreti si alterneranno sul palco dell'Auditorium Rai "Arturo Toscanini". Tra i solisti impegnati ci saranno autentiche Stelle del concertismo internazionale come Martha Argerich (nella foto), Misha Maisky, Frank Peter Zimmermann, Sabine Meyer, Matthias Goerne, Yuri Bashmet, Renaud Capuçon e Lars Vogt. Sul podio si avvicenderanno maestri illustri quali Ton Koopman, Mikhail Pletnev, Jukka-Pekka Saraste, il Direttore Onorario dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Jeffrey Tate e direttori emergenti, ma già ampiamente affermati a livello internazionale, come Philippe Jordan, Juraj Valčuha, Kristjan Järvi, Christian Arming. In programma anche prestigiosi complessi corali quali l'Amsterdam Baroque Choir, il Collegum Vocale Gent, il Coro da Camera di Mosca, il Coro Filarmonico di Praga, il Coro da Camera Sloveno di Lubiana. Matthias Pintscher sarà protagonista di un concerto inserito anche nell'ambito di Contemporary, il cartellone di eventi che gli enti territoriali dedicano alle arti contemporanee. La campagna abbonamenti è partita il 16 giugno scorso. Prezzi particolarmente convenienti per i giovani nati a partire dal 1979: ingresso al singolo concerto a 9 euro, carnet da almeno 6 concerti con 5 euro a biglietto e abbonamento ai 24 concerti a 95 euro. I dettagli degli abbonamenti al Ciclo Beethoven-Schubert saranno comunicati prossimamente attraverso i consueti strumenti di informazione dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: stampati dedicati all'iniziativa, materiale pubblicitario, quotidiani e periodici, sito internet: ww.orchestrasinfonica.rai.it

Questa sera l'Orchestra Italo - Albanese suona nel Chiostro del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli

Questa sera alle ore 20.30, presso il Chiostro del Conservatorio "Nino Rota" di Monopoli (Ba), si terrà il quinto appuntamento della Rassegna "ESTATE AL CHIOSTRO". Per l'occasione ci sarà un concerto dell'ORCHESTRA ITALO - ALBANESE In programma i concerti per pianoforte e orchestra KV 488 di Mozart e n°1 di Mendelssohn e infine la Suite Sinfonica di Zadeja (compositore albanese). Direttore: Giovanni PELLICCIA, Pianisti: Solisti Giulia SPINEDI e Giuseppe STERLACCI. Il concerto rappresenta la degna conclusione di un progetto di scambio culturale cofinanziato dall'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. L'orchestra è formata da studenti del Conservatorio "Nino Rota" e dell'Accademia delle Arti di Tirana. Si replicherà venerdì 27 giugno a Tirana (Albania). Nel corso della serata avrà luogo la conclusione del progetto "Centro Servizi per aspiranti imprenditrici nel settore dei Beni Culturali" promosso dall'Associazione "Toto" di Bari. Si conclude, quindi, un 'cantiere scuola' svoltosi su una parte dei dipinti murari del Chiostro del Conservatorio. Il "Nino Rota" di Monopoli si conferma ancora una volta, pur non disponendo di adeguate risorse finanziarie, come uno dei conservatorii più vivaci e propositivi del Mezzogiorno d'Italia. Complimenti al Direttore Giampaolo Schiavo e alla sua Vice Raffaella Ronchi.

martedì, giugno 24, 2008

"Chicche ciaikovskiane" di Vittorio Catani

"Ho acquistato di recente un cofanetto distribuito dalla Membran Music Ltd. (www.membran.net, il sito è in tedesco), contenente 5 CD che raccolgono l'opera omnia per solo pianoforte di Pëtr Il’jič Čajkovskij, pianista Michael Ponti. Prezzo, una ventina d'euro. In realtà si tratta della ristampa integrale di sei dischi di vinile, divisi in due volumi, commercializzati a suo tempo dalla Vox Record. "A suo tempo" dovrebbe significare, andando a memoria, la seconda meta' degli degli anni '70 o giu' di li': posseggo i due volumi, che peraltro difettano accuratamente di qualsiasi elemento possa accertarne la data di produzione. Quanto alle date d'esecuzione dei circa cento brani musicali da parte di Michael Ponti, l'unica certezza è che sono stati registrati prima (magari vari anni prima) della loro messa in commercio in blocco unico :-) Il cofanetto della Membran contiene un utile opuscolo di commento (tedesco/inglese); il testo include numerose foto del compositore. Foto anche rare, che lo ritraggono da giovane o insieme ad altri personaggi. Probabilmente amici, parenti, uomini illustri. Chi sono dunque costoro? Anche qui buio totale: non vi sono didascalie. Eccettuati alcuni "pezzi", peraltro rarissimamente eseguiti nei concerti (la Dumka, qualche Studio, brani dal ciclo Le Stagioni, la Sonata Op. 37) o diffusi presso gli studenti di pianoforte (la Canzone senza parole, l'Album per la gioventù), la produzione pianistica del buon Pëtr Il’jič è praticamente sconosciuta ai più. Ed è un vero peccato. Sia chiaro: non ci sono, nel contesto, opere da far gridare al miracolo. E tuttavia sono "pezzi" per la maggior parte grandemente gradevoli - sovente d'una certa difficoltà - e soprattutto totalmente ciaikovskiani. Il che dovrebbe bastare, unitamente al prezzo molto accessibile, per non farsi mancare questa raccolta nella CD-teca. Anche quando il Compositore si ispira apertamente ai Grandi Maestri del passato (l'Album per la gioventù Op. 39 reca la dicitura: "nello stile di Schumann"), la sua personalità emerge in modo chiaro. Anzi, proprio questa graziosa raccolta di brevissimi brani resta certamente tra i suoi capolavori pianistici. E a differenza dell'ispiratore, il cui analogo Album non sempre è adatto alle dita dei principianti, questo lo è totalmente. Altri brani notevoli sono la già citata Sonata Op. 37, i dodici componimenti di Le Stagioni Op 37a (che Svjatoslav Richter amava eseguire), la Humoresque Op. 10 n.2 (Strawinskij, che venerava Čajkovskij, ne riprese il tema nel suo balletto Petruška) e numerosi altri. Quanto all'esecutore, sappiamo che Michael Ponti, di origine tedesca, è un virtuoso che ha il grosso merito d'aver rispolverato opere ingiustamente dimenticate di numerosi autori, anche noti, del periodo romantico. Il suo pianismo a volte può non convincere: certi tempi, un tantino accelerati, lo portano forse a sacrificare l'espressività, ma siamo sempre al cospetto di un esecutore di elevato talento. Più d'una volta si è esibito anche a Bari. Il cofanetto è decisamente una scoperta per chi poco conosca questo aspetto del musicista russo. Al riguardo, potremmo azzardare un paragone con Jean Sibelius: anche il grande finlandese vanta una produzione pianistica di brani brevi, altrettanto vasta e misconosciuta (eccettuati tre o quattro pezzi, a suo tempo ripescati con grande intuito da Glenn Gould). E anche il Sibelius dei tasti bianchi e neri risulta riconoscibile e decisamente personale."
Vittorio Catani

Parte venerdì prossimo la seconda edizione di "Primitivo - la Provincia dei Suoni"

L’estate è cominciata. In Puglia, quest’anno, la stagione più calda sarà anche musicalmente ricca di appuntamenti o, se preferite, “Eventi”. Uno di questi s’intitola “Primitivo – la Provincia dei Suoni”, rassegna promossa e organizzata per il secondo anno consecutivo da Time Zones insieme alla Provincia di Bari. "Primitivo" coniugherà in nome del vino pugliese (forse) più famoso al mondo, attraverso sei significativi appuntamenti, alcuni dei luoghi più belli ed emblematici della Terra di Bari con altrettanti personaggi-icone della musica contemporanea.
La manifestazione, presentata venerdì scorso alla Provincia di Bari dal presidente, Vincenzo Divella, dall’assessore alla Cultura, Fabio Losito e dal direttore artistico di “Primitivo” Gianluigi Trevisi, potrà contare su un sostanzioso budget di 100 mila euro. Si parte il 27 giugno, alle 21.00, in quella straordinaria cornice che è Castel del Monte ad Andria con l’attesissimo concerto del compositore giapponese, Premio Oscar nel 1987 (ricordate le sue splendide musiche per “L’ultimo imperatore”, film capolavoro di Bernardo Bertolucci?) Ryuichi Sakamoto in coppia con l’uomo chiave della musica elettronica contemporanea europea, il chitarrista viennese Christian Fennesz. A seguire il 12 luglio, stessa ora, a Ruvo di Puglia, in Piazza delle Monache, concerto di Willy Deville; il 25 luglio a Putignano, in Piazza Plebiscito, sarà la volta dell’affascinante vocalità, in un mix sublime di fado e bossa nova, di Teresa Salgueiro (nella foto), una delle più celebri cantanti portoghesi, conosciuta per essere stata fin dal 1987 (quando aveva appena compiuto 18 anni) l’autentica musa dei Madredeus. Il 26 luglio si andrà invece a Polignano a Mare, in Piazza San Benedetto, per godersi il leggendario poeta-musicista-attore John Trudell. Il 4 agosto l’appuntamento più “classico” della rassegna è ad Alberobello, Trullo Sovrano, con il celebre violoncellista e compositore palermitano (in grande ascesa internazionale) Giovanni Sollima. A chiudere il cerchio, ecco il 15 agosto, a Giovinazzo, in Piazza Vittorio Emanuele (alle 21.30), Maceo Parker notissimo “grande vecchio” interprete di Funk Music. I concerti sono tutti ad ingresso gratuito; un motivo in più per non mancare.

lunedì, giugno 23, 2008

La "Gratis Art" di Alfonso Palieri

In alcune grandi strade di Bari da un paio di settimane campeggiano alcuni manifesti in formato decisamente panoramico firmati dall'avvocato-cantautore-scrittore-regista (eccetera, eccetera) Alfonso Palieri.
Alla base di questa nuova iniziativa dell'instancabile creativo collega del Foro di Bari c'è il desiderio di far sorridere con ironia, attraverso immagini surreali e/o paradossali, quasi in stile Pop Art, tutti coloro che passano inutilmente la vita a stressarsi e deprimersi anche per nulla. In arrivo in libreria nei prossimi giorni anche il nuovo libro di Palieri. Titolo provvisorio: "Non ho più parole". L'amico Alfonso mi ha confidato ieri - ma non ditelo a nessuno, mi raccomando! - che il suddetto volume è già stato tradotto in 254 paesi.

venerdì, giugno 20, 2008

La celebre Scuola di Fiesole festeggia la Musica

È per il ventiquattresimo anno che la Scuola festeggia la conclusione della propria attività con la grande Festa della Musica il 24 giugno. Dalle 10.00 la mattina a mezzanotte tutta la Villa sarà festosamente invasa da oltre 300 esecutori di ogni età e livello. È una vera sagra della musica, al di fuori di ogni schema e che premia senza discriminazioni l’amore di tutti i partecipanti per questo splendido linguaggio davvero universale. Quest’anno la partecipazione alla Festa europea della Musica vedrà stasera (Teatro Puccini, alle 21.00) l’"Orchestra dei Ragazzi" guidata da Edoardo Rosadini eseguire musiche di Vivaldi, dei due Mozart (padre e figlio), Dvořák e Strauss, l’ingresso è gratuito. Violini solisti del "Concerto in La minore per due violini, archi e cembalo" di Vivaldi saranno Alice Parente, Eleonora Zamboni - entrambe allieve della classe di Céline Ifergan - vincitrici del concorso fra gli allievi della Scuola per solisti in orchestra. Alle 10.00 di martedì 24 giugno risuonerà il buongiorno musicale sul palco con la “banda dei piccoli”, la banda multietà che comprende bambini di 6/7 anni, ragazzi e qualche distinto signore che finalmente si toglie la voglia di suonare il trombone: un ensemble davvero eccezionale di soli fiati come si addice ad una banda. A seguire, l’altra banda, quella dei Piccoli Musici, una sessantina di violini e violoncelli scatenati sotto la guida di Brigitte Mancini. Nel frattempo tutta la Torraccia si anima di decine di esecuzioni e la Badia, gentilmente concessa dai Padri di quella splendida chiesa, si sviluppa tutta la musica antica fino alle 14.00. Nel pomeriggio si prosegue poi l’attività dalle 15.00 in poi in dieci luoghi in contemporanea; la Badia diventa il regno della vocalità e concluderà la rassegna alle 20.00 con la nostra storica Schola Cantorum sotto la guida di Fabio Lombardo. Non stiamo a sottolineare i tanti momenti, contrassegnati da programmi interessanti. Purtroppo quest’anno dovremo fare a meno dei rappresentanti dell’Orchestra Giovanile Italiana ospite del Ravenna Festival sotto la guida di Riccardo Muti, ma la presenza degli allievi dei corsi di perfezionamento non farà rimpiangere troppo quest’assenza. Mi piace qui sottolineare lo spazio dedicato alla musica contemporanea, che quest’anno presenta ben cinque opere in prima esecuzione assoluta. La chiusura della Festa sarà, come di consueto sul palco alle 21.30, con gli ospiti di Colle Val d’Elsa, un gruppo amatoriale di violoncelli, organizzato da un amico, ex dell’Orchestra Giovanile Italiana, Francesco Fontana, cui seguirà l’agguerrito gruppo dell’Orchestra dei Ragazzi, composta da circa sessanta elementi, con un programma come sempre travolgente sotto la guida di Edoardo Rosadini, in procinto di partire per il Festival di Bardonecchia, cui seguirà alla fine di luglio, "I Suoni delle Dolomiti". Come sempre la grande "abbuffata" concluderà questa bella giornata dedicata alla musica, ai giovani e al piacere di stare insieme. Un altro appuntamento di indubbio rilievo sarà poi quello di mercoledì 25 giugno alle 21.00 presso l’Auditorium di Via Folco Portinari. Il Quartetto di Fiesole e Andrea Lucchesini (nella foto) terranno nell’ambito dei "Mercoledì musicali" dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze un concerto che prevede i due più bei quintetti con pianoforte del romanticismo: l’op. 44 di Schumann e l’op. 34 di Brahms. Naturalmente questo “miracolo” rappresentato dalla Scuola di Fiesole, è possibile grazie ad una cordata di generosi sostenitori, proprio a cominciare dai docenti che qui prestano la loro opera (dai più illustri ai più sconosciuti) non certo per amore del guadagno materiale.
Un grazie, non di maniera alla Regione Toscana, all’Ente Cassa di Risparmio, vero polmone di riserva per la Scuola e per l’OGI e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Come non nominare qui Fabio Incatasciato, il Sindaco di Fiesole, che segue l’attività della Scuola con grande attenzione e sensibilità, il Comune di Firenze e la Provincia di Firenze, l’Assessore Folonari e il Presidente Renzi, sempre ricettivi alle richieste della Scuola. E ancora: gli amici di sempre, la Fondazione Omina Freundeshilfe, cui da due anni si è aggiunta la Sai - Fondiaria per il sostegno a I Piccoli Musici. Last but not least, un grazie va all’Associazione Amici e alla sua battagliera presidente, Anna Bucciarelli, che non perde mai occasione per spendersi a favore della Scuola, della musica e dei giovani. E grazie al Consiglio di Amministrazione che per puro spirito di servizio, assieme al Presidente Lucio Lussu, si addossa la non lieve responsabilità di questo grande alveare della musica. Ingresso libero / Venerdì 20 giugno ore 21.00 – Teatro Puccini / Ingresso: intero 3 euro, ridotto 1 euro / Martedì 24 giugno ore 10.00-23.00 – Villa La Torraccia / Ingresso libero / Martedì 24 giugno ore 10.30 – 13.30 e 15.00 – 20.00 – Badia Fiesolana (g.c.). Per informazioni: 055/597851 oppure http://www.scuolamusica.fiesole.fi.it/

Il flautista Antonio Amenduni suonerà il 23 giugno all'ONU con i Solisti del Regio di Parma

Nuovi orizzonti d'oltreoceano per il noto flautista di Ruvo di Puglia Antonio Amenduni (nella foto). Il prossimo 23 giugno, infatti, il Nostro si esibirà accompagnato dai Solisti del Teatro Regio di Parma nella Sala dei Congressi delle Nazioni Unite a New York. Performance a cui assisteranno le più alte cariche e funzionari dell’ONU: Ambasciatori, Primi Ministri e rappresentanti di ben 192 Paesi membri. Il 30 giugno poi Amenduni terrà un recital, come vi avevo già annunciato nei giorni scorsi sul blog, con il pianista russo Vitalij Kuprij, nella prestigiosa Sala Perelman della Carnegie Hall, sempre a New York, nel magnifico contesto di uno degli auditorium più ambiti del mondo.

giovedì, giugno 19, 2008

E' partita la seconda edizione di "Mottola Danza in Musica"

E' partita il 16 giugno scorso, per proseguire fino al 27, la seconda edizione della rassegna “Mottola Danza in Musica”, organizzata dal Centro di Formazione Musicale “F. Leuzzi” e dal Centro Studi Danza Royal Ballet dell’insegnante e coreografa Dalila Bochicchio. Lo scorso anno, durante la prima edizione, migliaia di visitatori, distribuiti nelle diverse serate, avevano mostrato una calda partecipazione all’evento. Protagonisti delle serate sono circa 250 ragazzi, allievi delle due scuole, provenienti da Mottola e dintorni. La rassegna si è aperta con il concerto del noto pianista Gianni Lenoci (nella foto) “Piano Solo Performance”, lunedi 16 giugno alle ore 21.00 presso l’Hotel Sala Ricevimenti “Villa Petruscio” a Mottola. Il concerto è stato registrato per la realizzazione del prossimo lavoro discografico di Lenoci. Compositore ed interprete di opere sperimentali (sia acustiche che elettroniche), notate ed improvvisate con un'attenzione particolare a compositori radicali, Gianni Lenoci si esibisce frequentemente, sia come solista, che con gruppi jazz e sperimentali, collaborando con i maggiori improvvisatori della scena mondiale. Oggi è docente e Capo Dipartimento di Musica Jazz presso il Conservatorio "N. Rota" di Monopoli. Gli appuntamenti proseguono stasera e domani, 20 giugno, con il saggio degli allievi del Dipartimento di Musica Classica del C.F.M. Per entrambe le serate sono previsti due spettacoli, alle 19.00 e alle 21.00, presso l’Hotel Sala Ricevimenti “Villa Petruscio”. Lunedi 23 giugno, alle ore 21.00 presso il Parco San Giovanni Bosco, in via Leoncavallo a Mottola, andrà in scena il Musical “Pinocchio”. Uno spettacolo travolgente che diverte e commuove gli spettatori di tutte le età, con i balletti entusiasmanti e le musiche dei Pooh. Martedì 24 giugno è la volta del saggio di Danza Classica. Le allieve del Royal Ballet si esibiranno nel balletto classico “Coppelia”, che avrà inizio alle ore 21:00 presso il Parco San Giovanni Bosco, a Mottola. L’Opera, ispirata ad un racconto di E.T.A. Hoffmann è musicata da Leo Delibes, a danzare saranno le allieve del centro studi danza “Royal Ballet” di Mottola. Mercoledi 25 giugno, alle ore 21.00 presso Parco San Giovanni Bosco, Il Centro Studi Danza Royal Ballet in collaborazione con la classe di canto moderno del C.F.M. di Mottola mette in scena il musical “Winx Power Show”. L’intero cast è composto da oltre cento allievi delle due scuole. Giovedì 26 giugno alle ore 21.00 presso Parco San Giovanni Bosco si esibiranno gli allievi del Dipartimento di musica Pop-Jazz delle classi di Canto Moderno, Chitarra Moderna, Fisarmonica, Batteria. Venerdi 27 giugno alle ore 21.00 presso Parco San Giovanni Bosco, dopo le esibizioni degli allievi del C.F.M. sarà il momento del concerto conclusivo della Rassegna, che vedrà protagonista il “Vince Abbracciante Trio”, con Vince Abbracciante alla fisarmonica, Davide Penta al contrabbasso, Antonio Di Lorenzo alla batteria. L'ingresso ad ogni spettacolo è libero. Per i posti a sedere è possibile richiedere inviti gratuiti presso la segreteria artistica della rassegna telefonando al numero 0998862879, fino ad esaurimento posti disponibili.

martedì, giugno 17, 2008

Anche musiche cubane ed "indiane" nel concerto dell'ICO di Bari venerdì prossimo alla Guardia di Finanza

Venerdì 20 giugno alle (ore 21.00) presso l’ Auditorium del Comando Allievi della Guardia di Finanza di Bari (Viale Europa) l’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari si esibirà in un concerto diretto dal maestro messicano, Victor Kuzman; solista ospite sarà l'ottimo violinista, Francesco Mezzena, attualmente docente presso il Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. In programma brani di musica cubana ed indiana di Falide e Chavez ed il Concerto in la minore per violino e orchestra di Vieuxtemps (I biglietti sono in prevendita al Box Office della Feltrinelli Libri e Musica, Via Melo, 119. info: 080.5240464) La concerto si aprirà con l'esecuzione di “Danzon”di Miguel Falide (1852 – 1921). Gloria della musica cubana, il matancero Miguel Falide viene ricordato come il creatore del “danzon”, un genere derivato dalla cosiddetta “contraddanza criolla”, la stessa dalla quale sarebbe poi discesa la habanera, che univa ritmi sincopati tipici della tradizione afrocaraibica a passi di danza derivati dalla tradizione europea (la “contraddanza” è infatti la traduzione latina del termine inglese “country dance”). Il suo primo e più famoso componimento del genere è “Las Alturas de Simpson”, che venne eseguito per la prima volta a Matanzas il primo gennaio del 1879. Sarà, poi, la volta del “Concerto in la minore per violino e orchestra n. 5 op. 37” di Henri Vieuxtemps (1820 – 1881). Belga, virtuoso del violino, Henri Vieuxtemps ebbe una carriera brillante che lo portò ad effettuare numerose tournées fin negli Stati Uniti. Fu violinista solista dello Zar e professore al Conservatorio di San Pietroburgo, prima di avere la cattedra al Conservatorio di Bruxelles, dove ebbe tra i propri allievi il celebre violinista e compositore Eugene Ysaye. Vieuxtemps scrisse sette Concerti per violino, ma solo il Quarto e il Quinto sono eseguiti ed incisi con regolarità. Il Concerto n. 5, “Gretry”, è scritto nella forma tripartita ed era stato inizialmente composto per un concorso del Conservatorio di Bruxelles, ma divenne popolare abbastanza rapidamente, al punto tale che anche Henryk Wieniawski, il Paganini polacco, lo inserì nel proprio repertorio. Lo stesso autore lo eseguì a Parigi nel 1862, riscuotendo un gran successo. La serata si chiude con l’esecuzione della Sinfonia n. 2, “India” di Carlos Chavez (1899 – 1978). Senza dubbio il più importante compositore messicano del Ventesimo secolo, Chavez ha composto sette sinfonie e la n. 2, “India” per l'appunto, risale al 1935. Se per la "Prima" egli aveva tratto ispirazione dalla cultura della Grecia antica, qui Chavez guardò al proprio emisfero, ispirandosi invece alla cultura indiana e, sebbene non fosse suo costume usare autentico materiale folklorico, in questo caso le melodie impiegate sono state oggetto di una sua precisa ricerca etnomusicologia. Il primo tema dell’esposizione proviene allora dalle tradizioni degli indiani Huichol dello stato di Nayarit. Scritto in un solo movimento della durata di quindici minuti, questo lavoro passa da atmosfere ludiche e di danza ad altre più liriche ed espressive. Notevole è inoltre l’impiego delle percussioni tipicamente indigene, espressamente indicate in partitura dallo stesso compositore, che comunque non ha mancato di indicare strumenti alternativi per le possibili esecuzioni in paesi diversi dal Messico.

Nel segno di Elgar e Bruckner Jeffrey Tate chiude la bella stagione dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

È affidato alla prestigiosa bacchetta dell’inglese Jeffrey Tate (nella foto), Direttore onorario dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, il concerto di chiusura della Stagione 2007-2008. Con lui, il 19 giugno alle 20.30 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino e in collegamento diretto su Radio3, il giovane e talentuoso violoncellista francese Gautier Capuçon, che ha già suonato sotto la direzione di Claudio Abbado, Kent Nagano, Seiji Ozawa, Pierre Boulez e Myung-Whun Chung. Nominato “Talento dell’anno” alle Victoires de la Musique, incide in esclusiva per l’etichetta Virgin Classics, per la quale ha tra l’altro registrato, con il fratello violinista Renaud e il pianista Frank Braley, la musica da camera di Ravel. Con l’Orchestra della Rai eseguirà un autentico gioiello come il Concerto in mi minore per violoncello e orchestra op. 85 di Edward Elgar, mentre Jeffrey Tate chiuderà la serata con l’ingiustamente poco nota Seconda Sinfonia di Anton Bruckner.

lunedì, giugno 16, 2008

Nadia Boulanger: straordinaria maestra di vita e di musica

Ho appena finito di leggere con sommo piacere lo splendido libro di Bruno Monsaingeon “Incontro con Nadia Boulanger” (rueBallu Edizioni, Palermo 2007). Si tratta di un volume uscito in lingua francese nel 1981 per le Editions Van de Velde di Parigi e che ha trovato finalmente, dopo ben ventisei anni, una meritevole casa editrice italiana - tra l’altro nuova di zecca - dal nome che, non a caso, richiama la via della casa parigina, rue Ballu, dove la straordinaria musicista (pianista, musicologa, compositrice e direttore d’orchestra e soprattutto immensa didatta) Nadia Boulanger visse per tutta la vita. Un lavoro, che come lo stesso regista e scrittore francese Monsaingeon ha scritto nella sua prefazione, “somiglia un po’ al montaggio di un film, la cui sceneggiatura viene scritta dopo le riprese.” Ed infatti le interviste qui rilasciate da Boulanger sono state registrate e filmate a più riprese nell’arco di cinque anni (ne esiste adesso anche un preziosissimo dvd), quando la musicista era ormai novantenne e cieca, ma ancora in grado di parlare, data l’età, con incredibile lucidità. Monsaingeon si schernisce anche un po’ sul presunto disordine strutturale del libro, che a mio parere è invece, nel suo agile taglio giornalistico, un piccolo grande capolavoro su come far parlare una strepitosa didatta-musicista e maestra di vita, come la Boulanger. Attraverso il prezioso volume, che non dovrebbe mancare in nessuna libreria privata che si rispetti, vengono inoltre delineati con pochi ma sensibili tratti illustri artisti del Novecento che per anni popolarono Casa Boulanger: dal direttore d’orchestra, pianista e compositore Leonard Bernstein al pianista Dinu Lipatti, dal violinista Yehudi Menhuin al direttore d’orchestra Igor Markevitch. Senza dimenticare poi compositori come Fauré, Stravinskij, Hindemith, Copland, Piazzolla e tanti altri nomi, più o meno noti, che "Mademoiselle" di volta, in volta ricorda dialogando con il suo intervistatore. Di toccante bellezza, in coda al libro, sono le testimonianze firmate da alcuni musicisti come lo stesso Lenny Bernstein, i Menhuin (padre e figlio) e Murray Perahia. Foto storiche e una discografia delle esecuzioni di Boulanger nelle vesti di direttore d’orchestra e pianista completano il volume. Concludo questa recensione con una considerazione della grande Nadia, che per taluni fu una sorta di “Santa Cecilia” del Novecento: “Prima di incoraggiare qualcuno tu devi intuire se è capace di amare, di interessarsi a ciò che fa, qualunque cosa essa sia, e soprattutto che abbia rispetto di se stesso. Questa è poi una distinzione fondamentale tra le persone: alcuni sono straordinariamente attivi, mentre altri sono quelli che io chiamo i dormienti – lasciamo che i dormienti continuino il loro sonno, non c’è alcun motivo di svegliarli…”

Il Trio L'Orage chiude la rassegna "Dedicato a..." della Camerata Musicale Barese

Per la concomitante partita di calcio della Nazionale italiana con la Francia (a proposito: Forza Azzurri!!!) l’ultimo appuntamento della rassegna primaverile “Dedicato a..” è rinviato da martedì 17 a sabato 21 giugno sempre alla Vallisa alle ore 20.45. Il Trio L’Orage è composto da Marco Orfei (flauto), So – Yeon Kim (violino) e Marco Del Greco (chitarra). Questo è l’ultimo appuntamento di un ciclo che conclude la Stagione della Camerata e che è stato dedicato ad un concorso che non c’è più: il Concorso Internazionale di Chitarra “Mauro Giuliani” che da due anni è sospeso per mancanza di contributi da parte del Ministero e degli Enti locali. Per informazioni e prenotazioni, gli uffici della Camerata sono aperti tutti i giorni feriali dalle ore 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 20.

venerdì, giugno 13, 2008

Torna il 5 luglio a Rabbi il concerto in ricordo del grande Arturo Benedetti Michelangeli

Appuntamento diventato, negli anni, abituale per tutti gli amanti della musica e della personalità di Arturo Benedetti Michelangeli (nella foto), si rinnova anche quest’anno l’omaggio che il Comune di Rabbi, in Trentino Alto Adige, rende all'indimenticabile virtuoso bresciano. Sabato 5 luglio 2008, con inizio alle ore 21.00, la Chiesa di San Bernardo di Rabbi ospiterà il concerto in “Ricordo di Arturo Benedetti Michelangeli – Per un amico della Valle e per un grande della musica”, organizzato dall’Amministrazione Comunale con la prestigiosa consulenza artistica del M° Francesco Libetta. L’iniziativa ha lo scopo di riaffermare lo stretto legame che il grande pianista, scomparso nel 1995, ebbe con questa piccola Valle, adagiata sulle Alpi, verso il confine con la Svizzera e con l’Austria, in quel trionfo della natura che è il Parco Nazionale dello Stelvio. Qui Benedetti Michelangeli era solito rifugiarsi, riposarsi, concentrarsi. A Rabbi, il maestro possedeva due baite immerse nel verde: una destinata alla sua residenza, l’altra, invece, adibita a scuola di musica, dove sono passati molti pianisti, oggi noti in tutto il mondo. L’evento musicale, realizzato come sempre il primo sabato di luglio, è riservato alla grande musica per pianoforte o per pianoforte e orchestra, e anche al canto di montagna: tradizione fra le più sentite tra le popolazioni alpine, che Benedetti Michelangeli condivise al punto da armonizzare per il Coro della S.A.T. numerosi brani, trasformando in autentici capolavori quei gioielli popolari che la moglie del celebre pianista, Giuliana Guidetti Benedetti Michelangeli, ama definire “il saluto alle sue care montagne”. Protagonista della prima parte dell’edizione 2008 del concerto sarà proprio il Coro della S.A.T. con una selezione dei canti di montagna armonizzati da Benedetti Michelangeli nel corso di trent’anni di collaborazione fra il maestro e il coro. La seconda parte sarà dedicata alla musica da camera con Andrea Lucchesini al pianoforte, acoompagnato dalle Prime Parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano: Pierangelo Negri al violino, Simonide Braconi alla viola e Massimo Polidori al violoncello. Il programma prevede l’esecuzione del Quartettsatz di G. Mahler e il Piano Quartetto n. 2 in Mi bemolle Maggiore di W.A. Mozart. L’appuntamento per gli appassionati di musica e di natura è, quindi, per il 5 luglio a Rabbi, fra le montagne del Parco Nazionale dello Stelvio, per conoscere il rifugio di pace del più grande pianista del Novecento e per scoprire le bellezze di una Valle dove la natura è sempre incontrastata protagonista.

giovedì, giugno 12, 2008

Ecco il programma del 34° Festival della Valle d'Itria (17 luglio - 6 agosto 2008)

34° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA / Martina Franca / 17 luglio - 6 agosto 2008 / OPERE / Tre prime rappresentazioni in tempi moderni: "IL RE PASTORE", "DON BUCEFALO", "PELAGIO". CONCERTI IL RE PASTORE DI MOZART E IL MONDO CAMPESTRE DEL '700 / CANZONI E ARIE D'OPERA / PUCCINI E DINTORNI / MERCADANTE E I SUOI ILLUSTRI RIVALI / MESSA DI GLORIA.
--------------------------- La 34° edizione del Festival della Valle D’Itria dipanerà il suo cartellone dal 17 luglio al 6 agosto 2008 seguendo un percorso tutto italiano nell’affascinante storia del melodramma fra ‘700 e ‘800. Il ricco programma vedrà le nuove produzioni di tre opere liriche e cinque concerti, di cui uno di musica sacra, oltre che a Martina Franca anche in altre città pugliesi quali Noci, Bitonto, Barletta e San Marco in Lamis. Fra gli autori protagonisti di questa edizione due tra i maggiori compositori nati in Puglia, Piccinni e Mercadante, dei quali verranno presentate al pubblico due opere serie, il Re Pastore, in prima esecuzione assoluta in tempi moderni e Pelagio, prima rappresentazione in forma scenica in tempi moderni. Accanto alle due opere di genere serio una fra le più travolgenti opere buffe di metà Ottocento, Don Bucefalo, che è anche una satira sul teatro in musica, scritta da un compositore settentrionale, Antonio Cagnoni, poco conosciuto nel panorama musicale di oggi, pur essendo stato noto e fecondo al suo tempo e per questo degno di particolare attenzione dal Festival, che conferma la sua vocazione di autentico laboratorio di idee, di formazione di nuovi talenti musicali e che dedica particolare attenzione alla riscoperta e rivalutazione di opere ingiustamente trascurate. La parte concertistica di questa edizione verrà dedicata, in misura importante, a Giacomo Puccini, di cui si celebra il 150° anniversario dalla nascita. Di Puccini, il Festival proporrà un concerto vocale, Canzoni e arie d'opera, comprendente brani di raro ascolto della produzione di uno dei musicisti più eseguiti al mondo, un concerto sinfonico dal titolo Puccini e dintorni e, a chiusura del Festival, nel tradizionale appuntamento con la musica sacra, la giovanile Messa di Gloria. Inoltre il Festival suggerisce, in sede concertistica, un ascolto parallelo a quello dell’opera di apertura, Il Re Pastore, proponendo una serata incentrata sull’omonimo titolo mozartiano. Infine, in questa edizione che vede la inedita proposta di Pelagio, l’ultima opera composta da Mercadante, non può mancare un appuntamento che mette a confronto Mercadante e i suoi illustri rivali, con arie tratte da Caritea Regina di Spagna, Il Giuramento, I due illustri rivali, Il Bravo, I Normanni a Parigi, per quanto riguarda Mercadante e musicisti suoi contemporanei quali, fra gli altri, Gaspare Spontini IL RE PASTORE dramma per musica in tre atti / libretto di Pietro Metastasio, musica di Niccolò Piccinni, prima rappresentazione: Firenze, Teatro la Pergola, 1760 (edizione critica a cura di Bernardo Ticci) prima esecuzione assoluta in tempi moderni. Niccolò Piccinni (Bari 1728 - Passy 1800), barese di nascita, napoletano per istruzione, francese di adozione, è uno fra i maggiori contributi offerti dalla terra di Puglia alla storia dell’opera, non solo italiana, nel diciottesimo secolo. Molteplici i lavori realizzati da Piccinni, molti dei quali appartenenti al repertorio dell’opera buffa, ma non meno importanti sono quelli con soggetti seri, molti dei cui libretti appartengono alla penna del poeta Pietro Metastasio. Fra questi una particolare attenzione merita Il Re pastore, un melodramma, composto nel 1751 e tratto dalla favola pastorale Aminta di Torquato Tasso. Il primo debutto dell’opera picciniana risale al 10 agosto 1760 a Firenze nel Teatro la Pergola, ma la rappresentazione di cui abbiamo maggiori notizie è quella realizzata qualche anno dopo, precisamente il 30 maggio 1765, nel Regio Teatro San Carlo di Napoli. Questa rappresentazione è rimasta nella storia per la presenza, nel ruolo di Aminta, del famoso contraltista Aprile, gloria musicale della Martina Franca settecentesca accanto a protagoniste quali la Girelli e Caterina Gabrielli, volti e voci notissime in quel periodo. Nell’opera vengono celebrate le virtù e la saggezza dei regnanti, o di coloro che sono di sangue reale, come il Re pastore Aminta (parte assegnata ai sopranisti). “Ignoto anche a se stesso”, Aminta è in realtà Abdolonimo, legittimo erede del regno di Sidone, usurpato da Stratone. Chi conosce la vera identità di Aminta chiede aiuto ad Alessandro il Macedone, che sconfigge Stratone e pone sul trono l’ignaro erede. Ma, con eccesso di zelo, Alessandro vuole anche garantirsi una pacificazione generale dando in moglie ad Aminta-Abdolonimo la principessa Tamiri, figlia del vinto Stratone. Non sapendo che Aminta è fin dall’infanzia legato ad Elisa, e che Tamiri, a sua volta ama, ricambiata nel sentimento, il nobile Agenore (colui che aveva indotto Alessandro a intervenire a Sidone). Ovviamente il maldestro progetto di Alessandro serve a creare nel cuore di Aminta e di Agenore il consueto, stereotipato conflitto dovere – amore, e a ingarbugliare un poco un’azione altrimenti quasi del tutto inesistente; ma alla fine non può mancare il logico ritorno delle coppie alla disposizione iniziale, con il trionfo di virtù e amore congiunti. L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD. Di Niccolò Piccinni il Festival ha rappresentato nel 1990 Cecchina ossia La buona figliuola, nel 1996 L’Americano, nel 2000 Roland – Premio Abbiati per la migliore iniziativa musicale. Direttore: Giovanni Battista Rigon. Regia: Alessio Pizzech. Scene e costumi: Guido Fiorato/ Elisa: Maria Laura Martorana / Alessandro: Nicola Amodio / Aminta: Massimiliano Arizzi/ Agenore: Razek François Bitar / Tamiri: Daniela Diomede / Orchestra Internazionale d’Italia.
Martina Franca, Palazzo Ducale, 17 e 19 luglio 2008, ore 21. "DON BUCEFALO", melodramma giocoso in tre atti libretto di Calisto Bassi musica di Antonio Cagnoni prima rappresentazione: Milano, Conservatorio, 1847 (edizione critica a cura di Anders Wiklund) editore Casa Ricordi, Milano / prima esecuzione assoluta in tempi moderni Intorno alla metà dell’ottocento il genere buffo conobbe una particolare fortuna ed in questo periodo, fra una moltitudine di operisti minori italiani, Antonio Cagnoni (Godiasco, Pavia 1828 – Bergamo 1896) raggiunse in età giovanile una grande notorietà grazie a uno spartito proprio di genere giocoso, Don Bucefalo, grazie al quale la sua vena espressiva toccò l’apice. Il Don Bucefalo, parafrasato dalle Cantatrici villane di Valentino Fioravanti, si inserisce nel ricco filone dei soggetti legati alla satira sul teatro in musica. Qui la goffa figura del protagonista, un maestro di cappella borioso e spietato, gli consente una moltitudine di gags musicali, non nuove, ma estremamente divertenti, soprattutto se affidate ad un buon cantante/attore. Nella prima rappresentazione, eseguita al Conservatorio di Milano il 28 giugno 1847, il ruolo venne magnificamente ricoperto da Zucchini, e divenne il cavallo di battaglia del celebre ‘basso buffo’ Alessandro Bottero, che presentò l’opera a Parigi, al Théâtre Italien, il 9 novembre 1865. Nell’opera abbondano inventiva melodica e divertenti trovate; Cagnoni sfrutta con oculatezza le formule del genere buffo (bassi ciarlieri, tenori e soprani lirici, cavatine in due movimenti senza il ‘tempo di mezzo’, ricorso al recitativo secco e ai dialoghi in dialetto napoletano), ricorre spesso ai ‘parlanti’ e a una scrittura strumentale sorprendentemente densa. Tra le pagine più riuscite dell’opera (che fu ripresa con successo a Milano al Teatro Re nel 1847, alla Scala nel ’48 e al Carcano nel ’49, fino a un’esecuzione americana nel 1867 di cui dà notizia il New York Times dell’epoca) spiccano il quartetto "Io dirò se nel gestire", l’aria "Ah! figliuol; date mente" (Don Bucefalo), il concertato "Chi mi ha tolto, poveretta" (finale del secondo atto) e la gustosissima scena della prova d’orchestra "Trai, trai, trai, larà larà" (Don Bucefalo). Don Bucefalo ode cantare alcune contadine di Frascati e ne rimane colpito; offre loro lezioni di canto, lusingandole con promesse di gloria. Giannetta, Agata e Rosa abboccano; quest’ultima si consola della presunta vedovanza con il conte di Belprato e con il vecchio Don Marco. Ma Carlino torna inaspettatamente e apprende di quegli intrighi amorosi. La vicenda si snoda quindi tra i battibecchi delle contadine, che si contendono il ruolo di ‘prima donna’, le peripezie dei loro amanti e le velleità artistiche di Bucefalo; il culmine giunge nel terzo atto, allorché il maestro di musica allestisce la sua nuova opera. Rosa ne è la ‘prima donna’ ma, proprio al momento della sua entrata in scena, ecco comparire Carlino che reclama la moglie, creando lo scompiglio generale. Don Bucefalo si dispera per il fallimento della prova; Agata e Giannetta, invidiose di Rosa, esultano per la sua imminente punizione; il conte trema. Naturalmente tutto finisce per il meglio e Rosa si pente, giurando fedeltà al marito ritrovato. L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD. direttore: Massimiliano Caldi regia: Marco Gandini scene: Italo Grassi costumi: Silvia Aymonino Il Conte di Belprato: Aldo Caputo; Don Bucefalo: Filippo Morace; Gianetta: Francesca De Giorgi; Carlino: Massimiliano Silvestri; Don Marco: Graziano De Pace; Rosa: Angelica Girardi; Agata: Date Mizuki; Coro Slovacco di Bratislava e Orchestra Internazionale d’Italia. Martina Franca, Palazzo Ducale, 20 e 22 luglio 2008, ore 21 "PELAGIO" musica di Saverio Mercadante, tragedia lirica in quattro atti libretto di Marco D’Arienza; prima rappresentazione: Napoli, Regio Teatro San Carlo, 1857/ revisione e trascrizione di Mariano Rivas / editore e proprietario Teatro Jovellanos De Gijò S.A. Asturias / prima rappresentazione scenica in tempi moderni. Con una lettera del 30 settembre 1856, Saverio Mercadante (Altamura 1795 – Napoli 1870) scrive al Duca di Satriano - sopraintendente generale dei Teatri di Napoli - di aver adempito all’impegno preso nell’ottobre 1855 di scrivere una nuova opera per il Real Teatro San Carlo. Tale opera, l’ultima composta dall’artista, fu intitolata Pelagio. Con essa Mercadante pose fine alle sue composizioni melodrammatiche e alla sua carriera operistica, rimanendo di diritto a far parte della grande tradizione non solo italiana ma mondiale. Pelagio andò in scena il 12 febbraio 1857, in chiusura di una disastrosa stagione operistica del Teatro S. Carlo ma salvò da naufragio certo la malaugurata stagione grazie alla maestria dell’autore che fu in grado di far vibrare le più remote corde dell’anima di tutti i presenti, maturando, così, un successo strepitoso, passato alla storia attraverso le cronache del tempo. Il periodico “Verità e Bugie” del 14 febbraio 1857 annuncia che il teatro era “zeppo, stipato, gremito (…) un pavimento di teste umane”. A cominciare dal 1858, Pelagio fu rappresentato a Milano, fino a Lisbona, dove riscontrò un notevole successo. Nel nostro tempo, Pelagio è stato eseguito una sola volta, in forma di concerto, a Gijòn (città in cui esso è ambientato) nel 2005. L’opera, una tragedia lirica in quattro atti, si svolge in Gione e nelle Asturie, fra il VII e VIII secolo. In questo periodo la penisola iberica era invasa e dominata dagli Arabi. Pelagio, duce spagnolo, creduto morto sui campi di battaglia in Bezia, volle fortemente liberare la sua patria dai dominatori e nel 718 riuscì nell’impresa. Eletto re dai suoi compagni fondò una monarchia che fece la gloria della Spagna. Questa è la premessa con cui Marco D’Arienza, autore del libretto, introdusse l’opera, il cui intreccio risulta semplice quanto appassionante. Bianca, figlia di Pelagio, durante la lontananza del padre che era ritenuto morto, sposa l’arabo Abdel facendosi promettere pace e tranquillità fra i popoli, nonché rispetto della loro fede. Ma Pelagio non è morto e quando ritorna da sua figlia la rimprovera di aver sposato un arabo; ma essa si giustifica dicendogli che è stata obbligata a far questa scelta per salvare il suo popolo, ciò non basta a Pelagio il quale la ripudia per l’assurdo gesto compiuto. Pelagio viene sorpreso e arrestato, ma Bianca corrompe le guardie e lo libera. In questo modo egli, prendendo occasione da una legge con cui si imponeva agli spagnoli di rinnegare la loro fede, riunisce i suoi e provoca una sommossa sconfiggendo gli arabi. Abdel, scoperto il tradimento di Bianca corre da lei e non perdona il suo comportamento, anzi l’accusa di essere la causa della sua fine e di quella del suo popolo. Giunge Pelagio, ma è troppo tardi, Bianca è stata uccisa da Abdel, il quale vistosi circondato dagli spagnoli, si precipita dal verone! L’edizione rappresentata sarà pubblicata in CD. Di Saverio Mercadante il Festival ha rappresentato nel 1984 Il Giuramento, nel 1990 Il Bravo e nel 1995 Caritea Regina di Spagna. direttore: Mariano Rivas; regia: Jean-Louis Pichon; scene: Alexandre Heyraud; costumi: Frederic Pineau; Pelagio: Costantino Finucci; Bianca: Clara Polito; Abdel-Aor: Danilo Formaggia; Giralda: Paola Francesca Natale; Asan: Stefano Olcese; Aliatar: Giovanni Coletta; Mendo de Quexada: Cristian Camilo Navarro Diaz; Coro Slovacco di Bratislava e Orchestra Internazionale d’Italia. Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 e 4 agosto, ore 21 i concerti IL RE PASTORE DI MOZART E IL MONDO CAMPESTRE DEL '700 musiche di Wolfgang Amadeus Mozart / Il concerto si incentra sulla versione mozartiana del Re Pastore (K 208). Il melodramma in due atti fu messo in musica da Wolfgang Amadeus Mozart su un libretto che era una rielaborazione di Giambattista Varesco (il librettista di Idomeneo) dell'omonimo melodramma di Metastasio, ridotto da tre a due atti. Composta a Salisburgo all'inizio del 1775, l'opera fu scritta per il soggiorno dell'arciduca Massimiliano Francesco d'Austria, figlio dell'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo, su commissione dell'arcivescovo Colloredo. La prima rappresentazione ebbe luogo il 23 aprile 1775 alla residenza arcivescovile di Salisburgo. Il ruolo di Aminta fu interpretato dal castrato Tommaso Consoli. interpreti: Francisco Ruben Brito, Rosa Sorice, Paola Francesca Natale pianista: Vincenzo Rana Martina Franca, Chiostro del Carmine, 18 luglio, ore 21 CANZONI E ARIE D'OPERA musiche di Giacomo Puccini Oltre a arie tratte dalle opere del compositore lucchese, il concerto presenterà numerose canzoni e romanze che restano di rara esecuzione, pur esprimendo una qualità musicale assolutamente adeguata al genio immortale di Puccini. interpreti: Mara D’Antini, Leonardo Gramegna, Giovanni Coletta, Graziano De Pace pianista: Ettore Papadia Martina Franca, Chiostro del Carmine, 25 luglio, ore 21 Noci, Chiostro di San Domenico, 26 luglio, ore 21 PUCCINI E DINTORNI musiche di Giacomo Puccini, Pietro Mascagni La qualità della scrittura orchestrale di Puccini e di alcuni fra i suoi contemporanei è finalmente riconosciuta dalla critica e dal pubblico contemporanei. Il concerto proporrà alcuni fra i più interessanti lavori scritti per orchetra da Puccini, Mascagni e altri compositori coevi, dal Capriccio sinfonico a Crisantemi, dal Preludio di Edgar all’Intermezzo di Cavalleria rusticana alla Tregenda de Le Villi (l’unica opera pucciniana rappresentata al Festival, nel 1994, con il debutto del giovane Josè Cura) direttore: Massimiliano Caldi Orchestra Internazionale d’Italia Martina Franca, Palazzo Ducale, 27 luglio, ore 21 MERCADANTE E I SUOI ILLUSTRI RIVALI musiche da Saverio Mercadante a Gaspare Spuntini Un confronto fra Mercadante e i suoi contemporanei (gli “illustri rivali” per parafrasare il titolo di una delle opere di successo del compositore altamurano) con arie tratte da Caritea Regina di Spagna, Il Giuramento, I due illustri rivali, Il Bravo, I Normanni a Parigi e da brani di autori a lui contemporanei, quali, fra l’altro, Gaspare Spontini. interpreti: Mara D’Antini, Francesca De Giorgi, Daniela Diomede pianista: Ettore Papaia Martina Franca, Chiostro del Carmine, 30 luglio, ore 21 Sede da definire, 31 luglio, ore 21 MESSA DI GLORIA per soli, coro a quattro voci e orchestra musica di Giacomo Puccini nel centocinquantesimo anniversario della nascita del compositore Scritta a Lucca nel 1880 in occasione del saggio di diploma e diretta dello stesso autore per la festa del santo due anni dopo, il cui Agnus Dei troveremo in seguito, trasformato in madrigale, nel secondo atto di Manon Lescaut. interpreti: Leonardo Gramegna, Gianfranco Cappelluti direttore: Ramón Tébar Martina Franca, Basilica di San Martino, 1 agosto, ore 21 Bitonto, Cattedrale, 3 agosto, ore 21 Barletta, 5 agosto, ore 21 San Marco in Lamis, Cattedrale, 6 agosto, ore 21 ALTRE MANIFESTAZIONI INCONTRI CON L’OPERA Conversazioni a cura di Sergio Segalini IL RE PASTORE con Giovanni Battista Rigon, Alessio Pizzech, Guido Fiorato Martina Franca, Palazzo Ducale, 19 luglio, ore 11,30 DON BUCEFALO con Massimiliano Caldi, Marco Gandini, Italo Grassi, Silvia Aymonino Martina Franca, Palazzo Ducale, 20 luglio, ore 11,30 PELAGIO con Mariano Rivas, Jean-Louis Pichon, Alexandre Heyraud, Frederic Pineau Martina Franca, Palazzo Ducale, 2 agosto, ore 11,30 AUDIZIONI: FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA, edizione 2009 ACCADEMIA PAOLO GRASSI, biennio 2009/2010 L'Accademia Paolo Grassi organizza un corso di perfezionamento di tecnica e stile vocale di durata biennale riservato a giovani cantanti lirici (età max: soprani, mezzosoprani, e tenori 30 anni, baritoni e bassi 32 anni). L'Accademia Paolo Grassi riserva una parte dei posti disponibili ai propri diplomati che desiderano continuare l'attività di studio e di perfezionamento vocale su programmi particolari: il corso è annuale. Martina Franca, Palazzo Ducale, 12 luglio - 3 agosto, ore 11.00 INFORMAZIONI: Centro Artistico Musicale Paolo GrassiPalazzo Ducale - I - 74015 Martina Franca (TA)tel. 080.4805 100 pbx n. 2 linee - fax 080.4805 120e-mail: festivaldellavalleditria@tin.it Sito web: www.festivaldellavalleditria.it BIGLIETTERIA: Piazza XX Settembre - I - 74015 Martina Franca (TA) i percorsi e le attività del Festival Il Festival della Valle d’Itria, nato nel 1975, propone titoli inediti e programmi di raro ascolto. Un’attività quasi trentennale, alla quale per cinque volte è andato l’ambito riconoscimento del Premio Abbiati dell’Associazione nazionale dei critici musicali italiani. Non si contano, nella storia del Festival, le opere riscoperte e rivelate, veri e propri capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, le interpretazioni musicali rimaste celebri, le affermazioni di giovani e straordinari interpreti. ricerca, edizioni musicali L’attività di ricerca nel settore musicale, la realizzazione di revisioni e di nuove edizioni di opere liriche e la corretta prassi esecutiva costituiscono i punti di forza di ogni progetto. Sono proprio le edizioni musicali uno dei più qualificati risultati raggiunti in questi anni. Un’attività apprezzata anche dalla Casa Musicale Sonzogno che ha stretto un rapporto di collaborazione con il Centro Artistico Musicale Paolo Grassi. La rigorosa, raffinata e lungimirante linea culturale tracciata sin dai primi anni ha consentito la definitiva affermazione di numerose produzioni operistiche di musicisti di scuola napoletana, soprattutto pugliesi, e di compositori europei vissuti tra l’Italia e la Francia. alta formazione Costante è l’impegno che il Festival dedica alle attività di formazione professionale dei giovani cantanti. L’Accademia Paolo Grassi è stata costituita nel 1997 a Martina Franca dal Centro Artistico Musicale Paolo Grassi per offrire ai giovani talenti occasioni di studio e di formazione sulla tecnica e lo stile vocale. L’Accademia si avvale della collaborazione del Piccolo Teatro di Milano e dei Conservatori di Monopoli e di Lecce. educazione musicale Avvicinare i giovani al mondo del teatro musicale è stato uno degli impegni primari del Festival. Una attività di educazione dei giovanissimi (dal canto, all’arte scenica, alla scenografia, ai costumi) ormai istituzionalizzata e inserita nei progetti pluriennali, promossi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Ente Teatrale Italiano, insieme alla compagnia Teatro C.R.E.S.T di Taranto. collaborazioni, coproduzioni Sempre più intensa la collaborazione con teatri e Festival di città italiane e straniere (Montpellier, Saint-Etienne, Gissen, Dortmund, Bari, Catania, Osimo, Savona,Venezia), università (gli atenei pugliesi di Bari e di Lecce e l’Université de Paris-Sorbonne) ed importanti centri di studio in Italia ed all’estero per la coproduzione di opere liriche e l’organizzazione di attività di studio e ricerca. discografia Di gran pregio, di altissima qualità, la produzione discografica delle opere rappresentate, più volte premiata. biblioteca Paolo Grassi Oltre diecimila volumi, seimila dischi e migliaia di documenti archivistici costituiscono la Biblioteca della Fondazione Paolo Grassi, fonte di studio e di ricerca per il mondo dello spettacolo unica nel Sud Italia, nata sui fondi appartenuti a protagonisti della vita culturale italiana quali Paolo Grassi, Rodolfo Celletti e Gioconda De Vito. premi, riconoscimenti Numerosi i riconoscimenti ottenuti sia per la qualità delle proposte artistiche che del qualificato livello professionale organizzativo raggiunto, tra i quali vanno ricordati: i cinque prestigiosi premi Abbiati, assegnati dalla critica musicale italiana, per due volte, alla migliore iniziativa musicale dell’anno (nel 1985, Anno Europeo della Musica, e nel 2000), alla migliore interprete (Mariella Devia, 1985), alla migliore regia (Guido Monticelli, 1998), ed ancora, alla migliore interprete (Patrizia Ciofi, 1999). Il Festival ha ottenuto il riconoscimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri come manifestazione d’interesse internazionale e, nel 1994, ha ottenuto dalla Presidenza della Repubblica la medaglia d’onore riservata ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte. Dal 1998 il Festival della Valle d’Itria fa parte dell’European Festivals Association di Ginevra ed è, inoltre, socio fondatore di Italia Festival - Agis, l’organismo che rappresenta i maggiori festival italiani.

Il 2 luglio partirà la terza edizione degli stimolanti Concerti d'Estate a Ruffano (Lecce)

Avrà inizio il 2 Luglio prossimo la terza edizione dei "Concerti d'Estate", una serie di eventi musicali promossa e sostenuta dall'Assessorato alla Cultura del comune di Ruffano (Lecce), sotto la direzione artistica della giovane e talentuosa pianista salentina Valeria Vetruccio (nella foto) e del Prof. Giovanni Maggio, ammirevole promotore di numerosi eventi musicali e teatrali. La stessa Valeria Vetruccio si esibirà nel concerto inaugurale assieme all'Orchestra I.C.O. di Taranto nel "Concerto in Sol Maggiore" di Maurice Ravel; la serata vedrà come protagonisti anche la pianista cinese Jin Ju (Beethoven Concerto n°5 "Imperatore") e il pianista argentino Daniel Rivera (Liszt Concerto n°1): tre solisti d'eccezione, dunque, per tre capolavori assoluti del repertorio concertistico. Ciliegina sulla torta, la presenza sul podio del notissimo maestro Michele Marvulli. Gli altri appuntamenti vedranno impegnati, il giorno 21 Luglio, il Duo per flauto e pianoforte Massimo Mercelli e Corrado De Bernart, il 30 Luglio il Duo pianistico Riccardo Radivo - Chiara Della Porta, con un programma interamente dedicato ai celeberrimi "Tanghi" di Piazzola, mentre il 20 Agosto sarà la volta di un duo formato da due giovani musicisti come Francesco Mastromatteo (violoncello) e Tommaso Cogato (pianoforte); il 27 Agosto, con un programma a 4 mani dedicato alle colonne sonore dei classici del cinema, si esibirà il ben noto Duo di Firenze (Rodolfo Alessandrini e Sara Bartolucci): concerto in cui la musica accompagnerà la proiezione di immagini relative ai film trattati. Sarà, infine, il pianista David Boldrini a concludere la stagione, il 10 Settembre, con un programma chopiniano. Sei appuntamenti da non perdere a Ruffano (Lecce), presso la Chiesa Matrice B.M.V. in Piazza del Popolo e la Sala-Teatro dell'Istituto "S.Lillo". Il calendario dettagliato e tutte le informazioni sono disponibili sul sito della rassegna:

martedì, giugno 10, 2008

Il debutto di Michael Guettler con l'OSN della Rai di Torino e Alexander Lonquich

Debutta sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai il giovane e talentuoso direttore d’orchestra tedesco Michael Güttler (qualche settimana fa ammirato anche a Bari per un'ottima direzione della Clemenza di Tito di Mozart), che è arrivato al successo dopo aver sostituito Valery Gergiev nel "Ring des Nibelungen" e in "Parsifal" al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Grazie alla sua regolare attività di direttore ospite, il suo nome è legato a importanti teatri e orchestre della Germania; dal 2006 è Direttore musicale del Teatro di Ekaterinburg, il terzo più importante di Russia. Con lui il celebre pianista Alexander Lonquich (nella foto), la cui lunga e brillante carriera è iniziata nel 1977 con la vittoria del Concorso pianistico "Casagrande", dedicato a Schubert; da allora ha suonato in Giappone, negli Stati Uniti e nei maggiori centri musicali europei.
Di recente Lonquich si è dedicato sempre più spesso alla direzione d'orchestra, collaborando con l'Orchestra da Camera di Mantova, l'Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilharmonie, la Camerata Salzburg e la Mahler Chamber Orchestra. Lo scorso febbraio ha diretto la Filarmonica del Teatro alla Scala, con grande successo di critica e pubblico. Il concerto, giovedì 12 giugno 2008 (replica venerdì 13) all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, sarà in collegamento diretto su Radio3 e prevede l’esecuzione del Concerto n. 1 in mi minore op. 11 per pianoforte e orchestra di Chopin, e di Quattro poemi sinfonici da Má Vlast (La mia patria) di Smetana.

Nel segno di Bruch e Françaix chiude la stagione 2007-2008 dell'EurOrchestra

Domani sera, alle ore 21.00, presso il Salone dei Congressi dello Sheraton di Bari, si terrà l’ ”Arrivederci in Musica” del Pianofestival “San Nicola”, con l’ultimo concerto della VIII Stagione dell’ EurOrchestra, dal titolo "Sentieri imbattuti: Due Pianoforti e Orchestra". Ancora una volta l’EurOrchestra offrirà al suo pubblico l’opportunità e la gioia di esplorare insieme strade nuove, che spingono lo sguardo verso inusuali orizzonti di suoni e di vita. Per l'occasione saranno presentati in prima assoluta italiana due doppi concerti, scritti ambedue per due pianoforti e orchestra: quello del compositore tedesco Max Bruch composto nel 1915, sarà affidato ai pianisti Angela Montemurro e Filippo Balducci e quello del compositore francese Jean Françaix ,composto nel 1965, sarà eseguito dalle pianiste Gabriella Bassi e Claude Françaix, quest’ultima figlia dello stesso compositore. L’EurOrchestra sarà diretta da Francesco Lentini (nella foto). Costo del biglietto: Intero € 15 - Ridotto € 12 - Studenti € 7. Per informazioni si prega di telefonare allo 080 574 45 59 . http://www.eurorchestra.it/ / eurorchestra@libero.it / parnasodonne@eurorchestra.it

lunedì, giugno 09, 2008

Barry Jordan chiude stasera il XIII Festival Organistico Internazionale di Bari

Questa sera, alle 20.30, presso la Chiesa di Santa Croce ( Piazzetta Frati Cappuccini, 2 – Bari) si svolgerà il concerto di chiusura del XIII Festival Organistico Internazionale di Bari organizzato dal Centro Culturale Marin e dall’Associazione Amici della Musica d’Organo. Barry Jordan (nella foto), noto artista tedesco di origine sudafricana eseguirà un interessante programma con brani di Schlick, Lübeck, Buxtehude e Bach. Nato in Sudafrica, Jordan ha studiato pianoforte, organo, clarinetto e composizione all’università di Cape Town. Trasferitosi successivamente a Vienna e poi a Lübeck, ha completato gli studi di musica sacra e di organo conseguendo il Konzertexamen nel 1988. Dal 2003 al 2006 ha insegnato organo presso l’Accademia Superiore di Musica di Lipsia. Concertista di fama internazionale, dopo aver svolto il servizio presso la Osterkirke di Kiel, attualmente è organista e direttore di musica sacra presso la cattedrale di Magdeburg (Germania). L'ingresso, come di consueto, è gratuito. Info: tel. 080.5235024

Intervista ad Alessandro Zignani

Giornalista, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, musicologo, germanista e quando poi ha tempo (ma dove lo trova?) va persino a dirigere un’orchestra in Olanda. Attualmente è docente di Storia della Musica ed Estetica Musicale presso il Conservatorio di Monopoli, ma ha un recente passato come insegnante di Liceo Classico e docente universitario di Storia della Cultura Tedesca. Questa è, a dire il vero, solo un’impietosa (per non dire brutale) sintesi alla domanda: “Who is Alessandro Zignani?”. Ci sarebbe, infatti, da aggiungere molto di più. Del resto, quando lo incontrai per la prima volta l’anno scorso qui a Bari, durante la presentazione di un libro a "Casa Giannini", mi parve subito di trovarmi di fronte a una specie di…extraterrestre. Zignani, classe 1961, nato a Rimini possiede della "stirpe" romagnola la parlantina schietta, la battuta pronta (talora ironica o addirittura salace, secondo i casi) e un brillante eloquio da comunicatore nato. Tra le sue innumerevoli qualità, quest’ultima è forse quella che immediatamente più colpisce e lo rende simpatico. Ha appena scritto, dopo quelle apprezzate su “mostri sacri” del podio quali Mitropulos e Furtwängler una bella monografia sul più grande direttore d’orchestra del Dopoguerra, Herbert von Karajan (pubblicata dalla Zecchini di Varese) e un ponderoso viaggio alle origini della musica europea in 523 pagine intitolato “Le Città della Musica” (Florestano Edizioni di Bari). Qualche settimana fa gli ho chiesto di rilasciarmi un’intervista. Sapevo bene a cosa potevo andare incontro con l’“extraterrestre” Zignani, ma ho rischiato lo stesso e armato solo di un obsoleto (badate: ancora ben funzionante) registratore a cassetta Sony l’ho affrontato a viso aperto. *************************************************** Quando e come nasce la sua passione per la musica? “Di solito la musica ti trova, non la vai a cercare. A me, per esempio, è successo ascoltando gli arrangiamenti di Waldo Delosrios, che all’epoca faceva queste orrende riletture moderne della musica classica, con sotto l’accompagnamento ritmico della batteria. Del resto, in casa mia nessuno amava la musica o si occupava di arte in generale. Era una famiglia semplice e di livello culturale basso e loro dunque ascoltavano Beethoven e Ciaikovskij in queste versioni tremende. A dodici anni ero un po’ stufo di Delosrios – devo però ammettere in fin dei conti che lui mi aveva cambiato la vita - e volevo che i miei genitori mi comprassero un disco vero delle sinfonie di Beethoven, Ciaikovskij e Dvořák. In particolare, desideravo un’incisione di quella cosiddetta sinfonia “Dal Nuovo Mondo”, ossessionato dal bisogno di sapere quale fosse poi questo benedetto nuovo mondo. Fu così che scoprii, pur attraverso mediocri edizioni discografiche, che il linguaggio di quei musicisti del passato era il mio; rividi, riascoltai in sostanza, un mondo musicale che mi era già familiare. Era come se, in un certo senso, ne fossi stato espulso e poi l’avessi finalmente ritrovato.” Si è mai chiesto, anche dopo molti anni, il perché di quella sua ritrovata familiarità con la musica ? Lei crede ci possa essere una sorta di predestinazione in questo ? “Non so se sarebbe il caso di usare la chiave esoterica, ma quella della cosiddetta predestinazione è un ipotesi plausibile. Del resto come sarebbero altrimenti spiegabili i casi di Mozart e Schubert, capaci di suonare e comporre musica (e che musica!) sin dalla più tenera età? Mozart, per esempio, a otto anni già padroneggiava violino, organo e clavicembalo. Tornando alla sua domanda, per me è stato un ritrovarsi con questo tipo di linguaggio astratto, dei simboli che diventano suoni e non del contrario come si pensa.” I suoi studi musicali ? “L’aver scoperto la musica solo a 12 anni mi ha impedito di possedere e di conseguenza sviluppare la necessaria manualità per diventare un musicista di professione. Ho studiato il clarinetto, il violino e il pianoforte per cinque anni, ma non sono mai diventato uno strumentista.” Tra gli innumerevoli ascolti della gioventù qual era il compositore che amava di più? “Su questo non ho dubbi nemmeno oggi. E’ Mahler, Gustav Mahler. La musica degli altri è bellissima, l’ammiro e quant’altro, ma quella di Mahler è come se l’avessi scritta io. In sostanza, non compongo perché c’è già stato lui a farlo per me.” Ci spieghi meglio il senso di questa affermazione, partendo magari dal suo primo incontro-approccio con la musica di Mahler. “Be’, avevo quindici anni e mi ero rifugiato annoiatissimo in automobile ad ascoltare la radio, durante gli estenuanti festeggiamenti di un battesimo tipicamente romagnolo, quando di colpo sento una cosa che riconosco come un linguaggio della mia anima, del mio inconscio. Rappresentava qualcosa che io sapevo di essere ma non riuscivo a dire. Alla fine, in un rapimento assoluto, ho scoperto che si trattava del Titano di Gustav Mahler; il giorno dopo sono andato di corsa a comprarmi il disco. La cosa strana è che già a quell’età capii l’aspetto parodistico e la bellezza sardonica di questa musica. Avevo insomma quell’atteggiamento alla russa di vedere sempre l’aspetto tragico nel grottesco.” Si potrebbe dunque dire che Mahler e la sua musica hanno segnato un’autentica svolta nella sua vita? “Sì, ricordo anche che ascoltando la Terza Sinfonia e in particolare navigando nel suo finale ero praticamente uscito fuori di testa. La Settima invece non sono riuscito a capirla per anni e adesso è in fondo quella che amo di più. D’altronde, va detto, è anche la più enigmatica delle sinfonie mahleriane.” Ed è allora che è arrivata anche la passione per l’orchestra e dunque per la direzione d’orchestra? “Adoravo seguire le prove d’orchestra dei maestri che passavano al Teatro Comunale Bologna, mentre studiavo all’università. Da autodidatta ho imparato molto presto, attraverso la manualistica disponibile, a leggere le partiture e ad approfondire l’orchestrazione, ben prima del contrappunto; questo per farle capire quanto m’interessasse l’orchestra. La direzione mi ha interessato sin da subito perché metteva ordine a quello che per me, mentre ero completamente rapito dalla musica, rappresentava solo un libero sfogo al movimento gestuale e corporeo. Alla fine ho capito che il mio strumento era il mio corpo.” Secondo lei si può insegnare la direzione d’orchestra? “La direzione d’orchestra si può insegnare poco. Si possono insegnare le tecniche che evitano i problemi più grossi, ma se uno non possiede già di suo la capacità di comunicare con l’orchestra è quasi impossibile poterglielo insegnare. ” A tale proposito mi viene in mente il nome di un grande e indimenticabile didatta come Franco Ferrara… “Certo. Lui sarebbe stato secondo Arturo Toscanini il più grande direttore di tutti i tempi, ma aveva l’insormontabile problema degli attacchi epilettici che gli venivano mentre dirigeva in pubblico. Lui era una persona sana, ma la musica lo prendeva così completamente da scatenargli un autentico collasso di neuroni.” Lei si occupa da tempo di scrivere monografie sui più grandi direttori d’orchestra del passato. Penso a Furtwangler, Mitropulos, adesso è uscita la monografia, molto apprezzata su Karajan. Chi sarà il prossimo? “Carlo Maria Giulini senz’altro.” Il direttore d’orchestra del nostro tempo che preferisce? “Senza dubbio Carlos Kleiber che direi ha lasciato un’impronta straordinaria e decisiva in tutto quello che ha scelto (poco, in verità) e interpretato. Difficile anche solo immaginare che un giorno possa nascere qualcuno che sappia interpretare meglio di lui la Quarta sinfonia di Brahms, il Tristano di Wagner o il Rosenkavalier di Richard Strauss.”

venerdì, giugno 06, 2008

Domani sera concerto dell'Orchestra di Chitarre De Falla in Piazza Ferrarese a Bari per "Puglia Giovani"

Sabato 7 giugno, alle ore 20.30, P.zza Ferrarese - Bari / “PUGLIA GIOVANI” (BARI 6 -7 GIUGNO 2008) / EVENTO REGIONALE DELL’OBBLIGO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE: Gran Concerto Spettacolo dell’ ORCHESTRA DI CHITARRE DE FALLA (direttore M° Pasquale Scarola). Il 6 e 7 giugno si terrà a Bari il primo evento regionale dell’Obbligo di Istruzione e Formazione: “Puglia Giovani: dal Gargano al Salento formazione al 100%”. L’evento, unico a livello nazionale, è dedicato a tutti gli allievi che frequentano sul territorio regionale corsi di Obbligo Formativo (percorsi formativi triennali destinati a ragazzi dai 14 ai 18 anni che non hanno iniziato o concluso gli studi di scuola secondaria superiore). Durante le 2 giornate sono previsti incontri e seminari di approfondimento sul tema dell’Obbligo di Istruzione e Formazione in Puglia e sarà allestita, in Piazza del Ferrarese a Bari, un’area espositiva in cui circa 1.000 allievi esporranno materiali, prodotti e servizi realizzati nell’ambito dei percorsi formativi seguiti. I ragazzi avranno così l’opportunità di incontrarsi, condividere le esperienze vissute e far conoscere le competenze e professionalità acquisite. segreteria organizzativa , tel. 080.5228076, Assoc. "UNISCO" - Bari

Ultimo appuntamento di stagione con gli Incontri con la Musica a Casa Giannini

Domani, sabato 7 giugno, alle 18.30, ci sarà l'ultimo appuntamento della stagione con gli "INCONTRI CON LA MUSICA" da Giannini (nella foto Gianna e Giulia Giannini nello storico negozio barese). Il critico Nicola Sbisà incontrerà Claude Francaix, figlia del pianista e compositore Jean Francaix, con la partecipazione della pianista Maria Gabriella Bassi che ha inciso con lei il cd dal titolo "ELOGE DE LA DANSE", pubblicato dalla Dad Records. Egli fu allievo di Nadia Boulanger, autore estremamente prolifico, e l'atmosfera predominante nelle sue composizioni pianistiche è l'estrema luminosità e gradevolezza e si puo' cogliere il suo intento: dar da pensare e sentire all'animo, senza mai annoiare e ponendo il virtuosismo, arduo ma mai scontato, a servizio di idee dalla chiarezza formale, con il gusto tutto francese per l'ironia. Interventi musicali con le pianiste Gelsomina Cariello Volpe e Nicole Brancale. CASA GIANNINI - Via Sparano, 172 BARIIngresso libero - ore 18,30 /Infotel 0805246864.

Prorogata fino al prossimo 30 giugno la mostra "Lo spettacolo della Rinascita"nel foyer del Teatro Petruzzelli

In virtù del grande successo registrato nel mese di maggio dall'esposizione multimediale "Petruzzelli: lo spettacolo della rinascita", la mostra allestita nel foyer del Teatro Petruzzelli sarà prorogata fino al 30 giugno prossimo. Nel mese di maggio sono state registrare 2.200 prenotazioni. Il numero dei visitatori, tra cittadini, turisti, gruppi organizzati, scolaresche, associazioni e croceristi, si è aggirato sulle 10.000 unità. Nei prossimi giorni, sia dalla "finestra sul cantiere" che dal vomitorio del teatro sarà possibile ammirare, oltre alla cupola, anche la ricostruzione della trave di proscenio. Continua anche il servizio guida. Sarà possibile prenotare chiamando il numero telefonico 080.521.29.20 (dal lunedì al venerdì 10.00 / 12.00 e 16.00 / 18.00). La mostra resterà aperta tutti i giorni, inclusi i festivi, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00.

Il flautista Antonio Amenduni suona alla Carnegie Hall

L'amico flautista pugliese Antonio Amenduni (uno dei pochi musicisti al mondo che mi abbia visto all'opera come direttore d'orchestra...) mi segnala che terrà un significativo concerto alla fine di giugno nella prestigiosissima Carnegie Hall di New York. Andate anche a dare un'occhiata al suo accattivante website di recente "costruzione".

I tre "volti" del grande musicista-interprete Daniel Barenboim alla Scala di Milano

Si potrebbe coniare per lui la definizione di artista poliedrico o almeno di “musicista dai tre volti”. Il primo “volto” di Daniel Barenboim (nella foto), in ordine di apparizione, è quello del pianista, che concluderà in Scala a Milano la sua integrale delle Sonate di Beethoven iniziata a gennaio. Nei quattro appuntamenti che restano – il 15, 18, 22, 29 giugno – si completa il disegno su cui Barenboim ha impostato tutta la sua lettura: non una esecuzione in ordine cronologico ma ogni concerto con un programma autonomo che esemplifica tutti i periodi di Beethoven. Il secondo “volto” di Barenboim apparirà il giorno dopo, la sera del 16 giugno, ed è quello del direttore di teatro che scende in buca d’orchestra per Il Giocatore di Prokof’ev, nel nuovo allestimento firmato dal regista russo Dmitri Tcherniakov. Lo spettacolo ha avuto due recite d’anteprima alla Staatsoper di Berlino, dove ha raccolto un grande successo di pubblico e di critica. Sette le recite dell’opera tratta da Dostoevskij, alternate ai quattro recital pianistici, fino al 30 giugno. Appena superato il mese, spunterà il terzo “volto” di Barenboim, quello del maestro sinfonico e direttore a vita della Staatskapelle Berlin, che porta la sua splendida orchestra alla Scala e con lei eseguirà l’Ottava di Bruckner: la più bella, “violenta” e lacerante sinfonia del piccolo grande Maestro di Ansfelden.

Il chitarrista uruguaiano Gonzalo Solari in concerto oggi alla Vallisa

Dalla rassegna “Dedicato a” della Camerata Musicale Barese agli appuntamenti dell’associazione culturale “Manuel De Falla” diretta dal maestro Pasquale Scarola, la chitarra è diventata un po’ la regina di questo scorcio finale di primavera. Stasera in Vallisa (alle 20.30) ci sarà Gonzalo Solari (nella foto), chitarrista uruguayano di nascita, ma che vive attualmente in Italia ad Arezzo. Suona con una chitarra costruita nel 1981 dal liutaio giapponese Masaru Kohno. L’appuntamento di questa sera è il terzo nell’ambito della rassegna chitarristica internazionale della Puglia, organizzata dalla “De Falla”. Infotel. 347.605.27.69.

mercoledì, giugno 04, 2008

Domani Mariagrazia Lioy suona nel prestigioso Palazzo de Luca di Molfetta

Domani, giovedì 5 giugno, alle ore 20.30, presso il prestigioso Palazzo de Luca (corso Dante, 66 – Molfetta), il Liceo Musicale “R. Wagner” e l’Associazione Parnasus presentano l'Ottavo Concerto della Stagione Concertistica 2007/2008. L’evento vedrà come protagonista la nota pianista e docente lucana Mariagrazia Lioy che eseguirà la sublime Sonata op. 111 di Ludwig van Beethoven e inoltre alcune impegnative pagine di Franz Liszt "Rigoletto-Parafrasi da concerto", "Sonetto n° 123 del Petrarca", "Mephisto-Valzer". Infotel: 320/3180793

Ultimo atto di stagione per l'Accademia dei Cameristi

Nel segno di Shostakovich e Rachmaninov questa sera (alle ore 20.00) termina un’altra eccellente stagione concertistica organizzata dall’Accademia dei Cameristi. Presso l’Auditorium della Vallisa, due ottimi musicisti pugliesi come il violoncellista Nicola Fiorino e la pianista Elisabetta Mangiullo (nella foto) eseguiranno insieme due splendide pagine dei succitati compositori russi: la Sonata op. 40 di Shostakovich e la Sonata op. 19 di Rachmaninov. Biglietti: 10 / 6 euro. Infotel. 347.7712034.

Bandito dal Coretto di Bari il Concorso di Ricerca Musicologica "Silvestro Sasso" 2008

Il CORETTO DI BARI BANDISCE IL CONCORSO DI RICERCA MUSICOLOGICA"SILVESTRO SASSO" 2008, PATROCINATO DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI.
IL CONCORSO E' APERTO AI LAUREATI IN LAUREA SPECIALISTICA NEGLI ANNI ACCADEMICI 2005/2006 E 2006/2007 CHE ABBIANO DISCUSSO UNA TESI DI LAUREA DI ARGOMENTO MUSICOLOGICO PRESSO UNA DELLE UNIVERSITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA E AI LAUREATI PRESSO UNA DELLE UNIVERSITA' DELL'UNIONE EUROPEA CHE RIGUARDI UN AUTORE ITALIANO O PERIODI STORICI ITALIANI.
DA QUEST'ANNO IL CONCORSO E' APERTOAI DIPLOMATI DI SECONDO LIVELLO PRESSO UNO DEI CONSERVATORI ITALIANI NEGLI ANNI ACCADEMICI 2005/2006 E 2006/2007.
LE TESI DEVONO ESSERE PRESENTATE IN DUPLICE COPIA DATTILO SCRITTA ENTRO IL 30 OTTOBRE 2008 ALLA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE (VIA ARGIRO, 8 - 70122 BARI).
IL LAVORO DOVRA' ESSERE ANONIMO. E' PREVISTO UN PREMIO DI EURO 700,00 PER UN LAUREATO IN UNA DELLE UNIVERSITA' DELLA REPUBBLICA ITALIANA , UN PREMIO DI EURO 500,00 PER UN DIPLOMATO DI SECONDO LIVELLO PRESSO UNO DEI CONSERVATORI ITALIANI E UN PREMIO DI EURO 500,00 PER UN LAUREATO IN UNA DELLE UNIVERSITA' DELL'UNIONE EUROPEA; PER LE TESI PERVENUTE DALL' UNIONE EUROPEA E' RICHIESTA LA TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA.
INFOTEL. / FAX 080.5218411 - SEDE - VIA ARGIRO NR. 8 BARI - EMAIL: ilcoretto@tiscali.it / ilcoretto2005@libero.it

martedì, giugno 03, 2008

Uno strepitoso cast per la prima volta a Bari dell'Oro del Reno di Wagner

E’ partito domenica scorsa al Teatro Piccinni di Bari con l’esecuzione in forma di concerto dell’ “Oro del Reno”, prologo dell’Anello del Nibelungo, il viaggio wagneriano che nell’arco di tempo di tre anni (2008 -2011) porterà la Fondazione Petruzzelli ad allestire l’intera Tetralogia: oltre 15 ore di musica spalmate tra "Oro del Reno", "Walchiria", "Sigfrido" e "Crepuscolo degli Dei". Un progetto molto ambizioso, fortemente voluto dal Sovrintendente Vaccari, e che almeno a giudicare dagli esiti positivi dell’esecuzione dell’altra sera (unica replica oggi, sempre alle 20.30) è nato sotto i migliori auspici. L’Anello, come si sa, costituisce l’unico esempio di opera in quattro giornate e il suo assieme è da considerare come una sorta di colossale blocco narrativo sul principio e la fine del mondo, secondo la libera interpretazione delle saghe nordiche. Costruzione assai complessa dunque, anche a causa delle diverse rielaborazioni e integrazioni operate da Richard Wagner (autore, oltre che della musica, anche dei quattro libretti) nel corso di un'estenuante genesi, attraversata però da sostanziose interruzioni, di circa ventisei anni: dal 1848 al 1874. In realtà, la prima idea nasce ancora prima e cioè nel 1845 dal personaggio di Sigfrido, mentre Wagner sta, va detto, lavorando al “Lohengrin”, la sua opera forse più vicina alla drammaturgia italiana. Non mi soffermerò in questo post sulle fonti letterarie e le ragioni estetiche e filosofiche che hanno determinato nel grande compositore tedesco il bisogno imperativo di lavorare (e quanto intensamente e faticosamente!) ad una saga teatralmusicale così imponente e rivoluzionaria per quei tempi. Occorre citare però almeno alcuni testi fondamentali (a cominciare dal celebre memoriale autobiografico, per poi passare al geniale quanto divertente “Wagneriano perfetto” di George Bernard Shaw, prima di affrontare il serioso “Wagner” di Theodor W. Adorno o le eleganti quanto appassionate riflessioni sul compositore del celebre scrittore tedesco, Thomas Mann) affinché, chi lo voglia, possa approfondire tutte le più significative tracce e tematiche della Tetralogia wagneriana. Tornando all’Oro del Reno eseguito a Bari, mi piace sottolineare la presenza di un cast vocale di strepitoso livello, senz’altro degno di un’edizione del Bayreuth Festspiele più che di un teatro italiano. D’altro canto, però, dispiace che Vaccari non abbia voluto aspettare il ritorno, tra l’altro imminente, nel ricostruito Teatro Petruzzelli per poter avere un allestimento scenico integrale della Tetralogia, proprio a cominciare dall’“Oro”. Nonostante ciò, gli va dato atto di aver permesso ad un eccellente direttore come Stefan Anton Reck (nella foto) - giovane ma già abile e smaliziato interprete wagneriano – di poter lavorare con pazienza e serenità sulla complessa concertazione dell’opera, ottenendo dai giovani professori dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari (rimpinguati a dovere nel numero) buoni risultati, anche in considerazione del fatto che per loro si trattava di eseguire un’opera completa di Wagner per la prima volta. Quello che però mi ha felicemente sorpreso è stata la scelta e, di conseguenza, la superba interpretazione dell’intera compagnia di canto. Quattordici splendide voci per altrettanti personaggi. Da Albert Dohmen (un Wotan di carismatica intensità vocale ed espressiva) a Matthias Wohlbrecht (un Loge davvero superlativo il suo), dall’intramontabile Victor von Halem (nel ruolo del gigante Fasolt) a Thomas Gazheli (uno spettacolare Alberich, di taglio quasi espressionista) e Kurt Azesberger (un perfetto Mime). Non meno brave e solide le donne, tra l’altro, tutte o quasi di bella presenza: dall’affascinante e ieratica Fricka di Katja Lytting alla fresca Freia di Sabina Von Walther, senza dimenticare le Figlie del Reno, con le brave Valentina Farcas (Woglinde), Annely Peebo (Flosshilde) e Sara Allegretta (Wellgunde), quest’ultima, molfettese di nascita, già presente qualche anno fa in un bel “Parsifal” prodotto dalla Fenice di Venezia. Come ha risposto il pubblico barese dopo due ore e mezza ininterrotte di musica wagneriana? Direi molto bene, anche se nel Piccinni c’erano alcuni palchi vuoti e probabilmente a causa del “ponte” di giugno diversi abbonati hanno preferito il mare all’Oro del Reno. C’è il tempo di ascoltare l’unica replica di stasera. In ogni caso, alla fine successo calorosissimo per tutti gli interpreti e il direttore Stefan Anton Reck, che sarà anche sul podio della “Prima Giornata”, Walchiria, nel 2009 al Teatro Petruzzelli.

 
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